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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00108
usfldc handle - d43.108
System ID:
SFS0024306:00108


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 6, no. 8 (February 1943)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
February 1943
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
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4 856
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..-.-----______;;,..-SOMMAR l O-...,;.__ __, SCIENZA ALDO MODICA: INFERIORITA' RAZZIALE DEGLI ANGLOSASSONI; SIRO CONTRI: HEGEL GIUDAIZZATO; UDIO CIPIANI: FRA l PRIMITIVI DELL'INDIA MERIDIONALE; MOD.: GENETICA POLEMICA ........ GIOVANNI SAVfLLI: IL "DOLORE GIUDAICO; GUIDO LANDRA: FRONTE UNICO DEL RAZZISMO ITAUANO; ARMANDO TOSTI: CAOS RAZZIALE NEGLI STATI UNITI . DOCUMENTAZIONE GUIDO PODALIRI: GIORNALISMO EBRAICO A ROMA; ENCOLPIUS: L'EBREO ERRANTE. .. . . ,, l QUESTIONARIO. L------------SENZA COMPROMESSI. . . . l M A N O S C R l T T l A N C H E SE N O N P U B B LI C A T l N O N S l RE .S T l TU l S. C O N O : GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" Sl TROVANO IN ROMA PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO! TELEFONO 63737 62880 BANCA N A . SOCI ET A PER AZIONI ... \ CAPITALE L. 700.000.000 INTERAMENTE VERSATO RISERVA L. 170.0Q .. O.QOO .
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.:. .. ANNO V I NUMERO 8 20 F'EBBRAI O !=:8CE IL 5 : 11. 2U Dr OGNI Ht:!lt: UN NUJIIF.HO s:PAHATO LIRI( l ABBONAMENTO ANJ'IUO LIM: 20 AB HO N A !Ili( NTU !'II(IIU:STRALI( 12 t; !' T t: H Il l l. l) Il l' l' l U . Direttore.: TELESIO INTERLANUI Comitato di redazione: l'rof. doli. GUlDO LANDHA prof. doli, LIDI O CIPRIANI Segrl"tario Il i re-da:don": Gl ORC.IO Al. M l RA NTE SCfENZADOCUUENT4ZIONE -POLEUIC4 'OUESTIONJ\810 Il piossiQJo fascicolo, che il 1943 X: XI . .. -. .. proseguir la nel fascicolo del. 5 le orrende pagine DELL' INGHILTERRA SCHIAVISTA . . APPRENDERETE LE INFAMIE E LE VERGOGNE DELL'IMMORALIT INGLESE DOCUMENTI SENSAZIONAL I CORRUZINE -. IMPRANTE NELLA PURITANA INGHI.LTERRA 3

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Ogni studio su gli ebrei e la vita italiana, anche se modesto come mo desto questo, contribuisce a mostra re al popolo italiano a qual punto fos se giunta la penetrazione giudaica tra noi. Pochi gli ebrei, parlando i n senso assoluto" e ragguagliati ai numerosi milioni di Italiani, ma quantit non trascurabile nell'interno delle pi s i gnificative categorie sociali e impor-1antissima e preocclip:.mte dal punto di. vista qualitativo. Vedremo ora da vicinq, sulla scortO di fonti non certo sospette di antigiu daismo, quale sia stata la penetrazio ne degli ebrei nel g iornafsmo romano, lasciando da parte ogr considerazio ne relativa: al controllo delle varie so ciet che pubblicavano i giornali, so ciet nelle quali gli ebrei, come espressioni della finanZa, del com mercio, della industria erano magna pqrs . Va per detto, im.media1amente, che J!indagine, compiuta da noi, ed i cui risulta1i ver,remo esponendo, pecca, se mai per difetto, poich si te nuto conto solo dei nominati vi distin ti da un.cognome tipicamente co, trascurandone altri, il cui nominativo comune anche ai non giudei (come Rossi, Pace, Vitali Cesana e t c ) e salvo che per un nominativo, Forti s sta1o ignorato ogni legame di aff i nit con ebrei. Nonostante tale som.mariet della indagine, questa a nostro avviso mostra che negli ambienti giornalisti c i della -cap'.ble (vale a dire in queyli ambienti che rappresentavano pi di met del giornt:xlismo italiano) gli ebrei avevano posti di comando e d i e da Roma, come direttori di agenzie giornalistiche, 1e come cor rispondenti di g iornali italiani e stra nieri ; davano il tono a molti giornal i che non si stampavano a Roma. *** Un ra.ro volume ci ha forn i to un prezioso materiale per questa nostra ripetiamo incompleta e sommari a i ndagine. E' un scritto Clerici e pubbhcato dali editore ebreo Voghera, e che, app:uso nel 1905 offre un quadro completo della stampa ,romana. Signore e padrone del g !omalismo della capitale era Ettore Friedental, giudeo emigrato dalla Germania, e diventato in pochi anni direttore della nostra massima -e pi antica agenzia qiornalistica la Stefani Tale stata per decenni e decen ni, l'unica fonte di informazione per moltissimi giornali specie di provin cia e il Friedental attraverso la Ste fani faceva il buono ed il cattivo tempo. I giornalisti -sqive C leri ci -pretendono d ve::l.e.re in Friedental i l oro comune nemico. L Agenzi a Ste fan: i l corrispondente d i ogni gior nale, quindi l e gazzette seccn d::rrie forino a meno del cor.rispondente spe ciale limitandosi a dare in pasto ai lettori le notizie che la Stefani tra smette con grande prod.igalit M.:1 l'ebreo direttore de la Stefa n ; non solo. Ecco altri giudei gior nalisti: Eme.<;to Arbib, giudeo, faceva la cri rea artistica per il quotidiano L Ita lie pubblicato a Roma i n 1\ngua francese, g iornale assai d "lfuso al-l'estero tr a i numerosi forestieri che passavano varie stagioni a Roma, e negli ambienti diplomatici. E. C. Tedeschi, giudeo, era redatto re portico dello stesso giornale e con temporaneamente svolgeva opera d i corrispondente da Roma della Depe che de To ulose alla quale n ientedi meno inviava... Lettere dal Vati cano. Un altro g iudeo, cert o Coen, era il corrispondente da Roma del quotidia. no Roma >> di Napoli e nello stesso tejtpo era tesoriere di quella associa di giornalisti burloni, nota nelle cronache allegre della capitale con i l nome di Circolo tolstoiano Carlo Voghera .. editore nella capi tale, era proprietario de L 'Esercito, giornale nato a Torino nel 1862 e nel 1872 trasferi tosi a Roma. Una della figure pi i n v :sta del giornalismo romano era poi Attilio Luzza1o c h e lasci at:1 la d irezione d e La Stampa di To rin o e del mento di Genova, e:-a pas s a t o redat-

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lore capo de La Tr:buna dove fu poi direttore, e che chiam presso di s l'altro ebreo, Salvatore Barzilai, quala redattore politico; quello stesso Barzilai,, che sar ministro senza portafcglio e presidente della Associazione della Stampa; nonch l'altro ebreo, Primo Levi, che sotto lopseu donimo di ltalico giin precedenza inun altro quotidiano La s'era atteggiato a portavoce di Francesco Crispi del quale era stato segretario particolare. Il Levi, passer poi a dirigere La Patria. Tommasc.. Montefiore, lavorava anch'egli come redattore alla Tri buna. Accanto a L'Esercito sorse poi per raccoglierne b successione L'Italia Militare e Marinaro fondata anche questa dal Voghera e diretta dal di lui figlio, l'ebreo En rico Voghera. Eugenio Sacerdote, ebreo, scriveva per ia Patria quotidiano del quale fu anche inv:ato speciale. Carlo Se gr scriveva nel settimanale Fanfulla della Domenica mentre l'ebreo Settimio Coen, era l'onnipotente ammir.il':tratore del Fracassa Per opera del Barone Sidney Sonnino, che sar poi quel ministro degli esteri che preparer la sconlitta diplomati ca di Versaglia (storia anche questa da r;scrivere) Il Giornale d'Italia diventato per" lunghi :mni il suo or gano personale mentre la direzione dell'ufficialissima ;> e l'ebreo Senigallia era corr'spondente dalla capitale peli' Univers de Paris ))_ Questi dati si riferiscono agli anni raggruppati intorno al 1905. Ma quest: anni. r.on sono anni eccezionali, anni a Bo111a cio nei quali per motiVI, eventi O condizioni Speciali gli ebrei parteciparono alla vita giornal'stica con maggiore 'intensit che nort negli anni precedenti o seguenti. Gi nel 1870 si palesava appieno la penetrazione giu daico nella stampa romana. Come ricorda Ugo Pesci, nel suo libro I primi ar.ni di Roma capitale erano pas3ati appena due giorni dalla en'Lrata delle trup"pe italiane in Roma che un nuovo gior nale quotidiano iniziava le sue pubbl'cazioni: Lo Gazztt:J del Popolo diretta dall'ebreo Edoardo Arbib che aveva seguito l'esercito come corrispondente di guerra. La Gazzetta >> mut poco dopo il titolo in La -Ji.bert ma l' Arbib ne conserv la direzione_ Un altro giornale neto dopo il 20 settembre 1870, fu la Nuova Roma>> fondato da Leone Fortis. imparentato come dicemmo ai Wollemborg e che ebbe .come diret-tore Carlo Levi. Tra la pleiade di gornali e si distingue poi un altro quotidiano, L'Opinione >> che inizi le sue pub blicazioni il 9 agosto 1871 e che. gi pubblicato in Firenze, si trasferisce alla capitale. L'Opinione fu d'retto da un ebreo, Giacomo DinCL .;mir.enza grigia della maS8oneriJ italiana. Il Dina fu deputato, amico degli uomini polifci pi in vista era assai addentro alle segrete cose Ecco uno dei pi(l repugunti aspetti del g1udlco degli anni imntedlatamente successivi illla pasiatl guena mondiale. Gli ebrei -e segnatamente gli ebrei che inqulnnano la Germania si spedali.ua rono allora nelle pubblicazioni a sfondo sessuale, che facevano appello al p16 bassi istinti, 'omplendo una vasta e deleteria opera di Ecco le copertine di due di tali pubbticazlonl ebraiche, dov11te al famf. gerato professore pornografo Magnus Hlrschfeld

