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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00112
usfldc handle - d43.112
System ID:
SFS0024306:00112


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 6, no. 12 (April 1934)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
April 1934
650
Race relations
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SCIENZA VASTO MALACHIMI: l'EUROPA E LA RAZZA; ALDO MODICA: ESISTE UNA DELLE RAZZE UMANE?; G. B. PALAHTI: SIGNIFICATO DELL'AMBIENTE PER LA RI,\ZZA.. POLEMICA GUIDO i.AHDRA: PRESENTE E AVVENIRE DEL RAZZISMO ITALIANO; SIRO COMTRI: "SERIET A' ,. DELL'ALT A CULTURA GIUDAICA. DOCUMENTAZIONE FEUCE GRAZIANI: GLI EBREI Al COSPETTO DELLE RAZZE ARIANE; R. M.: MOTIVI QELL'ANTIGIUDAISMO DI TACITO. MOD.: GENETICA. QUESTIONARIO SENZA COMPROMESSI: Il SERPENTELLO SPIRITUALE '.a fotografia riprodotta In copertina slata tr .aHa d alla rivista americana Life che fha presentata al suoi lettori: In occasione del suo sessllftlesimo Fiorello 4 Guudla u voluto donare un bicchierino di sangue alla Croce Ro_ssa. l fotograt' rikatto mentre l'lnfennlera 911 cavava Il sangue Dopo di che non cl resta da far altro che .-mtreN l'ebraica modestia di Fiorello e comp'H9flre la Croce Rosia americana, o .l'lftai lnfmediabllmente Inquinata dal sangue d'un giudeo. GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO) TELEFONO 63737 62880 BANCA SOCI ET A PER AZIONI CAPITALE L. 700.000.000 INTERAMENTE VERSATO RISERVA L. 170.000.000 BANCA DI INTERESSE

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ANNO VI-NUMERO 12 20 APRILE 1943-XXI ESCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE l ABBONAMENTO ANNUO LIRE 20 ABBONAMENTO SEMESTRALE" 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDI O CIPRIANI Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE POLEUICA OUESTIONJ\RIO

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PRESENTE E AVVENIRE Senza essere dotati di v irt profetiche facile imma ginare che molte delle idee, degli indirizz i politici, e dei sistemi che hanno dominato il mondo f r o ad oggi, non potranno resistere a questa guerra e che quindi, con la puce, saranno sostituiti da nuove idee, da nuovi indirizzi panici e da nuovi sistemi. Ognuno di noi, a seconda delle proprie1 tendenze, portato ad immaginarsi un ordine nuovo diverso. Per questa ragione molti, in Italia e all'estero, considerano il fenomeno del razzismo come ormai superato e destinato ad essere sostituito nel dopoguerra da altri movimenti di idee. Volendo limitare il nostro esame alla sola Italia, poss amo sinceramente riconoscere che tutto un insieme di fattori contribuisce a fare s che molta gente la pensi ora a questo modo. La stampa quotidiana, difatti non s ; oc cupa quasi pi di questo argomento, che viene trattato, quasi esclusivamente, da alcuni pe.r i odici specializzati, i quali, per un complesso di ragioni che sarebbe troppo lungo esaminare, vengono letti da un numero limitato di person e Molti ritengono che il razzismo italiano non possa interessare oggi che qualche melanconico studioso o qualche cacciatore di i l l u sioni. Questo modo di pensare dei pi sarebbe giustificato se l a guerra potesse risolvere tutti i problemi che il razzismo ha sollevato. Ma la guerra non potr fare tutto questo e allora nel prossimo avvenire si ripresenteranno gli stessi problemi d i primQ e bisogner pensare a risolverli. Pensiamo un momento al problema del meticciato nelle colonie. La giovent e .roica d'Italia, la quale versa il suo sangue su tanti fronti ben decisa a riconquistare all'Italia tutto lo spazio v :tale africano. Ecco perch siamo convinti che il razzismo italiano continuer ad essere attuale anche nel dopoguerra, Razzismo ed espansione sorio due aspetti di uno stesso fenomeno e l'uno impossibile senza l'altro. Potremo passare la spugna sul razzismo solo il gXJrno in cui l'Italia avr rinunziato per sempre al suo programma di espansione, ma quel giorno non verr mai. Il problema della razza presenta poi un'infinit di altri aspetti che saranno di attuaLt anche nel dopoguerra. Pensitrrno un momento al problema ebraico. Questo sussister fino al giorno in cui esisteranno degli ebrei in Italia e fino al giorpo i n cui gli ebrei di tutto il mondo non IL RAZZISMO ITALIANO CONTINUERA AD ESSERE ATTUALE ANCHE NEL DOPOGUERRA

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del RAZZISMO ITALIANO saranno concentrati i n una loro patria. Questa l'un ica so l uz 'one radicale del problema ebraico che poir acconten --tare a un tempo stesso e i razzisti e gli ebrei.. Ad e s sa; si potr arr:vare soltanto mediante un accordo internazi o nale. Fino a quel giorno, .dunque, i l problema ebraico sar di attualit i n I tali a Qualche filogiudeo potrebbe pensare che, 'restituendo agli ebrei tutti i diritti dei cittadini italiani, ritomantl.o i n altri termini allo statu qua il problema ebrcr.co sarebbe risolto. Possiamo per fin da ora avvertire questo qualche filogiudeo che se c i fpsse una s im ile malaugurato d :sposizione, questa non farebbe aitro che rinsaldare sempre d i pi il razzismo italianp e farebbe diventare razzisti mol E che oggi non l o sono. Nell' A frica francese, i n fatti, dove gli anglo-americani hanno restituito agli ebrei i diritti d i cui godevano prima delle leggi razziste del governo Ptain, l'indignaz:one ianto negli ambienti francesi quanto in quelli arabi giunta a l LA SEDE DEGLI. EBREI DOVRA ESSERE LONTANA DAL .NOSTRO MEDITERRANEO colmo e non si fatto altro che acuir e ancora d i pi l'odio contro gli ebrei stessi. Se invece vogliamo ch,e nel dopoguerra regni. veramente l a pace e cessino g li odi tra i popoli, pensare a delle soluzio n i giuste ed umane dei vari problemi. Poi ch gli ebre: s i sono dimostrati nel corso dei secoli inassimi la.bili con gli altri popoli, necessario che essi si adattino a vivere per conto loro. Dove sar la nuova patria degli ebrei, al Madagascar, i n Amazzonia o Siberia, poco importa. Quello che necessario che essct sia lon1ana dal nostro Medite.rraneo. L 'epoca dei nazionalisrrri, nel senso ottocente s c o della parola, sembra che sia tramontata: questo per non to g lie che il princip:o del rispetto dell'in d ividualit etnic a dei vari popoli vad a affermandosi ogniJ giorno di pi. Attualmente nessuna persona seria pensa che sia possi b ile srhzionalizzare un popolo, perch s i sa bene che ogni popolo diffe .risce per un determinato substrato razziale, il quale non pu essere modifi cato facilment e. Ecco perch i Tedeschi non hanno tentato aHatto di teeschizzare i Poacchi, o i Cechi o i Russi dei territori occupati. Ecco perch l'It:::dia non ha voluto assorbi.re l a Grecia. E per molto interessante notare che questo stesso principio oggi ammesso c.:ilche dai nostri nemici. I Sovietici stess i che non possono essere accusati di razzismo, nell e

