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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00100
usfldc handle - d43.100
System ID:
SFS0024306:00100


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 5, no. 24 (October 1942)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
October 1942
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
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Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
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4 856
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,.--.---SOMMARIO-----. SCIEMZA GUIDO LANDU: IL RAZZISMO ITALIANO E 'IL SUO-EST EUROPEO; ALDO MODICA: L'ORIGINE OEUA SPECIE PER REATTIVITA' RAZZIALE ; UDIO CIPIJAMI: MATERNITA' 1: INFANZIA NEl CINQUE CONTINENTI (Arner ice e Afr iu); FELICE GUZIAMI: SINTESI RAZZIALE E STORICA OELL:ARIANESIMO; MOD.: GENETICA. POLEMICA GIUSI,I filiAli: Il GHETTO 01 MILANO ; AGOSTINO GURI IEII: GLI EBREI IN UN ROMANZO CONTEMPORANEO. D O C U M E M T A Z l O M E IMCOLIIUS: LA STORIA 01 BARUCCABA'; ALESSAMDIO KEMAL VLOU: LA RAZZA GIAPPONESE (Caralfer i Jiiche demogr11fiche) QUESTIOMARIO EINSTEIN PLAGIARIO l M AN O S C R l T T l A N C H E SE N O N P U 8 8 LI C A T l N O N S l R E S T l TU l S C O N O GLI UFFICI DELLA ''DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA !PORTICI DI VElO Tl::LEFONCl fi:1737 -62RSr CREDITO ITALIANO BANCA DI INTERESSE NAZIONALE SOCIET ANONIMA 1 CAPITALE LIRE SOO.OQ.O.OOO INTERAMENTE VERSATO RISERVA LIRE 128.000.000 SEDE SOCIALEGENOVA 1 DIREZlONE CENTRALE MILANO OGNI OPERAZIONE E SERVIZIO DI BANCA j

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ANNO V 24 20 OTTOBRE l942XX I>SCE IL 5 E IL 20 DI OC: N I MESK UN NUMERO SEPARATO LIRt: 1 A!'INUO LIRI> 20 ABBONAMt:NTO SEMilSTRAI.a; l !l t :s-rt : K o 11. OOI'I'Io Direttore: TELESIO INTERLANDI Comilato di redazione: p rof. d o u GUlDO Lo\.NDRA prof. dott. LlDIO CIPRIANI di GIORGIO AI.MIRANTF. SCIENZADOCU UENTAZIONE POLEUIC4 OUESTIONAWO Ouuti quaHr giudei tedeschi non potranno plu spec11lara sulle eotthllioM COli artaltl : Il dlsHttttYo H addita all'altrui 11 d i stinHvo costituisce la plll .tttcace difesa contro il pericolo ebraico ; e non ..pu6 ener c011slclerato c ..... lini f-e di vessaalotte, In 11anfo non la che soHollneere e mettere In luce .., dato' di fatto lnconfestablle

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I :1 un pre<:edente articolo abb.iarno richiamato r attenzione dei nostri lettori sull i mportanza che avr il r azzismo nel dopoguerra per la n03t: a politica di espans i one impe riale Il razzismo n o n pi un fenomeno !Jmi lato all a sola Germania e desti nato alla t ribol azi :>ne dei poveri ebre i : esso si es teso largamente in Euro pa e f uori d'Europa ed spesso pre sente anche dove ci si dichiara antir azzisti P ossi amo dire che come il se ntiment o di nazionalit fu tipico del secolo passato cosl quella di razza tip i co del nostro secolo Molto proba b i lmente se oggi tornassero a v i vere gli autori delle primitive teorie razzi s te, r es t e rebber o assai meraviglia ti della d iffusi one di. tali teorie e f orse si addolorerebbero nel vederle diffuse tra razze e popoli ai quali cer tamente non le aveiano destinate. Ma questo un po il estino di tutti i creatori di dottrine filosofiche religio se pohtiche ecc., quello cio a un certo punto di non potere pi control lare l'evoluzione delle dottrine stesse Data quest::I diffusione del razzismo si comprende come noi italiani do vremmo presentc;rrci nel dopoguerra perfettamente preparati per affrontare questi problemi Essere dei razzisti ben preparati vuoi dire non solo possedere un istintivo orgoglio di razza ma anche conoscere i vari problemi che alla razza !';i riconnettono Settore importantissimo per la nostra futura espansio:1e la region e da nubiano-balcanica o sud-est europeo che dir si voglia In tale reg10 ne i problemi et!'lici e razzial i sono complicatissimi e tale complicazione fu la causa principale che fece di tale zona in un passato abbastanza prossimo la polveriera dell'Europa Anche ai nostri giorni il fattore etnico sta alla base della guerriglia sanguinosissima che s i svolge in alcune parti di questa va sta r egi one e degli attriti palesi o la tenti che spesso separano l'uno dal l'altro questi popoli Per dare un 'idea dell interesse con cu i il problema della razza seguito da questi popoli, ricorderemo come nel 1938, allorch dirigevamo l'Uffi cio Studi e Propaganda sUlla Razza del Ministero della Cultura Popolare facemmo unu specie di inchiesta fra gli studiosi stranieri, per avere un loro giudizj'o--sutrozzismo i taliano Notiamo la data: 1938. Allora il d> minio del giudaismo e della massone ria era molto pi esteso che non bggi e la mentalit degli studiosi di tutto il mondo era fortemente influenirta dal le i d e e democratiche e antirazziste Ebbene, malgrado questo gli studios i appartenenti all Ungheria, alla Roma nia, alla Bulgaria alla Grecia e alla jugoslavia, si dichiararono in blocco favorevoli alle idee del razzismo ita liano A titolo di curiosit possiamo ricordare la riSposta completamente di versa che ci fu data da un altro grup po di studiosi, quello cio dei paesi scandinavi e settentrionali in genere Tanto gli studiosi della Finlandia, Sve zia Norvegia Danimarca quanto quelli dell Olanda e del Belgio furono molto espliciti nel risponderei com battendo e criticando : pi!J, o meno bril lantemente, le tesi del nostro tazzismo Risposta questa molto inter essante an che se si pensa che gli studi d i antro pologia erano molto diffus i in tali pae-FIIIdulle di 011.-po, capofuoto clell'lsot. ltaliMI di SarpMto, nell'Egeo.

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si mentre erano quasi inesistenti nel sud-est europeo e che nel nord delrEuropg una certa politica razziale era gi in atto da molto tempo. Da quell'epoca le cose sono molto r::.utate e le armi vittoriose dell'Asse hanno certamente contribuito non po.co alla diffusione dell'idea razzista in tutta l'Europa. L 'arruolamento dei vo lontari appartenenti ai paesi nordici nelle truppe delle ;:>S veramente molto significativo a questo riguardo. i n quanto rappresenta la rinascita di un sentimento di jrazza che prima e .ra scomparso. Nel Sud-Est europeo invece. come abbiamo detto, il sentimento di razza sempre esistito e si spesso manifestato in maniera violentissima Molto probabilmente Per questo sentimento, senza l'influenza dell'Ita lia. non si sarebbe mai concretizzato in una realt politica. Noi. viaggiando, abbiamo potuto constatare cme veramente il fatto che l'Italia si sia dichiarata a un certo momento razzista abbia determinato una grandi5sima reazione in questa regione. Contro il razzismo, malgrado la situazione psicologica favo.revole esisteva, in tutta l'Europa danubiano-balcanica. un complesso di pregiudizi che ne rendevano molto difficile l'applica zione Se l'Italia non si fosse dichiarata razzista, il razzismo non sarebbe. uscito dalla sfera dei popoli germanici, dei quali pareva essere dottrina esclusiva. La sua formulazione rosenberghiana troppo nordica era tanto lontana dalla mentalit dei popoli balcanici e danubiani perchpotesse.avere presa/ su di essi." Anche il carattere quasi religioso del razzismo tedesco non poteva essere bene accetto da questi popoli Si comprende quindi come essi abbiano pi facilmente seguito l'indirizzo del razzismo italiano. In serie di viaggi n9i abbiamo cosi potuto studiare il fenomeno della nascita e dello sviluppo dei vari raz zismi. Fenomeno estremamente delicato ed importante, gravido di conseguenze che molto difficile potere og gi misurare. Difatti. la passione con cui si agitano tali problemi in questa regione spesso accompagnata da una scarsissima preparazione scientifica e dottri naria Inoltre i vari razzismi nascenti delle vie per le quE l i. invece di essere complementari gli agli altri possono finire col diven!::ne contrastanti. Compitq quindi del Italia di seguire lo sviluppo dei varazzismi e di costituire come un Uu coppia di contadini croati 1ft un INIIo popolare. faro intorno al quale essi s vadano metodicamente orientando. Dell 'interesse con cui seguito in Ungheria il razzismo italiano avemmo una prova in occasione di un viaggio compiuto nel 1940 la nostra permanenza a Budapest e in provincix abbiamo tenuto alcune conferenze in cui illustrammo l'originalit della dottrina italiana. le quali interessarono gli ascoltatori. Ricordia mo ancora come per la discussione di tali argomenti fu organizzata una speciale riunione da un gruppo di deputati governativi che venne presieduta dallo stesso Imredy. In Ungheria fece molto impressione il modo con cui il razzismo italiano era riu scito ad evitare qualsiasi contrasto con la Chiesa. Durante il 1941, invece. abbiamo

