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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00115
usfldc handle - d43.115
System ID:
SFS0024306:00115


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 6, no. 15 (June 1943)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
June 1943
650
Race relations
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Jews
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Periodicals.
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Italy
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-N. 15 SPEDIZ. IN POSTALE 5 GIUG;NO UI SCIENZADOCUUENTAZIONE DIRETTOR-E T E L ES I o INTERtA' N DI POLEUIC!. OUESTIONlRIO

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.-----SOMMARIO T. I. : ININTELLIGENZA COL NEMICO SCIENZA GUIDO LANDRA: RAZZISMO ED EVOLUZIONISMO; ALDO CAPASSO: APPUNTI SUGLI ETRUSCHI. POLEMICA CONTRI: LA LETTURA, ELDORADO DEL GIUDAISMO; GIOVANNI SAVELLI: PO LEMICA E PROPAGANDA DEL GIUDAISMO; FELICE GRAZIANI: PSICHE GIUDAICA, ISTINTO ANTIARIANO. DOCUMENTAZIONE LODOVICO DI CAPORIACCO: CITTADINI E SOLDATI NEL DODEC.A.NNESO. QUESTIONARIO TRIBUNALI COMPLICI DEl GIUDEI; GLI EBREI ALLA GOGNA!; CHI PROPALA LE MENZOGNE? MOD.: GENETICA l MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICATI NON SI RESTI .TUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA PIAZZA COLONNA (PORTICI DI VElO) TELEFONO 63737 -62880 R:; ( T O R il "TEVERE" l 'avamposto della stampa fascista LEGGERE DIRETTO D A T E LE SIO I N TERL A JVDJ non signific a soltan t o ess e r e i n forma t i nHL anch e e soprattutt o avere una guidlt

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ANNO VI-NUMERO 15 5 GIUGNO 1943-XXI SCE IL 5 E IL 20 DI OGNI MESE U'l NUMERO SEPARATO LIRE l A IIBONAMENTO ANNUO LIRE 20 SEMESTRALE 12 ESTERO IL DOPPIO Direttore: TELESIO INTERLANDI Comitato di redazione: prof. dott. GUIDO LANDRA prof. dott. LIDIO CIPRIANI Segretario di redazione: GIORGIO ALMIRANTE SCiENZA DOCUUENT!ZIONE POLEUICA OUESTIONJ\810 COL.NE ICO E' lecito, oggi, in Italia.. essere filo-giludei? La domanda sembra assurda; come\ chiedere se le cito essere spie, disertori. traditori, No; non lecito; non c' .a fare molti discorsi per provarlo; e neppure neces sario riferirsi aNe leggi v..;enti. Eppure, il P
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bey: di Brazz. Al temPo di Brazz si faceva l'Italia. ma quello dava mano a costituire un impez:o africano per la fronc1;a. Gli volete torto? Noi rio; gli diede torto la Francia. quando alla sua vedova tent di rifiu tare la concessione d.'una rivendita di tabacchi: Non le poteva bastare Ia soddisfazione di eggere sulle c;arte del_ l'Africa franeSe il nome di B11azzaville? Credo che la po vera donna sia poi morta in miseria; ma. tant': Savor gncmi di Brazz aveva avuto l'i01lore di servire la Francia. Ana'logo, se pur meno illustre .. dev'essere stato il caso d.i Messedaglia bey. Egli rese servigi eminenti agli Anglo Egiziairi nel Sudan: vale a dirE! contribui, le sue forze, a consolidare la porta orientale del carcere nel qua le veniva 'rinchiusa 11talia, sua patria; e s' ac${uist il ti tolo di bey. L 1talietta di ieri l'altro restava a bocca aperta davanti a questi feqomeni; il Messed,aglia biografo non allieta forse :a suo scritto apologetip) con una fotogra fia del Messedagtia bey in fez e decorazioni' cinglo-egi Uane? Si detto che il bey rest! in Italia solo due anni; poi rese la sua bell'aDima a Dio. Con questi superbi esem pi in famiglia, come vdlete che i Messed.aglia poss.:rno avere un'idea precisa di quel che significa attaccamento alla terra, in.teresse per la sorte del proprio po polo, 18$Clusivo amore per la patria? Se ,il Messedaglia de stinato ci: :hlventare bey fosse andato uns po' pi in l del Cairo, verso la Palestina, e vi avesse. trovato un tornacon to, forse la dignit di rabbin;o non gli sarebbe mancata: e il berrettino gludaico avrebbe preso i!l posto, sulla sua. predestinata fronte. del fez egizilano. Comunque, che ha da spartire costui con l'Italia, col dramma dell'Italia, che faticosamente si faceva? Di Messedaglia in Messedaglia, eccoci al giudeofllo. Egli pensa, malgrado il suo laticlavio, che se si ser.vito l'interesse. inglese in Egi'tto si pu anche servire l'interes se ebraico in Italia. Ma questa servizio appare oggi assai meno lgittimo di quello., Quello -a voler essere severi -pu definirsi! djserzione (e lo abbiamo detto, a suo tempo, a proposito di! Bra:zz: innocente diserzione, ma diserzio ne da un compito naz:iottlale di enonne portata!); questo tradimento. Perch tradimento? Gli ebrei -e non SC:,ltanto per lEt _leggi clie li separano ormai,
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perdere, assiinilandosi, la loro ebrai cit; considerano, anzi. l'assimj1la zine "annientamento"; l'Italia non li vuole fra i suoi soldati; le leggi consacrano q ,uesto; e si pu essere ancora filo-giudei? Perclt fiqo-giudei? Qual' la sor te che stata riservata agli ebrei, in Italia. e sulla quale un senatore del Regno puo lacrimare? I giudei vivo no, commerciano, prosperano. mormorano, mcilignano, non vanno alla guerra, violano le leggi, si infischia no del servizio del lavoro. tramano contro l'Italia. pregano per l'lnehilterrci fanno le spie, i disfattisti, gli allarmisti, i calUin!latori, i trafficaton di valuta e di oggetti preziosi. minacciano, insid,iano, congiurano. Gli ebrei fanno tutto questo e ana -nessuno di essi passak> ai plotone
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RAZZISMO ED La nostra rivista stata spesso accusata di materialismo per il semplice fatto di avere pubblicato articoli favorevoli all a teoria dell'evoluz ione. E poich la maggior parte dei p rofani fa una grande confusione tra evoluzionismo posi t i vismo materialismo ecc., c' stato perfino chi ha voluto dire che la nostra rivista ha sostenuto delle teorie sorpassate dal punto di v ista scientifico E molto strano pensare come alcuni errori siano univer salmente d i ffusi e accettati dalla maggioranza del pubbli c o c o m e delle verit provate< Cos cpita spesso di sentire ripetere da coloro che non hanno compiuto studi biolo g ici che la teoria dell'evoluzione sorpassata. Tutti quelli che hanno invece compiuto tali studi potrebbero provare come e ssa sia ancora oggi vitale e come anzi riceva sem pre nuova l i n f c dalle cont inue scoperte della scienza. Sa r ebbe troppo lungo indagare le ragioni di questo stato di co s e ma, in genere, si tratta di banale ignoranza, perch anc h e tra persone colte in Italia domina un generale disin. t e res s e per quanto riguarda le scienze naturali. Aggiungiamo ancora che l'avve.rsit alla teoria dell'evo luzione aumentata da una serie di pregiudizi religiosi La maggior parte' delle persone crede difatti che sia im p o s sibile conciliare tale teoria cori la religione . Anche in ques to caso si tratta di ignoranza perch non si conosce il vero atteggiamento che ha negli ultimi tempi la C h iesa Cattolica di fronte all'evoluzionismo. Chi indagasse un poco lo stato attuale delle cose po trebbe accorgersi come sriano veramente gli antievoluzioni sti ad essere delle persone superate. dal tempo e non gi gli evoluzionisti Molto interessanti ci paiono quindi gli s critti del gesuita V Marcozz r sull 'origine dell'uomo, scritti che, per l'autorit dello studioso e per il fatto di essere s tati ri prodotti sull' Oss ervator8J Romano, acquistano uri carattere quasi ufficiale Il Padre Marcozzi stabilendo quella che deve essere la posizione ogni cattolico nei riguardi dell'evoluzionismo, dice testualmente queste parole: ... Se qualcuno pensasse pi soddisfacente alla mentalit che il. Creatore, per formare il corpo del primo uomo, abbia utilizzato una materia gi organizzata e a noi morfologicamente pi vi cina, come sarebbe un antropoide, che Egli ha alquanto t rasformato nell'atto dell'infusione dell'anima spirituale, non si vede che cosa si potrebbe obiettare sotto l'aspetto teologico La Chiesa non s i mai pronunciata, n diretta mente i ndirettameP.le sullo stato della materia, che! se condo la Genesi ha servito a formare il corpo umano. Difatti. sempre secondo il Padre Marcozzi la dottrina cattolica non proibisce l'evoluzionismo teistico, quanto ai viventi inferiori all 'uomo. Riguardo all'uomo, di fede la creazione immediata dell'anima, e si deve tenere uno spe ciale intervent o di Dio anche per la formazione del corpo. In che cosa consista questo speciale intervento non de terminato Come si vede da quanto sopra non c nessuna diffi colt a conciliare l'evoluz ionismo con! la fede cattolica, pur che si abbi a un po' di senso di comprensione da una parte e dall'altra. Coloro che negano l'evoluzionismo soltar1to per mo tivi spi rituali finiscono con l'esserepi realisti del 6 re, prendendo una pos121one che .rmtiquata a quella der moderni studiosi cattolici Le differenze psicologiche esistenti tra le divers'e rozze umrme sono evidentemetite il risultato dell'evoluzione. Questa affe.rmazione non in contrasto con il fatto che l'anima una creazione immed:rta di Di Ci spieghere mo con un esempio banale. Consideri'amo un buon suona tore di violino Per essere un buon suonatore di violino occorre innanzitutto avere un orgrmo dell'udito particolar mente sensibile per potere distinguere i vari suoni, poi un particolare sviluppo di qUella zona della corteccia cere brale dove le sensazioni JllUsicali vengono ricevute ed ela borate, e poi uno sviluppo perfetto dei centri motori dei nervi che debbono fare muovere le mani e le b,racia, ed. altre qualit rmcora. Se una sola di queste qualit fisi che mancasse quell'individo non potrebbe mai essere un buon suonatore di violino. Si vede quindi come la musica lit che in genere considerata come .un'unica qualit spirituale, in realt il risultato di un insieme di fattori ma-: teriali che possonOI essere facilmente esaminati. Quindi il fatto di avere tendenza alla musica non una qualit dell'arrima, come oomunemnte si crede, ma l'espressione di