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lo r o d:spute con il cos id etto governo ;olacco resi dente o L ondra, si appoggiano ad un prir::.:ipio etnico, accusando 1 Polacchi di aver e delle mire imperialis te s ui territori abit a t i esclusivamente da Ucrani o do Russi Bianchi Da quanto esposi o si comprende come n oi Italiani, ne! dopoguerra, dovremo avere una spiccatissima coscienza della nostra individualit etnica, la quale poggi::J s u uno base razziale. Non s i tratter di esacerbare il nostro n o zionalismo in una f orma cara ai patrioti del secolo pas s a t o s: tratter i :wece d i aver e il culto delle nostre qua lit razziali, che ci sono state tramandate attravers o lun g h e ':.. nerazioni, e c h e costituiscono il nostr o bene pi prezioso. Con ques t o 'lOi non chiuderci ; n n oi s tessi o !asciarci trasportare dall'orgoglio e credersi superiori a tutti gli altri popoli. Noi intendiamo invece difendere e pot enziare l e nostre buone qualit ereditarie; convi nti che l a civi lt avr tutto da guadagnare quanto pi i vori po pol'. saranno selezionati ed evoluti e tu'tto da perdere i n v e c e quanto pi essi saranno mescolati e indifferenz iati Un altro grave problema continuer ad. essere presente anche nel d opoguerra. Il popolo italiano se vorr resis t e r e alla concorrenza di a ltri popoli. che s:_ sono mostrati nell'attuale conflitt o di una potenza molto superiore allo dovr adattarsi ad una energica az.ione di selezicnE: intern:::1. L a frase di Massimo D 'Azeglio E' fatta l'Italia E'sogna far e gli Italiani continuer ad esser e s empre di attualit. Perci questo processo di migliorolllento e di selezi o n e non deve avere soste. Parlando con rude franchezza possiamo dire che, primo d ell'attuale conflitto si poteva considerare. come conclusa io fase di formazio n e del popo l o italiano. La guerra in: vece ci h a rivelato, come, accant o a delle qualit buone e d ottime, il popol o i t aliano in alcuni suoi settori, continui a presentare delle qualit che devono essere modiEcate s i vorr res i stere all a dura conco.rrenia del domani. Quando il Duce ci comand d i andare al passo romano, molti n o n compresero il profondo significato. Cos molti non hanr:o ancora capito l a necessit che la nostra razza divent: sempre pi dura, volitiva e silenziosa. Molti che, allontanato lo spettro della guerra, ii p opolo italiano potr ritornare ad essere il popolo dei suoni, deL can\i e dei carmi del buon tempo antico, e che, quindi tutt a l'azion e svolta per aumentarne la d :sciplina e l a tenacia possa un g i o rn o essere considerata come super a t a Quardo noi affermammo che esiste una sol a razza ila-liana dalle Alpi alla Sicilia, alcuni scienziaL eccessiva mente legati al signifioato delle parole sono inso. rti, soste nendo che dal punto di vista antropologi'Co d iverse 30n. le razze che costituiscono la popolazione itoliana. e c hanno accusalo di avere ripetuto la solita confusione tr.::.:. il concetto di razza e quello di popolo o di invece sostenevamo questa unit :Oiologica ciel italiano i n base alla comunit d i sangue che si era ve nuta formando attrave.rso i secoli lra tutti gli eementi che lo compongono La guerra che oggi combattiamo contn buir senza dubbio a cementare sempre d i pi gli it-:J lioni delle diverse regioni e i l sarJ .gue versato da tante innocenti vittime dei bombardamenti nemici nelle citt pil: &vetse d'Italia come il simbolo di questa unione inci J struttibile. Il problema del regionalismo sussister ancor:: nel dopoguerra, ma dovr essere affrontato e risolto n pieno dal razzismo italiano. in modo da eliminarne u t t i rimasugli. Es is tono ;c i altri del problema della razza che hanno da tempo richiamato l'atten-;:ione degli studiosi e degli uomini di Stato indipendentemente dal regime po l :tico. Ques to il caso, per esempi o, deila questione eu genica, che ha attirato l'attenzione degli Americani e d e gli primo ancora dei Tedeschi. L 'eugenica c igiene razziale non una creazione del naz.onalsociall smo, ma una conquista della civilt moderna. Negarlo c : combatterla perch stata adottata dai Tedeschi. sem plicemente assurdo. Probabilment::: non tutte le conse guenze alle quali s i e arrivati sono g;,ustilicate o sostem oili, ci per n o n toglie che il problema euger.:r::o esist:J E che debba essere affrontato presto o tardi anche in IkJ !io Accanto al problema t:ugenico e strettamente connes s o con esso sta quello della lotta contro gli asocial; := quello della selezior Chi per poco si soflermi a meditare su quanto abbiamc scritte s i convincer come i problemi del razzismo non sono delle creazioni legate ad un determinato regime pclitico, ma dei problemi concreti che un giorno o !"altro dovrarno essere fatalmente risolti Qualcuno ci potr cbbiettare che lin o a mezzo secolo fa nessuno parlava di razz .smo, d i eugenica, di asociali ecc. e i mondo andava avani l o stesso. Ma questa obbie zione non ha nessun valore perch i problemi che non si presentavano ieri possono esistere oggi e problemi che non esistono oggi potranno sorgere doman). Man mano che l e scienze p,rogred:scono, lcr vita dell'uomo s i fa pi. complicata e ]d suo v isione pi ampia: ecce perch i problemi della razza, che lino a ieri non interessavano nessuno, oggi sono oggetto di discuss'one in tutt o il mondo Il fatto che tanta gente parli di essi per metterne in evidenza la realt o per negarla costituisce la migliore prova che questi problemi esistono, perch sarebbe tro p po strano pensare che tanta gente s i soffermi a discutere soltanto intorno a delle vaghe chimere. Per questa ragione. e non per ammannire ai nostri lei tori delle teorie pi o meno interessanti, no_ i continuiamo -:1d insistere a;!ermando che il problema della razza -:::o>: tinuer ad essere di attualit in Italia come nel mondo an che quando sar tornata la pace sui mari e sui confnenl!. Studiarlo oggettivamente: nei limiti delle nostre cono scenze, illustrame i vari .:-:xspetti ai nostri lettori e prospettarne l e soluzioni che ci_ sembrano pi ragionev:;;;, .;or risponde ad un imperativo categorico della nostr:J coscienza. GillDO LANDRA

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(JULTURA GIUDAIUA Dalla francia ven ne a noi sotro un cer to aspetto, il pi influente magistero giu daico non s olo di co ntenuti ma di forme. Si forse dire: un magistero di form a senza contenuto, e il magistero di uno pseudo-contenuto, guastatore di ogni forma Sotto questo profilo si potrebbe scrivere una storia penetrante dei pensie ro. in Francia nell'ultimo setta ntennio c de l corrispetti vo influsso sull'Italia . Isr ae l e, natUralmente, mette oggi in a tto ogni s ua mdustria per far durare quanto pt pos sibile gli effetti d( que s to influsso s ull 'in italiana I sraele si industria a fare in modo che chi s i discosta dai suoi criteri scientifici ve n ga squalificato co me privo di seriet scientifica Esso coadiuvato in ci dalle varie frazioni cu l turali, che si sentono ormai al tramonto e che s perano d i trovare nell'l seriet scientifica giudaiCa un appoggi o a lla loro decrepitezza. * Nd campo del filosofico e del le scienze morali il pontefice in Francia negli ultimi decenni fu il giudeo Enrico Bergson : ma mentre questi eser citava la sua fascinosa dittatura in Fran Cia non meno che in Italia ne] mondo del l" intellettualit d i remo cos, astratta o spe cu lati va, viceversa nel campo della psi tivit degli studi sociali o sociologici tlo minava invece il Durheiin dal cui pen s iero si trov condizionata in Italia la let t e ratura sociologica rappresent a ta per esem pio nella RivJ.sta di socioiogia che alme no fino a poco tempo fa si i pubblicava a Milano. Quando il Rop s scrisse quel lii,>ro dal significativo titolo Il m.ondo senza a nima d esc riveva una realt che sul ter reno delle scienze morali e della pubbli c istica era pi o men dirett a mente influen zata dalla soctologia durkheimiana. Fu il Durkheim che tent di insegnare .:: vi riusc anche troppo c he i fatti um a nt, gli elementi della vita umana tutti quanti scientificamente trattati co me cose ossia coi criteri meccanico-mate matici con cui 5t tratta delle cose materiali II prezzo dell! uov a sul mercato o h L'ebreo errante arriva In

