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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario

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Material Information

Title:
Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario
Physical Description:
Serial
Publisher:
Società anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli
Place of Publication:
Roma
Publication Date:
Frequency:
semimonthly
regular

Subjects

Subjects / Keywords:
Race relations -- Periodicals   ( lcsh )
Jews -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Race relations -- Periodicals -- Italy   ( lcsh )
Genre:
periodical   ( marcgt )
serial   ( sobekcm )

Record Information

Source Institution:
University of South Florida Library
Holding Location:
University of South Florida
Rights Management:
All applicable rights reserved by the source institution and holding location.
Resource Identifier:
usfldc doi - D43-00117
usfldc handle - d43.117
System ID:
SFS0024306:00117


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Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
n Vol. 3, no. 13 (May 1940)
260
[Roma :
b Societa anonima Istituto romano di arti grafiche di Tumminelli],
May 1940
650
Race relations
v Periodicals.
Jews
z Italy
Periodicals.
651
Italy
x Race relations
Periodicals.
1 773
t Difesa della razza : scienza, documentazione, polemica, questionario.
4 856
u http://digital.lib.usf.edu/?d43.117



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ANNO Ili -N 13 SOMMARIO 5 MAGGIO XVIII POLEMICA DOCUMENTAZIONE FORTUNATO MATARRESE: F RANCIA NE MICA ; G. DELL ISOLA: LA RINASCENZA DEGLI EBREI. GIORGIO ALMIRANTE: VIAGGIO RAZZ I ALE PER L ITALIA : ARSI A . SCIENZA WILLI NIX: EREDITA E DEST INO ; T. SALVOTTI: Razza e autarchia; Il lavoro di miniera e la dilesa della razza; La razza dell'Arsa; Storia razziale della zona di Arsia. I GIUDEI IN CI NA ; P E. GIUSTI: PROCESSO FOR MAT IVO DELLA RAZZA. QUESTIONARIO L A TERRA E LA RAZZA; LA SCOPERTA DEL BRA SILE; GIRO V AGHI ASIATICI ; MUSICA E RAZZA ; MISCELLANEA ecc. ecc. PENSitRI DI LEOPARDI. DELLA BARBARIE; DELLA GRANDEZZA ; F1LOSOFIA SENZA RIVELAZIONE ; IL DISPREZZO FRANCESE. I MANOSCRITTI ANCHE SE NON PUBBLICA TI NON SI RESTITUISCONO GLI UFFICI DELLA "DIFESA DELLA RAZZA" SI TROVANO IN ROMA -PIAZZA COLONNA !PORTICI DI VEIOI -TELEFONO 67737 -62880 GIOVANNI PREZIOSI Esaurita la prima edizione del volume di G. Preziosi ... E uscita in questi giorni la ristampa il "T. EVERE'' l'avamposto della stampa fascista LEGGERE eWii9le3fr' DIRETTO DA TELESIO JNTERL ANDI no n significa soltanto esse r e informati ma anche e sopratutto avee una guida QUADRI VIO L'UNICO SETTIMANALE LETTERARIO ITALIANO IN CUI LETTERATURA ARTE E POLITICA S'ILLUMINANO A VICENDA in tutte le edicole

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r { M Il A N Q . 700.000.000 RISERVA L. TE VERSAT O

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ANNO III -UMERO 13 5 MAGGIO 1940-XVIIl ESCE IL 5 E IL 20 DI OG l MESE UN NUMERO SEPARATO LIRE 1 TO A 'UO LIRE 20 ABBONAMENTO EME TRALE 12 ESTt:KO IL DOPPIO Direttore : TELE IO I TERLAN DI Comitato di redazione: prof. d ott. GUIDO LA DRA prof dott. LIDI O CIPRIA I-dott LEO E FRANZI dott MARCELLO RICCI dott. LINO BUSINCO Segretario di redazione: GIORGrO ALM IRANTE SCIENZADOCUUENT!ZIONE POLEUIC4 OUESTION!tRIO

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POLEMICA Chi, a proposito della presente situazione dei rapporti tra Italia e Francia opina che si tratti di un dissidio passeggero, determi nato da motivi contingenti e che superato questo momento ecce zionale, il solco che divide i due paesi sar pre st o e facilment e colmato, mostra di non essersi reso ben conto della vera natura di tale dissidio. Il quale, sar bene a ffermarlo nella maniera pi esplicita, pri ma che in un contrasto di ideali e interessi politici, ha le sue radici nella stessa costituzione dei due popoli; deriva dal diverso e antitetico fondo di razza. Napoleone, parlando un giorno degli Italiani se ne usc c on questa frase : Un popolo nemico dei Fran cesi per modo di pensare e per abitudine di secoli Sin dagli albori della nostra letteratura si levano infatti dalle pagine dei nostri poeti e filosofi, dei nostri storici e politici, accenti ispirati alla profonda diversit della nostra dalla nazione francese, c he solo la cultura giudaica, prosper a ta in Italia nel clima borghese e massoni co dell anteguerra era riuscita a gabel lare per nostra sorella latina Nel Duecento, Jacopone da Todi contrapponeva l'atteggiamento italiano a quello francese, simboleggiando in P a rigi l'arido razio nalismo scolastico, soffocatore di ogni anelito religioso, e in --t / Assisi lo slancio del sentimento che si eleva a Dio sulle ali della fede Chi c orre dietro l a curiosa scienza teolo gale che s'insegna nella citt francese, ammonisce l' autore della Laude perde il dono della grazia e la purezza del messaggio di Cristo. Nella dispotica politica dei re di Francia, Dante vide il prin cipale impedimento agl ideali del suo genio. Ogni atto dei re francesi, ispirato a pr eoccupa zioni dinastiche ed egemoniche fu dal sommo poeta con siderato un attacco a Roma sede del l'Impero e della Chiesa. La volont divina per infallibili segni, aveva dimostrato che solo al popolo romano spettava il reggi mento della polifica e della religione del genere umano Non pe r un a circostanza fortuit a il Figlio di Dio era nato sotto l'ImpeLO di Roma e la vera religione si era rivelat a quando tutti i popoli della te rra, dal O cea no al Tigri ed all'Eu frate, erano gui dati dalle le ggi romane, nell ora stessa che Vir gilio cantava l' Imperi11m sin e f i ne. Negare a Rom a la sua mis sione prov v id enziale sig nifi cava ribell arsi alla volont di Dio La Francia avviliva l a Chiesa ai propri interessi terreni; vio lava la legge divina imponendo ad un papa fran cese la tra slazione della cattedra pontificia ad Avignone; l'oltraggiav a facendo percuotere per mano di baroni il Vi cari o di Cristo l l l

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!i.J,.., t !,l,. . o o durante l" esercizio del suo mtntsterio; negava obbedienza al qualche sordido mercante e ingordo usuraio; i francesi invec e l'Imi>ero fomentando la ribellione delle stte e sono avidissimi di ricchez-ze, dediti ai lucri pi illeciti e inoltre al fallimento il coraggioso tentativo di restaurazione imperiale, pieni di boria, dispregiatori dei forestieri e specialment e intrapreso da Enrico VII di lussemburgo; riempiva di lutti degli italiani. e di orrori Firenze, di un personaggio, Carlo di VaVolgendosi a considerare la forza espansiva della civilt la Iois destro soltanto a maneggiare le armi di Giuda; osava tina a paragone della francese, Petrarca nota che soltanto l a contrapporre i gigli d'oro all'aquila romana ; infine favoriva prima possiede la virt di indere profondamente le abitudini in Firenze il trionfo di quel partito che schiuse la via del e i costumi dei popoli e di elevarne il carattere etniro, assimipotere alla demagogia Iandoli ai }Xopri -di vita, alla lingua e alle proprie istiTestimonianza palpitante dei sentimenti di Petrarca, e altis tuzioni Di ci prova l'influenza da Roma, special simo documento nello stesso tempo, della sua itaHana dignit, ment;e nelle Gallie; e nei segni indelebili della sua civilt. Pe l'opuscolo latino dal titolo: Apologia cuiusdam Galli trarca chiama questa la nostra forza celeste. calumnias Anche quella volta fu l'insolenza francese a prO-Nell'et del Rinascimento la presenza di milizie francesi nella vocare la reazione italiana. .Un presuntuoso professore della penisola serv a rinfocolare il sentimento italiano. All'annunzio Sorbona aveva pubblicato a Parigi un libello pieno di contumelie della battaglia di Fornovo, che Qc>strinse i francesi a risalire contro l'Italia, contro Roma e la gente latina. Petrarca non quei valichi pei quali erano discesi con tanta baldanza; da ogni contrappose invettiva ad invettiva; troppo classico era cio parte d Italia si lev un coro di canzoni popolari, sonetti, poeitaliano, per scendere a siffatta polemica libratosi invece al metti latini e vplgari, inneggianti all artefice di quella vittoria, disopra di ogni questione personale, rivendic la civilt di Roma. Francesco Gonzaga ; n manc chi, oome Antonio Cammelli Barbari sono i Galli esclama, Roma la regina delle nell'esultanza generale, pianse d'ira e di dolore poich si era citt, sede dell'Impero, rocca della fede cattolica, fonte di tutti dato agio ai francesi di sfuggire alla totale disfatta. i memorabili esempi. la sua fama non perir. Ad Annibal Caro, la prima volta che si rec in Francia, sem Il cantore di laura nega ai galli il latin sangue gentile. bearono incivili quei costumi paragonati agl'italiani. Nell'intimo non meno che negli atteggiamenti esteriori essi Non vogliamo raccogliere tutte le testimonianze di rui sono palesano spiccata disformit di natura . I Romani sanno conci. piene le scritture di quell'epoca; limitiamo la nostra indagine liare, in bella armonia, la gravit con l'urbanit; i Francesi, al ai massimi, cominciando da Machiavelli. Nessuno seppe indacontrario sono argutuli, promptuli, facetuli I primi hanno gare gli umori degli umini e delle nazioni con maggiore luci in vii conto il danaro, slcch raro che s'incontri fra di essi dit dell'autore del Principe. Il suo giudizio sui francesi, meglio 7