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EVOLUZIONISMO diverse qualit psichiche che harmo una base fisica. Questo spiegd come esistono dei casi di ereditariet in famiglie di musicisti Difatti questo carattere psichico ripo sa su un substrato fisico che sottoposto alle leggi che dominano l'ereditariet di tut i viventi, animali e piante. Per quanto abbiamo ricordatq si deduce che, pure es. sendo le anime di tutti gli uomini uguali innanzi a Dio, le loro qualit psichiche possono er(orm.el1lerite differire, tanto per quanto riguarda gli individui che per le razze. Le qualit fisiche delle diverse razze sono ereditarie e, dal punto di vista religioso non crediamo che si possa obbiet tare nulla a questa affermazione. Difatti, quando si sostiene che gli uomini di razza diversa hanno differenti qualit psichiche, non si vuole sostenere che essi abbiano anime originariamente diverse. Queste, difatti, pure essendo tutte uguali, hanno dei mezzi materiali diversi per potersi esprimere. Cos, pure ammettendo dal punto di vista religioso che un uomo intelligente un uomo idiota abbiano la stessa anima. nessuno potr mai sostenere che le qualit psicologiche dell'uno siano uguali a quelle dell'altro. Ci sembra quindi molto opportuno, parlando di differenze razZiali, di evi tar e i termini di differenze spirituali e animi che e di restare invece fedeli a quelle di differenze psi chi che e di lasciare ai teologi lo studio dell'anima per limi torci a quello della psiche. Non bisogna tuttavia credere che il concetto di anima di un popolo b di anima di una razza sia comipletarnente sba gliato. Quest'an;ma razziale per il risultato di una nostra astrazione e sta realmen.le ad. indicare quell'insie me di qualit che sono comuni a tutti gli individui di quella determinata razza. La. razza dell'anima cos intesa dunque una sintesi di qualit che sono sottoposte alle stesse leggi che ,regolano it mondo. fisico. Il lettore, che pazientemente ci ha seguito fino a questo punto, potr ora comprendere come le varie razze si pos sano evolvere dal punto di vista psichico. Non bisogna per confondere con evoluzione psichica quello che. il risultato immediato delle condizioni di ambiente. Perch si possa parlare vera e propria evoluzione psichica necessario che si produca una variazione che interessi il germe: in altri termini che sia.ereditaria. Il meccanismo di queste variazioni, cos profonde da interessare anche le celule germinali, ci oggi quasi del tutto sconosciuto. Per il momento, si dimostrata che soltanto l'azione dei raggi Rongten produce un simile genere di variazioni. L'evoluzione psichica delle varie razze avviene dunque indipendentemente dalla volont dell'uomo. L'educazionE< interessa soltanto quella parte superficiale della psiche che sottoposta all'azione dell'ambiente, come l'educazione fisica pu fare, sviluppare i muscoli senza perci che questo sviluppo possa diventare ereditario. Queste constatazioni potrebbero portare ad una forma di scetticismo .nei riguardi delle possibilit di miglioramento razziale, che ci parE:\ ingiustificato, perch, in primo luogo, il campo in cui pu svolgere la sua aziont:1l'educa zione, pure essendo l'mitato, sempre amplissimo. In se condo luogo, per quanto il meccanismo con cui avvengono le mutazioni ci sia ancora in gran parte sconosciuto logico ammettere che esso dipenda dalle variazioni delle condizioni ambientali,, e che quindi, variando queste, l'uomo possa inconsapevolmente finire con l'influire sulle stesse qualit ereditarie. Infine esiste sempre la grande possibilit della selezione. Se praticamente impossibile creare nuove qualit psichiche ereditarie, invece abbastanza facile favorire la riproduzione degli individui che siano meglio dotati di quel le qualit che ci interessa fare prevale.re. Un evoluzionismo bene inteso costituisce dunque una delle basi fondamentali del razzismo. Come abbiamo visto esso non pu turbare i serHimenti = religiosi di chicchessia, dato che il pensiero della Chiesa ormai molto chiaro a questo riguardo. L'evoluzionismo ha per il razzismo una grande importanza, non solo perch serve a spiega;rci l'origine dell'uomq e della sua differenziazione in varie razze, .ma anche per1 ch ci permette di affrontare vari problemi pratici che al trimenti sembrerebbero irresolubili GUIDO LANJ?.M 7