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c urva di un andamento meteorolog i co var. no cons i derati alla stessa stregtia dei pi elevati sentimenti o viceversa : per cui, per e sempio il delitto, sostenev a d Durkheim, non altro se non un fatto statistico Il Durkhei m fu l'essenzia e e capitalt> m aes tro d i quella consideraz ione del mon do, in sede scientifica secondo la quale non scientificamente serio se non ci che h a va lore e descrizione statistica, c io di s uma"n a c se nza an1ma. (Dello stesso tipo presso di noi oggi la cosidder: a pr a.ssio l o gfa del prof. Ottavi a no) S e riet come si vede tutta tipica aei calcoli di domin: o mondiale in l sra le P e r c1uelJ'altro asp e tto della vita e d e i b i sogni dell' intelligenza umana che la fant :LSi;t e i J cio reterno roman tic i smo I sraele provvide con i l Bergson So tt o b illimitata e interqlinabile rapsodia del l e sue e lucubrazioni g noseolc gi he e me tilfis i c h e il Bergson nas co ndev a ci che poi neil\dtinl.L s u a opera, Les de11x sources d e l a mora l e e l d e l a rehgion doveva _giun ger e ad or ganica m a nifestazione : c io, !il teo rizzaz l U!K d e lla s o c i e t sm ; o due aspet ti. Il pr i mo a s petto l a p nma fonte i uo mo nell e sue r e laiion i so c i ali, come i rreduc ibilm ente tgoist e e b o rghesi; il seco n d o aspetto l a seconda fonte quel c e rt o v ag o e: 1ndetin i to se n : im e malismo co s mopoli t i co. Jal quale deve sulla line a del B e r gso n e-s s ere an1ma to lo spirito degli uo mini su per i ori, quando vogli ano evadere dalla ris t r e t t i cerchia degli eg oismi bor g he s i In sostdn za, dun_gue siama sempre allo s t esso met odo: inchiodare l 'uomo all a g r e ttezz a borghese e s fasarne l'intell : genza in vaghe: ed i ndetermin ate aspirazioni (col Durkheim l a soc iet dominata dalla mec ca n i l a c: da lla statistica); o col Bergson i l J om in i o ilncora, della grettezza ossia a n cor.t d e !l.t meccanicit. dispo sa to al sof fio J, un misticismo indefinito e disorientat ore. I n t u t t i i casi asse nza o distruzione e scum b uia m ento, di quelle forze morali che dinn o l a coesione ad un popolo, e fanno s enti r e ai s ingoli la grandezza di ques t a c oesio n e, di questa s olidariet di quest a in fo rza che provien e dalla coscienza e d il l h grandezza dell e tradizioni e delle spi nt<.: che n e promanano. La seriet giudaica nel campo intel n o n vuole amme ttere alt ro e non pu ammettere altro Un popolo d1e rag g iunga la coscienza di s e deH a grandezza del suo cammino, non una cosa seria e per lo m e no, d e v e venir considerato fuori d egli interessi della scienza e quin di del l'alt a c ultura. Non appartiene, un t a l popolo allo spirito m a alla materia, non appa rti e n e alla storia, ma alla zoologia Cos dic e Isr ae le Ques to c on cet to, d ella s Giudei .p.o.lcchl :a zoologi.::it d i ci che riguarda il popolo i suoi interes s i la stirpe l a razz a a n c h e riuscito a penetrare per influsso dei gi u dei, in certa mentalit c attolica E per ci c h e negli ultimi t empi molti ca t to lici e soprattutto gli int e llettuali f ran ce si, set,ruiti da parecchi intellettual i carro! i c i italiani favolegg i avano di una conversion e del Bergson a l con s ider a ndo che tosse una cosa ver a m ente seria l a furberia con cui il pontefice giudeo delle scienze morali accettava gli omaggi e k insinuazioni e i suggerimenti c onversioni stici ch e dai ca ttolici stessi gli ve nivano mossr. * Abbiamo pi volte accennato su colonne (e vale la pena di insistere, perch l il nocciolo della questione) come l a serie t giudaica nel campo scientifico consista essenzialmente nel giocare sopra certe forme c oncettuali, a pre5cindere da ogni determinatezza dd contenuto. C on questo giocare giudeo sulla form a astr a t ta, le menti degli ariani vengono mantenute nella confusione e nella mancanza di mor denza sugli intere ssi vitali che effettiva m ente 1 concernono L'indus:ri a del Giu daismo, sia per mezzo dei suoi dire tti or gani sia per mezzo degli sciocchi che a lui servono, tutta l : mettere fu o ri da ll a ronslderaztone scientifica dall a serie t, chhmq11e cerrhi di andare al disotto delia forma ad esaminare senza nf.!n gi menti e senza ve li l a wstanza. Oggi che la sociologia statist'ca deJ Durk. heim non pu pi fare breccia di fronte al progress o della nuova coscienza politica e sociale, e che le pagine bergsonian e hon possono avere pi il fascino di una volta per la mentalit .odierna, pi e pi esigente, l'industria di Israele c dei s uo i acc oliti s i rige ad altre forme di serie ti>:-. E l a seriet>> di cerri filoso h m i c h e va nno sotto la denominazione gencric"di esistenzialismo dove il culto di u n a forma estremamen t e logiozzata, si disposa a una nuova iorma di misticisino drappeg gia to dentro alia nuova fascinosit di un c ale; dos opi co gioco sugli aspetti superfi c i ali (o su altri t o rbidament e mistericiz z a t i ) dell esistenza Ce rto, : :anto per fare un lo scrittore saggista multi co lore e d uomo di spir : to Rudolf !o SIRO CONTRI