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l ( ( c he nei Ritratti dell e cose di hancia, si trova 1n alcuni pensieri che, per sapore di attualit, meriterebbero di esser e divulgati integralmente. Ne stralciamo qualcuno. Stimano, egli dice, tanto l'utile e il danno presente che cade in loro poca delle ingiurie e dei benefizi passati e poca cura del bene e del male futUro... Sono piuttosto taccagni che prudenti Richiesti di un benefizio pensano prima che utile ne hanno a t rarre.. Sono umilissimi nella cattiva fortuna, nella buona in olenti.. Stimano in molte cose I'onor loro grossamente, e di s forme al modo de signori italiani. Sono varii e leggieri Sono i nimici del parlar romano, e cc. Molto vicino al pensiero di Machiaveili quello di Francesco Guicciardini. Ricordiamo le pagine dedicate alla Disfida J"i Barletta, che mise a fronte il valore italiano e la spavalderia francese; e dobbiamo ricordare qLrel che egli dice nel libro IV della Storia d'Italia Circa l'immoderata brama di dominio di quella nazione, la mancanza di prudenza politica nel conservare i l mal tolto, l'insolenza onde si rende invisa ai sudditi. Passione e odio proromp:mo dalle strofe dei due sommi poeti del secolo. D Ariosto ricordiamo la digressione che serve di esordio al canto XVII dell'Orlando Fttrioso: il Poeta, dopo a ver dato sfogo alla rabbia, perch i lupi dai boschi della Senna ono scesi a desolare le nostre <;ontrade, si conforta nella visione presaga dell'Italia ritemprata nella volont e nei costumi, che \ endicher l'oltraggio e andr a depredare i loro lidi. Il dolore di Tasso prorompe da uno dei pi concitati episodi della Ger11salemme Liberata, quello di Argillano che infiam mato di sdegno per l'ingiusta condotta dei Franchi verso Ri-s naldo e Tancredi, aduna i guerrieri italiani, richiama alla loro mente la natura barbarica e dispotica di quel popolo, l'invidia che porta alla razza latina, la insaziabile avidit di sangue e di oro, la prontezza con cui abituato a usurpare, con frode e violenza, il premio dovuto al valore italico; e chiama gli italiani a farne vendetta Con mente di storico, ritorna iJ Tasso sui francesi in una lunga lettera scritta, com pres!-lmibile, dopo il suo soggiorno in Francia, e dedicata interamente a un paragone dei due po poli : lettera per noi tanto pi interessante in quanto i caratteri sono studiati secondo un criterio che non abbiamo scrupolo a definire di razza. Sul fondamento della disparit di sangue, sito, clima, confi gurazione del territorio; egli dimostra che gli abitanti della penisola, posti nel mezzo d Europa, riescano a contemperare le virt proprie del popoli settentrionali con quelle meridionali, mostrandosi nello stesso tempo destinati agli ardimenti guer reschi, alle imprese civili e alle opere dell'arte e dell'ingegno. La Francia, per essere invece remota da questo mezzo, con seguentemente meno atta a generare gli uomini in questo tem peramento di prudenza e di ardire, ed in questa vivacit d'in gegno speculativo che noi cerchiamo Nonostante l' o rientamento alla Spagna contrario della nostra letteratura politica nel S eicento, le invettive c o ntro la Francia non scemano n di numero n di aggressivit nemmeno in quel secolo. Anzi, sommamente istruttivo e induce a meditare il fatto di trovare anche nel periodo che passa per il pi oscuro della nostra sto ria politic!a tutti i pi autorevolii scrittori con-

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_ _ __...I - :;>-.... g i u nt i m un fermo se nti me nto di d i ffidenza e avVe rsione p e r f ra n e esi. C os al filo sofo Tommas o Ctmpanc lla c h e li qualifi c a li e nziosi e incapa c i di fondar sig noria per c h tra ,c orrono nel pi sfrenato arbitrio e trattano i soggetti or troppo -rudelmente or troppo li c enziosamente, e inve c e di curare i ,Jif e tti a ltrui i nsegnano i propri ; fa eco lo s c i e nzi a to Lorenzo M ag alotti il quale ra c comanda di usare con essi il metodo della forza l'unico con cui si possa a ver ragione della loro iattanza e Jella loro preporenza. Al politico Tra iano Boc c alini che mette in guardia i connazionali contro l a non disinter e ssata protezione dci francesi per natura furiosi impertinenti e so pra ogni umana t reatura bizzarri ingrati e non meno c apitali nemi c i degli Italiani; tiene bordone il poeta Alessandro T as s oni il quale altamente ammonisce di non prestar fede alle p rofferte di amicizia dci GalLi perch il bttino gli stupri, i s a c rilegi le rapine, sempre sono stati i fondamenti delle guerre l oro in Italia Alle floride strofe pindari c he librate da Ga briella Chiabrera a c elebrare vittorie sabaude italiche c ontro i f rancesi, fanno riscontro le pagine colorite e vivaci con le quali G B Marino dipinge lo sconCertante spettacolo offerto . H suoi occhi dalla societ parigina con le sue ripugnanze, l e sue sproporzioni ; i suoi costumi bizzarri, le furie terribili, l e mutazioni continue, le guerre civili perpetue, disordini senza regola gli estremi senza mezzo, gli scompigli i garbugli i Jisconcerti e le confusioni. L impostura, che attribuisce all illuminismo francese di aver r isvegliato il nostro paese e avviato alla rigenerazione della co-scienz a c i vile, fu foggi a ta e accreditata durante il predominio d ell a m e ntalit demomassoni c a e giudai c a da una sedicente critic a storica l a qu i tle, sotto il pretesto di una superiore obiettivit s c ientifica celava l a pi ottus a inimicizia p e r la c ivilt 'itaiiana, e una c ongenita incapacit a c apire il popolo italiano. E nel secolo XVIII invece che l'Italia investiga con paziente amore il suo passato ne illustra i monumenti s c andaglia le sue o r igini ricerca in una parola l'essenza e il valore della propria razza. A questo intenso la v oro si accompagna una rea zione al dilagante ga llicismo c he a c quista massimo vigore con G B. vico. Tutta l'opera del filosofo napoletano una luminosa riaf fermazione di italianit e nella sua avversione al razionalismo di Cartesio e al neo-epidureismo di Gassendi contribuirono, senza dubbio, motivi scientifici e religiosi, ma ag soprattutto il nostro genio secolare. Perci sua sovrana preoccupazione fu quella di rialz a re il prestigio del pensiero italiano, ravvivarne la gloriosa tradizione la quale, prima che alla romana faceva capo a quel l'antichissima sapienza autoctona, fiorita sul suolo della peni sola e divulgata ad opera degli Etruschi e degli Joni. La parentela che egli credeva di aver s(pperto tra il princi pio fondamentale della sua gnoseologia (la conversione del vero col fatto) e il senso filosofico riposto in alcune voci del vetusto linguaggio preellenico e preromano, furono il suo modo di risalire agl'incunaboli della nostra civilt e di ritrovarne la originale natura. L'insegnamento dell autore della Scienza n11ova non trov, vero, ai suoi tempi, discepoli e continuatori diretti, ma il suo programma fu quello di tutti gli spiriti costruttivi : 9

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mettere in l uce i diplomi di nobilt della nostra razza e com battere l'invadenza de ll e dottrine francesi, contrapponendo ad esse un patrimonio di idee schiettamente i ta l i ano, attinto alle pure incontaminate sorgent i della sapienza nost ra L11dovico Antonio Muratori mentre dedicava la sua prodi giosa attivit ad investigare g l i aspetti e le manifestazioni pi diverse della SCiet ita l iana attraverso i secoli de l Medioevo, assumeva la difesa delle n os tr e lettere e dei nostri poeti cont r o gli attacch i dei oritici francesi; Sripione Maffei r ichi amava gli italiani allo studio della loro veneranda antichit e pe rse gu ita va con mordaci ironie il malvezzo, si mostra van o affetti ta l uni, d i infrancios a re la lin gua e i c ostumi; Ga J par e G ozzi con il n atura le buon senso p aesano, smascherava quanta vacuit pretenziosa e sofistica inge gnos it si occultava sotto gl i abbaglia n ti paradossi dei sedicenti novatori di Fra n cia; Gian Rinaldo Car/i da Capo d'Istria deplorava l 'asserv im e nto spiri tua:v ,Ji C:ui davan m iserevole spe ttacolo gli scimmiottatori delle mode d'oltralpe e propugnava vig o rosame n te contro i pregiudizi regi onali stici degli uni dontro le tende n ze cos mopoliti c he degli alt ri, la unione d i tutti g l i i talia n i in un vincolo di solidariet etnica e nazionale ; Francesc o Algarolli rintuzzava la fatua mil l a nteri a ga llica rivendicando al ge nio della nostra razza la gloria di aver p r eceduto tutti gli a ltri popoli nel dominio delle pi utili prati c he e dei pi subl imi ardimenti specu l at i vi; B ernardo Tanttcii protestava contro il d i spregio e l'igno ranz a con (Ui i compilatori della Enciclopedia trattava no c ose e uomini d'Italia e faceva voti c h e presto sorgesse dalle nostre ossa un vendicatore di tante i n g iustizie ; Galeani Napione lev ava un inno all'eccelle nza della nostra lin gua c c on masch i accenti condan n ava il fance!>i smo in vadente io Piemonte, regione da lui proc l amata italianis s ima, a n temurale dell'italica libert, rimasta incorrotta di genio, di sangue di costumi di lin gua, e orgo g lios a d i avere a capo u n a prosapia regale da cui tanti eroi sono sorti per sostenere e suscitare c on ie azioni loro la memoria e l 'esempio del valore l atino che so l a chiamar se ne pu la depositaria Sono questi so l tanto alcun i fra g l i innumer ev oli autori c he n e l secolo XVIII ad ditarono nella Franc i a una n a zione profon damente ostile al popo lo italiano ; di molti altri, a cominc i a r e da l gra nde Alfieri per il quale fu ragione essenziale di vita msegn are ai c onnazionali odio alla Fran cia, ho tac iuto di pro posito Le loro pag ine pi signif i cative sul l'argomento ins i e me con quelle degl i scrittori antifrancesi de l secolo scorso sono state recentemente riev o cate e raccolte nei V e J pri /et! erari ( Ediz Qttadr ivio, Ro ma ) che tutti gli italiani dovrebbero l eggere e meditare per imp arare a c onoscere meglio il vo l to della pre sunta sorella d'oltremonte. No1 abbiamo voluto soltanto documentare a complemento del citato libro, l'esiste nza, n el pensiero dei nostri gra ndi di um co rrente inint err otta c h e mett e capo a D a nte, gen 1 o sov r ano ciel a nostra razza, e dimos t rare come quel sentire nto t utt'a l tro c he transitorio e artificioso come piacerebbe agli imm e mori e agli illusi,. il riflesso de lla dignit romana e un sacro legato che i padri hanno trasmesso col san,gue e c :on la vita, generazioni della nuo v a Italia. FORTUNATO MATARRESE (Le caricature che illustrano questo articol o sono trai te dal "Don Pirlone" di Roma. del 1849. duranlo l'assedio dei francesi d i Oudinol all'Urbe).