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_me completo, organico portico lareggkrto del ; la partecipazione degli ebrei alla vta giornalistica itrliana dal 1870 in poi, anno per anno, ma i dati che' abb:aino e sposto sono di una sintomatica eloquenzci. Sidney Scnm.\no. fondatore de La Rassegna se!hmanale e del nale d'Italia; Claudio Treves, Direttore A vanti! e di Critica ; Men Mdigliani. Redattore de l' Avanti! Fedeli .ai precetti dei Protocolli dei Savi di Sion gli ebrei, n ,el costi:. tuto Regno d Italia, vollero che la stampa fosse controllata da loro e vi riuscirono. Attraverso la stampa, controllarono A completarli traiamo dalle gine di un vo lume di Cimone. -Una setta di giornalisti (Mi.lano 1921, Ist. Ed: prsi-la pubblica opinione e soffocarono og'n; voce che si levasse a den;uncia re l'invadenza giudaiea, pronti a c onclllabolo farisaico dente Luigi Ly.z zatti) quest: dati. i quli ci. tonfer mano l'intensit . della penetrazio ne giudaica nel settore della stampa nel cin, quantennio he dal 1870 sino al 1920 . Cimo ne che dal l 870 Nell874 a Roma ihizi le pubblica-' aJ 1920 _infaiti i seguenti giornalisti zionf quo{diano illustrcito L'Illustra: ebri furono anche deputati al Parla. r zione che ben presto fu rilevata mento italiano: dai Fratelli Treves gi Ernesto Arbib, Direttore de La Lidel}a diffl.!sissima Illustrazione Italia-bert ; na la quale per pi di mezzo secolo Salvatore Barzilai, Presidente della fu la; rivista per antonomasia di tutte -. Associazione della Stampa; le case borghesi.di Itali-:x, e nella qua... -Leone CaJPi, Redattore e collabora le trovarono ospitalit scritti d nume: tore di numerose riviste e quotidiani; rosi ebrei; tra .. qual basti ;6cordcire Pietro Del Vecchio, Direttore de_ La il Lopez della Societ Gazzetta di' Mondov1 e quindi del italiana crutori e scrittori lo Iarach Momento>> di Genova: -poi del Di e il Luzzatti, e t, etc ::, . ritto di Roma; Ebrei giornalisti pullula;rono Giacomo n;na, Direttore _de L'Opifunghi, tant4!> che il resoconto della pri-nione >) e collaboratore di vari gior-ma seduta del parlamento italiano, tenoli; njutasi a Roma neF 18?1. 'd9 presenti David Levi. Redattore dei giornali nella tr'buna della stcinPct : a Montediretti dal Brofferio e dal Valerio; citorio i seguenti giudei,: Edocirdo ArLuigi Luzzatti, Redattoredi vari gor bib per la Gazzetta, di Venezi:a Lunoli; e Presidente della Assoc' .azione dovico o.na .per La Leone della Stampa; Fortis per il Pungqlo'>>; Federicc Attilio LuZzato, Redattore de La Coen per la Republique" di Parigi, Ragione direttore de La Stampa Carlo Levi per la Leone redattore cipo e quindi direttore de Levi, per il .Gioi'l'l(X}. d( Napoli, .LaTribun ; Carlo Morpurgo ; i:;r di Riccardo Momigliano, Direttore del Ravenna,. Giuseppe' Nthan per la Corriere Biellese; sbaildierare ai quattro venti, ogni at to e ogni igesto che valesse a fa.r fare buona figura ad un ebreo Un esame pi approfondito del set tore della stampa, mostrer che la pe giudaica, stata ancor pi di quanto non appa:a da queste noie affrettate. Nei giornali di provincia, specie in quelle citt dove vivevano nuclei giudaiCi numerosi, i erano in ma ni e si ar.ri.v al punto che, ad esempio in Ancona... un giornale cattolico ed antigiudaico, L ::r Patria fu .diretto da un ebreo, l'Algranati, che aveva mutato il nome in Rocc:x d'Adria. GUIDO PODAURl Associafio n 'press e Vittorio Tede-Attilio Musatti, Segretario politico schi per il giomOl.e Il Cavour. del Gruppo Parlamentare socialista redattore l Avanti} e Ci mancano gli elementi. per un esa-tore del Secolo Nuovo >); Cleudlo Trnes, uno del glomallstl ebrei di cui si pari e nel presente articolo

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in Spinoza, Ja storia della filosofia, P delle scienze morali in genere, verr ad 888umere via via un ca.rattt-ri Rtico rilievo discriminatorio. Lo di ranno imminenti studii. Ai accetti come postulato il segu(>ute canone, che gli studi nuovi mette ranno via via sempre pi in veritie ra evidenza ed a eontriboto; ogni giudeo dottrinario (prima .-dopo vanzante statura dell'uomo; cht-ne Spinoza: l'ebre era spinoziano ancalpesta indifferente il 8Uolo, oome se che avanti lettera) tiene neL fondo t-sso con j grandi monumPnti di Ro-del suo pensiero la mentalit spinoLa quintesMPnza dello spirito giu daico in filosoffa, a considerarlo come elemento chimico allo stato llE cio dotato della mru;Hirna e nergia corrosiva, contenuttt nt>lla dottrina di Baruch Spinoza; tanto diabolicamente negatore, secondo lo Npirito del Talmud, di ogni pOtiitivo valore che non -sia la materialitit delle brame, tl altrettanto diaholimunente esaltatore della superhitt intellettuale, r: pura" da ogni inte resse veramente umano, da .gpaven tare la HteHsa Hinagoga, tuttavia Megreta portatrice, nel HUo fondo e nel SUO prol{rllJllllllt, di (JUPllo RteKHO Kpirito. nut capu.t m .tmdi fossero poco spre--ziana, variamente JllaSCherata in Spinoza, con gra11tle rnlttteva d'un colpo allo ACoperto tut te lt>.carte dello Kpirito talmndico:questa fu l'intimH soRtanziaiP ragio ne per cui la SiuagogH lo 'caccil'l dal suo seno. In seguito, fu constatato che il diHvelamPnto Prn pienamenw negli interessi giudaici, come stru mento aJ>itale della l{uerrH t> dello asMalto al ;nondo nriHuo: di qui l'onorevoliMMi ma lLIIIJiliRRi ma n m m end n pf!r l'Ui la SinagogA canonizzl 11oi Spinoza, suo MHnto tntt>htr nnzi come Ruo profpta modPruo. Lo SJ>i rito p: i uda i co dellA filoHofia Hpinoziana (>. contPsto dai !K'gnPnti punti: l) il panteismo in forma lo gica; 2) la l'onseguente divinizzA zione, cio la smisurata t>saltaziout>. degli istinti el(oistid; 3) rndicalmen' te cousiRtenti delle hraruosit> corpo ree, cio RatiRfacihili nt>lla materia lit; -1) l'annullamento conRel(ut>nte della personalit morale e quindi lo annullamflnto dei valori di popolo l' di tradizione;5) ltt pedagogica del disinteresse ai valori mt>desimi, com l>lessivamente riassumentisi nelln parola civilt. (Un pittore n i nostri. il Furlotti, ebbe a tnffigu rare un filosofo giudaizzato come un uomo giovane", in panni moderni variamente rattoppati, stantP in piedi con le braccia penzoloni, e con lo sguardo mezzo -ebete, fisso diunanz a s, nel vuoto. Egli posa i piedi sulle della citt di Roma, disegnate con i loro momimenti in pie-COUl sc--ala 11-J pa raflOllP Mln Ili ROJ)TIIV . gevole pietrame. Dietro al filosofo funzione degli interessi pratici. che guarda innanzi s nel vuoto, scientifici, estetici, politici, etc .. dal sta il tempio massimo della cristia-, mondo circostante, dentro al quale uit, S. Pietro, e una grande Croce: il giudeo si mescola, mimetizzando la quale illuminata a tergo dal sole _si, 888imilandosi, al fine di perva occiduo, getta sul terreno fra i piedi derlo senza chi8880 (e senza venire dd filosofo una lunga ombra; n di scoperto), di quel suo spirito talmu <1 ueHtlt rnedesiru1t il vuotoHOJ(nante dico, rappresentato basilarmente filosofo Hi accorge). nelle formule logiche di Spinoz8.. Alla della prt-sa di co- scienza di questo spirito giudaico, Alla stregua di questo criterio la impPrsonato e, diremmo, fatto carne filosofia del Settecento e Hegel net suo studio (da un di L. Sebbenl 7