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(Cont inuazio ne dai n11mero preced ente) B isogna ora avvertire che le idee del Kret s chmer, cos acu te sull'antica unit linguistica mediterranea , sono attual m e nte abbastanza povere d influenza sulle argomentazioni l i nguistico-razziali che di continuo si leggono in Italia e oltr'alpe; di solito, quasi tutti parlano come se si dov.esse o p porre netta mente non che l'etrusco e il iemnio, il gruppo dei linguaggi med it erranei corrispondenti a lle et m r noica e micenea, al gruppo <. ario o Arii da una parte non arii pelasg ici dall altra. Un lievissimo s drucciolone ed ecco bell'e creato il mito fra i popoli di lingua e! i popoli di lingua tirreni ca o pelasgica come antiarii! E' logico e necessario, avendo posti come si fatto or ora i termini del problema, fermare la n0stfa attenzione su quel do m : nio linguistico preario che avrebbe occupato tutta la zona del Mediterraneo prima della vep.uta de i popoli i.nd_ oeropei propriamente detti : prima che gli Ellerli invadessero la penisola g r eca, prima -che la costa occidentale dei Balcani fosse tenuta dagli lllirici imparentati ai nostri V eneti, prima che in Italia venissero quei popoli di lingua indoeuropea che appartenevano ai gruppi veneto-adriatico (compresi i Piceni), osco-umbro e latino-siculo. In che senso preciso quelolo strato linguistio era preario? Non si pu negare che la maggioranza assoluta dei linguisti continui, a tratt are come ariane le sole lingue sorelle de'l sanscrito e del persiano, del latino e del tokarico, e la ipotetica lingua indO europea loro antecedente immediata, senza risali .re ad antece denti pi remote Come se la madre -della lingua madre del .scr:ro non appartenesse anch essa alla famiglia ariana! E cos la madre della madre della madre. Nemmeno si pu negare che t a luni razzisti, come quelli della tendenza tricotomica e teo sofeggiante, sfrutt no le equiwoche classificazioni linguistiche di non ariant applicate ai linguaggi tirrenici, minoici, pelasgi ci in generale, per porre in una luce infausta le antichissime po polazioni mediterranee che al mondo grande luce di ci vilt, e da cui le civilt semitiche, a saper guardare, ricevettero ben pi di quanto donassero Ma una domanda s'impone su tutte: Italia e Grecia dunque sarebbero state, prima delle invasioni; or ora dette, cio ancora un po' dopo il 2000 a C., compattamente abitate da popoli di MZza non-ariana? Ognuno comprende, ormai dove va a parare Elmo etrusco in bronzo con ornati in argeno da Todi.sec. JV a. C. il nostro ragionamento: ad additare ambagi l'abisso che pian piano s i venuto aprendo (nonostante Jo sforzo meritorio di alcuni pochi lingu i'Sti acutissimi) fra il concetto eli lingue ariane e il concetto di razze Par probabile che l'ondata indoeuropea f (di 'lingua ropea in senso stretto) meno recente (quella latino-sicula) sia anteriore, contrariaretite agli argomenti di talun f scrittori, all' appa rizione della Civilt del Broni:o in Italia; ma cosl dsa non risale oltre gl'inizi dd secondo millennio : non inai prima dd 2.000 a C. Del resto, come si sa, intorno:al 2000 a. C calcolando con una certa latitudine si : r(>ngono anche le indoeuropee dell'Ellade e dell'India e della Persi'!-. On a pu se rendre compte ... en passant de l'tude des mots celle des choses qu' ils signlfient, de-l'tat de commun aux indo.europens. Il correspond assez eXactement celui-.que l'archologie pihistorique nous fait' EuropeJ: la : fin de l'age de la pierre polie ; c est--dire, eo chi f fre vrs. l'an 3000 avant notr re. Nous pouvons meme a.ffirmer que la com : miJllaut indoeuropenne subsistait encore durnt la p. riode de l're des mtaux. Le meme mot, en dsigne .Je mtal dans tootes les di f frentes larigues, depuis le yas ail latin aes. Quant aux diffrents mtaux ; chaqu'e langue le$ nom me sa faon. La communaut indo-europenre n a don t connu qu un seui mtal, le premier qui ait t employ: le cuivre C'est par suite, au cours de l'gede cuivre que dut se disloquer l'empire mclo-europer. Il n est pas invraisemblable de rattacher cet vne ment au bouleversement conorriique et que ne put quer de provoquer dans le monde la d_cquvert du mtal, nouveau moyen action et "'louvelle source de richesse Or !es rcholog\Ies datent gnralement l'age de cuivre des annes 2500 2000 avant notre re ... ; Elle (i' arc!Je()logia preiJtorica) nous .rvl e tamment, au cours de l'age du c est--dire de la seconde moiti du t.roisime millnaire avant notre re, un mouvemei:it vers l'Est, trs nettement prorfonc, ds po.f>Ulation s europennes, de puis les ctes franalses de "I'Ocan jusqu' la moyenne vaHe du Danube. C'est ce mouvement que nous rattachons l'or1gine des migrations qui amenrent jusque dans l'lode! diffrents groupes de tribus issus de la communaut europenne primitive. (Al: bert Grenie r) : Supponiamo che l'andata degli Im:loeuropei in In dia rimonti al 210'0 a . C.; essa si collga cronologicamente con la

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avanzata delle trib brachicefa-le dell'odierna Francia da Ovest .rerso Est, e con un rimescolio europeo generale; in Italia gLi in doeuropei (cio sempre, i popoli di lingua indoeuropea in sensO s t retto) vengono un po' dopo-mettiamo nel 1800ma il nesso degli eventi sempre ) L indagine linguisti c a ha fissa _to l'area di _guell'Impe -pei e atlantomediterranei, con: prevalenza dei flici e nordici E' dunque evidente che, per non cadere nell'assurdo in sede razziale il nome di arltmo non pu essere dato che a razze strette parenti della nordica e della flica Secondo una teoria che abbiamo esposta altrove e che a noi pare oltremodo probabile basata sUlle indagini craniche del Wei anche gli alpin; (brachicefali) sarebbero razzialmente fratel! i dei dolicocefali nordico-mediterranei : trattandosi di tutte ram i fioizioni de.hl.a primitiva unit crmagnoide. E in questo senso orientata la prassi ufficiale sia nazista sia fascista, che riconosce ariii.ni tutti i bianchi eurpidi, compr6i gli alpini, ed esdude invece le razze davvero extraeuropee Ma anche a non voler ac cettare questa teoria, il miqimo che si possa fare di riconoscere )a. evidentissima parentela fra nordici e mediterranei ; negarla sa rebbe come negare la luce del sole. E poich chiara anche la pa rentela fra i nordic i e i piu rozzi flici, e que\la fra i mediterranei e i pI atlantomediterranei, viene a disegnarsi un quadrilatero mediterraneo -atlantomediterraneo-nordico-flico, a cui non pu non ro in Europa Centrale ; le Civilt d _ei -" muli {furingi) e cli"J\'tf nefitz (Boeffia) ne sarebbero dunqe gli esempi pi recenti Secondo la scuola di Camille Jullian, gli ariani della Civilt dei Tumuli : sono gli avi de ; Celti ; e quelli di Aunetitz gii -avi degli ltalici Ora, l'esame dei cranii In alto: piHura della tomba etrusca del Setfecamini a Orvieto, rappresentante una scena di baftcheHo sec. IV a. C.: in basso: urna etrusca rappresentante ul)ll scena di banchetto, da Chiusi sec. V a. C. e delle ossa nei s epolcreti dimostra che quelli in Aunetitz erano di tipo nord;co o flico per il 50% (dolicocefali di alta statura) e per l'altro 50% o di tipo medi terraneo ( dolicefali di minor statura). o anche bi:achicefli e tipi misti. Quelli dei Tumuli presentavano le f(lesco lanze, ma con una percenruale maggiore di dolicocefali d'alta statura; questi er.no maggioranza netta, ma s intende che non erano tutti di tipo nordico, bens in gran parte di tipo flico. Tutto sommato nl popolo ariano che parlava la lingua ma dre delle varie lingue ipdoeuropee sto ricamente conosciute la maggioranz? era di doliccefali; questi poi si suddi v i devano in flici nordici

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Vaso di di Chiusi; tra le varie figure, mitico di F erseo' che sta per troncare il capo della Medusa (sec. VI a. C.). spettare il nome di ariano. In formula breve: se ariani non fossero tutti gli eurpidi, come noi pensiamo, lo sarebbero per lo meno tutti i dolicocefali, biondi e bruni, nordicomediterranei. In termini razzial, dunque, domandc: strandone sotarmente, contro il Ribezzo e molti altri,. il carattere ariano. Ossia: la lingua indoeuropea propriarii: ente detta pt venir a differire per un su sviluppcr ,' indipendente, ma chiara la parentela, chiara una origine comune Prima ancra dell' Et &I Bronzo, i portatori della nostia Civilt Neoiitica erano ri piii n meno che i M cioi: rui-iana dr razza, e di linguaggio indoeuropeo >'T in senso stret;to (questi sono, al tempo' della fioritura viHanoviana, i primi stan ziamenti di indoeuropei adriatici); la cultura villanoviana: un ramo di culrura ligure, per noi, e quindi ariana; la cultura di Golasecca : ligilre, e quindi ariana La Civilt Etrusca doveva fiorire in questo dima, cio -a dispetto della sua lingua orgogliosamente isolata e tenacemente conservata in un ambiente pienamente ariano. ta floridissima Civilt del Bronzo italiana espressione dei Med.itrrapei dolicocefali di cui s' detto -, mentre d innsto, alle successive Civilt def Ferro; prosegue senza s-ol11zione di contJinuit la prececJ.ente civilt eneolitica nostra .,* Occorre qui un sulla distinzione, fra varie ondate di Aria nordici ed Arioatlantici, o di Nordico-atlanAici e Sud-atlantici oggi correntissima nella pubblicistica italiana. Una simile distinzione si