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JRtA.ZZA. l E Caravaggio: sta di Medusa E' da gran p ezzo c hiaro che l immaginario diJtaao tra i .rewli detti del medioevo e quelli immediatamen t e S!ICCr?ssivi fu sopr at-1111/o creato dai bisogno dei pubblici sti fmncesi del S ettecento di togliere ogni s ignificato al tempo in cui non al denaro n a ll e forze e conomiche ma ai valori religio s i ed emici era affidata la direzion e della societ. Un olandese del S e i cen to (tm paese e d ttn et anch'essi all'avanguardia nel com pit o di rende r e iLlumi nista i Eur o p a ) aveva inventato la pawla medioevo T11tto .rt o da tm gran p ezzo era chiaro : lallio che istintivamente, quand o con la cad11ta di Napoleone smbr per tm momento che il s i ste -(Galleria degli U!!izi, Firenze). ma dell'illuminismo cadesse si cre di wtp o l a moda dei secol i di mezzo. Ma non era dhe un'i/111Si01ze.-dato che restava intatta, anzi pit forte di prima ; la b orghesia ; e solo q11aifhe duennio occ.orse perch il vecchio illumin ismo. pre sentandosi sotto veste sto r kistica aggi11stasse le cose, accettando il medioevo ma tzon altrimenti che come un gradino, per giungere al t empo della p erfezione b org hese. Un gradino dal basso alt' alto, dal meno ai p dal peggi o al meglio. Questo rappo1to, nalur::Jmellte fu mimrato solo Jllll a sc}t/a dei va l or i economici: 11011 esistendone a ltri s11i qJJa/i potesse Il

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r agi o ne v o linent e esse r e fondat o 11 conos c end011e alt r i la b o r g hesia, pe1 qu anto pr o prio all o r a comin ciasse a parl a r e di i dee. di una loro dial e ttica. di 1111 lo r o r.o n t i nuo e se m p r e pr og 1 e dient e dive nire. f u realt q uest a macch i n a d e l progress.o d e lle idee pog g i at a sempre sui pr e suppost o puram e nt e pr opag andistico. d e lla b arba ri e d ei vecchio temp e d ella c i vi lt d el nu ovo. S e mpr e solt o lo s torisrno di H e gel ricompariva V o lt a ire. In concl u s i o ne, sott o qu a ltmqu e fo rm a l a cosa s i m e tt esse o q u e ii a i llu m inistica, o q u ella rom a n t ica, ( o q u e ll a a n tis t orica. o q u e lla s t orica) la so stanza e r a sr/mpre che il passag gi o dal cosid de tt o medi oevo all e l mo d ern a cio d a m !' e t ;,, m i il mondo n on e r a go v e m a t o d a l dena ro, a quella i11 cui l o m assi mame nte. ven11e consi d e r a t o mme 1111 progresstJ. Tt.ttto tji or m a i d a t empo c hiar o ; m a anche col oro c h e pit i' ha nn o vi! t o e pit't han11o te nt a t o di rea g ir v i se n tmdone i' assu r dit e i l p e r ic ol o non s i son o strana ment e resi cont o di 1111 che, a p orvi t m p oco l'a llenz.i one. sare bb e apparso for s e a ltr e/tant o c h i aro. Mai d a quan d o i p o p o l i s c r ivono l e l o r o st o -rie era l o r o avve mtlo ci c h e s i v ist o lo r o succe der e ll que s ti du e ultim i secol i : c h e o o un odio cos fa n a tico. c .osi ciy_co. cos nridubile li pr endesse per tutt o il passato, oss i a pet tu tio q ua.nto i p a dri i l o r o n onni. i lo r o avo li i l o r o bisat o l i avevano fatt o Mai e r a pr i m a avven ut o c h e il seme e i l sang u e a11zich argom e n t o d 011o r e fosse r o in vece di sche rno L o .rteJSo stud i o c h e prim a i p o p o l i m e tt evano a l e pr o pri e o rig ini cbe diven i van o p o i r el i g i o n e e d a r go m e nt o di g r an d ezza e di f o r.ta p o i h ,lllllO messo ne l can u i! a r e quelie orig i n i 11eli' abbassarle. e 110 1 1 p o t endo a lt r im ent i ne l l r e are, 1111 m i t o che sod disfi in q u alche m o d o a q uest o oscur o deside rio. T a l e s t ato d a l S e ll ere11to ad oggi. il m it o d e l m edioevd: m ito. s i lfad i b ene. no11 aeal o dal p o p o l o com e q11e lli d'11na vo lta. ma congegna t o a freddo 11eila s tr ett a cerchia deg li eruditi. e p o i am piam ente diffuso. col tollo d"tm l no ti zia c h e se nort h a forza poetica a lttl a d esal t a re, ha. p e r fo rlissima quella di d ep1ime r e : e. com ullq ue. d i falsar e grave m ente, p e r de g li int e ressi pr ecisi. la con oscen z a e la val u t a z i o n e d ei fatt i M a i prim a c h e in questi ultim i due semi i s'era vis t a l a dif f ud i q uesti miti 11egati vi. d i q Nesti rap o t olgi m en li de ll a s iOI'tl. Annibale Caracci: Una Baccan. te (fire nz e. Ulfizi).

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Tiziano: Baccanale (Galleria P i tti Firenze). eseguiti n e ll interesse d 'Nna clas se : i cui v li ori. in q11esto modo. i perb o licamenle esaltati. vennero imp1 = o v visamen t e ad eme r gere <'fJm e per un calastrofiw J-postamento d'equilibri. Rislfltat o davl'em sorprenden t e dovut o all'alleanza mai -prima avven uta Ira il d e nar o e l a pubblicislica Alieanza succeduta ad una l1111ga pr epa r.lzi o ne t'he ebbe certo i primi s prmti oltre che dalla riforma pr o testante dall'esito della rivol11zione glese. Infatti su terr e no i11 glese, s i os per la prima volta nella storia malzme i' interesse e
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14 l'EREDIT UN DESTINO E UN DONO SCIENZA Come l'esperto contadino conosce il terreno e la sementa c he vi si conf cosi u na madre deve sapee quale germe sar efficace nel terreno vitale del figlio e
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1 6 deve dire c he dove reagismno msieme la psi c h e di un genitore e quella di un n a to, s inc.omincia a parlare di ereditariet Se l'uomo, in confronto con l'animale, fosse nel suo contegno totale dipendente da determinate reazioni verso l'ambiente, baste r ebbe da sola la somiglianza, nel contegno psi c hico del padre e del figlio, per stabilire la ereditariet. Ma in questo caso non basta Non bast1 nemmeno che il figlio si senta erede del padre, ne sia ferma mente convinto, e mille esperienze indubit abili lo ,guidino n el campo della natura. Ora ci sta chiarame nt e innanzi la difficolt di determinare c i c h e sia eredit. el presente psi(:hico di un uomo sono eredit le esperienze passate e l'azione mom e ntanea dell'ambiente sempre cos reciprocamente intrec ciate tb non potersi separare nett amente l'una dall"altra ; ma non appare mai con sicurezza che quello o questo, in un f atto momentaneo, sia eredita to dai ge nitori, dai nonni o antenati, attraverso la procreazione e la n ascita. E rimane tuttavia svegl i a la domanda: non sono sempre le stesse esperienze c he pad r e c: figl i o fanno egualmente? Lo stesso ' al e per l a propriet, gl i at teggiam e nti, la volont, gl'interessi di un uomo i CJUali, attraverso g l i a nni c io dominando presente, passato e avvenire, si rinno vano sempre. Dovremmo perci educarci cont inuament e a non tralasciare null a per riconosce re cogli anni l'ori gine delle proprie t ereditarie, per non esigere da un bambino cose c he entro 1 limiti del suo fondo e r ed itario e delle sue predisposizioni, egli non pu comp1 ere. E' ce rto che una pura somiglianza fra madre e "figlio non basta mai a st:t bilire ereditariet e con ci ineluttabilit. Al co ntrario i gen itori sanno benis s imo che nel loro contegno e in quello dei loro figli ci sono cose d1e non potrebbero essere a ltrimenti n in essi n nei propri figli Il campo c h e viene defin ito dall'ereditariet si fa ev id ente da s nei rapporti fra genitori e figli, e dimostra LI sua r esiste nza tant<;> pi rigidamente guanto pi i gtnitori l a combatto no Un bambino un po esuberante, un altro freddo ; i gc:nitori sanno c he l'esuberanza della vita porta sempre con s la delusione c non potranno r i sparm i arla al figlio. Tuttavia, per lo meno come sanno gli (Ostr uiscono intorno un argine resistente di disciplina e di ordine. Ma sanno a n c h e c h e :di'anima fredda rimangono inve ce chiuse mille gioie e mille dolori che !"esuberanza raccoglie con pienezza. Spingono il bambino l ento, non risparmiano l e percosse, ma sanno benissimo c he non pu cre scer e sveltezza do, e la l entezza disposizione Ereditate in senso st retto sono le funzioni psichi che fondamentali. Non sono ma i frutto dell'influsso dell'ambiente sull'uomo, bens ne sono i pre suppos ti, e proprio perci sono ereditate in senso stretto. Devono esserci dal primo momento della v ita. Altrimenti il mondo batte invano alla porta dell'a nima. Sono funzioni fondamentali : l) o attivit y itale In tutto ci che l'uomo pensa e sperimenta, g1udic.1 e agisce, pone una misura di forza 2 ) La reatti, it del sentimento. Il senso di o gni fatto psicologico non n10l sempre dire cons apevo lezz a .Perci: rea ttivit del sentimento alle di rezioni della gamma piaccre-dispiac ere. 3 ) L'attenzion e e la tena cia C' nell'uomo, a pres c indere dai piccoli mcti riflessi, la capac it di poter tutto co n l a riflessione e l a memoria; perci, dopo il primo momento dell a vita non c' mai pi per lui un co min ciare inizialmente l'uomo. Possiamo riassumere 111 breve e dire : ereditato: l) il co mples _so delle funzioni fondament al i ; 2 ) i caratteri successivi c he n e derivano; 3) la predi sposizione a certe propriet c he sono condizionate a un tempo dall'eredit e dali ambiente. Eredit ci che in nessun modo pu essere mutato o essenzialmente influenzato dall'educazione e dall'ambiente nella sua forma fondamentale Quello cio c he nessuna co ndizione pu derivare dall 'ed u ca zione dalla maniera e dall'abitudine. Ereditariet destino, e ci c he riposa fisso e nativo dentro di noi, lo possiamo solo con una g iusta scelta e un giusto raffinamento, e nelle gene razioni, migl iorare approfondire, rafforzare inde bolire o portarlo all'estin zione Ma il nostro compito di prender le cose sul serio e di non accon tentarci a nessun costo di titoli vistosi. Dobbiamo intenderei seriamente sulla dottrina ereditaria per c rear e il bene dei nos tri figli e del popolo nel modo migliore WIW NDC