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, PREMESSA Recentemente da parte di eerti serittori si muoveva una vivace critica a una pub blicazione riguardante i rapporti fra Hazza e N azione.. Critica che U;lettevu in ri salto la debole'Lza sostanziale delle posizio ni dell'autore, espressione di una crifli nel campo razziologico da parte di certi am bienti; crisi che nessun accomodamento di posizioui varr a risolvere, perch gravata di elementi rarliculmente contraddittorii. Conveniamo con i suddetti critici in! via oli pri nei pio riguardo al problema generale d l razzismo. Ci pure infatti ehe quella t,'O!Ifusione che gi. s i era riscontrata per i problemi g.,_ aerali Ili .iruJolo filosofica_ negli Ultimi Ccermi post-bellici tenda ora a rial'riorare pure ilei campo raz:t. lologico, di cui l'opera receus.ita sarebbe una riprova. Anche se, comtl gi notammo altrove, la battaglia oJdle ora si sia fatta pi s erena, o vi s i possa intruvvedere un periodo di e :hiarificazione. Nel passato s i a ssistito, nei moull'Jli cruciali del monme-rLto, allo nrfermazioni pi diverso ctl opposte, almeno r1er quel lo ehe comportavano, nel logico sviluppo eventuale delle premesse. Mlgrado tutto ci, :nel nostro .intiwo noi siamo stati sempre equanimi n elle va lutazioni, perch ben sapevamo che si era in un campo nuovo e profondo quanto jm esserlo quello della natura umana; campo che da noi si affrontava si pu dir per la prima volta, e tutti eTano impreparati, sia sia spiritualmente:. per l'o rientamento unhersalstico della stessa c i vilt latina. Anzi, vi era una. diseducazione generale, operata da un orientan'ento deeisa.mente antirazzistico in genere, che pareva saggio e era inveee indotto e ingenuo. E sapevamo che nella ltattagliu culturale iniziatasi, per trarne dei con>incimenti feeondi, era mestieri che l'en:ore eventuale, perc h po_ tesStl e>!Sere chinrito, venisse a galla apei-tanumto. Comunctue oggi, con soddisfa zione come negli ultimi tempi si sia giunti ad una conquista positivn; nou rosse altro che nel fatto che le riv.elano ormai uno spirito pii equanime e comprensivo. E ci tlerch si \mmti < Jonquistaudo un minimo denominatore comune negli accertame11ti et.nico-razioiogici concreti, e nei postulnti rnzzistici, dalle due opposte parti che animarono lu pole mica. Cio da .quella che voleva salvaguardare una esigenza implicita nel cri terio spirituale, cio quella etica, JlUr ne l lu tesi hiologicn di un raz1rismo cui e s.,;a si ,;in oln parte dei rai,;ti . . : : : : -f;t;q ror=; d i coniftn [ s i ricollegn eo!l l'interno, (ii> che era separat dalln metal'l ;ica tradizionale,. ehe creava, ( C lll e reazime l';olt.; ; a tesi olel zoologico. Jp, cui il l 'Cg'nO oJe Un SCiC!lZII 1"11 SClllpr c il, ve;.:tiholo n q -uello dell;r intPriorit dP.l in sostanza. tle ll:r spiritualit; Cosi In cultura it;Jliaua aggiorna rli f r e seltezza. il g1ande cnmnlo dl"i suoi nl < r o storic i. Dall'altro lato c i si r icollegn a una tr:l tlizione pratica perfettamen t e umana. fon damento di buou o;enso. n e l nostro mondo latino e italiano. Dove appuuto il buon senso, che in questo cas o l'i stinto di <'Onservnzione indigeta. ha selll]HO r eagito. ro m e meglio ha potuto agli elementi di al terazione razziale. Ci per virt iutuitiva. Poie.b praticamente le geuti hanno sempre cer cato di evitare commistioni eonerete con e l ementi di altra "tirpe nel non europeo. F}lementi espres..;;;i, nntis i heue, nou dal moudh razziale t.ipica!Jlente u egro o mnugolico; perch i l cas o era e d fuori tli disc ussione 11er principio. ma da quel mondo mediterraneo-orientato in cui il tipo europoirle poteva COI!trahhauolate un eerto altro elemeuto mzziale "otto eert: punti o Yista e in certe ci rcostanze da giurliearsi, agli en:ntnali effptti a.,illlilatol"ii, com e iuaccettahilt' e anche pcrieolo:
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t;l(:enie it!L. dalla p elle a vorio-IJrnuo. naso '"''""o aquilino o faleatu. eap elli r itl'iuti, l11lotfidia1, o l'fllllllllque nerissillli : ,;JJJi:,:daloidl d ell'oechio pupillu uera o ;;<; u r : 12) Sguanlo rap<>l'H c h e ;,;aN,eude ver,; o la douua bionda '' hianca, uniea preda slrn qualnho <'le mcuto di rapporto c ol pri 1110 .,otto viceudl' ,.;tori eliO opernnti solo in supei'fi<:i<. ri \ tda di ,,ur in U1a nit:ra e \ id ento al g-ruppo ,.; i o .1:; lw>to pi v i ti n o se111pr e eg-li lw in so:->tanza confro 1' ... -\_frif: t L l l a l popolo. popolo al!ril'olo di gru v i taziolli indil!elc. alla aristocrazia (4). l lt' e u i -;i t'-opposlH so l o t :-;erupre la cul -1ura . di l'ernlllinilt 1 \ 'i denl e iu e ttl l' 11('1' ill'tezionn stessa. tol :-ouo uHj\'e1 equiYoLo n e i postulati d i uno s pi rito assunto. appunto p e r ch unin: r>
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Cosa si potrebbe ricavare ... 12S DI ZUCCHERO :1al l'; lo signifii molto n e t ti nel tip o ei duo e l ementi rio voto ap)lunto alla l orv diversitil (oppo . biologica. riguardo a incroci col tipo medio loca l e cio cll'ambientc, sia soprat utto cou op;;usti l'lementi d i a u lica importazionu t.rausmarina. E l a prnssi razz"istica pei lncllo elle si do vrebbe cercar d i rid_urro la presenza-del tipo meitcrraoe o-orielitale e di rtuello mcditer"raneo-magrcllino (berbero-cnmitaJ cile eventualmente risC'ont.rasse cou l e con venienti applieazioni civili possibili, a vautaggio del tipo iudicato (l;), <(onliuun) VASTO MALACHINI il) Lu ,u.,e Clauss; t fu 81rnualllent o !lo ll u nn:t.i tlollo sjliritbtno. Con il e ll e ruutorc ultrantontuno ha dato a c.er. ti pedisst...:..qui nostrani di far tle!lu fnutasiu. u riesumare la tesi dell'auimu o h u t orro pe1 il HHltHJo a ll a del proprio eorpo. Di tuanic-ra. ecco l'araba f ll'rmino iutendinmo allud e r e anche al tipo umano delle !erre africane O<'l'idontuli: Ynlutazione dell'individuQ stesso. Perch il patire am:>. il suo sangue nella figlia biso"no;;a di protezione; o in tnl caso iu v i u subconsea eg.!i sente il pericol o della razza: e in ci la even tuule degrada t e pi o menn Iar\'ntu .stlti:t vil e\c-ntual c il<'lln fiJ,!'Ua. (5) C'fr. )!'li lrnperu lol'i Fl:l\i . o riundi oli Hleti (t)) La que-... ..;t.i onu d e ll e individuazion i .. indi..get o dal t.ipo :medio"> ( di estrerun im portanza; J}Crch rit""'hiamti con c ri t.eri nuovi della hiologiu in un pnrti<-t)lare r i rerirnento biol!rafit !tJ. Il .

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Cos nella serie umana odierna la s-i stematica del Fischer, adottta da Wei nart, indica una linea mediana ..a .cui s1 distaccano dicotomicamente gli australoi di, inferiori rispetto agli europoidi i qua li si dipartono dalla medesima linea_ Le due linee laterali, destra e sinistra sono costituite dai rami indipendenti dei ne geoidi e dei mongoloidi da ognuno dei guaii si partono diramazioni biologica mente s uperiori rispetto a tipi relativa mente inferiori. Se tenendo presenti tali grandi r ami razziali ci riferiamo alla classificazione italiana proposta da Basutti noi troveremo che le divis i oni per cicli di grandi razze oltre a presupporre una evoluzione ologenetica per influssp ambientale e pec reazione biocenotica determina in un cer to senso i gradi intercorrenti tra i palco australoidi, che come forme pi anti c he rimangono in un settore r nferiore r ispetto ai papua-melanesidi ed ai. veddo-malidi 1 quali hanno subto uno sviluppo c ontin e n. tale di un livello pi elevato Nei negroidi a norma della sistemati ca biasuttiana si individuano, noto, gli stea'topigidi i quali rispetto ai ne gridi (sudanidi, nilotidi congol idi, cafri di) rimangono fermi in un gradino piu basso. Nessuno infatti .pu negare come boscimani ed ottentotti siano inferiori ri spetto a sudanesi ed a nilotid. Nel ramo dei mon g ofidi si distin g uono i premon golidi da cui si distaccano gli estsiberidi di Eickstedt e poi i mongolidi neomorfi 13

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pi e v oluti e piu perfezionati biologicamente ed etnicamente ri spetto alla fald a razziale pi antica Non vi ha infatti dubbio che gli eschimidi i quali appartengono al medesimo ramo nt>n simo in feriori a i sinidi ed i sud mongolidi da cui si sono enucleati i nipponici Se po i ci fermiamo agli europqidi tra i paleomorfi gli ainuidi, gli uralidi, i lappidi certamente appariscono inferiori nspetto agli europidi suddiv .si nelle razze : nordide mediterranide. a driatide baltide alpide. Il so a ogruppo afro-asiatico degli europidi dubbio collp cato in un grado biologicamente p i basso rispetto al posto occu : pato dal sottogruppo europeo Gli afro-asiatici co(Jiprendono i ber beridi, gli orientalidi coh le sottorazze: libica, copta ; arabica. Gli assir jdi, di cui gli ebrei sono gli ultimi superstiti coshiiscono una razza a s, cos i turanidi'ie gli indidi. Nel ciclo delle razze der i vate sub-equatoriali. si rilevano lru razza e tiopide saharide malgasside indo-melanide, indoneside Mentre nel ciclo delle razze derivatQ del Pacifico e dell America si ha una razz a polineside con tre sottorazze : micronesiana, maori, samoana ed un gruppo di razze che appaiono come premongolidi ; fuegide parlpid _e, amazzonide, istmide, planide columbide relativo all' America meridionale, posto vicirio ( A:tjl.erica del Nord) ad un gruppo nel quale la dominanza eli caratteri antropici europidi ap pare evidente: lagide, andide sonoride, appal4cie seno di questi cicli antropici pu6 essere indiv:iduata una certa gerarchia razziale ove si dispongano _le razze e le sotto razze non I
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S I G N I F l C A T O DELL' lENTE PER 'LA RAZZA iJal pnmordial.e condiz;onarsi (/ 1icenda d e i corpi nell"imrne nsll del/n s r-azio si chwmino s tet.i e soli, su te/liti -nasce pure quell' armenia di COt! SlStenza cne, mcu. r e impone Limi' ass icura a ogni corpo celeste 1/ posto e t .n sie m e d elie condizioni che permettono convivere U\ una moL teplicit dt forme nello spazta. l,a fascia atmosjerica c oi suoi d e terminali componenti p:ass n si e non con altri con 1e sue e manazioni radianti e qut coi .suoi mo vimenti -perme tte lo s viluppo d1 alcu ne fOrm e dz l'ta vegetali e animai,: su. un piane ta. Se dall 'immensamente 1 ;oluminoso (cosmo ) si passa al pie c olo (_microcos mol s i ri sco ntra l'applicazionp l della stessa l e gge. Nelle bio sfne gli abitanti della :;ona alobiu differiscono dagli; abitanti dellt; :;ona limnobia quelli dlla. zona timnobia diffe riscono da quelli d e lla zona geobia. No n concepibile rappresentarsi un e ssere vivente creseer e e agir e indipendente ment e dalla costituzione dell"ambie nte in cui si s v olto il proc e sso d e lle generazion; d ei suoi antenati come non concepibile rappresentarsi lo sviluppo d 'un e m brion e indipendt'ntem e nte dalla capacit d e l grembo materno S; pu stbilii'e quest' e quazione: t'ambiente sta all' indivfiW,o come il !!:rembo mat e rno sta all',embrione e ndogeni e d esoge n i s'influenzano all' embri.one Uno .scia.me di api c h e v uol e allevare maschi o u naJ regina costruisce cellette con. proporzioni pi capaci dell e cellette dest: nat e alle api operai e Questa mera.vigliosa corrispondenza di leggiJli miti condi. zionanti l e n ecess it eleme ntari d egl.;. esseri viventi non ar hitrio n fav ola che si possano variare a piac e r e s e nza esporre i corpi o animali a disarmoni e a squilibri. a, mino Sede e custcdld d ei processi vitali, quindi de i caratteri ere ditari il protop/a s ma. Esso un composto proteico-lipoidale mine ral e forma di corpuscoh. granuli. fibrill e al ve oli. l suoi processi. comprendo ritmi di mo v imen/.0. d'assimila zione d'accresc i mento. d'irritazion e La s anit. di questi pro cessi su bordinata a un armonica oscillazione d e !le cellule che pu venire alterata mn: modi. Turbame nti psicofisici. t e rmici. i'nt e ruento di fattori endo geni tprodolli opot e rapi ci pluriglandolaril. turbame nti dovuti ad angustie a situazioni asprissimf che tocca .n.o profondamente con prin1::.ioni continue, cmu:::ioni con o sen.,.a scari c h e c' udrenu!ina dalle .mrr e nali pos s ono la dispo si znw r ego lare urig:naria. dei compunent.,: dei romosomi e prO!'ocare l'inso1 g e r e di d e formazioni nel protoplasma. Chi 1wn l !<'de cht>. giori prosp e ttar s i p e r t empo -.i rap porti rra jauori ndog e ni .r. fattori ewgeni per sventar, per ltmpn .. ,orpre. da irritazme. da sensibilizza:ion.i. ( 1