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dt>II'Ottocento ci si cosi: l) nelle fonni' essH in costante collaborazione eon lo spirito giudt:>o, massinwmente esponentato da :\Ien delsohn e da Haruann, giudei (que st'ultimo, detto il ,{mago del Nord >, considerato ispiratore di Herder l' amico personale di Knut); e proce de nonostante gli allarmi di Jacohi, sulla scia della massima del Lessing, ;( non potervi esser!:' filosofo degno di questo nome, c}lt:' non sia spino ziano>,; 2) nella sostanza, il pensiero degli ariani in continuu inconsa pevole posizione di difesa contro lo abbracciamento letale, o mortale av vinghiamento, nelle spire spinozia ne, ossia in perenne condizione di 1 eazione contro l'intossicazione giu daica. Ad esempio, pi preciso ed energico untidoto al radicale immoralismo spinoziano (deificante gli istinti corporei, nella smisuratezzu di ogni cupidigi-a) che l'imperativo categorico kantiano, a cui, se mai. va imputabile 1111 eecesso di J'igort> contro la "patologia del sentimen to di cupidigia. dagli spinozini deificatot In Hegel, St' noi ra ffiontiamo i l suo pensiero ai cinque punti spino ziani qui sopra preeisati, noi trovia mo che: l) il panteismo i forma logica i soltanto uno strumento un i fieantt> nell' interprt:>tazione delln vi tu storica dei popoli: 2) l'istinto egoistico vit>nt:> subOJdinato agli iuterel"si sostanziali del l'ethos di popolo, iu unu morale sociale e politica; la quale, sp rilai, da Hegel concP.pita con nn eP cesso di Rssorbimento della persona individua nPlla sostanzi11lit dt>l con;o storico: 3) tale diseiplina trovn (specit:>, nelle lE-zioni propedeutieht> dello stesso HPgel ai giovani) un11 giustificaziont> Ptil' hasilllt'lllt:'nte eolli mante con la comune dottrina mo rale dell'Europa trist.iann: 4) in tal modo la personalit mo rale dell'individuo Ht>l sistema liano rimane integm, ed anzi nei va lori di p_opolo. di storia, di tmdizione, ritmlta potenziata (,, moltiplica" dice Mussolini); 5) in definitiva, il pensiero hege liano, ove lo si .conosca nella sua in terezza. e non nella presentazione ingiudeata delle comuni trattazioni, pudefinirsi un promuoviment.o or ganico ed enciclopedico di tutti i pos;tivi valori dell'umanit, nell'mhi-to totalitario di nuH. tivilt sann men te cm:fcepita. Il conflitto sost11nziult:> eon Hegt:>l pul dnnque esser!:' ridotto. nei con fronti con il tradizionalt> peusit:>ro italiano, al punto prim, quello del formalismo logico. Sul I' nwnentt> ogni dottriuarismo sano pnl trovar!:' una vasta base di accordo con Be gel: la base della comunP UMANIT A'. Ed ecco in che eosa con si-si<' il g:-.: quali eonsi1>te la essenziale solida riet di Hege/ eon la tmdizioue ti l'ile e <"l'istiana deii'Eur}jpa; di Qtwl la Europu eht:> Mazzini, eon aggetti vazione di pen:une signifieato, ehiu mava la < 11110\'1' ondate di vita dali< vive e fresehe dt>ll s1w snit fondumen t alt>. Oggi !l 1i prt:>. una gr a ndP lott11 i n torno al nome di Ht:>gt>l, maswi m o espouentt> dt>l penflit:>l'o cos come apt:>rtu una grandt> lottu intorno al Home sia di Tommaso eh di Vico. massimi t:>spollt'llti del pensiero italiano. lo sono eo11viuto eht> da sta lotta d'interpl't>tllzioll i t' d i l'iesumazioni so1ge1 lu 11uovu. filo sofia, umt filosofia di significuto l' d i porta t a vei'Hmt:>nte t:'U I'OpeH, forsl' mondiale. A questo grand!:' pl't\et:>sso di unificazione sulle hHsi (il c:onf<> nato umano) osta la mentalit t: il programma del giud11iRmo filosofi co, che punta tmlle forme logiche, co sicch. mentre questo programmu mira a concentrre l'attt>nziollt:> degli studiosi sulle forme stesse. rima ne campo libero alle lllaJlovrl' giudaiche per l'adulter11zione dd colite unto. Cna provn hunpante si l111 uellu storiogrnfia concernPnt{1 le scnolt> hegt:>liane; E' tiuHcito agli t:>hrei di insinuarsi com!:' partecipi della t.o sidetta << sinil'ltra hegeliana, cio iu una ram i fie-azione speciale dello he gelismo. Valgn nn crattedstico e sempio: e lnsciam9 star!:' di Schopen hauer, il cui pessimismo hu r11dici razziali ebraiche, Re vero che Sco penhauer suppergiit un. mezzo e breo. Osserviamo comparativamen te, nella cosidetta ,, sinistrH hege liana, l'ariano l<,euerbach, e il giu deo Stirner (pseudonimo di G. AmlH'dut, 1wr la forma (Re ci vell guno pl o IIWDO foJ'ZIIt l'OIIIl' in 1111 lttto di p,.,,eustt>), uppu ullu sinistru ht>gl'liuu. Mn il primo, pur essnndo lhgatort' di tnt scendenza dei vulMi <'HH!ta i v11lori 111111111i, n:i qunli, in un pro cesso di eofltnnte illttgl'a:.dnrh rt'i procH, vede pffonderR l'optru l< 1 dentro 111111 immmwntt soli dHrietit; Rti rrwr, ton In Hllll ttoritt dell'<< Uuieo ', eioi delln individuali t di ciascun io,, (che egli t('(li'Zzll ri hcllP eo11 tro og11 i or d i ue cessit dell'uziont> i11dividnule contro ogn; ordint:> e collahorazimw umanu, ossiH tt'tlrizzu a) principio elJ'universHle (narehi:,.:mo univt->rsule). Pcrtnnto-, il fnr nppn rtenere storiogru fiealllt'll te H Il H nlt'desimn t'a 111 i fieazioll<' della senoIn hegeliunn tn11to il l<'ut>rhuch quan to lo rm r i> u 1111 spPcie d i beffa dll' v'ent: giocnt nlln ve1itit eu. f l!w tul lwffu Jlt'l'vade tuttu la stoi'ogrfiu dt->gli ultimi tre sceoli, quHll' \'iene inflegnuta in tutti i 1118 IIUHii t' predieutu da tuttt> lt d l't'. La lllt'seolanzu i hridH di non ti a l'i 11i P d i nomi t h n i 11ellu 1111 rraziout> dtllt> viet->IHIP dt>l mpeo dul S('itt>Uio iu poi i. l'ltlli'IH di llll/1 SOIIIIllltlllt'lltP pt'!'lli(oSII I'OIIfll SIUIII'. Ouult> 11111ggior prova. del nwto. t>l l'i ugi udt'Hillt'll lo storiogra fieo a dam1o del Honw t' ddle ht:>geliunt>. d11 il vt>dCn' proclamato lltgt>limw 1111 t' wuoi derivnti. menlrl' Htgel i il filmmfo dti popoli t' dt>llt tradizio11i. St>Htitt t' lll'nsute ella pt>llt'ZZH sostauziult tlt>l loro eammino organi ddlu storiOJ.(I'afiu fillllmfi t:' 1;egnu tlllllt'll t t> d i qtwllu i l mussi m o Pspollt'll te del pt>nsiero geriJJallito IIHHit>I'IIO: Ht'gel Onesta revisiont I'Udiealc i lu eOJHiiziont:> prelimi11are .o;im quu non dell reciproca comprt:>usiont' fru lt> filoso fie, cio fnt i dottriuu l'ismi t'Oli cui l'u.munit pntule cose i t uza <'wplicita e sci enti fie H della PI'OJH'H t:>ssenza fondamentale e del p1oprio emumino stol'ico. L'inti'eutissimu rete tli solidariet cnlturttli che il giudaismo ha saputo stendere sulla eultum fi)O!;ofi ca sar un enorme ostncolo snJH' rare per la reulizzaziorw di qutsttt necestmria revisionP: tnttnvi11, Fiii'1:_ presa necessa riR, ptrch in gioco la sttlutA spiritnttlf' dt>l continentt>. SIRO CONTRI

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E si suppone -come lo attestano varii scrittori, tra i .quali. Karsten che i Sassoni vivessero lungo il cor so inferiore dell'Elba mentre i Juti nel nord dello Sleving; i Sassoni tedeschi, che linguisticamente formano insiem ai Franchi ed agli Svevi il gruppo tedeso, distinto da quello anglo-sasso-fris o anche dal punto di vista etnico, erano stanziati nel terr;torio oggi chiamato Holstein Tuttavia gli Angli fra le trib di origine germanica che conquistarono l'attuale t erri torio. di Gran Bretagna furono quelli che assunsero la principale funzione. Essi ch'amarono il suolo conquistato che po' si trasform in England Questi coloni si organizzarono in pie. coli Stati. I nomi delle diverse sotto trib, cui faeevano capo tali frazioni statali, sono ancora oggi reperibili. La contea dell'Essex conserva il nome dei Sassoni dell'est (East-Seasco naland), il Middlesex ricorda il nome dei Sassoni del centro, il Sussex i Sassoni del sud mentre !l Wessex de signa il rame dei Sassoni dell' ovest. Tali Stati si estendevano nel meridio ne dell'attuale territorio del Regno Unito i Sassoni oc cidentali finirono con il dominore tutto il paese. Gli J uti -come si gi detto -dominavano nell'attuale contea di Kent, dall'isola di Wight e lungo lo spazio di costa fronteggiante. Gli An gli invece si stabilirono a nord del gruppo di stati sassoni e divisero in due il loro dominio: la Mercy e la Northumhria, sita a nord del fiume Humber nel paese che poi prese il nome di Northumberland. La denomi nazione geografica East-Anglia comprende le due attuali. contee di Norfolk (popoli del Nord) e di Suffolk (popoli del Sud) i cui territorii ap partennero agi;. Angli dell'Est. Tali indicazioni storiche ci servono in parte a documentare la composi zione fisica del popolo inglese dal quale si venne a filiare quello nordcunericano -e la diversit etnica ed IV CABA_TTEBI MOBFOL081CI Il decano della uHeclrale di Canterbury pon per Epsteln, lo scultore giudeo che va f11n0so Der IYer creato alcuni Ira l pi mostri che la cosiddetta arte moderna annoveri (In alto, 1 sinistra, un aggio: l' a, di EpstelnJ. Anglluneslmo e gludal11110 s'la-conlr-, ewtdenlemenle. anche sul terreno artistico etrio-razziale dei vari nuclei .che originar:cunente lo ompose.ro e che a differenza 4i altri popoli europei non hanno subito nello individualismo predominante -quel processo .di unificazione in etnia monovalente che anche \.m coefficiente formativo di razza in quegli elementi biologici umani dotati di una d;namica supe riore. La n-uva evolutiva seguita da que sti gruppi etno-razziali nel territorio dell'isola inglese pu essere definita come m1a involuz:.one sulla quale hanno influito diversi fattori che poi esamineremo partitamente . l) Il mutamento dell'ambiente biosferico 2) Il meticciato fisico ed il metic ciato psichico-cu.lturale. 3) Il mutamento della cultura intesa nei senso etn<:>-razziale rispetto alla eultura relativa all'ambiente di origine. A questi fattori grossolan: vanno aggiupti molti altri elementi di natu ra pi sottile che studie_remo a suo tempo. Uno sguardo generale sui carcitteri modo-fisiologici de! popoli inglesi ci mostra come queste diramazioni della grande etni germaica abbia no assunto nei due sessi una linea bioantropologica che la paral lela attivit nel terreno storico e sto rico-sociale, a partire dal loro dislo camento al di fuori del continente. Le rce.rche della' British Associa tion condotte su un gran numerc di individui dei due se5si hanno fat to conoscere che la capacit respi ratoria dei britannici d sesso ma. 9