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Manifesto d i l'ropaqanda ate a e comunista d ifhiE o i n Cina Q uanti sono oggi gli Ebrei in elusi ottomila ad Harbin, 5.500 a Sciangai Cina? Rispondere con esattezza 3.50() a Tientsin, e mille Moukden-est, ap-a questa domanda, per semplice partenenli alla c: Shanghai Lodge B 'nai .che semb ri, assai d i fficile. Nel B rith evidentemente trattasi della stati-1881, Flaminio Servi, nella sua stica ufficiale, tio del censimento 1931. rivista Vessillo Israelitico (CaL infiltrazione ebraica, nell'economia ci;;ale), indicava la cifra degli ebrei abitanti i n nese, si avv.era, (come in India) in due ma-Cina con 10 mila e quelli abitanti in A sia' niere: attraverso le nuove banche fondate Minore ed Estremo Oriente con 2.389.356. in Cina. e attraverso la massoneria. Dopo la guerra del 1914-18, molti ebrei La prima penetrazione ebraica in grande immigrarono via Siberia e Mongolia, sia in stile, dal punto di vista dell'accaparramen-Cina come in G iappone. Kreppel afferma lo dell 'economia, avviene dopo la guerra che trattavasi di circa 40 mila, che anzitutto dell'oppio, imposta dall'Inghilterra contro si stabil irono a Tie ntsin, Sciangai. Hong la Cina negli anni 1839-1841. Sostanzial-kong, ed alcuni a Tok io e 'okohama. ln se-mente trattavasi di questo: gli ebrei Sas--guito negli anni 1924-1933 arrivano altn soon, oriundi ebrei spagnoli, arrivati in ebrei dall'Austria, Romania e Polonia gene-Cina via Bagdad, avevano introdotto un ralmente professori d'Universit ed artisti fiorente commercio dell'oppio il quale re-vari; dopo il 1934 invece la cifra degli ebrei v inava la salute dei cittadini cinesi. Quan-immigranti in Cina in continuo aumento do il governo imperiale cinese vieta l'introe si calcola che fino al luglio 1939 siano duzione dell 'oppio, i Sassoon si lagnano arrivai! -:tlmeno altri 46 mila ebrei europei. a Londra e l'Inghilterra interviene manu Generalmente essi si frmavano a Sciangai. mmaia, oi>oiigando i: gc>Verno cinese a in-dove non e sistevano leggi restrittivA la trodurre questo terribile velei:o che smi-immigrazione. e ;:;ci :e!'! !':'<:!!'!0 di'51ribuiti, al-doll i l suo popolo in breve tempo, e protraverso le organizzazioni assistenzali ebrai-cur aj Sassoon e td altri ebrei e inglesi che, un po' ovunque, Filippine comprese. guadagni favolosi. Lo Shanghai Jewish Chronicle:. del 26 mag-La prima banca fondata, nel 1843, a ca-gio 1939 segnala che allora c 'erano ancora rattere europeo si chiamava Orientai Ban-41 c: campi:. per i fuggiaschi, con un tota-k ing Corporation, alla quale segue nel 1896 le di 40.835 ebrei, ci che dimostrava una la The Commerciai Bank of China, che pet diminuzione di Il c: campi N (c..siii) e di ia prima volta in Cina emette un prestito 2.525 ebrei. In pari tempo la c: Shanghai W o-dello S tato. Con ci la Cina si avvia per la cne:. del 4 agosto i 939 :;egnalava che dietro strada gi tracciata in Europa da part e interessamento "di gruppi francesi ed altri, degli ebrei bonchi"!=i Rothschild, Pereire, ii Governatorato cinese della Zona di Yu -Oppenhd; ner, per asservire tutti al. carro r.an aveva concesso l'immigrazione di dela valuta aurea. 100 mila ebrei, purch essi arrivassero at-ln totale, da allora fino ad oggi, furo-traverso una Banca Cor'porativa, apposita-no fondate circa 300 banche in Cina, di mente creata, e muniti di 50 lire ster line. cui 146 esistono fino al 1937, periodo d'ini-Molti ebrei appena arrivati acquistano la zio del conflitto cino-giapponese. Queste cittadinanza ed il passaporto cinese; mu-banche, per la c: moderni?.zazione:. del pae-:'liti di ques;<:-j:;ossono pi facilmente emi-se emettono prestiti su prestiti, che spes-verso vicini, e cos spiega-'0:: non sono ;,, utile rapporto con le reali bile quanto d ifficile fare una valuta>:ione possibilit di sviluppo, e cosi la Cina, pae-esatta poich trattasi ancora di na massa se di immense risorse, ha ben presto il lac-lluttuante e per nulla stabilizzatasi. cio usuraio-economico al collo ed asser-L 'c: American Je wish 'iear Book >, Vol. 41. vita ai soliti rappresentanti della plutocra-1939 -19 4 0 indica gli ebrei in Cina i n zia capitalistica mondiale. 19.850, affermando che in questi sono in-La ditre renza iondamentale Ira J'antichis-18 simo sistema bancario cines e, e C:'..iello moderno introdotto dagli ebrei. sta j n questo: il banchiere cinese, anlicar::.:.nte non conosceva che il c: credi!::; personale> e d un perfetto sistemc: mformativo doveva anzi tutto garantire l'onest del richiedente de s iderc.;o di servirsi del banchiere cinese. Mentre, come noto, la banca moderne poggia anzitutto sul c: capitale anonimo>. cio quello che conta non l'onest del singol o :n a anzitutto la c: solvibilit >, cio interessa al banchiere anzitutto se l'affare sar redditizio. Comunque non sarebbe stato facile, a cosi pochi ebrei, controllare un impero cosi vasto, se non avessero ricevuto l'aiuto ed appoggio completo 'da parte delle varie sette locali affigliate alla massoneri a Gi il Margiotta segnala nel libro d ;:,ie sue memorie, come una del!e centrali per dirigere le triangolari massoni che, quella dell' Asia fosse a Calcutta. (Vedi anche c: La Vta Italiana:., aprile 1940, articolo: Ebrei e Settori alla conquista dell'India). ll Direttorio Massonico d i Calcutta aveva sotto la sua giurisdizione i territori da Gerusalemme, Egitto, met dell'Africa fin o poi verso a Nuova Zelanda, Australia, Giappor.e e C ina comprese. La moglie di Ciang Cai Scek e il suo c:onaigliere. l'ebreo australiano Donald. Un Gran Maestro della Massoneria indiana