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L' ambiente sta ali' individuo come il grembo materno ali' embrione sta p , jar. ; i ttn'idea chiara. f iguriamoci d'avere quindici .semi {arancia. provenienti dalia stes s a arancia dot.ati delle stess e propr i r t: s 1 : .;min iamo cinqu. f di questi semi in. un terr e n o .acido. c i nque s e rllli i n un t err eno n e utro, cinque in un. te rr e no rtl c a.li no iL p r.'mo terrt!no rnett'ianw, che sia clima asciutto di. c olLina, ,:t s econdo in nn clima umido di pianura, if. terzo in un dtma. tropicale espprremo questi semi a subire le va r iazioni r:h.e promuov eranno l e div ers e composizi.(fni di taLi t e r r eni e l e diLers i t di' pre s sione atmo.sfel'.ca e di dima. La conti nuit rle llu cultura di simili arance render pi o m e n o stabii.:; l e voria:i o n i sia con "miglioramento, sia con d e gradazion e rlei cara/Ieri t i pici e delle propriet organol elf.: 'c!H' analoghi si ottengono col trasferire e uo m.ini d e llo stesso ceppo. della stessa fa.mi[!.lia in regiori,i e in m ez : o a popoli ,f:vPr s : per clima. e per co.stu.ini. Risultat[J del w m n e v erifica re qualora si l'albero g c m u l n gi c o per es1.mpio .:...... de i romani d una stessa fa miglia a Roma r. de i romani trasferiti in Rom.ania . Del re.1to non o c c orre andare troppo lontano dal mome nto l'h o gc r oic ri sc ontra.r c .dif Jere a ze di caraltl ristich e in toscani d e lla sle.>8n una parte resident i da anni (1 .Siena e nna parti'. r r.shnti a Li vorno. Il n u .cLm primitiv o ridia 'PP.ci:e umam; cominci a differen. :::iars i . a d rt8.Um.l' r e caral/eri definibili col p e rmanere in U.ntl d nta culla: .cli ma. acqua . t > egeta:ione, alimenti. Simili caral. teri divenne ro marcalmnen.te stabili per la convivenza millen.aria .d'un dato gruppo in una zona. L'i.wlamtnto assoluto da principio -per le diffi colt di comunicazione r. di scambi .di qualsiasi genere in. flu o/tre fl rPndere stabile COnservare unga.mente iJate pro: prt 'I organiche. (Quando si dice lungamente si sottintende anche per rnilion.t : di anni privi di storia). A m : s ura ch e si eliminarono Le difficolt di n e anr:lu : medinnte scontri bellici seguiti poi da pacifica zioni e d a lrrgu,e c i vili.i gruppi in via di dfferenziarsir anfi>m. t i in. rqgion. i dif frenti cominciarono a conoscersi, a incrociarsi. a riaggredirsi. a fondersi in:modo che parte non trasrumhile degli aspetti cos(luzionali su .b .delle vari.azioroi p :. n 11wno a c ren.luate. Ogg,i quando s i che nel tale popolo prevale quel' 'dato bior.ipo. quel doto insiemp di propriet psicojisiche ci non s ign f ir:a c h e qrul hioti po sia esclusivo di qu. e t gruppo etnico. Difende r e e c o nservare gli attributi d'una razz(t -in primo luogo -.-igniiica / P IIlificare i caratt e ri i pregi i diJ 'etti i ... . ' l'a./or i . i s entimenti e r ende r e stabile r ende r e queli'in-1/ CIIU d i condizioni, di d i spLi11e. d i armon; a c h e p e rm e tt e l a contirwa:ionr: moltipli. c azior w, alle v a m e nto rassodam e nto d i hiottpi d e f i n i ti. rli fferen.zia. Tu tto r:hP .sorv ola 1ui ri s p e tto d elle condizioni s f riduce a da11110 d una ra:;zo.. ( 'SJID'TU' LUI gruppo et n ico al rischio di var."a:olli chr pos w no anchP. sc;olarP. n e lla fase degen.eratrice. Esisti', s. un hio(po latino. un. biot-ipo germanico. un. bio tipo. un. po un. biotipo mong olo, un biotipo s Prn_f f .ICO, un r'.1qwmesP. Ma cot es ti h : 'otipi possono ::ublrF ancora 1 ; ana:1on, i e d e g P nera z ion.i non median l : innesti. 16 Il biotipo latino nato, cresciutd; s rin v i,gorito in un a-tmosfera tJoscft, .vaJ alternata a qUUa ma.nnara. Vogtzamo conser v are questi caratteri propri dei latini? Se s:, dobb,amo perme,ttere a cotesti biotipi di poter contmuare a moltiplicarsi in regioni simili a quelle boschive, n1cche 'di v egetazione genuina, d 'alimentarsi i n prevalenza di erbaggi, di bacche rJi frutta fre sca il che non signiji.ca ritornare nelle aniiche foreste ma contenere la. v ita urban.izzata -in modo che non s' atieni dqlle pratiche silvestri o marinare. .. S e invece diarrw a questi biotipi il clima, i C.i bi; gli abiti dei o degli slc, i . o de, : francesi, e.vidente che li espor remo al ricchio di subire -col tempo sia pure, calcolato a secoi i delle variazioni: . L 'urba. n.esimo senza opportune restrizioni' dettate dal gu= sto e dalla graziicole v e rso le allettanti attreizature delle c!U che superficiali tali da allontanart dai propri sistemi di v iiere di la vorar e di alimentarsi. Da straripamenti d'attivii possono derivare terribilivariazini dell'ambi,ente. E' evidente che le pratiche marinare e silvestri devono esse re costantemente on.oraf.e da tutto quel complesso di attnzione .he ad atnuare i disagi di chi persiste a seguirlo. E' questo comple.sso d'attenzioni che deve oscurare il falso alo .. ne degN allettamenti. d elle che dn.no l'illusione rfuna dim. inuzion.e di disagi e di facilit di divertimenti a buon mercato. Prospettarsi in. una sintesi come ,:n u.n quadro tutte lt. con seguenze di un'alterazione dell'ambiente sign.:fiica promuovere la seri delle orovviden:.:e necessarie. Tali provvidenze vanno daLla dovizia dell'alberatura strW:.. dale ......:. qu.a.le imagi ne della culla primitiva posta sotto gli occhi degli u .rbanizzati -all'apertura. di strade e acquedot.ti fra i rurali, dall'accuratezza dei servizi di assistenza e di so iievo alla diffusione della radio e del cinem.a prodigata .. nelle campagne e nelle zone montane, assicurando aU abitcmte nativo di borgate laboriose che non esistono trascuratezze. Questo concorrere n d a !l!l.f!,l,tare. qua]Jt e proporzioni del g uscio all' abitante che si vole conservare G. B. PALANTI ( ) Gi non trascurabile. il numero casi di .sterilit. pro vucati da c omplicazioni del diabete. Tali complicazioni sono doyute non poco al fatto che, man mano che si sono agevolate le speculnzio.ni degli scambi con l'estero. s' diffuso .. l'aumento ;Iella rn:dioue di prove nienti da importazioni: carne, peRce; frutta iu scatola dell'Ame frumenti e grassi canadeSi o rusRi,' ecc che hanno concorso in sieme alle emo' zio ni ac.l le runzioni biofisiche, .come s e si fosRe emigrati e nutriti di prorlotti non coltivati nella pr pria terra e senza l'irrag'iamento del proprio clima.