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connette alle poetiche e suggestive teorie del Wirth, che ha cre -duto i poter tracdare con mano sicura la pre.isto rica storia di una Raiza Prenordic;a, madre remotissima della Nordica, risalendo fino e molto pna del 16.000 a. C., fino ad un'epoca in cui i Prenordi Ci non onoscevano ancora l'inverno (nel 16.000 conoscevano il solstizio d'inverno, col locandolo nel segno del Leone), ed accom pagnando i Prenordici in tutte le loro peregrinazioni, da una sede ipePborea (l'estrema America Settentrionale e zone della Groenlandia oggi scomparse)' sino ad infiniti luoghi d Europa, d'Asia .d'Oceania, e d'Africa Settentrionale, passando per l'America dei Sud e per l'Atlantide. L'Evola, nel suo Mito del Sangue ha pub blicato le cartine deBe peregrinazioni supposte (molto audacemen : te) dal Wirth. Sopravvenuto per lo spostam..:nto dell'Asse Terre stre, il completamento della Ter.ra :6oreale (Ma-uru), i Prenordici avrebbero trasportato nell'Atlantide il loro centro principa:le. Di l sarebbero in contatto con l'Europa; e la Razza (d1remmo La razza, piuttosto che /:e razze) di Cromagnon e di Aurignac sarebbe derivazione, allora formatasi, deHa Prenordica (con qualche mescolanza finnico-asiatica o neg reide). Prima ondata, dunque, di Prenordici in Europa, i Crma.gnon nelrEt del Paleolitico ir ra diantisi lungo il Danubio fino al Mar Nero. Una seconda ondata, pi recente comincia dalla Spagna e percorre il Mediterraneo : Ba:leari, Sardegna, Malta, Creta, Troia; Palestina filistea, ecc: La terza ondata compiuta dai Sud-atlantici cio dalla variet pi merid i onale' dei Prenordici quella che qualcuno chi a ma degli Arioc atlantici -:segue l'itinerario Catena dell' Atlante-Libi-Egitto, dando luogo alle prime dinastie faraoniche -(e poi : Golfo Pers i co foce del Ti gri e zona sll!llerica, Cina, t e rre maori dell'Ocean ia ) Tutte queste tre ondate formerebbero il primo ciclo della Civilt NordicoAtlantica (Et della Pietra). Il secondo cicl o (Et del Bronzo) comprende una sola ondata, la quarta, quella dei Thuata, sboc cata in Irlanda e in parte spintasi fino al continente europeo fon dando un centro in terre poi corrose dal mare (Pol.rete) in zona frisiosassone. Da queste teorie, si pu dedurre il principio che i discendenti della Razza Prenordica (cio i non negr e idi e non finnicasiatici) andrebbero studiati con molta cautela poich apparenti differenze razziali andrebbero connesse a semplice differenza di ondate. E le antichissime civilt delle Baleari, deHa Sardegna, di Malta e di Creta sarebbero espressioni della seconda ondata ariana. Non difficile, naturalmente, connettere g!i Etruschi come qual cuno ha fattoa quest a seconda ondata ariana, laddove gli lodo europei 'dell'Impero dell'Europa Centrale si, connetterebbero alla prima ondata, d i ffusasi nella zona danubiana fino al Mar Nero. VJa notato che le rune sarebbero, secondo il Wirth, le pi recenti forme petinenti aJla quarta ondata di scrittura sacra linea.re nordica, detivanti in linea retta
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. Un angolo piHoresco di Rodi. E'\ chiaro che, rapporti fra. lia, e vi veruna ragione perItaliani e membri di altre ch debbano godere di diverso tratrazze, non vi pu essere una tamento gli Ebrei del poss.mimento. formula unica, applicabile a per i Turchi il problema non tutti i casi possibili: si va dal caso sensibile, dato il loro. numero assai estremo dei rapporti fra Italiani e scarso. Ma le cose sono ben diverse Negri all'altro estremo dei rapporti per i Grei. fra Italiani ed altri Europei di na-, Questi rappresentano la massa del-zioni indipendenti la popolazion'e del possedimento (olUn posto a pa,rfu e un problema tre centomila su circa centoventimispecialmente complesso e delicato la) e il proble:rp.a dei Greci viene reso quello dei rapporti tra Italiani e pi importante r icordando che ora sudditi Europei; problema. che si al Dodecanneso sono aggregat'e le Ci p r esenta in modo particolare nelcladi e Samo, con circa 200 mila ahil'Egeo, dove gli Italiani si trovano tanti Greci. Nel Dodecanneso gente a contatto con tre popolazioni diver_ di razza Italiana si trova a perpetuo se, Turchi, Greci, Ebrei. J;>er questi contatto con i Greci. ult i mi il problema bello e risolto: Ora quali sono le prospettive per il gli Ebrei sono stati tlsclusi e sagrefuturo, quando due diverse Sl gati dalla comunit-nazionale in Ita.. trovano a convivere sullo stesso ter12 ttadin1 e! ritoriot Le prospettive sono: assai diver&'a a seconda che si' tratti' di razze a civilt di gradi e tipo affini . Il primo caso semplicissimo: conviene tenere distinte le due razze 1o si pu senza grave difficblt: intuitivo che trib nlagre in p<>ssan vivere a fianco dei bianchi, restandoile netti!Jllente Separate, senza che ci debba dar luogo a risentimenti, offtese, odio di razza; Altrettanto pu di'si per i casi, nei qqali, pu-r avendosi civilt di livello non molto differente; queste diffriscono molto per tipo, per es. q1uindo le razze a contatto difftariscono fra loro pe1 la religione, come cristiani e musulmani. In tali casi la separazione per pi desiderata da ambedue 'le parti e non viene ralmnte considerata come implican te una :ietta di una n spetto all'altra. razza. Quando due razze non molto di verse vivano ambedu'a completamente all'ombra stessa bandiera, sarebbe, in' teoria, possibile tenede separate anche se di grado e tipo di civilt non molto diversi, prese:Qtan do la separazione c bme un mezzo pr conservare ad entrambe la propria individualit, senza che ci implichi un sottiniJeso di inferiorit di, una razza verso l'altra e senza che questo porti _quindi al qesldrio di una par, te di separarsi dall'altra . In pratica a questo non si arriva: cos in Albania,. dove qli1ast sistema trovare applicazione, abbiamo pre-. ferito, e secol)do a ragione, ricor. rere a un altro: le due nazionalit sono tenute distinte, ma non vi nrassun provvedimento per impedire la. fusione tra r singoli. Il problema raggiunge il massimo della delicatezza quando una razza dominatrice si trova ad avere [ n sudditanza frazione di un'altra razza, la maggior parte della quale sia costi tuita in nazione indipendente. Si pos. sono concepire scopi: la snazio nalizzazione pacifica e forzata della frazione di nazion suddita e sua as-similazione alla razza dominatrice; l'emigraz!on'a della frazione di nazione suddita fuor dai confini; il per-. petuare indefinitamente la separa zione. Ora chiaro che quest'ultima via, che plar ragioni pratiche pu essere la pi desiderabile, _pu essere