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La sezion e della massoneri a in Cina, con sede a Sciangai, manteneva gi allora nel lB!.lO legami e collegamenti con quella cidetta San Ho Hoei, la quale d ipende pci dalla potente setta detta Hung. Fra questi massoni, la lcro a tt iv it, e la rivoluzione cinese che rovesci l'imperatoT<. cinese. e port al Kuom intang d i ogg i, ('Sistc un diretto legame. Su n Y al S e n, il rivoluzionari o che costi tu lo repubblica ci nese nel 1911-12, fond, all'et di 28 ann i, nel 1893, un nuovo movimento settario segre t o, detto HsingChung-hui. che poi si fonde con altri grupe prende il nome d i Tung-Men-hui. E da questa setta che in seguito sortito i l Kuo!flitang, ancora oggi controllato e d i ret !o dalla setta. Precedentemente, cio verso il 1689, era stata creata ) a setta Chee -Kung-Tong, che era a netto carattere masson ic o e rivoluziona r;o e che dovette' poi. perch messa al bando imperiale, fuggire all'estero, prendendo poi sede a S. Francisco, con numerose sezioni un po' ovunque. Una sua s pE::ciale sezione propagandistica il The Re form Club il quale fond recentemente una s p eciale sezione a )ohannesburg, come se-. gnal il Sunday Express (Sud Africa) del 29 gennaio 1939. Per permeare meglio i l popolo cinese, delle nuove ideologie democratico-massoniche fu crealo attraverso il Kuom i ntang, il 1935-36 il movimento La Vita nuova. che corrisponde a simi li concezioni ebraiche, dmcminate: Nayleben. e che poi legato alla sezione, controllata dai massoni france: a, detta: Mre P a tr ie In questa maniera assicurata la diretta ingerenza negli affari interni cinesi dei c e n tri ebraici di Nuova Y ork, Cincinnati, San Francisco, Pari g i Londra e Amsterdam. Questa invasione ebraico-massonica nella vita spirituale e politica d e l popolo cinese, si pu controllare anche facilmente attraverso varie serie d i f rancobolli cinesi emessi dopo la rivoluzione. Vediamo cosl i l ritratto di Sun Yat Sen. che organizz la rivoluzione, e d i Yuan Shi Kai che la asserv totalment e al capitalismo massonicoe braico, riprodotti s ui francobolli della serie 1912 con le stelle massoniche a c ;nque punte ai lati le spighe di grano. P oi nel 1913 esce il francobollo dove ai lati sulle solite colonne massoni. che d enominate Jachim e Boaz con le spighe di g rano, si vede al centro un uomo (il massone) che taglia il grano dei'campi e nel fondo c il Tempio del Cielo di Pechino. Sopra tutto c' un arco, che congiunge le colonne poste ai lati. Quest'arco spesso rappresentato, sia nei francobolli a carattere simbolico massonico. come pure in altri disegni d i simile simbolismo, e l'allusione si riferisce al 13. ma:uonico (massoneri a rossa) detto Royal Arch, il quale ha "il compito d i occupars i particolar m e nte della i struzione del popolo. Il 14. grado della massoneria, detto Volta Sacra cio arco poggiato s u due colonne, fa pure parte d i questo simbolismo, e gli adepti si dedicano anzitutto alla ... libert assoluta d i coscienza e di spil'it o Esiste anche il cosiddetto Rito di York o dell'Arco Reale (Holy Royal Arch) suddiviso in <30 gradi, che ha la centrale a Lon dra e altre sedi a Dublino, Copenhagen, Baltimora (U. S. A ) e Hamilton (Canad). Non va. naturalmente dimenticato il legame diretto con le Loggie esclusivamente ebraiche, come del B 'nai B rith, Grand Order Of Jsrael m1d Shield of David, Shiel of ManiJestino di propagan d:r atea e comunista diffuso in Cina Abraham, ecc., associazioni ch e ricevono un coordinamento per la lro attivit varia, attraverso due uffici di coordinamento massonico, cio I'American Counci-1 of Jewish f'raternal Orqanizations (New York, 270 Broadway) e I'European Committee (Londra, Woburn House). A ques to si aggiunga che nell'Enciclopedia Massonica del Lennhoff -Posner del 1932, a pagina 1600, c la seguente notizia: Ciang Cai Schek, generale cinese, uomo di stato. nato 1887, vittorioso generalissimo del Kuom intang ... seguace d i Sun Yat Sen, fratello della Pagoda Lodge (Gran Loggia di Massachussets). Il suo aiutante Yat Min. iscritto alla Loggia internazionale :t di Pechino:.. Ma ancora pi chiari Si rivelano i vari legami interl}aziona]j e i veri dirigenti che effettivamente governano la Cina, se si considera che il primo consigliere di Ciang Coi Scek, col rango di Generale di' Brigata, l'ebreo-massone Moe Choen (MorrisAbraham Cohen). chiamato dai cinesi MeSbe. il quale oriundo dal Sud Af rica. Cos tui era nella guerra ufficiale del-l'esercito canadese, per fu sempre legato agli interessi cinesi, tanto che fu gi segnalato dal giornale < ) e w is h World > del 25 agosto 1927, come ex consigliere e collaboratore intimo di Sun Yat Sen e di un rivoluzionario marxis ta, l'ebreo Michael Borodin-Grusenberg. La mogiie di Ciang Cai Scek, che come signorina si chiamava Mei Ling ci che significa Tempo gradevole>, ha pure un consigliere particolare il quale l'accompagna sempre, l 'ebreo Donald oriundo. australiano, il quale salv l a vita di Ciang Coi Scek, liberandolo il 12 dicembre 1936 dalla prigionia del Tschang-Hsue-Lang. L'esponente dell'internazionale comunista dopo il 1923, l'agente ebreo Michael rodin-Grusenberg. Fu lui che organizz le varie armate rosse, la propaganda atea, fu consigliere del noto CbenTu Hsi, impose l a costruzione dell'accdemia militare (marxista) d i Huang-Poo. Borodin organizz poi la r ivolta di HangKow in accordo con la vedova di Sun Yat Sen, nel luglio del 1927, che poi falll e costrinse il Borodin a ritornare con le pive nel sacco a Mosca, da 19

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r' dove ritorn agl i ordini di Ciang Cai Scek il 9 luglio 1938 presentandosi al Quartiere General e di Han-Kow. La vedova di Sun-Yae-Sen, la Ching Ling, che significa Tempo Felice essa la sorella maggiore della moglie di Ciang Cai Scek, dunque ambedue sono figlie dei Sun (in totale sono quattro), cio di quel tale Sun, che prese la religione cristiana i n America, e fu uno dei migliori agenti segreti dell' America in Cina, durante la guerra 1914-1918 Ma, come in Europa, un impulso particolarmente intenso al movimento ebraico in C ina fu dato dal co siddetto Fronte Popolare. Questo Fronte Popolare fu inventato nel 1936. a Mosca e p recisamente nella sede della Loggia Centrale Al Celeste Silenzio diretta dal noto ebreo Radek-Sobe l sohn con l'aiuto del compagno Mark, e cos il 29 ottobre 1936 si cre anche il Fronte Popolare Cinese, il quale si dichiar subito solida!' con la rivoluzione marxista i n Spagna, e per il quale lavoravano, diretti da Mosca sovvenzionati con l'oro provenie!;ll e da Londra e Nuova York gli ebrei Emzu1; Freat (ebreo inglese) e Pawel e Mismer (ebrei americani). A lutti questi va aggiunto l'uomo mi stero l'ebreo ungherese Ignazio Trebitsch Lincoln, inviato da Trotzky nel 1933 in missione speciale nel Tibet ed altre zone dell'estremo oriente. Quest'ebreo fu arrestato innumerevoli vol te per agitazioni politiche e spionaggio, fece molti mestieri, fu nel 1913-20 Gerhard Hamel. il primo poliziot to ebreo della polizia S. M. C d i Sciangai. 1914 amico di Litwinolf-Finkelstein, e fu anche in Italia nel periodo 1924-1931 sotto il falso nome di Mister Chirzel. Stabilitosi in seguito nel Tibet e viaggiando nel Manciucu. a Tsitsitar, egli s i la monaco buddista assumendo il nome di Ciao Kung. Nell 'industria petrolifera l'uomo pi potente in questo settore Lord Samuel, i l quale nell'amministrazione di b e n 36 societ petrolifere e che per di pi controlla ancora altre l 7 societ d i cui 13 hanno sede in A sia, e di queste due in C i n a (Asiatic Petrol eum Co. North e Sud China Lmtd). Con lui collaborano gli ebr e i Montefio r e e Sir Waley-Cohen. Nell 'industria elettrica Lord Hirst che controlla la G enera! Electric Company of China Ltd. Altri ebrei, con Sir Osmon-Goldsmi d controllano la Anglo Chinese Finance and Trade Corporate d Lmtd. e la Chinese Centra! Railways Lmtd; d i quest'ultima a nche d irigente Sir Edmund Davis. Questo Davis assieme con gli Oppenheimer controlla, come gli altri, dozz i n e d i grandi compagnie industriali, come si pu leggere con tutti i dettagli nell'ottimo libro d i P. Aldag: fuden beherrschen England ( Gli ebrei governano J'Inghilterra -Nordlanci Veriag, Berlin 1940). Di pari passo ci sono i soliti attacchi, a mezzo di esportazion e clandestina, contro la divisa giapponese. Prendiamo a caso una delle n o t izie pi caralte ristiche: L Agenzia Domei segnala, T o k io 1 6 settembre 1938, la polizia di Kob e ha finalmente messo le mani s u una banda di contrabbandieri Il rappresentante di Stali.n in Cina. !"ebreo Michele Borodin Grusenberg. e sua moglie Fanny L' invasione e&raica in Cina non if frutto d'un puro caso, ma (a conseguenza di un piano meditato e preparato da fungo tempo