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Gli EBREI AL DE1tK RAllE ARIANE Un anllc1) lf.'pinlo de11a si1!1903a di Dura nel vicino Oriente. T uttil la regione, ora montagnosa ora pianeggiante ompresa tra le rive del Mediterraneo e le rive del Golfo Persico,abbastanza ferti le per naturale disposizine e assai indicata per la dimora di popo)j sdegnosi delle avventure militari e delle imprese di colonizzazio ne, giustamente considerata, in senso geografico c storico, la maggiore zona di confluenza e di in<: onlro dei tre continenti Asia, Africa Europa, quan!o a condizioni d'i ambinte, di vita e di rapporti econom ici e, con temporaneamente, la maggiore zona di divisione e d i contrasto qua-nto ad form?zione e composizione razz.iale dei continenti stessi e di tutto l'or-be -aitat{), Alle regioni della Palt>s tina, della Siria e della Mesopotamia si suole infatti riport:are ia tradizionale (e tuttavia superficiale) ripartizione origi delle genti bianche e di colore in Gi:apeti, Camiti e Semiti e alle stesse si devono riferire come alcune tra le pi antiche manif estaziohi di vita civile, cos i p i fenomeni di' asce s a, di decadenza. di conflirttd e di sostituzione di civilt in dipendenza di contrasti e di 's ovrap posizione di razze. Inoltre l'antica Ca Idea certamente : col pae s e di Ca na:a; la terra dove devono :ricercarsi tutti i segreti _,geli a discendenza della formazione del tramonto di numerosissime e famo se s tirpi. nate dal me ticciato pi vario e complesso, quali ad esempio i Fenici i Caldei, i Ca naanei oramfli scomparsi e gli Ebrei oggi pi che mai viventi Indubbiamente ]a razza hsica delle antiche popolazioni caldaiche e ca naanee era assai varia da gruppo a gruppo. da epoca ad epoc., da luogo a luogo. Per convincersene basta considerare che i primi Semiti s ce 3 i a val le, uscendo dalle regioni dell'Armenia ( quelli insomma che la Gene s i fa discendere dalle trib di Ebr, calati dai monti di Ur in cerca della ter ra promessa) erano ancora -;ma razza molto affin e al pi genuino tipo bianco; ma che alter subito ; s ensibilmente e i primitivi caratteri s omatici ed etnici a contatto delle popolazioni camite trovate a valle mescolandosi e confondendosi ad e dando origine a tutti quei prodotti.' e sottoprodotti biologici ora scomparsi dei quali i pi noti at traver s o la s toria e la scultura, so no state l e trih di Babilonia, d i Ninive di Tiro e di Damasco come pure le trib dei Filistei che si affacciavano ali.; coste della Siria ed occuparono per un certo tempo gran numero delle isvle mediterranee. E interessante notare le profnde trasformazioni cldla civilt delle abi tudini morali, del regime politico dei popoli caldei parallelamente agli sviluppi del meticciato biologico del s angue semita con sangue ca mita. Infatti in ess.i prevale prima la passione e l'istinto della nuda e mo magnificenza. pi ta rdi un gusto artistico 'l'affinatissimo nei minimi particolari, poi la pratica del e di ogni rituale pi atroce /_1,!_ 5lJ.nguinario in_tutto simile a quell-o di popolazioni selvagge, infine una depravazione morale e sen s uale senza altri esempi nella storia degli uomini Al c une delle s tiepi u s cite dalla Caldea si rivelarono ad un certo momento tutt'altro che di indole sedentaria. E di que:
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Figure d'plnte nella sinagoga di Dina. zionali della Mesopotamia o del Mar Morto, traversando mari e deserti in cerca rli: nuova patria, lontano dall'ostilit dei connazionali (e tra que s ti, i gi ricordati Filistei, i L di, e pu aggiungere, i Tirii Carta ginesi che s i sparsero ad abitare gli uni qualche angolo di costa dell'Asia :\1inor e e molte i so le del mare interno, gli altri le lontane coste del; nord Africa) chi sospinti verso lontane trasmigrazioni (gli Joktanidi. ad esem pio una s tirpe caldaica che and ad inoltrarsi nell'interno deHa penisola d A rahia e co l si disperse!, chi in cerca della eterna. terra promessa (molte trib di l s raeliti trasc:narono in territorio egizia no e ne furono tosto ricacciate dalle milizie faraoniche). Ma tuttavia da o5servare che -queste ed altrli simili ju .ghe. di genti caldai he dalle terre della Caldea per lo pi improvvi s e erano dovute s pe sso non tanto alle rivalit ed incompa tibilit interne di una famiglia o ramai ba{;ata e corrofta dal pi gravido r confuso nieticciato di colore. quanto alla pressione per lo pi armata, c h e s ulfe loro spalle e sui loro fianchi cominciavl"lo ad esercitare le genti lHane dell'Iran e pi precisame11te gli Ario-Elleni, che allora s stava no raccogliendo intorno alle regioni del Caspio e del Caucaso prima di muovere verso le loro future sedi balcanico-mediterranee e soprattutto gli Aria n i Zoroa;:trii. s tirpe di eccezionale energia e d: J alta spirituaHt, occupati intomo al ventesimo se' co l o a. C. a p-rocura'r!ii il dominio esclus-ivo e definii i.vo d e lla Persia e delle terre Le antiche storie caldaiche ed ebraiche dscrivono naturalmente a tinte rosee, di vittoria. le di quelle trib sospinte dai territorii della mon tagna o prossimi all'altipiano nelle zone della Mesopotamia, a valle ed o ltre. per lo pi aspese del fiorente regno di Babilonia o altrimenti -di rualche pacifico regno d'Asia Minore, quelle che invece erano due e dolo rose sconfi-ttf'l patite sotto i colpi di una pi forte e pi nobile. Tutte le genti ariane che vennero a contatto, In terra d'Asia, ont le po polazioni della Ca)dea e dell'Arabia, seppero mantenere sempre di fronte a que s te un atteggiamento di disp-rezzo e di assoluta ostilit Frequenti e -;pietate l e sco rrerie d eg li iranici nelle regioni dell'Eufrate. in al po. polo della val le; numerose le spedizioni punitive dei Persiani i quali inultimo s otto Ciro, davano perfino il colpo di grazia all'ultimo regno ed all'ultima civi lt di Babilonia; e pi di tutte sintomatica la lunga g ue rra degli Ario-Ellooi ai popoli della Caldea ed ai loro alleati. prima t:lle contrade dell'Armenia e, successivamente, sulle dell Asia Mi rrore. intorno al periodo dell'epoca di Twia. E' p e r c i comprensibile come tutte le narrazioni, storiche o tant o eg li Ariani quanto dei Caldei. trovino nei rispettivi confin i una muraglia inviolabile e insuperabik. La cliff erente origine geografica, la permanente ostilit ed incompatibilit gli urt numerosi e sanguinosi, la rovina reciproca nel reciproco me. ticc iato (come il caso dei Med i, originariamente ariani mescolatisi agli Ass iri. la pi illu5tre schiatta dei Caldei. e presto scomparsi insieme a. que s ti\ testimoniano a sufficienza di una profon!"!a alteri < t di sangue e di ilna incolmahile antitesi di civilt. FEUCE GRAZIANI Rilratli di anllchi gludel; lraitl dal'la sinagoga