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; udditi nel Dodecanneso conseguita con tanta maggiore faci liti quanto maggiore la differenza culturale tra le razze e quanto pi si conserva la differenza fra le due razze stesse. Il colmare il dislivello culturale fra dominatori e dominati -fa sorge_ -' due contemporan'rn e -Ma la prassi indicherebbe invece che la via presc.'
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X l Gilldaismo, il quale {Jit o meno per interposta persona o mez za pf!rsona, ti ene sotto contro ll o parecchie chiat ; i dell'editoria ( e .:he oggi p e r mezzo d; alti agent 'va lanciando tr,t i pa v i d i scl'ittori l' a ssicurazione gi s i st'a organ izzand o per il .!o poguerra qu esta e que ll a nt/O"t' a impresa edi t oriale con ditta daica ) tJrosegu e n e ll o.rten/ are dhmanzi al g r egge della Su perse/la crtlttir t tl e il .renso di tranqui ll a certezza di s che esso nutrireb b e neL s uo a nim o quant o all tt1!tJ enire; nel quale irf suo pr edo miltio -esso f'ensa -sar tJast o e confortante .come non mai. Pero, sotto i' o"ll acotante simrezza di s, che meglio affiora uei momenti i n mi l e t J icende possono dare a sper a r e che /.'Ass e perda la guerra, tra. .rpare anche un disagio ed rm malessere. E' vero pensa il Giudaismo che le m'e radici s ono profonde; t Jero che io h o dall a mia p a rte tutta l'am111i,:azione de.l ceti cttlturali. tutte l e lor o omerta ed il seg; eto ossequio; vero che l al/.o, il medio, il basso clero mi prot egge con jl pit commm'e11le pieti smo (certe persone di aone j i o ffendono di pit se g li toccate un e breo che non .re g l i ioccaste un vese-ovo; e 11on vengo no esaltat; i Fo, i Le vi Civita e cos t ia, da certe accadem i e ecclesiastche ?). Tutto ci,_: ve ro: eppure... Eppure Israele, tentacolarmente onn.ipresente an c he do ve meno .ri potrebbe sosp ettare sente qualch e v olta il timore di poter dere [ 4 partita anch in ltaha ; nel paese, cio do ve il suo pote rt s i __ e r a pit che altrove tanto piu efficiente quanto pi ocmllo. Esso teme soprattutto, di perdere l a partita nel mondo pi intimo del suo regno il r eg no delle anime. Egli pensa : il denaro un prezioso elemento materiale ; ma esso, per quanto ve nga tenuto itretto, pu un giorno o l'altro 1 1 en i rm i r a pit o da un fascio d; decreti e da una oculata serie di prati c he provtA;denze ed applicazioni. Questo pu6 avvenire ed avverr -certa1i1imte se mi saranno : sottratte le anime ; cio, se le coscien ze, s e le intelligenze oggi ancora tanto ipnotizzate dal mi p otere, dalle mie armi spirituali_, dal mio influsso ideologico di.rgregatore, mi sfuggiranno. Il compito pir gravoso per conservare il mio potere quello ,di mantenere il mio domin'o nel campo dei pensiero dell a c ultura. * ./l pericolo della perdita del potere sulle anime sta sostanzial mente, per il Gittdaismo, ne/ fatto (evidente a chi guardi oltre e al disopra della superfJcie) per cui l 'a n i ma italiana sta prendend o f' riprendendo profo11da coscienza di s medesima delia Sila con naturata chiarezza di idee, della 'iolidit dei suo i p r incipi della ptopria basilare organicit strutturale quadrata dell a s11a essen zia/e romanitri.. Que.rta presa di cosclienza oggi in camminc dentro una titanrca lotta pet soverchiare le tenacissime reti deL' su p e rficialismo, dello sceJtigheggiamento, del dis persionismo cb e la m/tura giudailca e giudaizzante ha saputo manovrare ed. esten dere sulla mentalit italiana Il nemico cio Giudaismo costituito da q11e sto fatto: che gli italiani colti, abbiano ; idee chiare nette precise organiche. Qual' il migliore antidoto contro questo pericolo? i! migliore antidoto contro la 11i presa italiana quello di drf jondere la pi ampia quantit di lettut'e vaganti, superficdalizzanti inebbriqnti, sottilmente praavoli, a p pariscentemenle p"ofonde, e realmente d i lettantesche Per questo, il Giudaismo mobiliia tutlt: le su e risorse ed approfitta d; tu/le le debolezze. A parte qu ella rhe l'influenza editoriale del giornalJsmo nel campo delia 11?>1'r a ti va per la esalta2Jiont1 di tutti gli erotismi e dr tutie le perver o sconvolgimenti morali o.rserviamo una cosa. nel settore piri direi/amen/e att.; nente aiJ: intelugenza, e cio nel settore della

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smola ed in quello Jelie scienze morali, im pemiate nella jilo wfia. Una dlagnos; tecnica in questi camfo, esigerebbe una am plissima trattazrone. Ma riassumiamone alcuni capisaldi. N el recente movimento didattico de/La o la cos detta de/La lettura noi dietro le quinte l'abilissimo gtoco nell'interesse superficializzatore del GiJ1da.'smo. Quando ci si dice e Si pro pugna che studiare equivalente a legger e e niente altro che a leggere, e si muove sistematicamente una accanita guerra af finch tutta la smola si ttiduca a un se m pii ce gioco di c asuali lettme; qttando nella elaborazione dei testi per le smole si mllot ; e g11erra alla frec:rsazione organ.'ra dei principi fondamentali, delle basi di Otli entamento, delle sintesr : organiche e chiarificatrici, e si affida la formazione mentale dello scolaro ad una sequela dt letture antologiche, con ci si fa i net > itabilmente -sa pendolo o non .rapendo/o il gioco del Giudaismo ; perch da quel me todo vengono fuori delle menti caot.'che, se11za chiarezza senza orienta mento, senza fondamenti; viene fuor; un a cultura tutta nebu!osd e superficiale, fuori il caos mentale e si muove paiso passo aHa distruzione di quella ossatura sostanziale dei pere e della cultura, formatasi, accresciutasi e tramandataci, da quasi orma: trenta secoli di storia dehla civi lt europea. Il crite11;o della lettura come direttiva qpitale dell'insegna mento, mira dirit'to alla distmzione d; ogni valore e di ogni ce tezza della nostra grande tradizjone. Questa distmz .. one la pi alta meta cb e il Giudaismo Si pro pone per rovinare la mentalit .:taliana e le sue basi. *** il processo di dissolv.'mento de; quadri mentali che v_ia sr aa andato e si ZJa in questi ultim.; anni poten ziand per rovinarci, si t ede particolarmente in un settore.: quello della filosofia, la quqle poi il pemio delle scienze morali. 11 movimeno etico, so riale, politico dell'epoca, nostra, che procede ad rma sempre maggiore cosc.'enza de; t alori collettivi, non .in quanto lit eliatori e com pressori della persona individua, ma al contrario, come potenzia .tori d;; essa, porta CQn un naturale cammino / a mente italiana a ricong.iungerJ.i con il pit profondo smso dellfl. radici operative della persona umana: e con ci porta ad una filosofia la quale stJ/!e orme' della nostra grande tradizion (di mi alti es ponenti sono .il Vico, il i\1azz1ni, il Gioberti e molti altri ancora), sa conciliare i termini-apparentemente opposti, se si voglia giocare m/le su perfrciali appariscenze, ma realmente corrispondentesi di coJcienza indit1idita e di solidarJet umana. Qui si presenta quanto abbiamo detto sopra: in questo cammi. 110 .1;Jifl quale la coscienza italiana sapr ritrovare s medesima ed m monizz_are una volta per tutte la vita politica e soc:d.e colla t Jitct m/tura/e, e l a prassi storica con la metodicit dello studio accade mic;o, il Giudaismo ha il suo mortale nem.1co. Quesia nuova co scienza fjlosof'!:a sar qrtella che detronizzer. per sempre il G'iu. daismo dalle altre sfere della in mi esso pm sempre po tentemente annidato nella petdurante operosit abiti mentali e sfasati. Ci .rpiega q11el cet'to affannarsi di q11esto e di quello organismo editoriale, per la diffusione (sotto il titolo di Idee 1111ove ) di scritk stranieri) e di smlfi, di loro affiliati italiani, L quali, c01; il lenocin i o d; rm dettato nitido e scorretole, di una amabde dia lettica e di una pane.nza d; Sflperiorit olimpica, abbiano ad ocm. pare gli ozi letterari della gente c.he ha bisogno di leggere, e cbc oggi t'.ichiede con part ; olare intensit letture le quali parlino ap punto, all'intelligenza e le diano la soddisfazione e la illusione della profondit. Que'ste letture filosofiche e cos dette morali. trovano la via aperta. su( teneno spemlat.lt JO, dalla moda dell'idea lismo filosofico; che pme a suo tempo aveva dato alla c11ltura ila Dana dei buofl!i fmtti, e che era riuscito con provvisoria efficacia (oggi non piti adeguata alle moltiplrcate esgenze della t.l;ta e al. l' amplramd,nto delle sfere degli interes si umam i e nazionalr), n La figU!I'a di Jame' s Roth schild, nel celebre quadro del Vernet, che rappresenta: Il giudeo errante" s/t'utturare la intelligenza Jtalrana di alcuni concetti. prnio, che fu rono capaci di servire di orientamento. Ecco, dunqtte qui nella filosofia, e nelle scienze morali, l'e/do rado ; del giuda1.rmo sotto la forma della lettura. I n una formula si fu6 dire che la melodica del Giudaismo vuoi essere oggi quest a: insta11rare i l predominio della mezza filosofia e il lo t tare a tutt o spiano affinch la mlt11ra nostra non raggiunga una filosofi; solid.1, piena ed intera. * Forse non male o alme11o non interamente male, che la nestra scuola, che la nostra cultura si 11'ovino sotto la pressiotu di un tale pericolo. Come la guerra stll piano stratef}ico militare costrin ge i p o poli ad rma strenua difesa e ad un a{J profondimem'o della coscienza delle pr-oprie energie e della propria vita storica cosi la guerra antig.'udatca sul terreno culturale ci costringer, e ci deve impegnare profondamente fin d 'ora, nell opera di immunizzazio tJe e di l/fesa. Questa o pera a vr il suo premio la sua rostanza. nel potenziare no.! stessi spiritualmente l dove si forma e si tra manda e .ri cf:!nsolida q11otidianamente la nostra potenza s pirit11ale. T al e l11o go la smola; e, nella scuola il settore pir impegnativo che quello della filosofJa pernro e centro delle scienze morali L'ampia lettltra l'ampia informaz i one, sar sempre, e sempre piii una dote rmiversalistica dell'ingegno italiano: va gu idata e orien :ata da idee ch.are, solide, sostanziali.. SIRO CONTRI