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perCQrso 1 n lungo e in largo la Roma nia e abbiamo ae nt i to come l'anima dol popo l o romeno v ibrasse di pas sione por Il rauismo. ln questo paese l'Idea di razzct s tr e ttament e c onnes -90 a quella d i romanit. Lo Idee del r azzismo italiano vengo no quindi accolte con estrema fall t perch al vongon o :Jd Inseri r e su sen timenti I nnati nel popolo romeno lnfme. durante i l 1 9 42, s v o l gem mo la n os t ra missi one di propagan.. da rauln t a I n Croazia Anch e qui. malgrad o l difficolt dell o ra presen l o abbiamo tro v oto il rauismo in pie no sviluppo e ovunque un g rand e de ald rio di co:1o cer gli ind irizzi d e l l'Italia f ascia t a In tal e materia Difatti rlpeliamo lo, se nel campo pratico In ognuno di ques t i paesi ai agito aposso rad ica l mente. n e l campo dot trlnarlo si ancora i n uno stato d t evoluzione Lo s t esso si pu dire per gU altri paesi del Sud-Est europeo. r i quali po t emmo avere ndiretta men t e molto mat e r iale i nfonnativo Alcun i problemi rauiali sono evi dentemente comuni a tutta questa r e gone ; cosi. per esempio. il problema ebraico, grave aopra ttutto per la Romania e l'Ung h eria Altri problemi in v ece. sono peculiari dei singoli paesi. M a quello che Int eressa dal punto d i vist a lnt erncnlonale sono esaenzial mente gli ind riui dei vari razzismi che dev ono essere considerati insieme al dlvetsl naxionalismi. Per alcuni paesi l'ndirizzo ormai bn delrut o come, per esempio, per I'UnQhero l'indirizz o tu ranico e per la Roman i a. quello daco-romano Per altri invece esis t o n o varie tendenze e non si pu pre v edere quale finir per prevalere Cosi. per esempio in CostuMI CMIHeristlcl llfllhetesi. Croazia estStono attualmente tre ten denze differenti, quella slava quella e quella illirica e in Bulgaria. due tendenze, quella slava e quella tu ranica Il prevalere o meno di una di que ste tendenze razziste pu avere gravi ripercussioni ne) campo politico Non bisogna difatti dimenticare come H panslavismo, che in questo momento alleato strettissimo del bolscevismo, poggi in fondo sopra un'idea di razza pi o meno corrispondente a verit li panslavismo verrebbe a consolidare notevolmente le sue posizioni se in Croozia e in Bulgaria finisse col pre valere la tendenza slava del razzismo Bisogna poi aggiungere come il SuaEst europeo debba essere considerate distinto in una zona pi interna, r spello all Italia, ed in una zona p n i esterna La prima che risulta dal k Croazia, dalla Serbia, dal Montene gro, dalla Grecia e dall'Albania, i.: pi sotto la nostra diretta influer. za che non la seconda, la que1 le risulta dall"insieme dei pae ,. amici e alleati, Ungheria, Romm: e Bulgaria. E' quindi soprattutto ali.: zona pi interna che deve essere T volta l'attenzione dei razzisti italian ; anche perch questa, per un corr. plesso di ragioni, si presenta pi d1: licile dell'altra dal punto di vist: etnico . Dei popoli cbe la costituiscono, c cuni possono considerarsi del tut autoctoni, come i Greci e a.,quesli l: sogna aggimge.re gli Albanesi. Lo sv luppo di coscienza di razza in Alban e in Grecia non potr che esserci u le, perch servir di barriera al po c;lavismo. In Croazia bisognerebbe f vorire lo sviluppo di un razzismo picamente croato e quindi contrar alla tendenza slava. In complesso l'l crediamo che in tutta questa regior che va dalle Alpi alla Grecia, si 1= trebbe fare un razzismo di tipo din rico o adriatico che dir si voglia. esalterebbe cos quella che la ve base razziale di tutti questi popoli si contribuirebbe alla loro pacifi, : evoluzione nell 'ambito del nostro l : pero. GUIDO LANDF \

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L'ORIGINE DELLA SPECIE PER REATTIVITA RAZZIALE A II'intuidonc cientifico-liriCH di Wolfango Goelhe mp pa:-ve risolutivo il pensiero di Uarwin ull'ongme delle specie mentre !l dissidio fra Cuvier e Geoffroy di Saint Hilair.: che verteYa sul problema c ad ognuna delle specit> viventi do\ esse attribuirsi secondo il principio l inneano, contestato dimostrativamente dal no tro abate Stop pani. un proprb piano di organizzazione o se inveee ne esista uno comune a tutte le s pecie. lo spinaeva a dichiararsi per quest'ultima idea. Goethe, infatti, in una dt>lle sue conft>renze sopra i tre primi capitoli di un abbo1.zo d'introduzione generale all'anato mia (1796) disse: Questo dunque acquisito, di _uoter affermare tranquillamente che tutti gli organismi pi perfezio nati. come sarebbero i pesci anfibi, g l i ucce lli. i mammiferi e al vertice di ques ti ultimi, l uomo. sono for mali secondo un unico prototipo originario, il quale nei suoi c l eme nti cos titutivi permanenti non fa che o ciliare nell 'una o nell"altra direzione e cont.:nua tullora a t>volver s i e trasfor marsi per La legge dell 'unit biolo gica e della infinita modificabi lit a (variabilit_) delle forme -xenne in seguito perfe lionata ed arricchita dagli studi' succes ivi e di Lamark e cil llo s t esso Darwin e di Heckel nei quali interfer perSino c on acute argomentazioni io Kant il quale partiva da un atteggiamento critico. La raziologia e la biologia hanno studiato questa modifi cabilit delle specie e delle razze ed hanno fornito la chiave dell'origine delle specie e delle nfzze adeguando il pen iero di Goethe, di Darwin. di Geoffroy di Saint Hilaire e di Hcc kel all'attuale conoscenza scientifica. Tuttavia noi dobbiamo individuare dei limiti a ques ta mo c lificabilit la quale non infinita ed onnipotente come nel l'epoca lirica delloo scientifismo si poteva ammettere. E i limiti facile riconoscerli nel tes suto razziale medesimo del le forme l e quali possono sotto determinati stimoli esogeni rd endogeni cui ri s pondllJIO efficacemente dar luogo a nuove fo rme. E importante in primo luogo stabilire che mentre Goethe "'eva giustamente antevi s to il prototipo originario, non ave a potuto anal izzare quali rifle si s u l prototipo e sulla e s.-rnzialit p s ico -animica di esso possono avere le trasforma l ioni biol ogiche che nel corso di una eredit filo ge netica po -ono esser s i portate intorno ad un determinato ceppo. Se per trasformazioni successive da certi microsauri (la ntidi preistoriche) pot giungersi agli ucc e lli come dalle si giuns e poi alle antropomorfe. non c hi non \(..la cpme il piano psichico dei rettili -profondamente diffen,< a da quello deg li u cce lli. come anche il med es imo piano -ia fortemente divers o. quasi nella sua es enzialit. dall e prorimmie. dai lcmuri sino alle superiori sc immi e antropo' ''rf e. \on oc corre ir.si stere oltre oer stabilire dunque c h e l e mo ifi
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I n ogni modo a cc laralo che la reatti\.jt il solo agente rapa!% di dar luogo a nuo.Jve forme iu.li e le moderne eoplic:azioni dt'lla Jella seg re gazione e dell'adattamen t o o della 1 ariazione genetica s i rifanno mpre al principi o Iella reau ivi t de'la razza dinanzi alle so llecitazioni. l engano dall'es tern o o vengano e.;se dall'interno. T ale r eaUivi t c he poi c araUere razziale perch 1la r azza a razza una propriet squisit amente bio lpgi ca del l a mater a vivente co m e del'a s ua sost anza ultratomi c a ed e ner ge tica la qua l e coas ial m ente r eagisce, sicc h i l moto \ a riaz ionale !! co mpie in tutto il complesso equilibratamente e p roduce la forma che veram e nte nuova ove non ci sia OJY p o izione t ra i organi c i l n faui s i hanno nume rose f o rme vaghe che compa iono e p oi sco mpa i ono manca una g iu s tificazio ne profonda m ente h iol ogic a ed una co nn ess ione int raorganica completa a o t enerle, cio uno s tat o d! armonia e di equilibrio in tern o dle i pu tr adu rr e i n e quilibrio r e lativamente esterno La reattivit che p r e s iede ai fenomeni vegetativi certa