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1 prollll somalicl di una contadina tedesca (a slnlslra) e di una donna bianca americana (da: KeHog) schile media di 21/ cc. mentre quella delle femmine non in media supericre a 132 cc. In raffronto devesi notare che la capacit toracica dell'uomo adulto nella razza mediterranea d all'indice toracico 63,80 e a quello della don na adulta 61,20 . I valori per la razza nordica pura sono rispettivamente di 62,60 e d! 59. Il salto rilevato tra l'indice e Ja capacit respiratoria dell'uomo e quel la della donna anglosassoni non sono un carattere biologico positivo aven do bisogno la femmina di una sufficiente forza respirator:a per svolgere i proprii cicli sessuali compresavi la gestazione. Un vecchio studio di Uoyd Jones sulla costituzione sanguigna dei po poli, ha provato che il pese spedico del sangue negli anglosassoni varia fortemente a seconda del biotipo individua/e ma ha in genere_ un valore piuttosto basso dovuto alla incom pleta fusione delle razze' la quale denunzia per il popolo inglese una maggic.re acquosit sanguigna dovuta alla mistione di elementi sassoni e scandinavi. J pesi specifici osservati vanno dalla sal'enza di l 066 alla nascita on una caduta a 1050 nella ma, turit ed un valore di !055,5 per la donna normle. Le tavole antropometriche del Vio la e del Facchinelli che dnno i valori relafvi al tipo medio della razza italiana, dnno alti contenuti in globuli rossi nella composizione dei plasma IO sanguigno e cio 4.794.324 per il ma schio e 4 .957.717per la femmina. Gli studii di Sargent sulle dimen sioni pelv:che in un grande numero di soggetti anglosassoni, provanoche le nord-americane presentano in valore assoluto le anche pi strette di quelle degli uomini. Ora noto che le razze inferiori e gli antropomorfi presentano la protuberanza sacrale luz:1ga, d'ritta e stretta in armonia con il resto del pelve. La strettezza e la lunghezza del complesso pelvico ol tre ad essere un carattere non discu tibile di inferiorit biologica, nel suo insieme per il sesso femminile Ui particolare valore negat'.vo. Infatti !l tipo biologicamente pi perfetto nella razza mediter.ranea quello che uni sce alla esilit della parte supericr6 del troncO' una maggiore ampiezza della parte inferiore con ampio svi. luppo pelvico e normale accumulo di adiposit nelle zone circostanti. Questo tipo che quasi sconosciu to nel. gruppo di etnie anglosassoni il risultato di una ;pe.rtiroidiq tuzionale che un predominante carattere razziale della razza mediter rariea, fa riscontro una relativa iperovqt.ia la quale favorisce lo svi: luppo anatomico della parte infer!ore del trcnco. Partendo dalla constatazione an tropologica che i bambini anche nei dolicocefali sono in media p bra ch'cefali degli adulti (studi di Skoff sui russi e di Danilli sugli. indigeni del Nias) pu dirsi che kx brachicefalia preponderante in un popolo ave Jsso sia acqu sito alla razza per involu:i:io ne antropcmetrica un carattere cl,i infantilit e quindi di degenerazione che si traduce in uno stato di inferio r 'smo biologico Gl'indici cefalici tro voti da Clapham e da Ellis per il popolo inglese .vanno da 81 ,2 per gli uo mini ad 80,5 per le donnecon un tasso di brachicefalia superiore a svantaggio del sesso maschile. All'incontro 'indice cefalico nella razza mediterranea presenta il valore di 78.40 _nella razza nordica si hanno indie: di L'estrema orachicefalia alpina d il valore in dicativo di 84,40 in molti casi . Negli ingles: la brachicefaliu mag. giare dunque nel maschio mentre dovrebbe essere pi accentuata nelle femmine poich nell'uomo come .in tutte le specie animali la femmina presenta una sp'.ccata infantilit la quale dipendente dal suo ccmples so endocrino nervoso. Ellis, autore inglese che studi pro fondamente i tipi del suo paese, ha scritto che la tendenza anatomica ge nerale della civilizzazione a favore di un avv:cinarsi al tipo infantile che frequente nei popcli selvaggi. Le etnie anglosassoni hanno seguito celermente questo passo evolutivo verso una crescente brachicefalia e :mesaticefalia in sostituzione d\ una dolicocefalia predominante all'epoca dell'invasione del suolo britannico che. li contrapponeva come teste strette e lunghe alla teste piatte delle popolazion celtiche nelle quali la brachicefalia non il frutto di una VJene condotto In prigione un negro, negtl Stati Uniti anHruzlsH : ed necessario questo apparato di fC!rze, pat' Impedire che qualche ammiratore e propugnatore della CRfa e delle llbertil rooseveiHane lo linci e lo taccia 1 peni

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involuzione tna invece carattere di si vedrannb da questo punto di vista razza. ove approfondiamo l'esame. Dobbiamo fermarci ad un altro ca. Anche lo scarto di altezza tra uo-rattere : chedo:rinante nel gruppo mo e donna basso nelle etnie : n-. di tni anglqiassoni. Le scarso svi glesi. Ellis, in base a misurazioni con luppo della mascella inlenore. dotte su migliaia di soggetti dei due Ora se noi studiamo la parte infesessi ha trovato valori di 1,700 per ri<:>re del viso ne: due sessi vel'uomo e di' 1,600 j:>er la donna. I va dremo che nei maSchi la mciscella !n lor. niedii correlativi nella razza me feriore si sviluppa maggiormente ed ditrranea sbno di 1,500 per la donna provvista di muscoli potepti mentre e dL 1,700-1,800 per l'uomo. comunmente ilella sua por Ma anche i valori medii relativi al te.ep'dermica una cro:atteristica pelo peso ed al rapporto mu.Scoli-grasso, sit. Nelle donne anche nel caso in sono poco distanti nelle etnie anglocui gl'incisivi inferiori' sono fcrtemensassoni. Per gl'inglesi si sono trovaf te sviluppati la mciscella inferiore ri questi valori: rapporto muscoli-grosse inane p' piccola e pi arrotondata per l'uomo 41,8 e 18,2, per la donna e tal differenziaziorte si estende dal35,8 e Ci che mostra come in l'orecchia esterna sino alla laringe. la donna inglese sia molto me La parte inferiore del viso femminile no grassa in raffronto all'uomo di pi primif.va_e pi infantile risen.quanto lo sia il tipo normcile femm;iendo fortemente dell'organizzazione nile della razza mediterranea e rior fisiologica della femmina. Ma tale difdico-dcilica. ferenza sessuale anche carattere d;. Oia questi elementi che prO'Vviso rlamente indichiamo mostrano pi di ogni Oltra vruutaz:one il tessuto an tropcfisiologico delle etnie ingles: e suffragano la relativa inferiorit di eSse rispetto ad altri gruppi razziali nei quali i caratteri biologici positivi non hanno sUbto cos profonde modificazioni. Ma noi sappiamo che tutte le mo dificazioni razziali dipendono da un fondamentale carattere antropologico: la reattivit, la quale :Eversa da ti po a tipo razziale. Or se-il popolo inglese divenuto quello che appare, ci vuol dire che la sua pa;rticolare reattivit ai fattori stimolanti interni esterni lo ha configurato in que-. guisa dalla quale ess non pu ormai pi estromettersi rinun ziare ai proprio essere. (Coutimia) ALDO MODICA razza essendo in alcune razze, biolofitJOi-:-. __ 36;:.. 'l&r----. gicamente pi vicine alla norma po sitiva dell'essere, maggiore Io scrto fra i due sessi. Nelle etnie inglesi al. l'incontro mentre scarsa la pelosit 40 maschile in media, si ha uno svilup po femminiloide della mascella ine riore. Questo carattere acquisite, aol---1----1---!1-1--1 mentre dimostra tra gli altri caratteri involutivi la esiguit dello scarto ca ratterolog:co tra i due sessi, emche probatorio ai unc certa discrinia costituzionale nell'uomo inglese lQ qua: le costituisce elemento negativo ai ni biologici . Ci si verifiato al contrario nella razza mediterranea e nella razza nordico-dal'ca ove la differenziazipne non soltanto pronim ciatiss'm.a ma concede al maschio qt tributi di primitivit fra i quali un alr to prognatismo che nella femmina.! quasi assente. n classico aspetto an gelico degli Angl; proprio doVulo ad un aspetto intersessuale dei Il1Q. schi e ad. una insufficiente distonia:,antro}lometrica ed antropofisiologita jtra maschi e femmine. Non :;i conGep to un inglese provvisto .di fol-. ta barba nera come non lo si .3 mai pensato con forti mascelle e con un viso vigoroso e muscolato come v viene negli ultimi relitti europei rtor. dici o medj terranei. dali6 o ecru casici che si riattaccano al vecchio e for tissimo tipo .' neendertalcide. V ed remo ccnne i caratteri schelici e v'scerali degli anglosassoni segua no questa linea gi denunziata dai pochi caratteri che som mariamente enumerati e che meglio . ': Il : l )...,.. (15 OAPo !"""" !.. 17 .i Pl pa IU l l lu l l u l l l rJ il 11'1111 111111 111 1ft 111 Ili 111111 !alle Ili llllll Ili Ilo la la l. l la. l 1 1.-L. !\Il i"' :: 1/ '>, L/ 1\ "' Id IU r:. i:is ID r: 1":'7111 la l M 1111 l 111111111 r-.. r-l' """ _._ 17 i\ v 1'l\ Il