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internazionali di divise estere. Il capobanda l'ebreo polacco Bitker, con lui furono arrestate 27 j:ersone d i cui: 18 ebrei russi, 4 cinesi, l americano, due inglesi. due giapDa parte della Francia sono le Loggie La Lumire e Prevoyance che pro Cna marxista e antigiapponese. Il tutto organizzato dal ministro ebreo delle Colonie Mandel-Rothschild il quale secondo il lournal Ofliciel del 25-26 aprile 1 938 pag. 4793, ha decretato la costruzione della nuova ferrov i a d i rifornimenti da Dohr Dang a Nanning. Al finanziamento pensano le banche giudaiche Lazard Frres, Banque de Paris et Pays Bas, Banque lndochinoise cosi dirette: Banque Lazard Frres: con sedi a Parigi, L ondra e New York Ne capo dal 1 935 David David Weill (amico del Duca di Windsor) del consiglio della Banca di Francia; poi Pierre David Weill e il figlio Andr Meyer e Miche! e Andr Lazard. Hanno interessi in Argentina e nelle societ petrolifere Mexican Eagle Oil Canadian Eagle Oil, Royal Dutch. Banque de Paris et Pays Bas. creata nel 72 ha succursali ad Amsterdam, Brussel le, Ginevra. E diretta da Horace Finaly, :narxista. e da Emilie Moreau, una banca specializzata per le zone mediterranee, Am erica del Sud e per tutta l'Asia dopo il 1935. Negli affari finanziano specialmente costruzioni ferroviarie. Banque Indochinoise: diretta dai banchieri del Finaly. Sempre i n simile campo troviamo, propagandisticamen!e o finanziariamente Be nes e Filippo Berthelot, quest'ultimo noto per i l clamoroso scandalo della Banque lndustrielle de Chine ( Action Franaise :., 29 sett. 1938). Sopra utti questi interessi linanziarii tro neggia evidentemente il Sassoon con le sue banche a catena, collegate da Londra via Ginevra, Cairo, Bombai, Hongkong, Shanghai lino a New Ycrk. Non dunque a meravigliarsi se una recentissima statistica del tesoro americano (Morgenthau) annuncia che la C ina ha depositato nei depositi americani 1.935.381 onci e di oro per assicurare che i l dollaro cinese venga sostenuto contro la valuta giapponese intrcdotta in Cina. . S i potrebbe ora obbiettare, che quanto raccontato il frutto della particolare attivit braica e di una casuale fortuita concatenazione di vari eventi, i quali permise ro un simile sviluppo. Ma questa teoria non regge ad un pi accurato esame. Basta conoscere la letteratura ebraica per convincersi, che l'invasione degli ebrei 1i-toderni i n Cina non il frutto d 'un puro caso, ma invece in gran porte ia logica conseguenza di una tendenza e di un piano meditato e preparato da !ungo tempo. Per esempio. il ben noto scrittore ebraico, Marti n Buber scrive nel suo libro Sette d iscorsi sull'Ebraismo. Ira l'altro: c: Il secol o, i n cui viviamo, si designer un giorno come un secolo della crisi asiatica L'Europa deve aver l'ardire di gettar le basi d i una nuova era della conservazione dell'Oriente e dell'accordo con esso per l'aiuto reciproco e per il comune lavoro a favore dell'umanit; . per questa missione storica mondiale si offre all'Europa un papale mediatore (ebreo) .. chiamato a fondere in una nuova dottrina lo spirito dell'Oriente e lo spirito dell'Occidente. Come ci possa avvenire non ancora il tempo di determinare. Ma questo. va dette, che Gerusalemme sempre quello che fu nell'antichit: la porta dei popoli... oggi... in senso ancor pi grave, esteso, minaccioso e promettente Di simile parere l'Eberlin, e ancor pi chiaro l'ebreo Samuel Roth. quando nel 1925 scrive nel suo libro c:Now and L 'Occidente svanisce davanti all'Oriente L 'Europa sta per scomparire. L 'Oriente per rifiorire. Q\Jesta la meta. Vale la pena che noi ebrei rivolgiamo a questo le nos tre preghiere augurali. Dopo lungo tempo il mondo s ar totalmente cambiato. L erica cosi vecchia come oggi l'Inghilterra. l'Europa sar in polvere. L 'Ame:ica scaccer gli ebrei. Allora l'Ame rica avr la razza gialla. di fronte e nella schier.a La maggioranza degli ebrei sar in In dia, Persia Cina per portar avanti l il vessillo dell'umanit. E arriver un uomo, l'uomo della vendetta. Egli coprir l'Europa con una nube gialla. Moriranno i popoli. Nella Ru s sia risparmiati solamente i lattanti e gii analfabeti. La Polonia, l'Ucraina dovranno diventar deserto ... Ed ora un'altra affermazione sin!omatica, dell'ebreo Landsberqer Arturo scritta nel libro o: Asiaten :. nel 1926 : tessiamo la nostra rete sopra tutto il Giappone. Noi abbiamo l'influenza deci sJva su :utto J'istrumento dell'amore in quel Tutti suoneranno quella melodia, liquella canzone, che noi indichiamo. Immaginatevi il Giappone come un gigantesco corpo. Ogni paese in fondo cos. Chi regoia le funzioni addominali di questo corpo, possiede l'influenza di tutto il corpo, ne dominatore. Vedete finalmente quello che io voglio? La lotta per il dominio del mondo deve essere portata in fondo fra l'America e il Giappone Aitraverso una guerra? Ci sarebbe crudele. Per mezzo di venali trattative politiche? Ci sarebbe una incertezza continua, collegata con continui armamenti. Ma c' ancora un terzo metodo: l' America ri succhia il Giappone! Essa ncn solo crea un Tl'Ullt dell'amore Essa prende il paese nel suo istinto pi fortemente sviluppato. Qui dove l'atto sessuale una azione naturale del corpo, cme ogni altra attivit, non dunque necessario come da noi d i superare montagne intere di resistenza morale. Basta dare in forma astuta l'incitamento necessario, e il sesso scatenato si esauriece in una ebbrezza. d i cui la durata stabilita da noi (ebrei). continuamente altri eccitanti e stimolanti, si pu scatenare questo ebbrezza in permanenza e fare di questa terra l'isola degli invasati Ques ti metodi raccomandati dall'ebreo Landsberger, non sono una visione di un pazzo, ma purtroppo delle crude realt possibilissime ad esser attuate da simili indiavolati. Basta rammentarsi dell'enorme diffusione della letteratura pornografica. dei film del medesimo genere, e dei narcotici eccitanti usati nella Russia bolscevica all'inizio della rivoluzione, in Ungheria nel 1919, in Austria e Germania dal 1 917 al !922, e in segui to nella Spagna, immediatamente prima della rivoluzione marxista, per convincersi che si tratta d i un vero sistema. T. SALVOm L"ebreo H. Lehman. vice-Governatore di Nuo' va York. consegna alla signora Myron C .Taylor la medaglia d i gratitudine ebraica ". Pianta dell'antica sinagoga cinese di Kai-Feng-Fu. l Nllo Scensi. scritte di propaganda marxista diffuse dagli ebrei e massoni. esaltavano. fino all'allJlo scorso, la Spagna rossa. 21

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e costruire un uomo pi facile che infondere corpo un'anLma buona nel suo lUna data razza, perch possa esercitare un'azione di nella Storia, deve offrire un esempio di ita, nel quale le vedute d'essa razza circa la bellezza, la salute, il vigo:e, la volont, l'intelletto appaiono potenziate al massimo grado. Ora cote to implica un disegno, della perseveranza, l'esercizio paziente <.l'un'atti vit morale, volitiva e fisica: uno sforzo dunque e, quasi un opera d'arte, merc la quale tali doti si tra formmo !n istinto. Istinto infatti nell'uomo la conoscenza di oerte cos::: o l'attitudine e abilit a praticare certe azioni pi o meno c omplesse prima dell'esper ienza : o un esperienza e memoria di razza. oppure una tendenza inevitabile, nascente da una certa correlazione delle parti del corpo ; e, dopo c he s formata l' e spe rienza e mentre l'esperienza si sta formando, l'istinto rimane una predisposizione una inclinazione \'erso certi modi d'azione e una certa linea di condotta. Un istinto pu restare sopito pu non trovare un ambiente favorevole al suo svol gimento; ma non pu essere creato dall'ambiente-: l!O!'! pu -!sser generato da alcunch all'uomo, perch essenzialmente qualcosa Qh' in lui, incorporato nel cent r o stesso de' suoi gangli e muscoli e qualcosa quindi d altrettanto incan c ellabile quanto le macchie del leopardo. Dice Teognide di Megara: Gen e , r e e costruire un uomo pi facile c h infon dere un'anima bona nel suo corpo. Nessuno ha mai saputo farlo: nessuno ha mai potuto mutare un imbecille in u!! swio, o un malvagio in un gahntuomo Nessuno storico ci ha mai raccontato n conosce il cominciamento delle razze: il massimo, che gli storici conoscono, che c erte razze han dominato nel tempo e che alcune sono fiorite, altre non si son mai levate opra un c erto basso livello. altre han sopravvissu to in forme pi o meno modificate fino ::d oggi: atre infine si sono a l tutto estinte. L'inizio d'una razza particolare c on istinti definiti avvolto aiie tenebre della prei storia. Tutto quel che sappiamo che mentre alcune razze delh terra camminano 11ella Storia colme atti a giungere a uno stal:o d alta c ivilt altre, in stanze egualmente favorevoli, ma prive di que!!i istmti, hanno un destino molto meno degno e nobile e rimangono per sempre nella b arb :uie o. almeno a un livello assai vile di cultura. V dunque ineguaglianu tra le r azze, e la bubarie, ]ungi dall'essere uno stato primitiVO o infantile dell'u!nanit l o stato ineluttabile e permanente di c ertune razze aventi istinti incompatibili con qualunque altra condizi one ; mentre l a civilt la fatale e sicura creazione di razze provviste d'altri istinti E ', ad esempio, estremamente improbabile che i Figiani avrebber neato la civilt degli Incas, quand'anche avessero viss uto nelle pi favorevoli circ ostanze d'ambiente. N la perfetta eguaglianza tra le trib figiane cagione, per se -stessa, ch'essi non possan giunger a veruna c ivilt non essendo d1e la manifestazione superficiale d'un ostacolo ben pi grande e pi ragguardevole, risedente nel centro stesso de' loro c orpi. E l'unico modo di fare d 'u n figiano un uomo quello se mai d'incrociarlo con un essere di razza superiore. Cos come non si pu conv e rtire un uomo civile in un bruto se non incrociandolo c on un selvaggio Fu infatti soltanto quando l'idea gelosa di razza venne distrutta dalle influenze democratiche esaltanti il benessere sociale e l'eguaglianza tra le razze, c he i popoli altamente c ivili dell 'a ntichit decaddero. E fu proprio in certe isole, qome Creta, penisole come I'Ellade e l'Italia, o te rre naturalmente isolate, quali la Mesopotanllil l'Egitto e il P er, dove l'endogamia e la preservazione del tipo nazionale furono meglio assicurate che la civilt raggi unse il suo pi a lto grado di splendore e di stabilit Perch insomma dall'univo cit deg!'is { inti nasce la volont particolare e inconfon dibile d'un popolo, che ad essa de c !a sua costituzione in grande nazione, i suoi trionfi e le glorie, la bellezza della cultu : a, il possesso delle virt corporali e spirituali di cui va giustamente fiero. 22