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PSICHE GIUD L'ebreo il principale colpevole della decadenza e della rovina della coscienza classica in Europa e nef mondo, durante gli ultimi due secoli A voler sintetizzare praticamente la psicologia, e quindv il sens9 morale della razza ebraica vivente, bi.sogna senz'altro -rifer{)rsi ad una concezione della vita e sempl-icemente mate Forse per la determinazione inesorabile d't componenN b;o[ogL che di bassa estrazione, come quelle che abbiamo esaminato, forse per il capricdio deUe fatalit storiche o politiche, la gente di Israele sembrata setnpre costi!tuzionalmente negata ai regni deUa nostra spri-tualit e, soprattutto, ad ogni senso epico della esistenza. Sotto 'l:aspetto bi10logico, il m.eticcilato orig:nario della stirpe ebrwica spiegaztone pi che sufficiente di una sua contonnazio ne psicologica in ant?.tetf.i iricolmabile con la nostra. Sotto l'aspetto stor&:o ci sarebbe da rilevare la repuls. I one ed il d is prez zo di cui, sotto ogn i religioso o poLitico, -.sociale o morale, sostanzialmente razziale, gli Ebrei furono oggetto, dopo la loro in ogni paese, in mez.zo ad ogni popolo, che, com e ebbe a dire Federico Nietzsche, per fatto che conobbero il guerdero soltanto come loro padrone, ebbero 11i sogno, nella loro religione, dell'ostilit co'ntro il nobi le, contro chi si d contro chi fiero, contTo la potenza, contro gli sta'tv dom.. inanti Qualunque fosse e qualunque sia la natura di questo contrasto, biologica 8ia storica sia dell'una e--dell'altra odgi.ne, noi dob biamo oggi constatare, senza ulteriori Jndu gi, anti_ tesi morale, psicologica, fra il pensiero e la tf;ftL ciale degli Ebrei e lo sme di vita degl i ArBa.ni. Ch Lnfatti in questo caso, che non si tratta soltanto i distinguere un sangue da un altro e d'i.mpedtr, conseguente mente, pericolosi ibddismf.; si tratta anche di riscattare e di ri susc\ita.re spirito d'i patria, d i -ideaW, di moralit, di eroisrno che esi.ste nel fond o comu ne del sangue arianJo e che tu l'a nima di tutta la nostra. pi. nobile sto da. E l'ebreo sempre sta to, per o per condanna, nemico cl-i questo sptrito. L'ebreo e il primo accusato della decaden z a cleUa rovina di una coscienza classica in Europa e nel mondo, duraJ}te ultimi due secoli XI X e XX. A base -dii-studiate ogni d i = di pe nsiero;=fu tatt'icct degli" Eoreit pOJ:re.. _in dubbio ogni! no$tra verit riconsciuta, ad abbassare ai che per nlli er a0j n alto, a e di eroismo, a malfamare ci che era E, sotkJ questa luce, non d'vfficile osse-rvare cmne e quanto l.,istinto giudaico, attraverso i vari Spinoza, i varii M.arx, i 'VarM Freud deUa razza, conducesse una offensiva tenace e cor-rooi: va ai prindp' della cL ariana, quale fu -rivelata a-b moderni dall' EUade om.i.ca, dalla Roma consolare e imperiale e dalla (li protetava Volfango Goethe _al suo tempp l'assalto finale deUa nente ebraica alla civilt ewopea-adana, quando diceva vhe lo scaltro popolo ebraico nulla ha da sperare finch regna l'ordine. Non solo un determinato ordine' storico, tna soprattutt l'ordime eterno di una coscienza e di una fede comurie a tutto un popolo, a i grandi popoli, ecco quello che l'ebreo non pu -soffrire da cui nulla ht;L da sperare. A questo stesso noi siama sempre stati_ invece stori>Camente por tati.. E che dilf'e dei tan11i cerebrali falsi che tempi cleUo sfacciato c_attedraticismo giudaico? Questo, ad esempio, che <;il cristianesimo parve trapassare dalla Palestina nel mondo iatino; ma di fatto l'intimo contenuto psicologico, ci che diviene rasse gnazione, preghiera, perdono era i n ; terno, era latino)), TenacoHe alessandrine, ra p presenfantl tipi di giudei.

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Quella di naturalizzare in qualche mOdo l'anima cristiana non sarebbe certamente, per se stessa, intenzione Ma, a tale scopo, servire d'i quelle fVgure pi paradossali ed esteriori del fenomeno, e patentare la nostra indole razzale di debolezze che dovrebbero perpetuare uno stato di sventura, non possiamo non andare con la men;te che al tipico e scottante saTcasmo della gente ebraica. SaTcasmo doppio perch doppia menzogna. Perch non af fdtw vero che quegli Italici cresciuti nel Lazio, quella gente che dal s'iw seno Te, consol0 duci e legionari chi solida tempra lino ai giorni diJ MaTio e di Giulio Cesare, facesse molta pra_ tica ai rassegnazione e dJi perdono gratuito, quando invece per essa erano sommii pri!ncilpi la santit del dovere, la maest della legge, l'ambizione del PTmato. 1Vla ancora pi subdola 1a sostanziazione dete:riore della dofJtri .na criJStiiana ad opera di ebrei, nella stessa formula cmenuta. Vale a dire che s i deve alla pi ostinata sof.isticheria g.i1laica l"attribuzione d i quegli inconfessabili istinti ebraici, deUa razza, consociati alla ed alla negazione dei valori classici ed eToici, all'insegnamento ed all pratica del cristian-esimo. Nel calcolo della saggezza ebraica infatti, la dottrina cristiana, sottc una fisionomia rinunoiatara e maldicente, sarebbe stata subito-" esposta a! discredito aell'Occidente. Come !oJUl'ebbe stato possilJile, secondo passate abitu (/in, confondere due atteggiamenti dello spirito sostanzialmente dd versi, quali sono i:l cristianesimo e il giudaismo (dato per pos si.b:Jle, una. volta tanto, ridurTe quest'ultimo a problema co_ scienza) quando il primo e trionfa sul terreno dell'azimw e di gnit morale, mentre il secondo ri posa uncamente su di una fa natica aspettazione e su peccaminose speranze? Quello dedito al culto dell'altruismo e delle conquiste questo eternamen te affaccendato a dalla sua antica legge l'orgogl'io della sua indiv idualU razziale e del suo preteso primato. Invece, sceverato dal gtudaistno, i l cristianesimo resta quella fe de umanissima la quale, oltTe l'am,ore, conosce e l'eroi_ smo e, specialmente da questo aspetto, sar sempre accessibile al nostro spiTito ariano. Al iil giiudaismo, che noi non poss,iamo concepire astrattamentedalla sua-matrioe che sempre e soL tanto la del sangue ebreo e dalla quale non pu separar se-ne sostanzialmente, rimane sempre, alla vista di ogni esperto -osservatme, quella tenacemente materialista della esistenza e dei suoi valori, ch nov detestiamo. nel mateTialismo da cui sorge ed a cui rtitorna che l'ideale sociaUsta di Karl Marx tradf.sce ,il tondo psi cologico f]eUa s-ua. razza, non meno di quanto avvenya n-el patriottismo tedesco e nell'apostolato operaio di Lassalle, dove la troppa dtsinvoltura e il feroce arrivismo ne accusano la reconditUJ insincerit. Col socali.smo di Lenin, col teoricismo di Trotzski, con l'umaniturismo di Bernstein siam-o ancora sul piano universaUsta del pi totale materialismo, sul p'iano di una cosci enza cosmopolita e ... plutocratica. siJ(llffl.(), per costituzionr naturale, contro questo materialismo, contro questo un antagonismo pi che mo mle, pi che i-deale, il quale, daU'nvvento del FasCismo ad oggi' si va sempre pi componendo in -Una fede attiva e intransigente. L'antigiudaJsmo fascista cio, ha., ormai le sue premesse 'T'isolu_ tamente razziali: per questo non P,U e non potr mai esaurirsi transigere o indulgere con Israele. FEUCE GRAZIANI TerracoHe alessandrine, rap. presentanti tipi di giudei. ISTINTO ANTIARIANO Wolfango Goethe scrisse: "Nulla ha da sperare Io scal tro ebreo finch regna l'ordine"