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D al 1938 esiste in It::xlia una politica ufficiale della razza e da siamo sempre gli sulla breccia. Siamo quelli di prima. Quattro anni fa quelli che credevano nella razza raggruppati intorno al Tevere, al Regime Fascista, alla Vita Italiana e a Quad.rivio Oggi quelli che credono e lottcmo fanno parte dello stesso gruppo. Antigiudaismo, razzismo: parole magiche, sufficienti a mettere contro di noi la massa dei borghesi. e dei meticci. Perch si ha tcmto paura delle parole? Perch fino al 1938 non s : mai avuto il coraggio di pronunciare la pa.rola razzismo? Del razzismo in Italia? M::x questo sarebbe stato per la massa dei benpensanti un insulto al nostro passato, alla romanit', al cattolicesimo, alle ncstre pi care tradizioni. E nessuno di quei benpensanti ha pensato che il nostro passato, che le nostretrad:zioni, che la romanit, che il cattolicesimo si possono in definitiva difendere e potenziare solo: difendendo e potenzicmdo la razza che li ha creati. Noi siamo i : razzisti della prima ora. Noi siamo i soli che abbiamo il diritto di chiamqrci razzisti Contiamoci. Non siamo molti.' Forse coloro che seguono i nostri scritti sono pi numerosi di quello che crediamo, ma certo che quelli che si proclamcmo apertamente razzisti sono pocru. E' tempo che si formi il fronte unico de: razzisti italicmi. Tutti quelli che finora hanno lottato per la difesa della nostra idea si debbono unire e stringere l'uno all'altro e formare un blocco compatto. L'ora presente ci .impone questo elementare dovere. Tutti ci sono nerro' Siamo soli. Noi dobbiamo ridare una nuova fede ai popolo italiano: Questa la nostra missione. Noi dobbiamo abituare i nostri fratelli a vedere lontano, a non considerare soltcmto i fatti contingenti ma q)lelli reali, eterni che la natura ha segnato. Un compito grave pesa dunque sui razzisti italiani. Se fossimo dei filosofi noi $Criveremmo, in questo momento stor:co, un trattato: <
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I TALIANO u n iamo solo quelli che ci sono fratelli di sangt::=. 11 razzista con i fatti e con le prrole deve essere d.i :::sempio .:t tutti Il razzista deve esaltare quelle che sonc le qualit degli italiani, le qualit che sono state ereditate dai nostri padri, distruggere quelle qualit peggiori, che, purtroppo, nel corso della storia qualche volta hanno formato come un'incroslazone sopra le pri me Il r.:tzzsta deve lasciare da parte le quest'on secondarie e mettere tutto il suo sapere e la sua passione al servizio della vitto,ra E' J:OCO importante in questo momento discutere se la razza mediterranea valga pi o meno della ncrdica, se le quart dello spirito s ereditino come quelle del corpo, oppure se la razza dello spirito sia separata da quella del corpo, se l' 'dea della razza s possa conciliare o meno con quella dello Stato e cos. di seguito. Tutte queste discus sioni lasc:ano in fondo il tempo che trovano e possonc essere rimandate ad un altro momento .pi tranquillo. E necessario invece che il razzista in questo momento riesca a convncere il popolo italiano d alcune verit essenziali. La prima di queste verit che il giudaismo i n ternazionale, con tutte le sue proteiformi manifestazioni, il nem co numero uno dell'Italia. Non dimenticare mai che gli aeroplani che distruggono le nostre case sono strti pagati con l'oro dei ghetti e che la guerra sarebbe fi nita da molto tempo se Israele non avuto tutto l'in nel vedere dissanguata e immiserita la vecchia Europa, anzi, non d'mentichiamo che, senza l'azione giu daica, non ci sarebbe stata la guerra. La seconda verit che il popolo italiano deve ritor. nare ad essere quello che fu quando Roma dominava i l mondo. La volont dura, sitenziosa, tenace, la vecchia vo lont romcma deve esse.re la sua qualit principale. Il popolo ital"cmo non de've abituarsi all'idea che anche come servo degli ebrei o degli inglesi la vita sarebbe degna d i essere vissuta. Il popolo italicmo deve ridiventare orgoglioso e superbo. Deve sentire che nelle sue vene scorre an cora il sangue dei padr'. Deve pensare come pensarono i suoi antenati, che conquistarono l'Europa e che poi i n una lotta ricostituirono l'unit d'Italia. La terza verit che ogg: quasi sola a J)C?rtare il gravoso della romcmit. Quasi tutto il mondo la tino del Sud-America ha dato la prova di una decadenza razziale inimmaginabile. In Europa la Francia ha stupito tut per l fenomeno di senescenza che l'ha colpita. La ragione d questa decadenza della romanit, in Europa e fuori di Europa,_ d natura razziale. Molti Stati del Sud America sono costituiti quasi e-sclusivamente da met'cci. La Francia con una politica delittuosa andata precip.tando rQJ:damente verso un baratro dal quale sar molte difficile che s potr r :sollevare. Noi siamo attualmente il sole grande popolo che pu ancora difendere l'idea della romanit. Questo perch e 3 s_te ancora un solido substrato razziale sul quale questa idea pu cmcorarsi. Infine, il razz'.smo deve servire a rinsaldare negli ita liani la coscienza di essere degli europei, non sol o ma i pri mi degli europei, a ficmco ai tedeschi. Questa la miss)Gne di noi razzisti i n tempo di guerra: r inforzare l'antigiuda'smo, esaltare nel popob italiano l e sue migliori qualit razziali far rivivere i l mito d ; Ro m a :::u una base concreta, creare infine una coscienza vera mente europea nei nostri concittadin;. Formiamo dunque il fronte unico del razzismo italiane. Poco importa se siamo considerati dei settar o dei lanat' ci. Quello che importa riunire tutte le nostre forze con una fede assoluta nella vittoria del poP,Clo italiano. GUIDO LANDRA E necessario che il razzista iu questo momen.to riesca a convincere il popolo italiano di verit essenziali. La prima di queste ver_ it che il giudaismo internazionale, con tutte le sue proteiformi manifestazioni, il nemico. numero uno dell'Italia