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DOTI-vi DELL' ANTIGIUDAISMO di TA_UITO Dopo esserm i occupato. con lo pseudo nimo di EIIcolpius, dell', Ebreo nella Letteraturu affrollto. qui pi ampiamente, ed eccezionalmente. Ull argomento di let teratura latina. i'iu questa Rivista altre volte stato posto il problema dell'atteggiamento iHtran sigeute di Tacito verso gli ebrei. Nou Ha r priva l'interesse questa nostr11 aggiun ta sulle ragioni che hanHo indotto lo Rto rico u denunziare al mondo gli ebrei. acl'Lt>rsum fllios ltoslile odi !u/11, an che per le coHclusioni che il lettore pu facilmente trarre dai l'atti che alldremo accennando. E' ormai risaputo, che le credenze religiose di Tacito ;;ono piuttosto vaghe, in uon che Tacito sia uno scettico iir lllllteria, IIIH si imostra pOCO convinto. certo pi curioso che zelallte nel Pantheon delledeit di Roma e! provincia. Il suo atteggiamento tlel resto rispecchia quello dei letterati di allora. che inAieme con certa societ romana formata pet lo pi tli ame eleganti. si compiacevano di ass istere a cerimonie riti e culti di religiolli allo1a importate dall'Oriente. andando con tlisinvoltura e pe' r diporto Ile i templi di Iside e della Madre degli dei. Soltanto gli ebrei non permettevano ai romani questa legittima curiosit, e per vivevano i solati dal mondo. Vedremo che -quest'atteggiamelltO ostile degli ebrei. ermeticamente chiusi come in una setta. ha offerto a Tacito. come a tutti i romani se-

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Israele Invoca la vittoria delle plu tocrazle e del bolscevlsm ,, ' rie J'agio ni di. preoccupazion e e di L'Oli dannn. Quando Taei lo parla degli e!Jre i dalla ho ccn gli e>!cono parole rli l'uoco. c h o :.a luni rimproverano allo sto1ico, il cui ul'l'i cio essenziale il que.l!o di osJServatore im Jlarziale e ser e no. E p pure, uon l e c rcrlenze clegli e!J1 ei. si noti, nw il l oro sistcnw politico-sociale i nrlispose Tacito, questo est.raniun;i dalla colllunit.it dei popoli; J 'i helli ad una legge quando non s i tmtti cie li n l01o l ci!'ge: n e m ici perci di ogni ordwe. 'Tac i to non n e l'a nn a q nestione d i Uoma ospita va t utti i culti. Anzi. qunntlo Jwce11ua u certi loro costumh come il non mangiar carne di por co il 1iposo rle l settimo gior no. il pane senza lie\ito, ecc .. 1'1\li nota s emplice m ente q ueste a nomalie, e on certo ri;;petto, p e 1ch iutrinseeh e degli ebrei da tempo immemorabile, tulli(fll/altJ tle/euluulur, com'egli licc. Pure t'a oiOJazioue t l ella testa di asino, Lleila quali' ma11o incolpati dal popolino, 11011 sorpnn d e 'racito: g li ngiziani atlorav:}no il :,:-:altu. Alcuni ,;tudiosi sono arrivati a c t cderl !'he l'orse Tacito avrebbe perdonato ag-li chre i uuch e quel t'are O\'llllquc. p nrch era una caratteristica d e ll e r e ligtu ni o rientali. !.Ja g li eb1 ei si co nsideravano l'uol'i d e l mondo. appartati, sctta decisa a non l'ou JCJ'rsi mai t"Jit con l'umanit. l'orlati a Roma dopo, il t1iunro di Pont p eo. h o n t Y rest.o s'eruno tutti ,, piazzati>, tanto c h e, co m e nsiliclw: uit onttore c h e 11011 v o l eva ra l l i r c doveva t e n erile li rla eonto. A Hon t a gli e h rei eostituivmw la clnsse m is era h ile pe1 autoHoliHISia. (li uomini facevano il lltl' s t i e r o di ngit.atol'i a l Foro. e per tne st.o loro uJ'i'ieio C l 'a n o pngu.ti dui c li e n t i; l e rloune l'aeen111o l e e h i roma n ti a do m i c i l io ; e i rugan;i ehiedcntno l'elemosina n ei ho sehetti d i Egeria. E. n:aturallne nle. avevaIlO iu mano il piecolo con11n e 1 e io. \ heva no tutti riuniti : d i l del Teve re. n e l t 'io ne pi mull'amato, e qui come altrove. ri gidamente co:;tituiti in cumnuit:, ai mat -d.:lla it.n. AIHtavano insieme. mangiuvano ins i e utc s i sposavano tra lo1o questo i solamento totale dava modo a ,;ospet t i i"llspetti pii1 che gins.tii'ieati. SOJtraltntto l' intr:wsigenza religiosa acui q u esto cnnt1a..;to: i hen lire: .;to .!et toro l uog-o a t i mori molto ;;e r i. c h e s cate Haro11o l'ira pot Jnl:ll'e. I romani. s oggiogaudo u11 popolo eercavano di incamerare i nuo\'i l'u l t i. mettendo ;L fianco di quelle divinit qnale h e dhinit romana. aHine, per ad un uomo seonosc;ll t o uno notissimo. C o s i tentarono con gli ehrei. V e d endo c h e osservavano i l sahato c ont.e orno d i i i pcJ so. pensu rono
  • oich miravan o a l'are. proselti e c r e scevano i n modo impressionante ovunqu e si trapiantm;sero, vivendo separatamente come setta, il ovvi o che p resi pc. r n cm ici della civilizzazione. La posizione presa da Tacito, come sto rico; non r u e rrata: per un cittadino ro rnauo era altrettauto legittima. Gli ebrei covano adt,ersum onmes al'ios hosti/e odium. Bisogna colpirli dnmtue p e r ragio ne non di prestigio, ma di vita: P e r c i L'acito si schiera ontro di essi. R M.