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. .:. Al m9ro del pianto DI Hg no dl giudeo 'r-M. : O L E l E PROPAGANDA L'articolo sul dolore giudaico, pubbiicato di recente in questa rL vista, ha, a quanto ci risulta, su scitato talune reazioni in pi d'un0 di quegli ambienti che, appellando si ai consueti principii di discrezio ne umana, di contemperamento culturalistico, oscillano in realt verso le sinuose combinazioni di un arianesimo giudaicizzato, o di un giudaismo arianizzat. Anzi precL sament tali reazioni confermano quanto si diceva nella prima parte di quel nostro articolo, sugli influs. si e i riflessi del fattore umanitario negli sviluppi delle ricerche razzia li, sulle deviazioui e sulle altera zio ni di piani determinate dall'inte r vento di quel fattore. Il metodo d e L la dialettica ebraica ed ebraicizzan te tanto pi attivo oggi nel tentar di isolare gli .sforzi che si stanno compiendo per una chiarificazione organica, in profondit, del fenome no giudaico. N ella Storia del giudaismo, che s i vi e ne pubblicando ne La difes a deUa Raz za, si sono gi date atr. i)e IS esemplificazioni del concetto li.e in formava l'articolo sul dolore; altre egualmente ampie saranno date in seguito, come comporteranno le succ'assioni cronologiche della zion. Si fa comunque di 1 ustrare, in un esame specifico, le figure di quei cosiddetti santi di Giuda in cui ha trovato pi tipica durante i secoli, il do lore della razza: la dimostrazione, si pu assicurare sar di singolare interesse. Ecco che, intanto, la cronaca-poli. ti ca offre un episodio vivamente in. dicativo ai fini di una nuova jmpli cita commisurazione di quel comune risolvente umanitario ch'a al cen tra della giudaica, che con diziona i modi della sua azione e d el la: sua funzione. Si di fronte a un aspetto peculiare di quella penbtra. zione alteratrice nel mondo della storia e della cultura sulla quale, ap. punto in queste ha richia mato ancora una volta l'attenzione, con la propria autorit, il Popolo d'Italia; aspetto, che JlSSUme significati parlicolari per lo speciale retroscena e per il gioco di rapporti creatosi di forze e cor renti diverse, nel quadro dell'attua. le. conflittO . Uno dei molti comitati anglo americani che agiscono negli Sta ti Uniti, con scopi tra politici, missionaristici e propagndistici, ha cura to un giro di recifu del dramma Cincinnato, del Paul Lvy. La notizia stata riportata con evi denza dalla (!tampa statunitense, attraverso le serie dei giornali. a tena. Uniformemente, i resocontisti, o gli adattatori dei comunicati, han no fatto perno sulla trama dtel dramma, sono risaliti da quella allo spirito dell'interpretazione cosiddetta storica: con una larghezza che palesa l'interferire di altri interessi. Il Lvy, se ben ricordiamo, era, fino a qualche anno fa, uno dei giornalisti pi autorevoli e pi di chiaratamente prfessrionali della Francia ante. Vichy; uno tra i rap-

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del GIUDAISMO presentanti di quel giornalismo di lusso che combatteva le .sue batta. glie tra le poltrone red:azionali e divani salotti: quadrivio d'incontro di alti funzionari di indu striali, di di letterati, d i uomini politici, ciascuno a sua voi ta rigidamente serrato nel di una 11 legata alle cristallizzazioni razionalistiche del l'anima francese, cio in un. ariifL cio di fondo ruotantta sul filo di tutte le possibili deviazioni. Fu nei primi mesi del 1939, poco prima dello scoppio della che il Lvy debut t quale .autore drammatico, preci samente con il Cilncinna to che ora ripreso dalla propaganda anglo-sas sone. li titolo originario, Rien qu'un komme (Cincinnato non era allora che il sottotitolo) per di. versi giorni sul cartellone .dell'An. toine; il successo di; pubblico fu: di screto, gli echi critici e polemici sin golarmente vivaci. Veniva infatti offerto, all'azione giudaismo frances, della politica e del giorna lismo, un soggetto di particolare aL trattiva, con un'interpretazione deL la romanit consentanea a taluni Colllaturati orientamenti d
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salire a uno stadio vitale qi fusione a un nucleo di unitariet spirituale. La pienezza della sintesi costante mentte lontana da queste scene; i sen_ si generai sono scambiati per. il lo_ ro esatto opposto, cio per il cosmo politismo culturaleggiante, pronto, in apparenza, a tutto intendere e a tutto smussare; e vorrebbiaro esse r e raggiunti attraverso l'isolamento di questo o quel particolare in s considerato e a sua volta deformato nel gioco di specchi del razionalismo empirico. in sostanza il dramma, che tenderebbe a essere squisitamente spirituale, s'imposta nel mero quadro del materiale. Che cosa son"Q sensi generali se non il rifles_ so di una contrazione che, nel mo_ mento stesso in cui cercherebbe di connettersi ai moti pi profondi del20 Rabbini in Sinagoga con i rotoli della Thor. lo spirito, palesa l'insufficienza a condizionarsi sulle dici intlariori, si rapprende intorno alle oscillazioni degli istinti, scambia la disarticolata mobilit degli impulsi per il fondo proprio sere 'l Di questo scambio, che da una carezza tramutata in meto_ do psicologico e utilitario, si in 'definitiva pervicacemeni;e nutrita, nell'ultimo secolo, l'azi9ne braismo in ogni settore: dall'umani tarismo sociologico al politico, allo storico, al culturale, al letterario. Ecco, su questa alterazione originaria di visuale, su questo diluimento dei limiti, innestarsi il grande mescolamento in atto in gran parte dell'anima contemporanea; quel trapassare del concetto generale n'al concetto in terila21ionalistico: per cui il mondo, attutiti i confini delle tradizioni, dello spirito, delle razze, anzitutto e soprattutto la patria propria d'el giudeo.. Ed ecco, simultaneamente, il capovolgimento e lo inaridimento della concezione etica e politica romana: la sua scissione in aspetti parziali che,la parzialit stessa travisa e snatura; la oogazione fondamentale di ci che appunto forma la forza ascendente e peren ne della romanit. Si sa come la totalit dello spirito romano, vivo nelle profondit d'ai si_ lenzi e nelle ore della lotta, operi potentemente in Cincinnato, romano negli sdegni, romano nel mlanto, romano nell'opera dei campi: Ma Cincinnato presentato dal Lvy per un rat, per un'anima testantla. Il circuito si chiude su se stesso, sul perno del giudeo, e della sua stravolta e avvelenata urna. nit GIOVANNI SA VEW