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Il corpo del collegio israelitlco di Rodi D a 'Secoli! la dialettica giuto dolore c;)o _la reale consistenza di un elemento polem;.'[!o cos st1etta.men te connesso alla tecnica del giudaismo e, insieme,. a caratteri fondamentali della razza. Con la deviazio11e della 1eligios.;ta ebwica terso il ter restre, eon la sciss-ione dell'equil:.brio mosaico fra i fattori terra-cielo, e qu)ndi con la nascita di una codificazione owUlanle tra le aggregazioni sperimentati e una casi Mica pratica integrale, l'anima giudaica si risolta in una struttura terrena senza residui, in un in cui il dato relig:.Oso ha il suo senso e il suo 1 alore nel rapJJOI to con gli aUri cio alterato e defor. mato ai fini dell't/J.ivarsi della combinazione. A questo isol.amento empiri.co, a questa 1)roiezione d'ec cesso ve1 so i modi di un mass ,iec-io terreno, ha fatto riscontro l'eccesso opposto, l'imvulso mi.stico fine a se sfes:w, 'aftocata dipersio11e !'erso zone sempre rarefatte e remote, corse da baglioT.i sempre pi 1nossimi alle disorganafe evidenze dell'aUucinazimw. Ci che, nei secoli orig.inari, ne; secoli deUe trasmigra zioni delle trib, era la fuga materiale dei. nomadi per r;l.3 spazi. geografici, divenla la fuga dal mondo della stoda e dello spo!i i/o, intesi in. senso inferno, creafii'O: disan cora-mento -razzial e che non fa perno se non sugl.i ondeo u wmenti! e le violenze di una dinamica compressa e condusa nel p-roprio c_ircuito. Il previsarsi delle due ten denze, la 1Jresa dj consistenza del duplice orientamento d'eccesso, con un singolare parallelismo, per cui il sorgere dlla cellula sinagogale simultaneo al .<;orgere delle sette misliche, l'elaborazione politico-reli giosa che sbocc:he1 nella spinta sulle altre ferii e sulle altre genti sinnultanea alle visioni pi O.t;C:ese, alle negazioni pi recise di ispirati, di maestri, Quanto di abnonne nella contrazione terrest-re, quanto J..i abnonne e nelle raretazioni mistico-messianoiche, dc te/mino nel corpo razziale due nuclei est-remi, due tensioni)). che si scaricano in se s/esse, condizionanrJo avvallamenti e stratificazioni incol1ttive. Al punto di cwvatura della parabola, al punto di rito"FilO (iella scarica, sia all'uno che all'altro polo, nasce e si }fonde, con ci:Jstahte analogia di prO<:CS.
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GIUDAICO ;ano l'elenumtaritci del meccanico; e ;.u effetto e.'i.'W n011 giocano che su due fattori e rattrafti neUa dinamica. 'Ecco la proiezione terrestre proten.dersi, di tempo in tempo, di CJJOca in epoca, ver.rw costruzioni e.'llrenui, Se'll:a equ.ilibramenti e arftcolazioui profondit con l'am lnen.te storico e morale: e di tempo in tempo, di epoca in l poca, la coxtruzi.one si in/l(tllge contro la realt della storia e delio spirito. Ecco le JWriodiche reaZJioni, le cogli esi[.{ i: ecco il dolore,, collettivo sorgere :ii frantumi del/.n cost-ruzione, pesare sotto cieli che l'in1oluzione rel :yiosa ha reso !iCntpre 1Ji eh i usi e lontani. La 111:.'lt.ica giuii!J(' per suo conto alle soglie dj mO'ndi in cui la luce dello spirito cede, gradatamente, al balenare di a]JfJarizioni legale forze sommos!le e deU'e11serc. Il ritor11o rUorno in un vuoto /anfo p=. e secco quanto pi remota P. stata .la 1isione; e il dolore eh(! ne nasce ha il gre1-e e il cupo dell'altro a olore, una sorla di plumbeo attonimento, un'aridit lignea di disfacimento compressa e ribattuta i n s e rimba:w di un impul:;o sem;uosamenle sprigio nato fino alla combustione. dal fondo di questo dolme che deri'l.ano /.e p: tipiche cspressi oni della tradizione e dell'anima ebraica: le chiu.'W gravezze del rito, le melopee, le di-;organale rigidit .iella e, in particoare, le eruzioni di un pessiann: enlatore. Ma' neUa persistenza anodi della stona mo ,je:na ,{el giudaiMno: da quel/{1 del messia Zabbatai a! tragico upoealitlicl.
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C hi non l'ha .Il m1serabile scende per la montagna correndo a piedi nudr e poggiandosi ul bordone, inseguito dalla morte ch lo ghermisce colle sue braccia scheletriche. Non vi t persona che non l'abbia visto in una -vignetta del gene1e nella copertina del l'o manzo popolare Le Juif errant. La sfera del mondo circuita per tre spire dal serpente regge col suo polo la testa dell'ebreo u scita dalle fauci del serpente, volto dalla cera grifagna. E' quella la testa dell'ebreo, la testa di questo miserabile che scende a precipizio la monta gna colle spalle raggricera te dalla niano della morte. Ma se questa vignetta famosa divulgatissima, molti alla domanda se questo Ebreo er J'ante sia davvero esistito non ,.;anno che rispondere. Ma non questa una lacuna grave del la cultura, alcuni ignorano pe1 e;;empio se figure altrettanto famose, ma simpatiche e car.is ,.;iwe come que.lle di Faust e di Don Giovunni, siano realmente state creature in carne ed ossa come noi. Non spiacer ai no o;tl'i lettori se dedichiamo per ctualche numero questa rubricu allo studio della caratteristica J'igu1a dell'Ebreo errante . L'Ebreo. errante si pu dire sia l'incarnaziorte di un mito che si riflette con interesse soltanto letterario nella societ model'f!a, mentre nel passato, specie nel medioevo, fu l'eroe eli una celebrit incontrastata. Si sa che la leggenda parla di m1 ebreo che avrebbe spinto Hes mentre saliva sul Calva rio; ci vah;e all'ebreo l'eterna conchuuia: errare i n per.pL'ilo per il mondo percorrendo tutti i paesi, senza potersi mai fer mare o aver pace, e con soli cinque soldi nella scarsella per vivere. Questa ieggendn semhru formatn di due elementi: Tlpl gluciJicl deii'Europ orientale L'EBREO EURAlTE uno che t.leriva dalla tciltiuw nianza t.lel Vangelo; e l'altro dall'antica credenza che i sacrileghi do,essero sopravvivere sulla terra (come Caino) per struggersi nell'eterno rimorso. La documentazione delle va rianti che ha subito que:sta leggenda nelle interpretazioni fio rite nelle di v erse epoche in l t alia, ne Il n lettE;rn turn popolnre specialmente. sarI di queste nostre ricrch. e, le quali ci porteranno fino alle soglie del XV secolo. Gio,vanni Mosco ;.er primo ha la leggenda nel VII secolo; le \'estigia ui questo primo ,documento lette rario sull'Ebreo errante costi tuiscono ancor a una perla del folklore siciliano. Tutti in Si cilia conoscono la lcggemla del l'ebreo Maleo. Nel XIII secolo il cronista di Ferrara in Terra di Lavoro, poi Boncompagno da Siena e Guido Bonatti hanno tessilto le peripezie di Buttadeo t.Toannes Buttadeus). Cecco An giolieri e Niccol de' Rossi nei loro versi ricordano pure l'EI.Jreo l'l'rautc. :uisemi.Jili 1,\'ahi.Jn mondi nndanlllo allora in giro spacciand-osi per :ruomo male detto ... Sigiswontlo Tizio anche Hl' parla .(1400), ma purticolnr meute interessante il In crona ca .di Antonio di Fnincesto t''Antlrea XY. Dop,o la Riforma In leggen da venne in voga in Germania, e in altri paesj. L'EI.Jrco erran te che da principio veniva chiu muto Aasvero. si chiami) poi, dopo il XVII secolo, !sacco Ln-. kedem. L'Ebreo erruute nei poeti moderni prese volta a vol ta, secondo le circo,;tanze, gli nomini e i tempi, i pi diversi. Goethe di asvero fu il burlone cinico delle miseriu umane. Schul1art vi scopre l'uo mo condannato a non poter Ji. berarsi colla morte. Specie ptlr i romantici l'Ebreo errante im person il }Jopolo perseguitato dal inondo. Altri ne hanno fn t to il miscredente che alla fiile si riconcilia cou Dio (possiamo dire che quest'ultimo indirizzo . un ritorno nll'nntica iuterpre-tazionc itnliunn clcll'Ehrco errante, ctunl'i sviluppata nelln letternturn popola1;e). Poich, soltan to l'E!)reo q1lie l'nhhimno vi-sto noi fino n tutto il medioe\ 'O, non faremo p i l alcun ne' e!!irno ai moderni,. vogliamo l'i portare qui alcuno nelle opero pi significativo: The Song l'or tho Vandering .Tcw >, di "'ordsworth: J,o Juif crrant di Bcrunger; Ahns,erus >, di Qllinet, non che l'altro di Andersou; -. La mort cl n .Tnif er rant >, di Edonunl Grenier; < Ahnne in Rom " di Hamcr liug; Una sostn dell'Ebreo or rante >, questo di Graf, od altri ancora pi noti, come il romanzo di Suo. Que,;tc opere vedono l'Ebreo errante in un senso positi\'o, mu arbitrario. Dopo questi accenni ci sar pi age\'ole pensare alla docu meniazione dell'Ehlco erran1l' secondo In uostm. lctteratur:t popolnre. Ci che ci proponiano eli fure in ENCOLPIUS

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FRA 1 pRJMI TIV. . : ;..DELL'INDIA MERIDIONALE -. . Tipi di Indiani d.ale rqlonl m&rldlonllll ciel. l'India N el fitto della giungla, l'Ind: a, e in particolare la mt" t meridionale dell'Hindo. stau, ospita ancora, in. nu mero ragguardevole, genti rimaste. in condizioni d:: completa primi tivitA, Vivendo costoro, non di ra do, in luoghi umidi e malsani, rifiutati' da qualunque gruppo umano un po' civilizzato, flOno e'sposti a in conveniebti vari e a malattie:la malaria, anzitutto, sebbene n forma raramente mortale: Vi sono villaggi in cu ogni individuo *e affetto. magari ad _altri malanni. Non amano fare il lungo viaggio ne"Cessario per. 'andare d a un vero medico e preferiscono curarsi da ll Queste trib, a differenza di quanto AVViene in Africa,. credono w ben puchf. medicine. U _sano speciali ra d:ti macerate per il mal di tHta; i. Doana hrubli; 1. npo Kacllr; 1. npo KunaIN: npo MaW.: s. np1 Palt legni triturati per cospargere le fe rl.te c accelerarne. dicono, la guari gione; grfl.SSO di serpente per le frat _ture, P poche altre CQBe. Per le ttbrs sioni ai piedi si limitano ad una energica con sabbia a mezzo di un tallone. C()DOse.ono ve leni vegetali, sfruttati soprattutto per tramortire i psci. Di grande r lmtazione fra sono poi gli ilfro : beri attorno Rlle radu.re SODO pieni ... di nidi di 11ccelli commestibili, fra eccellenti tortore e colombi. disiaci. Nonostante i suoi la giungla fonte inesauribile di l'ibo. l..a selvaggin, grossa e piccola 1wr(1, difficilv a vedersi Ne l}on si fanno battute regolari< o non at tende in luogbi adatti. Eppure gli animali sono qu (' l dal rumore di passi leggeri. Bast-lf quel rumore, agli indigeni, rie-" noscere con sicurezza la specie. Dv rRnte Quasi tutto l'Rnno, poi, gli al Viaggiando nella giungl mi si present un l{iorno un povero indigeno jJer oontro \m leovardo al quale doveva la fine del suo migliore cant" da cecia. Per quel eoncetto di onnipotenza ingelerato si nt>lla uumf.t> dei primitivi ri guardo dt>i. potessi almeno inviare un messaggio al pre done colpt"vole, .per indurlo a miglior eondottn Con la minuZ pro)Jria della gente senza idea del valort' del tempo si diluiva., cos, in parole per descrivermi le varie fasi del deplort>vole episodio e finire di l-endomi cht" il felino t>fH tornato nella foresta ron la preda agoniz:.. zantP fra lf mascelle, sotto gli 0c.ehi t'StPrrt>fntt_dt"l dPrubato, fnor Cii Rt>. 17:

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, Glovn indigene dell'India merldlo""' per la sua impotenza a intervenire. L'interminabile narrazione provoeava varie riflessioni: su come Io svaruto selvaggio potesse vivere in un ambiente siffatto, popolato di fiere, avendo per uniea difesa un'accet ta e minuscole frecce; su come potesse fidarsi a lasciar n'1 hosco la mo glie e una nidiata d.i bamb'ni, protetti solo dalle fragili pareti di foglie secche della loro abitazione, quando egli andava alla ricerca del cibo quo tidiano per tante bocche. Il fatto pal'lava chiaro della dominanza in nata della specie umana su ogni altio animale, ora certo fin dalle epoehe pi lontane; ch l'Uo mo, debole e privo di difese naturali, aviebbe potuto affennarsi sulla Terra . Queste genti della giungla, a so miglianza di molti altri primi ti vi, smche afr.icani, non chiamano mai k loro donne per nome. Le ragioni di 1iiJ si basano su pure superstizioni. dom:.sono da r-itenersi le pi timide del .N d maggior numero dei casi la vista di uno stra niero le mette -tuor di s dallo spa vento. Eppure hanno il coraggio di re!o;tar sole, relegate 11er. giorni e J!iomi nella giungla, a causa delle f#, l loro iudisposizioni mensili dunmtl le quali sono giudicate immonde d-n gli uomini. Vivono allora jn un11 specie di canile, fatto di scorza d'al. bero e co]lerto al massimo du mw pelle d daino, con spazio .lliJJW.IHt suffieiente per contenere un indivi duo seduto o disteso. Data la searfoa protezione offerta quel la : poveJ;a occu1>ante costrr:ttn ad una. perenne ansia notturna, davnnti a un fuoco ravvivato di continuo, condo vuole la lotta senza e non sempre fortunata, fra lluomo e gli animali. La curiosit mi spinse nell'interno di molte delle fragili case incont1 ate nella giungla. H anno genralmente due stanze, piccola la psteriore, pi grande l'anteriore, con una singoln minm;cola porta d'ingresso. Le finestre sono ignoraU::, ma di luce nepassa al: bastanza fra le fogli e e i pezzi di scorzu d'albero adattuti n parete. I.;a grande ha i l foco lare per terra, in un angolo, sovrnstato da un legno messo di haverso per ufl'umicarvi. la carne. ln un ul tro angolo co&truita una gabhiu per tenervi le terrecotte. Infilati un po per tutto sono vasi di bamb, po che freccie e utensili svariati. Qua e lit pendono nrrotolnte stuoit per donnir. cestelli e qunlelw Zlll'en. Sparsi in disorrline sul pav;uwnto sono pelli di daino, stJucci unti, sue che vuote e trespoli pl'l sede1vi : ll mezzo n uun sporcizin iiumperubih. 'rutto questo bastante JWr far feliei gli esseri nmnni sperduti nel vero reguo d(.'lle fit :re, nel euore dPlln nutnrn pii1 deli'Indiu .Non si creda ehe eoteste g(nti, comt potreilht sembrare, restino sordP al fasc; no dell'ambienk, sotto molti aspetti di superba bellezza, in cui trovansi relegAte. Al contrario, Jo. strano di ;ubirlo, e in nn certo scnHo apprezzarlo, f<_)rSe pi nncoru di noi. Ve ne sono portate in purh dalla vita di cuccia che sia d i giorno che di notte. In lare sono specializzate in frutti fer pressO gli stagni in cui, so prattntto dal tramonto ull'ulba, gli animali della giungla si reeano fidu ciosi ad abbeverarsi. Le intermina-. bili attese all'aqu11 le portano, fru .l'altro, a valutare minuti fatti con nessi alla lussureggiante vita vel(e tale e animale del luogo, e intanto n godere di tutte le sfumature del passaggio dal c1epuscolo alla notte e da questa al riRorgere dell'alba. Ai tro]lici. la notte non tranquilln come da noi. I rumori strani che si sentono nclltforeste hanno unn breve sostn nel momento i n cui. t'l1 pide, le tenebre. La vi tu diurna e allora llUasi add'ormentuta quella notturna nou del tutto svtglia. Si tace quindi dalle duu parti ma per poco. Con l'oscul'it e mag giore quiete, il fascino della giungla risulta n umentato. Ul i indigeni sentono allora di dover parlare sottovoce, per inconscio rispetto alln sol(:nnit incombente. Pii1 o meno. peri1, questa ovunque sentita: in tutti.> il mondo gli abitanti delle fo reste tropicali usano un basso, bem appropriato tono di voce. Vi in eH/ so anche il desiderio, opportunissi mo. di cogliere ogni suono, sia cwmale, s;a di bestia selvatica.. Coll'alba le voci della giungla salgono al loro massimo diapason, portatevi dagli uccelli. stanchi di aver taciuto trop po a lungo. La veritit de' timbri le assortita, di rebbesi, tuttavia semprt> nrmoniosa. C' ab bastanzn in tutto per trasfor mare in esta:;i molti degli attimi vis suti. 11nche nella maniera piJ inco moda. dal in upparenza piit abbrutito. UDIO CIPRIANI (/<'ofogra/i(' d(l/'ulifure).

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C nrnegie ehe rivendicav u non H<>ltanto In glor'n di poKHe dere 1200 milioni, ma anche l(uellu di aver pensato per il primo alla British Ame-ricau V n i un, non si stancava ma: di ramuwntare la triste nt>cessit JWr lu Ornn Hrt'tagna di fondersi con gli Htuti Uniti. N em questa una fan di un miliurdario america no, era invece un'idea di cui unclw gl'inglesi hanno parlato speHBO pl:'r il JUI8fmto. Un volume di W T. .Hteud, The Ameriean of Tlte Warld, In di resa pi eloquente e pi com pleta di uua simile proposta. Spavntatu dai pericoli che corre il suo 11aest. lo Steud comprende la neces sit di "merificare sull'altare di essa tutte le rmscettibilit del suo orgoglio. Diventiamo nno Stato della lT nionc Americana -grida, r,;e no, noi scenderemo fino alla posizione che hanno oggi l'Olanda e il Belgio. E partendo du questo punto di Ui pittura nordemefluna contemporanu riflette come qui vedete 11 CHs t. politico dell1 IOclet degli Uniti, Questo quadro di Kurt Sellgmann vorrebbe rappre sentare una dana di ltntasml (:AOS RAZZllLE lEGLI STATI UXITI vista, J'autort> tenta di mostrare la situazione che avr l'in ghilterra nell'Unione Americana: la terra promossa di domani conterit 118 milioni di abitanti e, aggiungen do gli abitanti di razza bianca delle colonie inglesi, circa 121 milioni di bianchi che governeranno 353 milio ni di asiatici ed africani. Che po tianno sulla bilancia gli altri pat>si 1 E che dire dell'e.stensione giguntesca di questi Nuovi Stati Uni ti, della loro insuperabile marina e della loro potenza senza limiti T Ma a parte altre considerazioni, questa fantasia federativa non ha nvuto n potrebbe mai avere in av venire qualche pii1\ o meno lontana speranza di riuscita. lovero, due soli argomenti dimostrerebbero la sua possibilit: l'unit del sangu(l e la unit della lingun, ma la prima fondata su di una finzione, e la se condn sulla mobile sabbia. Su 18 milioni di stranieri venuti agli Stati Pniti dal 1820 al 1890, appena un miilone e mezzo era di anglo-sassoni (1 dopo la proporziont> degli inglesi non ha fatto chi' diminuire, tanto da l!'i3.il3'i nel 1888, il numero degli in,zlPsi immiJtrati negli Stati Pniti scende 11 R8.021 nE'l 1898. E nel 1900 i nuovi immigrati danno per razza o nazionalit: 47.243 tedeschi, 32,654 italiani, 22,266 rUBSi e finlan desi ecc., contro 17.856 abitanti dellt> Isole ossia compresi gli irlandesi; onde su di una popolazione di 76 ulioni di abitanti vi sono circa 10 milioni di tedeschi, quasi 4 milioni d'irlandesi, un milione e mez zo di polacchi, circa 10 milioni di negri, ed anche pt>r coloro che sono chiamati amel'ican se si ri sale un poco nella loro genealogia. si trova presto un antenato che era nn emigrante. Secondo il to 'del 1870, vi erano 5,5 milioni di persone nate all'estero, di fronte a 33 milioni nate negli Stati Uniti; stando ai rilievi statistici del 1890, erano nati negli Stati Uniti 53,3 mi lioni di abitanti e all'estero 9,2, ossia 14,4 per 100: la media si elevava a 29,3 per il Massachusetts, a 25,8 per lo Stato di Nuova York e a 32,6 per il Montana, uno degli Stati del Far West. Cme naturale, in questo caos 1azzista si rese impossibile la fusio. ne dei varii elementi ma la razza : anglo-sssone rusc a pervertire e ad indebolire fisicamente e moralmen te }lcrfino i Negri che divennero peggiori di quello che erano quando non si trovavano in una condizione legale. Durante la schiavit, nono stante le fatiche e le sofferenze a cui il Negro era soggetto, si man teneva il vigore della razza, sia per la solezione di essa ,da parte degli allevatori di schiavi, sia per il nuo vo afflusso di originarii africani, portati dalla tratta, che, anche dopo abolita, continu -ild eser citarsi. C{)s pure; durante la schia vit, nonostante la manc-anza di qualunque. ed educa" zione in cui i Negri erano tenuti.. gli istinti violenti e para.ssitici, cht> portano da un lato all'omicidio ed ai reati sessuali, dall'altro al furto e al vagabondaggio . rimanevano compressi dal ferreo regime. :Non si dimentichi che nt>gli Stati Uniti esistito e vige ancora il linciaggio che, come disse a suo tt>m110 il Cardinale GibbOns (Narth Amer.i can Rerieu, Ottobrt> 1905) fa discen dere Jtli Stati Uniti al livello delle societ barbariche. del Medio Evo. Il Senatore Prof. A Pierantoni nella ltalt coloniilk (aprile, maggio e lu glio 1904) una interessante monografia sull'argomento, nella quale mist> in Pvidenza l'enormit 19