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ne:11t-da quella che presiede alle modifcuoni raa Si dice che esi!'tono arie re.attivit di cui superfluo t>rtigt>re il c-atalogo : Ma d n10l di t? anche che la reattivt i l fenomeno ,;tale di fondamento a lutli i fenomeni vitali1 la modificazione della spt>eie o della razza un fenomeno i tale collettivizza to ad un certo numero biologicamente app rezzahile di individui. l n irt t! i questa modificahilit si hanno i noti m<>nti amh!entali. (ome iu irt della medesinia si hanno l e tt>orie di coloro che pensano eli poter far mutare tutto ci rht> non piace pi di avere allo s_tesso modo. Per t>:>t>mpio s eco ndo questo processo biologico pu aversi l a trasformazione biocenotica di un ebreo in ariano? Sa,,.bht> molto comodo c he gli uomini possono mu t a re co me le ra7.ze e le specie nel loro insieme e dar luogo : 1 nuove formi' possib ile a chi in u.n modo salvarsi diYentando !n un altro modo. Anzitutto le modificazioni biologich e avvengono per intert razze e per $pecie-in lunghi periodi di tempo poco apprezzabili e poi tali modificazioni sono limiJate dalla no rma di reaJiivit. Propriu l'etnia ebraica ri d l'ese mpio nf'l terreno umano .li questi limiti. Persino gl'incroci con altre razze lasciano dnminante. nd corso di una genesi ereditaria, il carattere cll'll"etnia ebraica che profondamente radicato nella com paginE" rispondente soprattulto ai carattE-ri psico -a n i miei rtegli ebrei Infatti gli ebrei reagiscono so lo a determinti stimoli c non a que11i che possono indurre in essi una modificazione razziale apprez:r.ahile. Anzi avviene spesso per loro, come poi accarte in tutta: la scala zoologica, che certi stimoli anzicb )iminuire o trasformare quel certo gruppo di caratteri, per una forma di reaaione antapnista li potenaia l maaamo grado. Cl pu essere avvenuto nell'urto tra l!etnia ebraica nel mondo e le altre etnie rauiali che l'hanno CfVIdata. E' noto che i gruppi sanguigni sono di assetto diveno da gr11nde razza n grande t ana c che poi vi 'hanno delle differenze Sf'rologiche tra le diverse razze e penino tra i diversi gruppi di essi. Inoltre stato che la fisionomia umorale e persino la linea delle fu. mttioni fisiologiche sono afquanto diver se da rar.r.a a razza. Da ci anche discende una diven stabilire a quali formo v \ 't'nli pu dare luo go. P e r chf. non wro c he il variare al l infinito dell'ambiente pu dar luo go a si no all'infinito di una determinata forma vitul e d ttn gruppo de terminato di form e Infatti nn! abbiamo \ edu to esting uer&i per incapacit a rea.,.re positivam e nte a detcrminBti contrari un gran de di specie. t:: tant e ne ahbiamo visto formare in luogo di quelle che sono Ci c i dice chiara m e nte che le razz e s i formano C'ome le specie per causa della loro reattivit che loro limitata e c he le limita n e l dhre nirP.. o nel perdurare. ALDO MODICA IL GHETTO DI MILANO Chi ha mai sentito parlare del Ghttto di Milano? Tracci e edili : w n se ne sono trovate; solo n ella toponomastica
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1 UIIIJnt non d d t allo l't'Dir ne.l l a lru11na tradl d11n e. Qar..lr eau w u elloe baD11n c oc.lutn lauto il ra vorr lrbnO I U multu i u v o c a liiull o l"'' Hf!IIIIJ i U Ja rila III'JIR Cll ll x.t111t li con qoe VfJI'lli : J/MUPifl H a ()'r/IICO .Vcnpp' a lo ( uHIOHHIJ l ada -a bbil \ r in o:aula t a l a l f etleli u"' t ntl e vano a l aantuarl o L a can20ne clanqae veeehia tranecbla. Coloro che l'han no t a poeo a poco h a n nn orrotonda t o Il nome clr l prot utcn niot u, fino a renderlo lrri u u oocibllo.: t entato Infatti Il p ervr.ca abbd, Il pu ucca e bhu, e flnalmrnte Il Puucc aba ( m oltn vi cino a BaruccabdJ. e o '"" uftlln raccolta Lo male tlrmpo ciel Wortana, ricordato r oi ve nl: o IOJo e h e ha ver t itolo urll'oecbirl. l o : Lo qtWra' L11tta. l u v<>rta l a WUJI!Ca tl e J COlidcJetto m lnuetto d e l R r eli Sardrgua. Sono quaranta battute Menu. ritornello. In capo 8p011alizlo della Luun Barueab, nella citt di f irenze Il IO nel tempo tl elle capanne, sopr11 l'a ria tlel miouetto del Re di Snr cle&'lla Cotnlneia COlli: Lo qllOra LuHa Quof figliuola gHar Cal ... la canzonetta MecDtulu, che 110rta Il titolo: Morte tlella cnoru Luna, eecuita in Firen ze ; poi della tr rza : Il t' avoeli Barucab colla lfltOra Diana ; finalmente l' ultima eanzonetta di 18arueu h, n ella quale MI tratta la fucu della M eeoncla sp011a Iliaua. lu e la morte del let to Burucab, in fine Il Uhetto rL h ellato contro il Rabino, elle vi ene dal medeHimi gettato nel riume Ecco gli ulti mi Mario Il Rabi11u /<: morta Luna JJ1a11a Cltt diffWIVHtl M o quel <'h' peflflio ... A" morto Horacabd La lltDdrl' g rida: IIHtll c U ( fiNr io l.. .Va poi di<'rrulo : Huo11i uiu!Yi t'tHile qua. PriB c-llr /i11i1rn il gonao dl -[lo 6CiaiJIIa; abbiate rura, E /alr prfalo, Ht'lla Ca1occia s i /por/mi Hd ovvrrlilf' CM Qlltllclte goju '"' lo far. Solto la rana urntiNu a/full" /fole IXIMtlr. l'oi senza Vt'riiH impaccio l'orlnlrla urll'Ortareio /)j pialllt> ,. fqglie falela be" co /prir l'ai. rilttrala, lit<'rn .Hontctobd l .o terw cansonetta, Spooul i zio di Harurcabd COH /)ialla, h u per arllll: ruiu ll l""n trrmc n c i A lrn IIA clllu lll r Mnrclu c h nl l un t rrtn JIUII In llncin11ni t h iAntu i u ulutu llnflll'llh: n omr c l u 11011 1111 nuuv n llll'urlu c h lnl 11 t 'llrll n1111tl chi ''""'" ll.ru t llhA, r 1111 IIMi c uru ro n o h l' o \ Il rllu rucll u Il uu t 'llllllllll'ltll II IIJIO)t'lftllll. l t ttUIII-1'111' pnrrntr l11 f r A o 111 l \'l nrrl jfr utu t ll un ornun n rlln v n t r u ruhrlt'll :'\nl t l riMJIIIUo l r rr 11 l t tlfl'-"'e l @tiO r@, 11111 l' ora no u 1""'-la m n AOtl t ii M fcor c In nn curlt,.ltl\ I n 1nrt ... t'l t l nb h ln m o VII lrn> t ll muiiiKII, r n r u l m n nrn """ tubhio 1 1 n u c ll n t .. tl 81110111! t ll Jlarll t I M I .. l l! ll'hfll l a h rt'O, f nltl AOMdull I n f lnmll': \llrut'cJt h Il e li tur-t. ero nra S U t' h11 ,_ , ,,to t'I'!Otrn IIOilOlal'1!' t'b @ Ili hA lniP .... uto O t"a IHto quattro can t nn ttl', ,,.-. ll'brl ntlla lo r i a """" ll11lla no clel S.ltrt't'Uio P IO fUifn ic iin Lunn. 11011 l " ciOVI' in nnclntn C Ili elia o .V11po/i A r lli 11 J',.n'litJ. l'inttos to, le come questa cnnnntu In unn citt eol fio m e lcaue l fiume olov' poi rreci pitntu il ltabino), potrehbe tutta t'ertn1n fare il nome tll ltomn. l 'ome Il t 'On o l e Vt'Cchlo l"' In t nnzonc cii Rarutcnh si t nniAvn aconclo 1"11r l n lei 1111-lln rttu cil'l H o d i Snrtle a-nn S I r l cnrtlnno tllve r . li Ba. f. come li Rabi10o virn lft'lln t u 111.'1 flomtt t!arli ebre i cl o \ IIIIIIIJitln I n F l n!'nlle, t i(l. t\t'Hio. e ll e 1i pigli, Oid lralftarllla dtolle groni ,,. pti StHto par/11r e .apro d'1111 /ello: O c:llt' bi,biglio t'li,. {u Hel Gllel/lo! E DiaHtl l't'lltlf', (!glia !N Sii .V od rai alll'flrtl R [misr.i .. E colt mONi era a'lni orazio"'' C:orl eemelfie Fre e IH i11clti11o a Hantccabti. Al pedovt'llo II Ma"(/UI! pre31o uli Ri Ht'altl l /)i L11na ,,a T111to i11 "" tratta u "" scflr< i (ec t : 1er
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NEI CIN N on meno dei riti accennati in precedente articolo per l'Europa, e l Ot:eania sane radicali nei popoli ame rica ni antichi concernenti l a mater nit e l'infanzia; essi non raggiungono mai. per. la di quanto vedre mo per l'Africa. F i n da ora s i tenga con In. nondimento che spesso si esage ra to o inesattamente riferito da parte di 'iaggiatori, pur s u dettagli insignifican-1 i. CoF. per dirne uno, sul pretes o u s o ot t Pntotlo e negro. e secondo certe nar rat. i o ni anche eschimes e, di porgere il no di so9ra alla spalla ai bimhi por tati ,uJ dorso. In realt. questi, passando un poco sotto il braccio della madre, sporgersi fino a tirare a s la 1nammella e succhiare senza muovers i da l che li contiene. Esatto in ve r