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codice indiano del seco lo XVII: l'episodio raffigurato la reminiscenza dell'incontro fra il re Sassanide ., Khossav Pewiz e la principessa Scirin, in un poema persiano di Nizami. "Quando due razze S mescolano due parlano nel petto dell'uomo e questi malfido, irresoluto" Il che fe::e le nazioni anti
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RAZZA E AUTAR Abbiam o scartato nell'artic o lo introduttivo alla prim a tapp
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1m fenomeno o rmai consegnato al temp o a tranquillamente definibile e codificabil e l/ nostro r azzis mo in atto N o n sol tant o n on ha esaul'it o il s11 0 compit o come tr oppi tAort e bbero, ma n on ha nep pme cominhato ad espletarlo m pi eno S iamo ancora nell a prim a fase ; si costmiscono le fondamenta Una coscienza raz z iale sta f a t icosammte nascendo l tali a: c l'avve rbi o non ecceJSivo, p erch se da un lat o la nostra razza tra l e pit anti c he e g l oriose e pure e e>ompatte, dall' altro l'equivoco dell'tmiversalismo pesa terribil wente s ull a n o stra otltur a e fa p arer so s p etto 111110 ri che t en d e a individ11arci l'lgorosame n te e a darci tma ge losa c o s cienza n a zion ale. E' 11na lotta as.ra i s imile a qu e lla_ che in altro campo il Fascismo ha sost enuto p e r rendere popolare il ronce ll o di A111ar rhia ; ma pit difficile p erch t vantaggi materiali de/t Autarchia e i p erico li del/ti wggezion e e conomica all'estero speci e d o p o l'es p eriment o sanzioni s t a sono a J sai pi c hi aramente e imme di a t amente percepibi/i dei vant :1ggi di una nella indi t idllalit razzia le e dei p e roii di 1ma, si a pur p arzia l e e dissimulata dipend en z a d a alt r e razze Eppure, i l pmblema 1mico. La difesa de lla raz za 11na forma d i autarchia, an z i l'autarchia delle aularC'hie; e l' altlar rhia s i risolve in tm p otenz iam ento di tut ti i mez z i att i a difendere la razza. Non s i pu seriamen te dire a d un p o p ofo: B asta a te stesso!" se non gli si detto: "Sii te s t esso!"; 11011 si pu conqrlistare i n pien o la pr o pri a p erso nalit fisica morale e spirituale che quanto dire /.1 propria razza. se non si p osseggono i mezzi per difen d e r e tale p e r sonal it d a og ni assalto esteriore. Ch i insiste nel sos t e n ere che il razzismo i tali ano tma merce d'importazione, do t rebbe riflet!ere l l q11esta complementariet fra di fe s a 1azz i a l e e p otrmzi ament o arltar (hico della Naz i one: il razzismo non pu essere c he orig in ale anzi -p e r d e fini zione l' origi n a lit stessa e si risolve in un progressivo irrobustirsi delle radici del l'i1ldividuo e dell a N a zione e nell'inesora bile lott a contr o ogni s p ecie di parassiti. Si pensi a l parassiti'smo e br aico : il prim o ne mico dell a b a tta glia razziale come di quella autarchica; i l nemico pi p erirolo s o p erch intemazion a lmei1te org a nizzato e fomito d e lle armi meglio dis sim ul a te Ci si ricordi che l a p vasta congiura or dita per s t r a11g o i are l a razza i tal iana -la cong iura s an zionista nacque pr o p rio s ul terreno eco nomico, e bb e gli ebrei p e r principali arte fici e s/lscit l a m eravigliosa r eazione at1ta1 c hica. C come si diceva. il pr egi11diz i o uni ve1'Salistico. L rmit ersalismo a parel'e di molti, sarebbe la nostra grandezza ; butta!ldolo alle o rtiche noi rinnegh eremmo l a parte migli ore delle nostre tt'adizi oni. Quali 2 S Arsia: Pcu:sa dell'Impero Panorama di Arsia

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tradizioni? Se veramente gloriose, esse si possono ricondurre sostanzialmente ad una : l a tradizione di Roma. Rom a f11 ed uni versale: ma lo fu e lo in modo attivo riempiendo di s, dei suoi soldati o della ma fede o del suo diritto o della Jlla dot politica e "Joriaie. l uni-vas o inter o Ci 11011 contrasta con la coscienza di razza anzi, ia sublimazione di tale co senza. che tanto si pot e nzia da a/Jrarre a s e a .r solt()pon e senza menomare l a propria individ11alit. le es pressioni civili delle altre mzze. C os rome i' autarchia n011 in con tra s to con l'es por/a z ione. anzi, te11de in ultima analisi ad accrescerla. Ma i s ignori 11niversalisti non so g11allo p11rtro p p o l'l tali a integra e quadrata delle legioni o dei Santi. ma un Italia-bordello in mi sia possibile ai&ergare cortesemente i pi noti cialtroni dt ll'antifascismo internazionale proteggen doii .rotto 1'11sbergo di tma c11itma che si rottra e ad ogni determinazione nazionale e razziale; gli tmiversalisti sognano le C011-z,ersazio1li da salo/lo della marrbestJ X o ieJia baronessa Y t'ome aiome signore sognano il ca p p e/lino di Parigi o il tessut o di Londra Del resto questa piaga ben 110ta all'Italia Nel 700, come ne/1' 800 cone nel '900, in arte rome in lelleratura come in politica coloro rh e si so n voluti spacciare per moderni s i sono beati di tmiversalism o o di cosmopolitismo come si preferiva nna volta. Bisognerebbe ries11mare le fmrtate del Baretti ma sarebbe troppo onore. l'oich egli combatteva almeno contro gente fornita di vasta e solida m/tura ; me11t1e gli tmiversalisti del giorno d'oggi non banno di 1miversale the l'ignorm1za Essere razzi s ti significa essere Italiani ; e 110n v' modo migliore di esserlo che q11ello di lavorare per l'Italia. l migliori razzisti sono i contadini, gli operai, coloro che tidianamente hanno il privilegio di misu rare, nella fatica delle proprie brarria la faticosa ascesa del lavoro itaiiallo l migliori razzisti sono soprattulto i coloni e gli ope rai delle citt volute e fondate da Musso Imi delle citt autarchiche per erre/lenza Studiammo. la volta scorsa, la n11ova razza che, wtto l'a11s picio mussoliniano sta sor J;endo nell'Agro Pontino; ci accingiamo a desso a studtre la nuova razza di Arsia. la citt dei carbone Studiare mal detto; si tratta di contemplare e di sentire. E' u11 l'londa 111/0vo che sorge attorno a noi ; nuo vo e antiw, come l'Italia. E' il t1 ionfo dei lavoro ed al tempo stesso il sovve rii mento del ooncetto di lavoro lasciato in tris t e e malsano retaggio. dall'Ottocento. Il problema sociale la lotta di classe, i saai ditti: vocaboli t 1 uoti di senso. Q11i c' soltanto una razza che ha ritrot1ato se stessa che vuoi bastare a se steua, che lavora per la propria 1 1 ita e la propria grandezza. Nel .roteo tracciato dall'aratro come nelle an fratt!losit cbe la perforatlice va duramente esplorando, uno il seme: il lavoro. E questa la vera I talia. (.Promotore LA DIFESA DELLA RAUA DAitipiani c.akarei del tipo dell'l!ttria Bian. c.a. ffiiiiiiil ripiani c.alc.arei dell'lstria Rossa Sinclinali marnosoarenacee .... Va Ili morte

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antiche leggende hanno popolato d i mostr i i l s otto suolo; il medioevo lo ha popolato di diavoli; l'et m oderna lo sta popoland o d i uomini Il salto c os brusco, che non poteva avvenire senza turbamenti; ed ha infatti generato quella serie d i pregiudizi per cui ancor oggi l a comune degli uomini considera il lavoro d i miniera come necessariamente dannos o alla s a lute, fisica e morale, della razza. Proponendoci d i pa.rlare dei minatori dell' Arsa, non potevamo evidentemente non appuntare in primo luogo l a nostra attenzion s u questo problema; giacch. s e f osse vero c h e la vita di miniera danneggia in ogni caso la razza, noi saremmo stati costretti, nella nostra qualit di italiani, a r i tirarci in buon o.rdine d i front e alle necessit economiche c h e suggeriscono l'incremento del lavoro minerario, ma non avremmo potuto, come razzisti considerare il problema che da un punto di v ista negativo Ci s iamo dunque rivolti al dirigente del servizio sanitario dell' Azienda Carboni Italiani ad Ar si a dott. Vascotto il quale, dopo un quadrienni o di esperienze fatte sul luogo, in grado pi di chiunque altro di da.re un giudizio sereno e documentato al proposito. Le considerazioni che seguono sono appunto il frutto della nostra conversazione col sa nitario. Le domande a cui dobbiamo rispondere sono sostanzialmente due: l ) Il lavoro d i miniera, per se stesso, e a parte le specifiche condizioni i n cui si svolge ad Arsia, nocivo alla razza?; z ) Esistono ad Arsia condizioni speci fiche per cui il lavoro minerario danneggia la razza? MINATORI DI ARSIA AL LAVORO