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    Mutazioni prodotte da raggi ultravlo letti nell'lnfusorlo Chllodon unclnatus: .s = normale; b = forma trlplolde; c = torma tetraplolde; d, e, F = mu tazlonl geniche. (secondo Mac Dou-. pii, 1 9291. Abbiamo detto in urla delle lezioni il peso :tm:Jiental., .n genetica sia c:.nche legato al durante il quale l'influsso viene dispiegato, Per la verit il l attore. tempo un coefficiente imporlantis5'imo non soltanto in genetica, ma in tutto l'ordine delle manifestazioni vitali dal cui vincolo non sfuggono legyi della vita psic:hica nell'uomo ove azioni proolungete aventi un effetto psicologico si tr:: gli influssi qualificati per negs .tivi debbono essere evitati e se imposti debbono essere ridotti ad una minima concentrazione. Uguali dosi di radiazioni possono essere applic_ate in una !orma p i o meno concenir;;f. a o diluita, int-eramente o frazio'llalam; ;;nle. Dunque un a stessa dose pu essere applicala in un tempo. pi o meno lungo. Si visto che in linea generale nel campo fisico il i ore di insieme: della dose eh;;; conta senza che il tempo impiegato per sommi abbia signif.icato. Si hil dunque un'azione del tempo distaccala da quella della r2diazione in s '! pe r s, o dell'inHusso in s e per s. Tuttavia c' la reazione di restituzione: un esempio 'be. n .no-lo del potere del fattore tempo evidenziato dall'azicne dei reggi: X: una dose la quaie, applicala con sufficiente concentnszione produce unil chiara reazione pu, nel caso che essa venga frazionata in pi p11rli durante un .las so di tempo, o venga applic3ta 'in forll'NI diluita, rimanare senza effetto. Oua!ldo ls reazione insufficiente par unit di tempo, prevale allora il processo di restituzione e lo reazione o rimane o del tuHo invisibile. Vari autori hanno introdotto principii neilo studio della mulabilii legeta al fattor:;, tempo dipendente da influssi radioaiiivi. SonJo st&ti conf,rontati i poteri mufativi di dosi concentrate o diluite nel foempo di raggi X e di -radio in. Drosophila mel11nogasler Pafferson ne: l 1931 applic alle mosche una dose di raggi X di circa 1200 r., concentrata in 10 minuti e fr.azionata in otto parti con var i interv11lli di tempo. In questo caw non venne os!.ervala nessun11 differenza apprezzabile tra le frequenze di mutazioni indotte. Hansen :> Heyes nel 1932 hanno applicato le stesse dosi di radio in forme mOilto d fluite e-' concentrate senz11 che venisse dimostrala alcuna differenzi! n -ella f -requenz3 di mutazioni indotte. dunque chiaro che ci che vale per altri ordini di influssi non v11le per l'azione radioattiva per cui agisce il principio secondo il quale ha importanza la dose e non il ftaz,ionamenfo nel tempo. durante il quale ess11 viene somministrati!. Cosi per la .produzione di mutazioni importante soltanto l'in$ieme della do se all11 quale vengono esposte le cellu-le sessuali, e non l11 concent-razione o il frazionlmento neol tempo dalla dos a skssa. Anche le pi piccol a dosi tuttavi11 p rod.ocono .rmrfazioni. Piccole dosi e ccncenlraz: : ::ni del tutto lievi possono sominarsi nel corso del tempo sicch per l'effetto fin11le h somma generale delle radiazioni alle quali viene sottoposto il tessuto genetico, serve come ter-mine di confronto. Queste esperienze e questi principi allargano le vedute in merito al fattore tempo in genetica, come in biologia generale. Perch oramai acclaralo come per produrre deter minati effetti (s1 .prendi! ad esempio l'eccil11zicne) occorrano determina-te dosi di somm11le in un tempo indiffere:nfeme,nle lu-ngo od breve. Azioni lente c 1 d azioni rapide effetti medesimi in moltissimi emi. Altre ricerche sono compiute 11 mezz.o della. luce ultraviolet.ta. A.Jienburg (1936) riuscito ad 11umenla r e la frequenz11 di mul11zione in drosophilo, irra diando con la luce ultravioletta uov11 isolate. Noethling e Stubbe accrebbero la frequenza di mutazione in Antirr.hinum m11jus irrii con luce u.Jtravioletta il po.lline. Reuss poi riuscito ad a 'umsntare la frequenza di mutazione con fO>rle irr11diamento di luce ultravioletti! di maschi di Drosophila. l ml!schi vennero irradiati dalla del ventre che contiene molto meno c-hitina c11pace di assor bii e i 'aggi ultr3vidletti e C'Ui zona si . trov-&no ,le gonadi. A que sle ricerche positive dimoslr11nli il potere de i raggi che l'atmosfera natura l .:: lc:.rgaon\ante dispensa si aggiungono quelle conddte 11ttnve rso 1 3pplicazione di raggi a maggior lunghezza di onda. La luce visibile infatti, avendo onda lunga la quale non riesce a penelr11re nelle gonllldi, stata 11pplic11la da Noethling e Stubbe, o::on effetto negativ.o1 su Antirrhinum majus Anche le onde t roppo corte non influenzano la frequenza di mutazioni. Ed quindi 3mmesso che le: lunghezze di onda a 1 disopra de:-limiti dell'ultr:.,vio!etb non influenzano la frequenza di mul11zioni. Sappiamo inoltre che le mutazioni possono essere prodotte solo per via dello irradi3mento di-retto oei cornspondenti cromosomi. tuttavia possibile, ha affennato Tim .ofeeff Rezowski, che tessuti varii che si trovino in varie condizioni fisiologiche moslrhl'o una differenza "'elle f-requenze di mutazione prodotte mediante eguali dosi di r11diazioni. Legge pe r questi fatti che la frequenza di variazione semplicemenle e direHamente proporzionale alle dosi applicate. Oue:sle agiscono de.fermin11ndo una cerll ionizzazione complesssiva l11 qule si ver;{ica uno voll3 r11 ggiunl11 una determinala dose di irradiamento. Il mecc11nismo biogenetico della muff. .zione per influsso radioattivo costituisce uno dei o:apitoli pi i nteressanti della scienz11 che andiamo dipanando per il lettore meno preparato. Ci l!dd:::nlreremo in un pro.ssimo scritto nell'affascina-nte sviluppo di certe mul3flioni di ..,rigine delle qu11li prima non si sospettavi! l'esistem:a. MOD. 21

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    . questionario Il camerata G. Perona ci scriva da Col legno quanto Sul Oueslionerio del n. 5 di D. d. R un m1o in calce al quale m1 si fa i l rimprovero di cercare un compromesso Ira lmd1rizzo spiritualisla e quello biologico del razzismo. Sul Oue st1onario del n 8 si ritorna sul medesimo argomento da parte di un le:ttore. Pe:r mag gior chiarimento di quanto ho gi esposto aggiungo ora alcune considerazioni. A m1o avviso (e non solo mio) la si man1testa tanto solto biologico, come sotto quello sp1ntuate : negar questo metter in aubbio quello che l esperienza ci alrintuori di dottri na. Per questo, nel l ertico:o riprodotto, ho sostenuto che il rezzista deve agire tanto nel campo b iologico, ove i problemi sono generalmente di pi lecite comprensione; quento in quello spi r iluela, ova i pr o blemi sono pi complessi e pi suscettibili di es ser fra i ntesi : e mi sono riferito, a titolo di esempio, e l problema giudei co, e quello del meliccieto ed ell augenic;1. Secondo me l 'aspetto biologico si pu definire c ome le manifestazione delle razza nel cempo dall;1 reelt sens ibila e l'aspet to sp iriluele come la m11nifeslazione della medesima nel cempo dell' ettivit creativa (religiosa, elica, polilic" ecc.). Fra l'uno e l'eltro espello inlarcorrono dai r11pporli dif ficili e mettersi in rilievo, me concorrono a ceretteri zzare l11 rezze. Perci dobbit.mo tener c:onlo di quesl11 duplice realt, senze preoccuparci di eleborenl dottrine, quesi sempre imperfette ed uniltAerali ricordando in proposito che "le teorie sono grigie e hl vii" v:;:rde [W. Goethe, citalo de U A. Rellini a pag. 6 d ; u Civilt Medi!. e u Civ. Arie. t.N.C F Ro me 1940). Del resto uD. d R. stessa ha recentemente pubblicato alcuni articoli del Siro Contri sull'influenza del giud!lismo nella fi losofie, in cui vengono sm11schereli i veri fini dell' ettivil speculetive giud11ic1t, senzil alcun cenno d'indole biologici!. Analogamente il poeta F Gaeta, fil1 dal 1915, nel suo lbro Che co se le Mllsso neria (Samoni 1939), ha sludielo l'essen za etico-politica del giudaismo, nei suoi me lodi e nei suoi f i ni, senza rifer. irsi a mi biologici. Vorremmo accusare di enliraz zismo, o anche solo di spirilualismo, Siro Conlri e Fr11ncesco Gaele, perch non si occupano dei p r o ble-mi biologici inerenti wgli Ebrel1 Non si lrl!tll!, quindi, di scendere a compromessi m11 di riconoscere la verit, per impedire confusioni e polemiche inutili: chi si occupa dei problemi biologici e pra tici fa o-perlt utilissime, che nessuno pu disconoscere ; ma chi si occupe. dei problemi spirituali (e quindi politici) le opera altrellenlo utile, enche se incorrer pi fecilmen-le in s:rrore e se il suo campo di ricerc11 offre meggiori difficolt. Nel campo biologico sar pi facile ottenere risulleli concreti ed apperiscenli, quelor e si voglia procedere innanzi e non limilersi e discussioni; ed i benefici che si otterranno saranno la prova pi cO"lvincenle dell'utilit del razzismo e d alla di fesa delle rezze. Nel campo spirituale i ri sultati sarenno meno rapidi e m ano evidenti, ma non mencherenno ugualmente e non meno fruttuosi. Ho citalo F. Geeta, precursore detl'anligiudais-mo ilelieno, perch non ho mei vi ricordato il suo nome su Difesa della Razza n fatto cenno alla sua opera quan to mai s ignificativa non sospette E' vivamente de elogi are, nel campo scienlilico-pr!!>.

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    LE ASSICURAZIONI POPOLARI (IO)