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t luegln. !Terre ciel fuoceJ 2. lncll1lll ciel Ilo CIINn IColombiiJ l. Fl.,tll cii C1r1hoa 1111alll DonM lriUCIM, con biMbo let1lo 1111 culli YlffiCIIe. tlli>cil n C:omunr:, od c:. crnpio l.a o o p prt:Mionr degli infanli c h e vagirono I\Anli l'u ,tita a o mpleta dal tno r natc:r n o (),ulll i individui rnaledetai. c: m ela t i i t a l i p r vol ere: d rgli degli antcrHiti. las i11rli vi, erc: sig nifi c h ereh hc: 111rarrc gravi mal1nni s ulla trib. pur t rnalc:dc:tti, e da tlis tm g per il b n e di !JUesta. i pargoli raali un qual lar tlcmte o la cui derrtizio 1111 coruinci dal tifare supe riore LA' con frc:qurnxa, per i gc:rnc:l l i E.;c:culricf' ne t tli norma la madr e narltosim. la <1unlc: opc:r1 ne prr c h c onvinta di far di pub ltllc util i l La morte prcx:urala nnne !(IUUi o o In \ "tlinra. n or 11 riguartl o dri gemelli. s ap p l11li10 c h e l11 compal"'u li ti!- iene ro n 11ioia alcuni popoli aftit1ni p N d a l i i ndi, idui 1ln ntili(l.nrr f'!'r il hcnr ull11 trill ) St-111111 nHaclrr nnrurc n t l pur l o c !W prtlutto "'"Ili r a partor rr icnr aduht'ra icconre _.i ritirnt dw il frutt n dclf'aduherio agi. c a l ntr u il h c n c com1H1e il marit o de r e lllforn n p rin t"On I n l11ncin l"adt l u m c rlrlla tlt>nnn t 11 lflll' i l piccol o twlliriP l ol'o l'p ortuni lnnjr d1l itiii!!"!!o. Gli 5priti d!'gli :anter n t i d'l tltr otlllt naal s oppor t c reh lno i l e ollnt'nntl'nlo dci olur c orpi nello tr a ltn1ha il'("h mnti. o cornunque deformi sono pure soppressi nl na!!Cita. c o sicch raro vederne in Afri c a Grande preoccupazione di parecchie madri f ric ane la bellezza dell'omheli c o nei figli perch. dato il succinto \ 't s tilo, e8!JO resta visibile anche negli adulti Un bell'ombelico deve sporgere di tr e o quallro centimetri sull'addome e formarvi una protuheranza del \ olume di una grotllla noce; avervi all'opposto una rientranza sarebbe IIAOpportabile alla \ sta. Spc : : ialmente nella donna que sto c arallere mollo valutato. ma i gli afri c ani si provocano un gran numero di ernie ombelicali. Da notar s i in proposito che mentre negli Europei l' e rnia ombelicale tende di solito a ere s ere con l 'et, in e ssi tende spesso a ri In 11111nto al nome impo sto ai piccoli afri ani. c:Mo dipende non di rado da cir c o stanze qualsia s i verifiClltesi al mo lllt'nto della Ad esempio. 5e il vento forte nel giorno del parlo il fanc iullu pu \ enir chiamato \ c nto: 1111 u omo bian c o pass c a s ualmenete dnl villlag gio nt'l medesimo giorno. il n o m e pu a1cre quello di cotest:-, u o m o e to via. molt e trih africane per. la !eclta del nome cons idera funzione di t a l e imp o rt.anta da richiedere interHnto di tregoni. muabutti o comunque per Indi c azioni rice vute in wgno o con rit i divinatori J'Oi'SO' no consigliare di dare il nome dj un congiunto scomparso ma che molto li distinse in vita. o magari queJio di un' parente s posato ma senza prole. Non manCllno trib nelle quali si ap_plicano nomi traMitori da abbandonarsi, dopo opportu .ne cerimonie. col passare da un periodo di \'ia a un altro Nell'Africa vi sono genti fra le quali la scelta del nome d luogo a S. M 1m m e bimbi laaoto 6. Famigliola sud -africani lungh e e non s empre pac i fiche discussio ni fra il nonno e lo zio paterno nonch la madre e il padre del neonato. In di non n rcordo pu darsi che ciascurl' c ontin u i ad usare il nome che ave v a pr o posto ma che non ricevette l'approvazi o ne generale Un medesimo individuo c o s. ha nome diverso a seconda delle d 1 verse persone Nel Gabon, il nome ie chiesto al pubblico durante un'aduna i alla quale un apposito banditore annur ;

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: d la comparsa al mondo nuo v o e;.....--ere il nome. il pi e ulo iene presentato agli inter\'enuti mt>ntre il capo della famiglia lo aspergt> 'un l" acqua d! un grande bacino e pro n unLia frasi di sccongiuro. Fra i Basuto. Batonga e altre tr ib si 11.1 la uresen t azio n e della creatura alla Lun a ,;e l seo nd o o terzo m ese dalla n a c ita. in vo cando una cre;;cenza rapida co :tw quella delra;t r o dell a n otte Frequen-1. Mdre e bimbi pigmei -l. Bimbi sud -lrl-cnl. , p o t in Afric a l'u s o di pianta re un : d lno a l quale >i c r e d e c h e r e s i i inco-1-tro il del himho a c ui lo s i i u -1 -ta o l o suirito eli ess o in ca50 di m o r :"Pmpre c on int e ndim e nto propiz i a t o ' i F a n depon g ono fra l e radi c i d e ll a t'idnl a il co rd o n e o mbeli cale. : \ riguardo appunto del cordone om '1, nl, si l1a,1nv variazlvni c ir ca l. 1 : n -llta a c ui spella di r eciderlo o i tr-1.zi !'eeondo c ui compiere l"op erazio ne. e ClO m rapporto an he al sesso del neo nato Il !ronco ne reciso talora di ,;trutto. oppure sotterrato o n ca utel a. o ge ttato nell 'acqua di un fiume \'Orti c o ,;o. o serbato quale t'CCCIIente no contro le infermit del bimbo o d e l l a madre. Dal cordone ombelicale. c h e a ffid a to a un mi sc u g li o di acqua, latte e b!rra ga ll eggi o i ce \'ersa vada a fon do ;;j desume inoltre. nellllganda t t erritori ci rco s t a ntti. ,., il fi g li o l e::i t t'imo o no L 'affondars i d !Jrova di adulte rio ed autoriZ7.a le s an z ioni del caso Di analoghe pre cauzioni oggetto l a place nta pure da esaminars i c on scnt poto e d u metters i in luo go c o n venien tl' onde assicurare prosperit all infun te Fra alcuni Negri tl udlllt si hu p lacen tofagia cci so l ito intendi m ntn di attrarre duraturo h en<"ssere s ul bimbo. l Bongo !JOrtano process ionalm e nle. co n canti t' grida di g ioia madre ,. fi g lio a un fiume affinch l a primu vi lanci !l !Ji lontano po ss ibil e lu plac en ta. A ci segue un bagno purific aton dell a don r .a e del argolo. Gli Otten totti dopo. deposta in loJOgo sicuro l a place nta purificano i l neonato. c o i fa vorendon t il vigore. cosparge ndol o da prima con escrementi bovini, poi co n !altic ce di fico e infine c on grasso di oecora su cui getta no legno polveriz fa ce ndo ass um ere un curios issimo Finir dicendo che in qua tutte l e trib africane. qua.nclo una gov11ne spo,;a rimane incinta per la pri ma vol ta :
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S tJ plurw Jrlf lfriJTnf' imu /u fHJii t ic a dtlla rauo si impont! conu un IUfWrununto d i urta ri. Aillfll! t tli una rort l':irml' fl'fTiturittll' ,. ul Ire i IUI: ionu/,. :. t/l'l/a < pau i u Cun r tfr ttllll'lilrru in/utti P"' noi I l a f f r r m u una roscil'nw r u::i ale clt,. d richiumu dalrltuliu ull f.umpa. e dulff.arnfHJ ulf tfAiu, l'" i l fHJuttfn, r P"' i l julum a n o n mrn(J f,ffJIIdi propmili. Mn IUI/tllin, P"' i l p, ,., ,.,,,. m l/lln/o i n Europu pu ri l'f ttr i la trru JHIIfiu J,.({Ar iun,. imo 1-iru nl iutry.ro, flttm tu, a fil tli l ot.lr u ru::11tu, i JHirAi dl'lf 4 Jiu comr /u /'f'rAII, rtndi u /'nrJi,.rno Ajy.un; ltln, tJi quuli pur J,.u rijt fu primu (!11/lu tf,./1, gtnti fltnuittuml.'llte tu i u"' hnn11u ompl,.JJtmf'ntl' prrcluttJ il anf, UI' t/l!f!.(i antichi illu lri ubi. futuri tlalltl prlll' /, ,, ' ,. roJI u t'ltiam111i A u ccruir ttrlll'lllr al/f0/' 1' u p i u rH't'f'nlumJn drs t inu r:d 11 p i ,lu11:iuni tli i / 1{//IJ. S ul I!OI/11 rlnico drii'AJia Jono ricmaoui/,ili ri'Jidui di 11riuno ultnnlo allo Malo di t oml>inu;imrr C"'' i uri ,,,,.ui p i u o fil" "'' tluturtolli o J,., wti tlll,. rrr.ioni : clltt u c ulduiro. tunJ,;uJ u nr.l Ct.ill/run/u ,[,.; qmrli f,.Jrmrntn aruno /111 Ortlmui c:omplrltJmP nt, abtlicui:J. p e r In lllfl" falli/t tltll' urropptamr/1/a nwticcio, u/111 .uu tlomi /11111/r /un :irm r Qu,./1, ,.,,. ufl ora /' /f, ,;,, c i mOJ/rtJ, 1 1 glori firo:iullt' t/tII'Ariuflr ,timo, wno nltff 11 tr wri di eJtli:ia, t;ari allri ,. rulturali J i c i rilt. cur l ruz:t 11rinnr t/i rorro tUtmpo r r/i imparrfli'Jnl,ilt riftorr tfitrf,.ro l'ila r jor:11 di J(Jpmr v ir t'fl', Ma ptlflroppo qutll c mt d e tim rd:: /,a11no finito lllgf,i P' J>!lflt rli. tptrdcndoJt altro t t. parte JOccombe11du 11l t l imu . wpro//u/111 td nu:ticl'ittlo. culnmit Jtori c11 1 hr for /tlllllllltrllntr ji11oftl i l ,:.m, t 11 t/,.1/, fll'llli nrUIII' .11rlit,. i11 f:uroptl '"' ; 1 quilfto ,.,[ il lf conlio m i /l,.,mio 11. C Jono riuJClt aJ rtitm. f)ur.tli ultimi nriani v m cnrono rfftlli vomf'nle le Mlf!li r t/t/ no,otro roiii'Mnlt' fra In lontrtmt I'J>I'I'II ,(,.; Verlu r 'fll.l'lla drll'impno mrdop ersicmo e l!el/lltro a destar e e ad in.iziar p i tiUOI'i paesi aUe ; . ,,(,. clcllu Jtorin e della lot/u, /'i pn ci /Jfllt'lllt la primu tliuc s u eli A rilllli m : lla pt!11Jola rlleuu t ; /Ili /tlfJi risalirt c:' rea al l 500 a. C l'rima eli tale Ppctl La Grecia. era stola abitata unicamente da. popolazioni c a '" du. mtditrrroltl'e t mi noie/w. Li.1 classiCtl. com e lltJ/u. 11011 nuwca lli aprire duiXJJiti al pt/.J.so cf, pragl(iunli qutui l inizio di ull'tra IIUOI' O. Da Dcucalione infat .ti 5(lrebbe 110, pudrc a .!UJI volta di altri Doro, E o! o XuJo ed. avolo di A eh di Ionio. nomi eire dh-e11/ano. p