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dagli Olandes_i che . avevano fon dato la citt, dai V alloni e dagli U g() notti, Vi si erano stanziati al tempo in coi essa portava ancora il nome di Nuova Amsterdam,: e in minima par te dagli Inglesi, dagli Scozzesi dagli Irlandesi e dai Tedeschi che si era'no stabiliti nella citt dorante il secolo he precedette la guerra d'indipen denza. E questo spiega perch la citt di Nuova York non mai stata uria citt inglese. Perfino Teodoro Roo11evelt, nella .sua storia dello svi ld cco un altro .quadro di Uft piHore americano Oul la conSuslone il_ minore me 11 caHivo gusto e 'l'Inerzia splrHuale sono addiriHura lmpresslonenH morale e giuri d i ca d i tali usi inrle: tu.inosa s.i l i lll i fa al liniaggio. Si gni di u -tl popolo civile, e la responlegge q.umto segu nel 8oUetttno snhilit politic internazionale dei Ufficiale del Commissariato italia. governo federale. Daf 1885 al i no J)er l.'Emi.o1azione, 1903, n. 14: lineiati fur' ono 2975; nellR90 i lin West Vitginia in questi ultimi eiaggi furono 126; 90 su i :Negri, 3i anni, contr(o .v;l'Italiani l trascimti su i Bianchi, . t_sn i' Cinesi, l su di e ingannati, c onimesse in fa un :VIessic:auoi nel 1904 furono 87, di mie inaudite. l bos.romotori di gli Am-ricani P gli Inglest, T questa speeh di endemin cl'iva York; questi abitanti discendevn 20 luppo d{ Nuova York, dichiara .che IJrobabilwente nella 'storia di questa. citt non vi stato mai un periodo in. cui la maggioranza della popolasia stata di JJersont i cui genitori erano nati nella. cittil come non vi nuti stato un periodo in cui. la della cittudimmza siu titata. costituita da in: dividui di razza. inglese. Lo Teodoro Roost>velt che purtl Pra un tipico, eome era dnt lato morale un tipico americano, -forniva un esempio di lanza di razze: egli. infatti di.scendt va dn una famiglia e frl,l .i suoi nntenati si trovavano. degP LTgonotti e degli ed egli stesso ebbe a dichiarare (hc., per QUUilfO 8 )ui constava, nelle HUt' H>lU' non scorreva una d suu gue ingleSt'. Oru in questo caos tuz2.ir>tu t1;tto e lu razzu IH\ si manifesta, COIIH' dCCVO. ne: Notd soltanto con ht btu talit ferOt.e e t;elvggia che la nOll poco eontribuito al s01gere cleli'uuarehismo, e Slleclalmt>ntt con Ja cor ruzione. dicembr 1900, nella rivista Thf! ]I;Orth Americau Revieu, ecco quanto scriveva Lord Beresford che appartennt }te:J' l1llfl'ranta anni alla marinu hrttannicu: ht_. corruzione ha aperto unu breccia terribile tra le fil11della soeirt: negli Stati Cniti si ode gi il routho sinistro della tempesta che Mi avamr.u ... Tale iltjericolo che iiwombP sulla .. razza anN<>n sono le ire. delle t:azze latine o di invidiosi tivali chl m minacciano l'esistenza,_ ma la pi l'indolenza. la ralit, la perdita dell'energia, dello !'pirlt.o .cuvaHtresco, del coraggio morale e della bravura: Proprio Ed unicamente nel ', nome. 'di rmesta immOJalitit che come un canla rode l' Inghilterra J}Otrebbe un altro Stato dell'lTnione Amricana . ARMANDO TOSTI

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Ci mmo. altra YOfta occupati -in linea genwale -del di trasmissione aiiMveno una discendenu -di ddt.rmlnati carMteri specifici .. di ordine fisico o di ordine ptichlco. GENETIUA molto Importante d->1 punto di vista del razzismo poait.vo c:o41 d.JI punto di vista di quel uzismo che do-_ vr servire come guida e come sostrato culturale di ognuno allo scopo di preservate i nasc! turi e di obbedire con piena coscienza all'imperativo biologico della conMtrvezton e del de li .li p oprie razza come delle propria llnu l!"editaria conoscere per quele complesso di fatti genetici nel C()rn) di una o pi discendenze ---pu aversi l.t comparsa di anomalia o di una malattia i cui gen; esistevano nei progenitori, Non giova n il cosidelto caso, n il de51ino, n l'irnponderab.le divino in questo ferreo geneiico. Non si pu con un cero pe; quanto grosso sP.I o con un ciclo di al Sento protettore impedire che il gene d. una o di unl spt.-cihca eno:malit poss.t agire intera linee della diKendenz-s quando non immedit.ianlf.;nle nel disct.ndente dt ello ed in table. Non si pu n con accorgimenti medici, n con norme pr.,.,ilattiche posi-natali, n con le spse p,' favoloMt neutralizzare quel gene o quel gruppo -di geni che essendo sfati !rasmessi in forma associataod in u debbono determin:..re quel fallo o quella malformazione nel figlio, nella figt:a o nei prossimi o remoti nipoti. Ci fermeremo questa volta ad analizza;e un poco le inficijlwra deH'orgeno oculare che sono hasmissibili eltr.Jverso il meccanismo genet:co, per -sludire altra voita divene discen denze p!!lologiche inficienli l'organismo de: discendenti. Ed incc.minc.iamo da una dElle pi irequenti .,nomafie: lo slrabismo di cui esiste una for .. ma Jnl le. ma u concomd.snle uroll forma convergente" lo strabismo -come nolo deriv.t dl un vizio an!llomico dipendente da una disuguaglianza bilatenle di pE-rcezione e-ppure d!l un disturbo dell'innervazione. L'ereditariet del carattere nella forma dom.'nante o :ecessiva gioca un ruolo imporlanliuimo. Si conoscono intere hmiglie che presenlctnO tale anomMia in tutti i discendenti come documentalo dalla prima figura di questa pagina. la plosi p.Jipebrale, che una di inc!lpacilll congenita al sollevamento della palpebra pe.. anemalis del m.1scol!1r.1 rel!!li\'o i di regola in forma di ural tere dominante nel corso di Cos pure il ristagno e l'albinismo oculare. la microflalmia t-pp:1re di regola come 'ar.sllere dominante. Ma in taluRi c..!lsi pu pre;en .. leni come carellE e rece!Sivo. la microflalmia anume Ire forme dislinle: 1) la manifestazione Jipica; 2) la ma -nJesla zione con il colobome irideo un disturbo verificanlesi nella zona della nic chia oculere 3) 1., maniles .hzione includente allre anomalie. la forma"Jil?ica ,sempre recessva ed in modo. discontinuo come car!ltleri erEdilari domin!lnfi o recessivi le !lllre forme pi o meno complesse. Il fenomeno dell'!lnoftdmi!l in prevalenz.!! recessivo. Menlre l'6niridia (manonza dell'iride) si manifesta com ca,aHere domin.Jnle. Vedremo in un prossino esame le fisionomie di trasmissione di ailre anom!llie oculari di cerle clellivil cosliluzionali !l conlr!lrre determinale malallie. MOD. UM t1lltlgll col c1r1Here dolftlnlnle dell1 ptosl con oflllmoplegla esterna, 1Ht1ver1o tre aener .. lonl Cluertro oelle eHette 1&1 convergente dJ fo11111 v1r11 + : I':C 1 ,ci' :r 2 2 ,5, '0... !9?0: Cr! Quadro genetico di trllmiulone delle cta r1H1 congenita. l dischi neri contreuevnno il soggetto-progenitore 1HeHo dall'anomalia cosliluzlonl

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questionario In risposfll ad una nota di; Perona, pl.lb blicata nel Questionario dal n: 5, e debita mente postillab, il camerab Vassettf ci scri ve segu: Si direbbe che il razzismo in sia sorto sotto cattiva stella. Quando non sono irriducibili antirazzisti; quando non .:o. loro in mala lede che 'cercano ogni buon.:J occ:<.sione per inlorbidira le acque gi h:r. io poco limpide d'ogni polemica razzb-;il; quando non sono nemmeno i nalur.!!li nemici d'ogni discriminazione e d'ogni d::gm.!!lismo, _ecco che collaboralore sostenitore ed assertore del nostro razzismo bag.lia la retta via smarrendosi nei meandri d'un prammalismo' che assai pi facile n::'
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...... l A dimostrare l'eccezionale potenza raggiunta dall'Istituto Nazionale delle Assicurabasterebh;e rilevare che il portafoglio dell'Ente al 31 dicembr (il bilan cio del 1942 in di preparazione ) ammontava a circa 25 miliardi di lire e che il patrimonio si approssimava ai nove miliardi di lire. Ma di fronte a queste cifre basilari altre risultano di sommo interesse per il pubblico: fra cui la somma dei pagamenti effettuati dall Istituto ai propri assicurati. Nel solo esercizio 1942 l'Istituto Nazionale delle Assic urazioni ha pagato oltre 357 milioni di lire. Se a questa cospicua somma uniamo la cifra globale dei pagamenti eseguiti dall'Istituto a partire dalla s ua prim gestione e quindi per il periodo 1912-1942. ne risulta la somma colossale di"cirea . . SEI MlLIARDI DI LIR E A questa grande cifra de\'ono ancora aggiungersi le quote-utili d esercizio che. dai" 1 930 (lo nno di ripartizione ) al 1941 compreso. sono state assegnate agli assicurati in circa 300 MILIONI DI LIRE mentre oltre 222 milioni di lire. allo stesso titolo," ed a partire dali anno 1934. sono stati versati allo stato. NON ESITATE A FARE RICHIESTA DI UNA POLIZZA AGLI AGENTI DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI, I QPALt YI SCGGE RIRANNO LA FORMA ASSICURATIVA Pli.T CONVENIENTE P ER VOI E PER I VOSTRI FIGLI. OGNI FAMIGLIA DEVE POSSEDERE ALMENO POLIZZA DELL' ISTITUTO COS ANCHE IN QUESTp CAMPO, L'ITALIA POTR AFFERMARE, CON ORGOGLIO, DI.... .. .. . AVER RAGGIUNTO UN GRANDE PRIMATO

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MA NON L'ARONA SIGAIIJrA l