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Parlammo in una delle precedenti lezioni del fenomeno l'analisi di questo fatto che sta al cenl ro della genetica ed anche del razzi -mo positivo non pu essere esmissione ereditaria di un carattere da un gene A deter minante e prelederminato nello stadro di accrescimento dell'uovo. lo stadio del plasma con croci, la. manifestazione del ca!altere corrispondente al plasma predeterminato conlrass:"9nalo .da UJl contorno in nero. le piccole ed impercettibili variazioni appaiono molto pi spesso delle mutazioni grandi '' i: difficile in ci esprimere relazioni quanlitative dato che vi' sono genemul. a zioni che producono caratteri o alterazioni di particolari non riconoscibili con i nostri mezzi. Tali mutazioni di piccola mole s C'flo anche definile sfuggenti e possono essere dimo. slr:.le solo in alcuni casi. Muller ha infatti potuto a stento dimostrare una differenza di dominanza Ira due alleli apparentemente normali che poi influivlno in drosophila sulla mutbilit degli indivi .dui -usando speciali metodi di incrocio con femmine nascenti da assetti cromosomici trt ploidi. Come chiaro moltissime piccole mutazioni sfuggono ad un esame anche attento. i: proprio su queste piccole varianti che deve concentrarsi lo studio dei genetisti e de i razziologi perch in ess la rivelazione del meccanismo mutativo ed il segreto biologico del come e del se orientarle in un senso od in un altro nell'ordine positivo delle cose-naturali. T opi col gene per il nanismo Senze trottamenrc --11111n1tn Giorni dopo l'inizio de t tronomento Deficienza ereditaria della formazione dell'ormone del lobo anteriore dell'ipoiisi nei ratti (sec. Smilh e McDowell) MOD. l Aa w .fa + lS" Ereditariet d'un gene letale (a) in una raz.za di bovini: Aa vacca Dexter., AA vacca Kerry. 21

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-questionario Il camer.11fa P. R., di Rom -1, ci segnala quanto segJe: Sono un appass_ionafo di materia proe per questo leggo le abbo-ndanti crcr.acht, giudiziarie d :!l Piccolo 1 Ed su tale giornale che ho preso .conoscenza -d'una sentenza che non esito a definire scan dalosa. Si fratta l'hai gi capilo di un giudeo} sebbene il giornale non rilevi questo piccolo particolare: del giudeo Vilforio Procaccia (il cognome tipico) proprietario di negozio di articoli di abbigliamento in Piazza Vittorio Emanuele. Siccome si_ fratta di un ebreo, vien SJbito fuori il pie fismo: gli sporchi casi del Procaccia vengono definili un' odissea "'. Meglio sMebbe sfllfo attribuire tale definizione giusfi zia -e decoro dei nostri tribunali, che nella fllccenda fanno una 'ben trista figura. -Giudica fu, e giudichino gli altri lettori, dato .che chi dCJVeva rettamene giudicare si porfafo in cos inesplicebile: il 1 aprile 1942 il giudeo Proc :sccia fu tr .ltto in l'accusa di aver sollralfo al normale consumo tessuti per circa un milio ne (dicesi un milione) di lire. Le prove con fro di lui erano schiaccianti: __ egli confess di avere omesso dall'inventario una notevolepartita di slo ffe e di avere tentato di sbarazzarsene, vendendola senza riscossione dei corrispondenti punti Il supposti acquirenti, che poi si riv::::_larono per agenti di polizia. Era propri o il caso di dire che il Pr ocaccia era stao colto con le m ani nel Come se non b11slasse, il giudeo conferm l a confessione anche 111 Procuratore del Re. E qui comincia la beffa. Traffo in giudiz i o, il giude<> si protest innenfe, asse Tendo di aver' confe; safo perch gli si era fatto intendere che in tal modo -wrebbe evitalo di a disposizione della P S per almeno sei mesi tempo necess1r i o gli accerf11menti Una simile ass-arzione avrebbe dovuto esser sufficiente a far capire ai magistrali con che razza di avessero a che fare; ma cerf11 giustizia slraordinari .amenfe rispettos1 dei giudei, quando essi spingono l11 loro arrog.lnza fino al punto di farsi di pretese scorrettezza d11 p11rfe della P. S. La X Sezione del Tribun11le di Roma sorvol sull'incredibile af! agSJi&Jnenfo del reo ... l.l. e limit a condannarlo, il 6 luglio 1942, a 7 anni di reclusione, 30 mila lire di multa, spese e confisca. Condanna abbastanza lie ve, daf_ o il natura deI'imputato;. ma perlomem>' irrisoria. L'ebreo -naturalmente -ricorse in appello. E Corte d'Appello ridusse la 111 3 anni di reclusione e mesi 6 di arresto, senzafar pi cenno a mulf.a a confische. Il dena.1'o rubato al prossimo erli in salvo! Ma la condanna parve ancor troppo al giudeo (il qu5-le disponeva evidentemen1& di fo,..,di 11bbondanfi e di ancor pi cospicui 3ppoggi). Egli ricorse in Cassazione." E la Corte Supr,z-ma di Cassazione con ZII del 24 marzo 1943, dette ragi9ne ai .Procacda, annuiiU dire) a 1 O mesi di lo per l'omessa denuncia,. e per insuff!cienza di pr9ve" dall'impulazio_ ne pi grave. Tu come sta rideido. a quest'ora l'ebreo Procacci& all11 spalle della nostra giustizia, dei nostri ageni di P. S. che una sentenza di Corte d'Appello sbugiarda cosi ignominios.11menfe, e di rioi pove1'i sciocchi che ci facciamo cattivo s11ngue per questi sconci? Se non lo immagini, continua a leggere, sullo stesso numero del ", la cronaca giudizi&ria: vedrai che Ire beccai a ria ni, per aver m11cell.alo clandestinamente una vilella, sono slaH condannali a 3 anni di _re cludone e a 9 mila lire di multa ciascuno. Donde fbCile concludere _che, di fronte alla "giustizia", conviena essere ebrei. E sciocco continua 11 dire che in Italia i giude:i perseguitati!" Ur: gruppo di combattenti ci indirizza la seguente lelter11: Si .:ome-osfrefti 3 -vedera ogni giorno gli ebrei per le vie di Roma : tranquilli, indislur bali, di gioia per gli effimeri suc cessi dei loro confratelli e complici d'oltremlre ... Il nostro Paese pullul11 di spie e di acca. parralori; e percentuale di questa peste proviene proprio dai ghetti. Che cosa Direttore responsabile: TELESIO IHTERLAHDI Istituto Romano di Arti Grafiche Roma aspettiamo per disinfettare questa putrida piaga? Quasi tutto il commercio i _laliano nelle mani dei giudei; giudei sono tuftgra molti, troppi dirigenti industriali; nessuho os11scaccia-rli. Qui a Roma, pi, l'ebraismo m ina c-.ddirillur11. Su cento negozi, ottanta llpp;rtengQno agli ebrei; su cento rappre di commercio, novanta sono giudei, e con gli ebrei ch. e debbono !are i c:onfi i reduci dal fronte, se vogliono trovare un pezzo di stoffa, una camicia o un paio_ di calze; con gli .ebrei che !>p::::culano sul sangue altrui e-sono .abilissimi nel compiere i loro raggiri se:nz 1 incapp:ue strettoie del codice. Alla peggio, essi scontano gli imbrogli onla chiusum del negozio_ per pochi giorni o con sanzioni di non molto magglQt'e gravit; e quando sono frasd_nati il1 gjudizio, misferio _se solidariet intervengono e li s _alvano. Bisogna picchiar sodo col manga Qe:llol Molti di noi sono sfati obbligati a chiude r: : o a la! Care in man9 altrui e negozi, :per ritornare a offrire il sangue ali J Patria. l gi'udei non corron o nemmeno que sto rischio, -sono stati ritenuti inde gni di indossare la glori os'a casacca grigio-verde. -Perch -dunque lasc iare indistu,.Pate ste bieche figure? In i Pa esi alleali sono sfati malame:nfe sc.11cciati o isolati e perch qui no? . Questi fautori della borsa ner, che an cheun furto al de. Combattente, li vogliamo lutti alla GOGNA! Infine, Silvestro Krol, oos si esprime allo stesso rigu.:udo, in una lettera soeditaci da Bologna: Per eliminare il pericolo n. 1 occorre rebbe che lo Sfato em11n11sse leggi a c11rico degli ebrd obblig!lndoli a di un segno ben visibile di stoffa gialla, colore gi adottato in altri tempi, e questo varrebbe .11 con chi si ha a che fcu;e; si eli minerebbero -,e false voci, p _erch gli unici propolalori di false voci 11 scopo allarmistico sono proprio gli le-spie sono gli ebrei, i falsi italiani sono gli ebr.;i e noi fessi -li coviamo in seno menjre fanno come la vi pera, pronti sempre a mordere, ad iniettare il veleno, prova ne sia il loro comporl.amento contro gli ifali11ni di Tunisi