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j i C"(IIIS<'rt'fliiO i IICt ass11m011o n omi rle popoli indigeni sogg wgati . '\ono Artiii 1 Hf'/g:i. 1 'rt' l 1 Sr;IIIII. g li An: ml : g/.t Erlu i. Tre rw. g li t:lr t;i Elmr-Qni. con i quali lt del t hh rro lun g a r ap e rta .4 ra ni co m<' t forse pi dt>t s uddtU. i Cimbr t' i T lon, : con i qrwl R o mani di Mar .<11110 du,qu. il rlo m illa/orr us.wfult> tf, 1/u .i l for : n di t'OIISl'l.lfl : inn e t rontrlmrnrln al (d d i 11/llllf'ro. wl nia11o JHtnlo.tr.io. l'A r'lnrs;no ruro,no. ra::ialr t' m o rale, ar.cantt m t n dall'r < tr m o . t ni.wla italiCtJ. lallr rit : c atlanti chP dr/ 110.t:ridenUtli d..ll f Russ!a, c h e s ritrnm. rlrt si riorgon;:a. c hr lt>n.d,! a r .lmllnr si . ir111i n P[ co r !o d e l ucolo a. C tu.t/.r l e trib. e h P. a.ua!to n o dal nord l rl.a : .' i t r rritori d elle Ca/.lie c de: Par .'e, cJ_,, Ce.w.re .snn o lr ;h ariartP lll.a.CfXJt. e .,i rr. /Pmpo dn.l {!.rupp o cos ddett.a c [!N r/f'II'Europa rPnlrai P E.s& P tal

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leptrtl di ldatort dllreserdto nlpponko. I l rnovimrnlo demografi o nel Giappone ha :1\'uto dal prinripio del olo XIX fino ai nostri giorni una para h o l a M:tnclt"ttte vernmc:nlr impreMionante Secondo ,Rii t a t i 1ti f!app o nai n i oli VII e VIli d C. la popola onr clt!l Giappon llembra fo compreN fra i 5 e gli 8 mi l ioni di abit anti. Nei ivi l'aumento fu molto lento a t a u & a for!Ml. dellt" arali rI!tic h e naturali del rigida m n t.-llmhato da ogni l a t o d a l marr e con una area c:oltiva hi'r 8trella da grandi catene e. pi probabilmente. t llllla fecondil drlla popolazione che allora dominava nt'l Ciapp n : 111 Ainu. La hnti!UI d e ll'in r c m nto d ella popolazione giapponese ' lrnt d urnentata dall e c ifr e : difaui dagli 8 milioni di abi t anti d e l 7 d C. 8 pa. a agl i 8 .393.000 abitanti del 931 ed 8 .47 1 .000 abhanti del 981. i not i come nei cinquant'anni mprai dal 931 l 981 l 'aumento sia stato 80lo di 83.400 a n i m r pui quindi ad tllt incremento del 0.02% 801tanto al l 'anno. In !IC'(Uit o prr 760 anni, mancano dati relativi alla p polaaionr pi o meno attendibili per cui ei a rri n a l l 7 li con una popoluione di 25.680.000 abitanti n un in rement o del 0.27% u quella gi comiderata del 981. Nrl 1872, infine la popoluion e gapponae ammon t a a a :l: t l 1 0 7 a bitanti : appunto l'anni) a cui genetalmrntr fa risalire l 'iniaio del nuovo movimento demotttari dtr dove a portare in poco meno di un tennio al raddoppiarnento della popoluione giapponese Dalle stati tiche giapponei del Nihon-tei-koltu w Ilei teki-yo notiamo le seguenti cifre riguardanti il Giappone proprio: 1870 3:U 11.000 ahitanti 1910 49.589.000 abitanti 1880 35.929.000 abitanti 1920 57.919.000 abitanti 1890 40.1-53.000 abitanti 1930 66.889.000 abitanti 1900 46.7:i3.000 abitanti 1940 73.114.000 ahitanti' Dalle cifre rsposte appare chiara la rapidit colla qualr si verificato l'aumento della popolazione nel Giappone: aumento dovuto particolarmente alla nuova politica demografica adouata dal C6vtmo nipponico. Il numero de: matrimoni che nel 1929 fu .di 497.410 con uni media del 7.9 per ogni 1000 abitanti passa ai 674.500 del 1937 con il 9.5 per mille abitanti La natalit. per non s i pu d !re abbia subito lo aumento in quanto dai 2.077.026 nati vivi dtl 1929 si passa ai 2.180.734 nati vivi del 1937: quindi leggero decremento delle nascite in rapporto all 'au mento della popolazione e al numero dei matrimoni. Notevole invi'CC. il decremento della mortalit, giaccb dal 19 per m del 1929 si pas a al 16, 9 per m. del 1937 ci che com pC!!ISI di gran lunga il non proponionale aumento delle nascite. La donna giapponese fra le pi feconde e pu essere pa ragonata solo a quella italiana precedendo quella tedesca. [ da notare a que$to proposito che mentre i quozienti di liu&a lit io alcune pandi ciu del Giappone. comt Yoltohama.

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'goya. Tokio e Kioto non superano ogni mille abitanti. mantenendosi al di sotto di grandi citt italiane (Milano 8,3 per m.; Roma Torino 7,5 per m. ) nelle principali citt tedesche sono pi alti: ad esempio a Monaco si hanno Il matrimoni 1000 abitanti; a Berlino 10,9 per m. e a Lipsia per m Non altrettanto, per. pu dirsi per quanto riguarda la natalit che in Giappone si presenta superiore a quella dei paesi gi considerati. dell'Italia e della Germania Cos a Yokohama si hanno 26.2 nati ogni 1000 abitanti. a Nagoya 29 per m., a Tokio 25,8 per m. e a Kioto 23,4 per m.; mentre a Milano s : hanno 15.3 nati ogni 1000 abitanti. a Roma 23. ; i rer m. a Torino 14.4 per m e. ancora. a Monaco 15.9 per o gni mil'e abitant i a Berlino 14,8 per m. e a Lipsia 14 1 per m. La mortalit. infine. considerata nelle citt lie v emente s uperiore n quelle giapponesi e minore in quelle italiane. A questo proposito si osserva che la mortalit in fantile nel Giappone abbastanza elevata ed in ogni modo a quella italiana ed ancora di pi a quella tedesca Cos su 1000 nati viv! muoiono in Giappone prima di ner r ompiuto un anno di vita in media 115 bambini. mentre in Italia tale mortalit !nfantile f, in media di 105 per m. e iu Germania di 65 per mille. In conclusione l' ncrernento della popolazione che in Italia t' in Germania si aggira intorno alle 400.000 persone all'anno. in Giappone raggiunge quasi il milione L'aumento della po polazione che in quasi tutii i Paesi ha avuto un ritmo pi o meno accelerato dopo la !(uerra mond iale del -1914-18, ha a s .-unto una forma davvero impressionante in Giappone, ci che rimasto incomprensibile Qualora ad esso non fosse c orrisposto l'ecct-z!onale rapidit dell'evoluzione della popo_lazione: evoluzione !'Oorattutto sociale, morale ed economica. L'abolizione del feudale. lo sviluppo e il r-ropagar s i clelle norme e soprattutto le leggi protettive riguar danti la maternit e l'infanzia sono i fattori principali che d e terminarono la nuova politica demografica dello Stato. L'an tico Signore feudale chiuso nel proprio dominio. col proprio eser c ito di mercenari, aveva ogni interesse affinch la popol a zione a lu! soggetta non andasse in aumento; oggi, invece lo S tato col suo ideale di potenza nazionale rapidamente imposto. ha necessit assoluta della forza di massa Lo shin lois mo che. come abbiamo gi visto insegna ai Giappon es i c ome l'Imperatore. la terra da essi abitala e loro mede s imi di natura considera come un sacrilegio ("Ontro l11 r e ligione -e lo Stato 41 non avere figli; i delitti coutro la ma lernit lzrrgamenle tollerati sotto il governo dei Tokugawa o n o allualmente assai duramente puniti dal codice crimiual e : la procreazione in s ostanza oggi un dovere religioso e na zionale che ogni vero giapponese rispetta come una qual s ia s i altra legge In Giappone. come d'altronde anche in Italia c in G e rmania. la politica demografica del Governo non sohanto n n dP.tlo senza fondamento ma ha alla s ua base i seguenti p r i ncipi fondamentali: a ) proteggert. e sorvegliare l'infanzia ; h l s o v venzionare le f ami g) i e numero s e ; rl impedire o lim!tare l'esodo dalle c ampagn e l e r ill. L e s tatistiche di questi ultimi anni ci dicono c ome i Giap ri s pettino tal i principi tanto da aver fallo na s cer e n egli ,.r o nomi E ti negli uomini politi c i e negli s tessi giap }"mesi la di cercare un rimedio per la t;o)uzion e del p r o h l ema d..Jia superpopolazione. Tale prob'ema per non i data recente ooich gi vent anni or s ono e s s o interCll a J!ran oarte economisti e degli uomini politi c i di l111lo il Furono propos ti rimedi demoll,"rafici. quali r ontrollo del' e nascite e l'emigrazione. e rimedi economi C I !"ali l'industrializzazione e lo sviluppo Il _oroblema del delle n&! cite uffi c ial Un soldato nlp polliCO COMMI lente In zona paludosa, pro tetto contro l zanrare.

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diacu '!l() in Giappone r u pretto abbandonato allon:h il ba roM Tanaka nell'ottobre del 19'.Z7 dichiar che la politica di ra11rizione della natalit.i, pur avendo vanl&!gi apparenti non poln'a n dovrva -re praticata D'altronde la .;teau opinione pubblia f i ricordi c he in Giappone il cuh" della rami,;lia e praticato come un dovrrr t patr ionico} era tlat ii unanimammte concorde nel r1!11pingrrr a pieni voli talr M"Jiuzionc:. [' intrrtuantr a quf11to prop()jilo ripor1are i ri.ultati d i un'inch iC!Ita falla dalla Hivillta Taiyo di Tokio. udl't>IICJI>rt dd 1921. prt!l!lo le del J.., r$po l e C:lltrl(ichr drlla quui totaliti degli uomini politi c i drgli u11milli d affari r degli uHic i ali non lucian o duJ,J,i 1 rri tkll'inlc:ro popolo giapponrM:. Vi fu chi i appell a lla J>olrllll drlll nazione ri v o ntkndll c he: Dirninuirt la natalit i t r urnr al>I>&8Urr il propr1o amor patri!J -.. oppure. cht: f l ..t potrnla 1Jd Giapponr t dovuta alla vtaliti lrlla ua J>opoluionr o. ancora. che: c La popolal.iunr l(iappm'""" drvr raggiungere i 10(1 milioni di u!Jmini! -.. Snrtato tuintli il prl)t.lrma dtl cuntrollo della natalit il rirnr.tlio piti r.mplic r olio alcuni vunti di vi.,ta. r.d rHicacr era IJurllu drll'rrni g raziMr l primi in iW!I(Uito alla pres inllc tlc:tnfll(tllfica JIO"MliiO (ar ri!IIJirr al 18fl8 aiJor ch i j dirr!lcm vrr o l e bolr Hawai. Pi tanli i tlirl"lillern li Stati U niti la Nuova Caledonia r ranrt!!e. la il Canad, il Mt ico il Prr. l e Filippine il llral'ilr. t upratlutlu vrro la Manc iuria In complesso. per l'intl'niti\ ron cui .; manirl!'ti. Giappon e; i non f>uti r r rr J>lUIII(IInllln ur.mmeno lonlauamentr. all'imponentr movimrntn tli Npntrio rri(irntnsi in Italia fino a qual c hr lllllltl rn. r. politichr piegano l'e 3 i,mit tiri rlu o in quanto il popnln l(inpptmr r !lrr lr r ro lari tradizioni di i wlamento 111111 nltt.nntlnnn lnllln rRI"ilrnrnlt il lrrritorio nnzionale e dir (idlrnrntr i ntlnlln nlln vita in rrl(ion i in cui lr condizioni rlimatirhr r lr rorulitinni tli 1 ita in gr.nerc non troppo t nnr ntrnti f vrli Y c7.n, Sarhnlin. politiche, poich quan tln i rominrii> n cntirr in Giappone la nettS ilA tirll'rmiprnionr tuili i tnritori vrro r,ui s i i Giapponri "'""" !(iI orr upoti tln altrr potcnzr e in J!li -i l'nr i rhc n\ rvnno lo !li un nurnrrn tli r.i npptllll',.i proprio t e rritorio chiu!!Cro le ed imposero limiti rigoi'Oii al loro E' appunto questo il caso Stati Uniti. del CaoaCi, dell'Australia r delle Isole Hawai. Srco:ldo j censiment i del 1937 le colonir giapponesi pi numrtO!e erano quelle della Cina. della Man ciur;a r delle filippine con circa 600.000 individui; ad e!ISf' M!guivano quelle meridionale e specialmente dd con 197.733 individui, quindi quelle delle Isole Hani con 151.950 individui e Quelle dell'America settentrionale con 114.642 indiv!du!. Nel 1935 risu'tavano residmti in Europa circa 4000 Giapponesi Alla stessa data gli stranieri residenti in Giappone erano complessivamente poco pi di 38 000. Parlando dell'indtmrializzazione dr! Paese e dello sviluppo dell'agrico'tura come rimedi da !lorre alla superpopolazione giapponese cl"rtaml'nte il Dennery non usa il termine adatto in quanto pi che d! un rimedio trattasi di una conseuenza lof(ica derivata esclusivamente dalla"' massa crrscente della po polazione e qu!ndi dalla oH erta drl'a mano d'opera e conscguentemente dal basso costo di Cos dall industria puramente locale e quasi artigiana dei secoli scorsi si passa alla 2rande con l'imitazione dei Paesi pi progrediti. e s i ;n breve tempo a s petti danero colossali che portano il Giappone addirittura alla testa dei paa industriali. E' da notare che l ahbond!lnte mano d'opera co s tituita massimamente da contadini che non possono ottenerP dalla terra quanto a loro e che trovano quindi pi conveniente lavorare in qualche fabbrica spesso con salari assai bassi. Nrl 1900 s i cntavano _!)oco pi di .J20.000 operai nel 1925 la cifra era gi s alita ad 1.800.000. ci che sta a provare appunto il rorle incremento dato all'industria grazie all abbondante mano d 'o nera Per Quanto concerne lo ;vi luppo dell'agricoltura in Giappone. tutto stato tentato prr riuscire a bastare al proprio fabbi s ogno nazionale e. nello tempo, per rialzare il tenort' di vita degli abitanti. ma la ristrettezza delle terre coltivabili, appena poco pi del 15/ dell intera s uperficie del Pae!'e, non ha permesso pur attra verso ad una coltivazione inten siva _!)Orlata al massimo s, ; luppo di raggiungere quella produzione s ufficiente al sosten lamento della numerosa popolazione. E da o s servare a quc proposito che l'area arabile andata aumentando con una curva che non proporzionale all aumento della popolazione ci che s_!)ieg a con la massima eloquenza la vitale che ha spinto e il Giappone ad allargare i confini Ln mancanza di terre colt:vabili si riflette sul l'enorme assunto dall indu s tria in questi ultimi tempi. ma per tale il Giappone ha dovuto aumentare le importazioni dall'estero !l! materie _!)rime e specialmente d i rerro c carbone. proprio da quei paesi contro cui e.'50 attual mente c omhatte. Come poter s i liberare da questa gravosa nr ce;;.it se non con l'esoansione in territori pi o meno vicini in cui le ricchezze del .sottosuolo e delle terre col til ahili s iano di l(aran zia alla sempre cre5centc popolazione? La qua s i s immetria periorlica della colonizzazion e spiej!"a come que'to movimento espansionista derivi rsclusi1 amente dalla rlensit etnica in continuo aumP.nto t' con s eguentemente dalla impellente di dare di che vivere alla sua popolazione e qu;nrli sia al di fuori di li' pi o m eno g rande ideale imperiali s tico. Infatti nel 189.5 i l Giappone occ upava l is
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GLI EBREI tn un ro contempo I grandi" Hpnor de Halzac allriJuiva non poca importanza s to rico documentaria ai romanzi. convinto che Un giorno avrebhl"r O te>timoniato ai posteri che gli ideali clelIa v ita e le pass ioni del presente: l" certamente la buona lelteratura roman tica (quella che pu meritare l 'immortalit !. e non essa ma o g ni for ma di arte buona, lascia traccia di ,. rimane eterna q11ando s a dipinge r c i a l im tipi. costumi, s ituazioni e carat teri s da f a r c i dire: Se non vero, nrosimile Il parndoss ale. il e l 'artificioso non posso no a spirare a tali" C'. quindi. una SIJecie di 'l'rit (quella a rti s tica) che s orpas>a l a < "" "a verit e n e so no ri P i a t o ri i poeti. i romanzieri. i dramgli artis ti in genere. Grandl' 'ni t . o e r e,;e mpio. impresse lo Shakt"spea r e nel s uo ritratto dell'elorco S d oc h r>l M e rcan te di Vem:ia ... 1:.: poich ho citato lo la a""oc iazione delle idee ;n: pnrta . 1i par ,.,, li cet compon.err. mag1 \is a dire v;!gi d t> l l' o p e ra di un s uo connazionale. W J. Locke. apprezzato o n temporaneo ( nato nel 186.)) il eu ; ro manzo idoli, assai popol:erc in In ;!hilterra e al suo apparire dest un ve ro pcJ universale entu sias mo Fu tradotto in italiano dalla signora Elena Vecchi l n questo romanzo, dove splende a lat o a tanta oarte della grigia ed in -i!!nifi cante vita comune, l roi;;rno di lrene Merriam. hanno i mportante il vecchio u suraio ehreo 1-rariP Hart e l 'unic a sua fig lia Mina !.reo il ritratto di lei: Era belli ss ima .li una calda bellezza m e ridion alt: lial:a madre morta d3 pzzo nrdit a t o la languida espressione clw f nn: a il : uo prir.ripale u;n.to. l l IIHoJmenti. pi capricc i os i c h e L d li. n ,erha, ano se non poca o punta trae di s a g u e semita, eccettuato qu e ll o lrano ed impercettibile quas i orlo -:ar 111(, !;o tt o g occhi. da zigo mo a zigo : raratteristica perenne della gtirpe. \ .1n i t os a. capricc iosa legge ra sen s w lro, ocante. d esiderosa di co r te ,. eli Ebreo delle Polonle omaog i perenni. :rl'ziose. e ra soltanto g u ardata dal padrP e dai u o i co rreli gionari p e r le g m m c e le p i e t re pre1.iose di c ui fa cev a s foggi o. p e r c h padre co rreli g ionnri la valutavano alla strC!l'il ; J e i eli ban ca da quei g ioielli e1l o s t e ntati M a e lla \ o l ev,. amata p e r se s t Pssa e non p e r i milioni c he il padre aveva accumulati co n l'art e dello s trozzinaggio Il s uo f p e rb era troppo se n s ual e. e d ella e ra troppo fa c ile !Jrt'd a del !>rimo uomo c h e le fo sse andato a g-enio . N si c reda per c he n ell'anima s ua r eg na sse il S ua madre era moria !a sciandola an co ra hamhina; e d ella e ra pa ssata p e r una lunga svi e eli gove rnanti ; poi alo le:
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Tipi di tbrtl polacchi i in1111111111 i ri\Cfl' di Ull 111\U' ralu r purla 11 lrrnpv Ugo Col man, di furluun r forlr.menle inclc:Lilalu l'Un pndrc, rnn uomo di onore t rnoho E prr n o n r s e re clieer e data dal pndrr e per lo in dole etranamenle cervellot ic a volle c l Oli siuramenlo di 11011 n aia l'avvenuto matrimonio l rapporti intimi fra i due spos i f uro no dol pari scKretiMimi. M11 ov\cnnr. che rlurautc una uolle i n cui f!li erano lati ius icmr, il vrcchio Hort fu uceieo in modo c enne mo la Nl il c h i rograf o tl Col man. Un c umulo di ahrc fr c:e a dere i 80spcll i tlclln in quirtmltl SOpra il giO\ 'Rnc RHOCIIIO JlOt' t thr urrslnlo lrin c rrnlo nrl la pi o_,tinal c negnliw. rcl a H r onl. coa. la petra c apit o lr, m e nlrt'. con la confeuione del \'ero, egli ancbbe dimo alrata a lure meridian11 la innocen u Ma d'altra pntr. Mina. che ant'bbc pohrto c l m ulo dal giuramento o dichiarando ui Giudi i la verit. non lo fece! ... Oli lo fece mentendo fu in\'ece lrrne la moglie di G herardo Merriam, che nu trh a per Ugo, amico di famiglia, una quasi adorazione, senza alcun impuro, aven d o una volta Ugo salvato la vita a colui che fu poi suo marito; ella si aceUJ pubblicamente di essere stata quella notte del delitto fra le braccia di Ugo. E Ugo fu assolto Sublime m enzogna ed ancora pi sublime s acrifizio non inf e riore alla sublime menzogna ed a l sub lime sacr ifizio dei legeendarj Oresle e P ilade! Ma l 'eroic o sacrifizio ( nonostante che s i fossero scoperti in seg uito gli autor i dell assassinio ) non fu compreso n dal marito di l rene n da M ina: il marit o tlh orzi. lrene v!sse olitaria e colpita dal pubblico discredito. Mina s i diede a frequentare le bische; ed i v i divenne l'amante di Gherardo non senza nutrire e dimo s trar e una certa g elo sia \ erso I rene: quest'ultima dopo qualche tem po,' s pos U g o innamorato del grande sac rifizio d i tale donna eccezionale: ed allora Mina. o per gelosia, o p e r nevra stenia e stranezza di carattere, ma non certo Pe. r salvare Ugo da un molto pro blematico processo di bigamia (essendo il malrimonio di l e i rima sto sempr e segretissimo) si uccise Trivialit dunque avari zia, egoismo ed assoluta ingenerosit ebraica, al confronto di un sublim r eroismo inconcepibile presso una raz1..1 affe tta da mi.llenni dalla lebbra del l'oro ... AGOSTINO

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il m o naco agostiniano Gregori o \ en del che segui va nel g i ardino d i 3 unn l a generazione dei p i sell i e ;:elle lave alla fine dello scorso se .ol o n o n conosceva il mhlero dei = eni e dei cromosom i e si -,.. d i stabilire speri mentalmenle le e g g i dell 'ereditari et le qu.llli poi : o n eguale essitene non possono corr ispondere a quelle che regolano tutto il mondo vi E n l e M.ll i suo i studii la cu i memor i a fondamentale risale al 1866 gi.llcquero un bel po' ell a polvere s inch le medesime leggi scoperte nella tranquillit del cettobio non fiH'OI\'D " ontrale attraverso nuove esperienze, nel 1900, da C;)rrens da Tschermak e da De Vrief.. F u poi il botanico danese Johansen che volle dare il nome di geni" ai fattori eredltarii OlEndel iani c io a quegli elementi che come abbi amo visto nei precedenti numeri de La Difesa della Rana " costituiscono la base mil i are di ogni carattere e dello lnsi"me o r ganico dei caratteri differenziali. Le leggi d i Mendel e dei suoi successori domi nano il fallo dell 'eredi tariet nel campo :.>1ologico inlegr.sle: cio in quel nmpo che comprende anche lo spirito umano e la psiche animale. Ma chiaro che siccome dal pisello all'uomo c' una certa differenza biologica e m orlologica altrettanto chiaro cbe tali leggi pur essendo nella loro base universali non qic cano allo stesso modo e nelle stesse linee da una classe ed un' altra da un ordi ne all a liro delle spec i Perch ogni specie segue tali leggi limitendol od esaltandole a se c o nda del propri o comportamento rispetto agli stimol i ambientali Ma fermiamoci per ora alle prima legge di Mendel e guardi amo ad esse non con gli occhi che si potevano avere al 1866 ma con visione attuale. Cosi come analiueremo le altre leggi mendeliane e quelle che ne sono derivale p e r legittima discendenza. Mendel incominci i suoi studii sulle piante ermafrodite perch in questi tipi vegetali pi facile osservare il patrimonio ereditario di ogni singolo individuo dala la possibiiiU1 di ollenere una cospicua discendenza da un solo esemplare per meno dell'autofecondazione Procediamo per ordi ne in questo non facile terreno Si hanno come soggetti d i esperienza due ceppi di rana pura che vengono, per semplificare contrassegnati con una P, cio_ : generazione parentale. Si lrattlli di due individui ognuno dei quali possiede un pat rimonio ereditario differente. Mendel fa incrociare questi due ceppi. Ne ottiene une prim a generazione ibrida, della filiale, e che pu, per brevit, esser conlras"seg{lala con Fl. A questo punto Mendel incrocia Ira loro gl individui della FI attenendone la form.ll F2 i cui discendenti formeranno la F3 e cosi via. Cosa si ricava da tutto questo! Immaginiamo che una razza di piante a fiori rossi si incroci con una rana di pianlt. .o l i ori bianchi. Tutti possono studiare questi fenomeni per soggetto degli esemplari di Mirabilis Jalapa" della bella d l notte M o soltanto fiore di notte,. e che c o mune nei nostri giardini di cui imbalsama l'aria serotina attirando gli spiritromba di velo cissime e turbinose farfalle crepuscolari. Dalla razza a fiori rossi e dalla razza a fiori bianchi risulter un ibrido cosidetto Intermedio nel quale i fiori sono bianchi e rossi a colorazione spruzzata In terminologia genetica l'ibrido intermedio un eterozigote" mentre cc omozlgole M l individuo che riproduce una delle rane pure. pu anche accadere che gli ibridi d ell a Ft presentino solo il carattere di una delle rane pure : accaduto semplicemente c he uno dei due caratteri ha dominalo sull'altro In questo caso il carattere rimasto solo a c er a tterizzere, -de' geni-chegli -cortisponde la -,pecle, dominante mentre quell'altro che sfato dominato si dice recessivo Vedremo poi in altro scritto cosa avvenga di quesf.Q carattere dormiente Or" bene che qli ibridi che discendono dall'incrocio Ira due razze pure sono fr& loro un i i or memenle eguali e si ha quindi un uniforme risultato caratrerologico se si adoperi, per ,Jare all'esempio, come ceppo p&terno. o come ceppo materno la pianta a fiori rossi o viceve r se si adoperi come ceppo paterno o come ceppo materno la pian la

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    q 11 es ti o ttati o "tJINSTEIN PLAGIAB.IO ltipotll em o volontro,, L MII11M 114 l o ene uno \Ctolto 1ognelotoco del cemorol.t "9 S Wo"-for, noi quolo lo ttouo Wohd i motlro c omo lo ltnlo vtnlole l i t i ce breocs do E on1loon r i 1algo od un pl.tg i o E et o quol c ho rovole lo tcrilto o n quotli ono : Oomotl r o o do lompo cho i rog9i delle gra v ltul ono tono otoroi o cho t i d ipertono, c ono, del contro d i un ulro, i n modo l nvodoro fullo lo 1pe1io clrcotlento Sono poteonl da un 'onduleriono olico i dalo, d o cho dovo ritornare ell otlr o contrelo oltro rtljlgro di r i tor no, provoe inlorpotl l lono lt1 i duo r.tg g l d i un lrtllo cu rvo, td otrco d i cerchio, con cenlro noi contro doli' 11lro contrale del cernpo Como d l ul, l duo rtljlg i tono conici Il lre llo curvo, tvonto dl1lonra cofnlo dall' etlro ctnlrlo, 10r ono co1lonlo Malo flltllcemonlo ptrltndo, 1 1 direbbe, cho ho 9 nortlr c l clrcoltrl portllolo ho loro La rolelivltfl o l nlo l n i eno epproliiiO d i quotli con c olli , nella tuo metor i alit non volondo ammolloro doll'otoro l m meltri elo, tullov i a plagl erno ol concollo, ellormO c ho l ggi dell e graviluiono. n:>n potendo o\toto metor all, 10no malom.tli : J purt o por u1ero il llngueljlgLO eh$ vonnw 1ll 'uopo tdollfo, tono: oporotor i l i cl quedrl d i monl l onali collogeti c on i l p1rellolhmo lontano Sictomo nollo m i o ulloriori pubblico11on l non t i proltnto le nocoull di !ero rlforlmonlo el tubi d lluuo ad erco d i en c ho l s roltlvll no loto 1 mono d i ch i a ro d 101fltu lro Il perelloll1mo lonleno con un d i mcn1 io n o i n p i connoue con l r.'lg g l votlj)rlell cho d l vonnoro coli ponfadi mont l onell Notlo montell .. amorolo obrec.t, Il rebborciemonto lgorilm co dei rtultoli fl. 11cl ellrul I OIIilu iiCo Il plegl o o lo rendo lo ello porch rddilo. Le Bibb i a lotilo cO eh utile all'ebreo; agio 1 lren lor ( a r i en i ) 1 1 dovo vendere la c.trno morcle (Ooutoronom l o, XIV,21) l'ebreo mengorfl le 1ene Nelurolmonlo, n n poi l'obrehmo cli O le Ionio (teorie grevillce) de cu i ell l n e 1 1uo l c oncoll l ll! l c. No Ieee 1prorrentomen lo 1 meno. E curlo10, che co1toro, dopo d i evero el lermelo cho non lecito rag ionare 1ul le nomon l quendo Il reg l onemonlo cor .. tto prolondeno d i quando '"''""o I n umpo o 1 0I!mi. Cos i d i !Cutono con rilerimonto ella lo ernplr i che. che non sono omogenee no i loro due che pertanto nullo 11pr mono d i li\ i co. e ne traggono conclusion i b1lordo che satlno bon i u m o non onoro lecito E i n qu11to modo eh E i n1ton di!Cutondo un 'e empi r ica etprimonto i r i 1ull.tli dell" eljnrena d i Koulmenn 1ulle cariche le mano elollron iche, ne concluso che lo terie non altro so non un' apparonz.t coin c i dente con l'energia. Egli s.tpev.t beni;simo dolio qual' ere, che lo conclu1 ione non 111 affollo lec i ta Ma o quoti& conclusione le 1 ineg09ho volevano arr i voro a lulfi i colli e E i nste i n le accontent. Ne lu premiato morolmonlo pecunariomenle, lCenlilico m o nlo polit i camente, immensamente, come a i 1uo i tompi Nowlon S'impoto dalle 1inegoghe lo stesso rilul teto ed Edgardo Poe, i! quale, nell'opera Euroko , tcrllta circo un secolo le, so!len ne, che le materia il nulla, dal nulla venne creale da Dio a porciO ritornor al nulla E 1treno cho gi ellott Il poola Ed gerdo Poe esprimesse Il concelto ebraico, che lo 1pezo la durale 10no. una cosa 1ole (Cap. Xli). Con quanta competenza li t ic Poo potesse 01prlmere qulll'afformaziono 1 1 puo immaginare: ebbene qu01ta le compolonu li1ica dello supormalemalic3 ebreice, eppllcala el rabborciamonlo fisico Lo quale 1upormatem.tllca se r:lerita al Celcolo essolulo di Levi-Civil5, non cho la tra1cr i zione, 1olfo eltri simboli operatori, del Calcolo geomolrico dol mio venerelo Maottro Giullppo Peano. d teng"' perfellamonlo ariano. Seguendo le d i rollvo giudeicho d cui so pra, 1'11lronomo rolalivi111 Eddinglon non ,; poriiO d i efformare ( The expanding Uni "'"' ) che I'Unvono intero non form.tlo d i allro cho di M concetti matematic i in buon ordine , lralformal inmalerla inerte 1la eltualmenle ospandondo-11, come un pallone gonlieto. Quando la ve.locil"d'llpan!iono, che va crescendo (por eh.,) raggiungere le velocil della luce, av verr uno terribile rtdlo-dlllu!one sa r la lino del Mondo. Tulto lo spaz i o ritor ner allore a contenere dei concetti m.tte mallci in buon ordine D i menticO Pbo inlenrionelmonle, che Ke ploro mori {1630) prime che nascesse Newton {ll>42). Koplero non pot dunque plagiare Nowlon che non ere eneo, nolo ei 1uoi tempi Ma 1iccome il M plagio dall 'uno al l'altro manil11to , palese cho il M pl.t g i eloro lu Nowton o non g i Kopleno E caraller i tlico per quanto concerno la potenze d i rabborciamonlo di cu i di1pone la plutocralo finanze ebraica, che si poS'o da co1toro 1bug iardare perfino le cronolo gie M i ritengo infall i n dovere di ognalero che i n elcun i libri d11linal al popolo 1 continua e far credere all' i naudita insinuarione obreica d i Poo, che Keplero abb: a plagiato Newlon cos p 11. noi rocenlss i mo D i z ionari o Moderno ----------------Direttore r .. poaaa.bilo: TELESIO INTERI. ANI>! che aspira a grande seriet d 'i ntendimenti (Ed i z i on e Labor M i lan o 1937} sta scr illo alla parole Newton : Sulla legge d i N ... Keploro coslru l le Ire lamote leggi del mol;, dei p ianeti alterno al So l e Incred i bile "'1 vero! Il coporale loronzo fllangL uno deg l i assidui di questa rubrica, riprende l'.trg0 mento dello tport femminil e Ecco quel che dice Falanga: Lo sport inle1o come S5no eserci zio che dii vigoria al corpo e ne molte in risalto l e linee esleliche, stimolando nel contempo le doli di coraggio e d i n i ziativa, senza 5lte r.uioni di quelle tipicamente femminili, n o n n. deprecabile n deprecato, E da COn dannare, perO quando esso venga pral i calo come una moda (sull'importanza dell" mod 1 in genere, come generatrice di volont onl,. prolif i ca, ci sarebbe mollo da dire) co m e un pretesto per godere d i om'indipenden z; d o nnosa alla famiglia ed alla societ, c o m incentivo .td esibizionismi del peggiore si.. le, quale quello di mostrarsi in c o o indifferenza, i n abili maschili, man i in la!cc e sigarella alle labbra. C i O che nelle nos lre cilt, solo d ie c i ann i la, non si s.trebbe nemmeno dalla donna Pi spregudiceh. Lolla, ins omma, non allo sport eugenica me nte praticato ma alla libert all'indipe n denza che per osso la donna olliene o pre tende, e lol la alla mentalit anlileconda!iv che ne nasce. Per fortuna le guerra, imponendo l 'ausle riti di vita dei momenti difficili, ha eli m nato 16nle cos e anche qui PetO bisogn a b dare f i n da ora che il dopoguerra, con g eccessi di ogni periodo successivo a que l d i penose restrizioni, non port i ad i nd e 1 d e rabili recrudescenze dei mali lamenl.t!i. ch e gli organi competenti s i preocuporfin da ora: a) d i non incoraggiare gli atletism i ferr. minill ma incrementare, invoco gli osere i' d i g i nnastica art istica, all'aria ap"rta, esegu i n comune o con limi tato spirito agonislicc Lasciamo agli americani, anche in qu e s l campo, la mania dei pri mat i sportiv i e pse do-sportivi; b) d i l imita re le gare s port i ve femminili poche competizioni. richiedendo il cerlil calo medico alla concorrenti, come s i ptr l i ca p er i Lfloriali, anche se tutto ci. o d vene significare l.t perdita d i alcune no;! posizion i nei J o sport femm i nile mondi,le; c) d i comballere, s i a pure 11 d i m ibre )a pnopaganda sport i v-1, gli esib z' n i smi i nutili ed il formarsi d i mentalit berlario ed anli nalalisfiche nella donn, --------------Tun1minelli Istituto Romano d i " i Graf iche C i ii Unive"leri a Rom 'l 'l

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    L'ARMA DEL RISCA'ITO La chimica coatitulace ona delle armi pl polenJi a dlspoalsione dei popoli poveri per UMtmll dcd CJ{ooo del popoli ricchi. Eua permette di aosJUul.re con nuovi prodoU i moUe materie prime naturali d'importazione. che un tempo apparivano lnaoatituibill. annullando cosi quei monopoli che detenninavcmo la aupremcula economica e perci polltica delle nazioni plutoc:ratiche. Al pro<:liqioao svUuppo della chimica ln al IUO poderoso appor1o bellico ha c:onJrlbuUo e contribuisce larqamente li Gruppo Montecatini. u pi orcm dloao compleuo chlmlcolnduatrlale della Nasione. MONTECATINI -ANONIMA CAPITALE L 2 .000.000 000 SOC GEN PER L INDUSTRIA MINtRARIA E CHIMICA M 1 L A 'J O