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Il piccolo Andreuccio Macrl ( i l cognome r ivela l'origine calabrue) il figlio Lupa pi popolare di Arsia. Quanto alla prima domanda, ovvio rilevare che i l lavoro del minatore fra tutti, quello che si compie in cond i zioni ri d isagiate e malsane. A ltro lavorare la terra sotto i l >ole, respirando a pieni polmoni l'aperto cielo ; altro nel sottosuolo, ove l'aria difetta o manca, ove le _estremit si infangano e tutti gli arti bevono umidit. Ma queste considerazioni non dPbbono inciurci a ritenere ser.z'altro che il iavoro di miniera dannegg! la razza. In primo luogo, b i sa..;.r.a continua battaglia; un'avanzata guerresca che si compie attraverso il superamento di ostacoli sempre diversi. Il minatore non pu pensare ad altro, quando impegnato nella sua dura fatica; come il soldato durante un'azione, come il marinaio in manovra, egli tutto nel suo lavoro e tutto ci che lo circonda fa parte del suo lavoro. Egli tutto azione, il meno passivo fra gli esseri del creato, poich, solo fra t utti, ha il privilegio d i scavarsi con le proprie mani la via e l'or i zzonte, e non persegue l'altrui traccia che per p.rolungarla. Si nasce minatori, come si nasce navigatori; e come nessuno oserebbe dire che la vita di mare, per il solo fa tto che essa duri s sima e r ischiosissima, danneggi la razza; cos non s i pu a pri ori affermare che. la vita della mi niera sia razztal mente nociva. Coloro che la praticano sono atti a praticarla.

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Questo modo di considerare il problema potrebbe tuttavia parere semplicistico; e lo sarebbe, se non aggiungessimo altre osservazioni. La privazione della luce solare per molte ore del Qiorno importa naturalmente un rallentato sviluppo delle vitamine nell'organismo dei minatori; ma i l danno non deve ritenersi maggiore di quello che subisce l'organismo dei tanti impiegati, i quali, oltre ad esser lontani dal sole per molta parte del giorno, non godono nemmeno il privilegio (razziamente si tratta di un vero e propno privil egio) d i esercitare le membra alla fatica e l'animo al rischio Il problema non consiste dunque nell 'evitare che la luce solare manchi agli indi v idui durante il lavoro il che corrisponde ad un'aspirazione. ideale, ma non alla dura realt economica; ma nel far s che, a lavoro finito, gl i uomini possano recuperare almeno i n parte in un ambiente sano, le energie perdute. Non si MINATORI DI ARSIA AL LAVORO tratta quindi pi di lavoro, ma di dopo-lavoro; a la vita di miniera viene cos posta sullo stesso piano d i qualsiasi altra occupazione. In Italia sotto questo riguardo, s iamo senz'altro all'avanguardia. Il Fascismo tutela il lavoratore non soltanto mentre lavora, ma in quanto lavora e produce. L'assistenza f a scist a a l : lavoratore non si limita alle ore i n cui egli compie la quotidiana fatica, ma si estende all'intera sua vita e a quella della sua famigl i a Lo stato tutela il contadino, l'operaio, l'impiegato, la razza, non i campi, le fabbriche, gli uffici, la produzione; il problema sociale risolto nelle cause, non affrontato negli effetti Le c itt fondate dc Mussolini per i lavoratori sono la, pi grandiosa testimonianza di ci Ecco la profonda ragione di Littoria, di A rsie, d i Carbonia. Fermiamoci alla seconda. Si accede alla miniera per un arco, e dall'arco si entra nella piazza principale del paese: p iazza dell'Impero, g iacch Arsia, carne Aprilia, nacque in periodo sanzionista. 32 I minatori rivedono contemporaneamente la luce e la loro casa, il loro ort icello -poich ogni casa dei minatori d i Arsia hal'orto amorosamente coltivato -]al sede del loro Fascio, la loro Chiesa, il loro campo sportivo, la loro piscina, le scuole e l'asilo dei loro bimbi. Non tutti abitano attualmente nel paese; parecchi debbono recarsi lon tano, con la corriera, con la bicicletta, a piedi; ma si tratta di uno stato di cose temporaneo, poich gi un altro agglomerato di bitazioni sta sorgendo, a Pozzo Littorio presso A lbana, e altri ne sorgeranno, via v i a che nuovi sbocchi si apriranne alla miniera. Ad ogni modo, se coloro che risiedono ad Arsie risentono pi d irettamente i benefici dell'organizzazione fascista, a nessuno difetta l'assistenza, medica, poli t ica, morale. E dunque chiaro che la vita di m iniera, per se stessa, non pu danneggiare la razza dei lavoratori di A rsi a, ma, al contrario la ritempra. Alla seconda domanda, se esistano cio ad Arsia condizioni specifiche per cui il lavoro minerario possa danneggiare la razza, occorre rispondere con pi precise considerazioni La classica malattia dei minatori l'anchilosto-

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miasi, anemia progressiva generata da un terribile ba cillo, che fu scoperto dal Dubini nel 1838, durante il traforo del Gottardo, e che in quella sola occasione falci ben diecimila vite. L 'esistenza d i un bacillo in 1,m determinato ambiente non pu mai essere esclusa a priori; ma l'esperienza d i un quadriennio (esperienza scientificamente collaud a ta, perch ad Arsia esiste un Gabinetto batteriologico ed ogni minatore viene sottoposto a preventiva e rigorosa visita sanitaria) permette d i affermare che nessun caso di anchilostom iasi s i finora verificato Il dott. Vascotto .ritiene che_ l 'ambiente sia assolutamente sfavorevole allo svilupparsi del germe; e identico parere stato espresso dal prof. Casagrande, dell'Universit. d i Padova La ragione spe cifica d i q.uesto fenomeno non ben chiara. V chi ha affermat o che all' anchilos!9ma nuocerebbe la presenza d i minerali di zolfo n e l sottosuolo d i Arsia; ma tale ipote si sment ita dal fa tto che nelle z olfar e d i S icilia l'anchilo stomiasi imperversa fino a raggiungere percentuali del 74 per cento di lavoratori colpiti Forse fon data, invece, l 'ipotesi che attribuisce i l me.ri to della mancanza del !err ibile germe, all a presenza, nel sottosuolo dell' Arsa, : acque radioattive particolarmente efficaci. Come si detto, per, noi-l possibile al riguardo alcuna aprioristic c asse.rzione ; ed _perci che la prevenzione dell'anchilostomiasi viene attivamente perseguit a ad Arsia, s : a per impedire che lavorator i immigrati diffondano il contagic (la malattia abbastanza diffusa in Italia e specialmente nell Umbria), sia perch non abbiano a verificarsi condiz i oni ambientali favorevoli -soprattutto dal punto d vist a igienico -allo sviluppo del t erribile morbo. Altr a malattia classica delle miniere la sili c osi ; ma questa assolutamente esclusa ad A rs i a poich si svi luppa nelle miniere s i liceB ricche di graniti e di quarzi. La polvere d i carbone notoriamente innocua. Pr ima del Fascismo, i l bacino dell'Arsa e r a infes tate dalla malari a ; ma con l a bohifica, in iziata nel 1927, anche .MINATORI DI ARSIA AL LAVORO questo morbo scomparso; e le condizioni sanitarie d i tutta la zona sono notevolmente m igliorate L 'unica malattia che si riscontra fra i minatori i n dipen denz a del loro lavoro il reumatismo: abbastqnza d iffuse, ma non grave e affatto nocivo alla razza. In linea generale, e concludendo, l'intensificato lavo.r o delle m iniere carbonifere ha giovato, anche raz.zialmente, a tutta la zona limitrofa i n quanto ha di molt o innalzato le condizioni economiche. delle popolazi oni locali contribuendo ad una parallela elevazione fisica e spirituale. Il livello di mortalit, che prima della bonifica e dell' inaugurazione d i Arsia si sui quaranta anni, si aggira adesso sui cinquanta, con uno sbalzo molto forte e straordinariamente significat ivo. E non si tratta d i un punto d'arrivo ma d i un processo i n atto, i cui risultati, indubbiamente posi tivi, non potranno essere misurati che fra qualche anno.

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giunge ad Arsia si sente un po' minatore E' cos1 Improvvisa, la sco perta della cittadi n a all'estremo lembo della valle del Carpano, e cos gaia, dopo tan ta distesa di pia n ure brulle e assetate da far pensare pro p rio ad un filone d i m i nerale prezioso, cui si s i a pervenuti sdavando questa terra asprigna e squarcia n do questo cielo di piombo. L Istria, del resto, tutta cos : paesaggi cupi e taciturni, su cui di tratto in tratto s'eleva il grido di un campa n ile snello o s'allarga i l sorriso d un abitato E' l'Italia, l'eterna, che si riscuo t e dall'allucinazione in cui le petraie del C :uso sembrano gettarla, e ci ricorda la sua inconfondibi l e presenza. Tutto ci che bello, qui in I stria, storica mente e razzialmen t e ita l iano I nuclei slavi immigrati come vedremo in epoca assai tarda, pur essenoo numericamente cospicui, in misura m i nima al progresso civile della regione Prima del Fascismo, la zona di Arsia, che ora offre lavor.o e vita a migliaia di operai e di contadini era un vallone brullo e deserto, ab i tato da poche d i contadini slavi, in parte paludos o e malarico apparentemente negato ad ogni progresso Attualmente dopo un decen n io di italiano lavoro la bonifica compi u ta, una citt sorta, un'altra sta nascendo magnifiche strade assicurano rapide c.omunicazion i le miniere producono a pieno ritmo. La razza di Arsia e del territorio limitrofo attualmente un miscuglio di quasi tutti i sott:ogruppi italiani, ch i minatori provengono da ogni parte: con prevalenza per, di istriani e di veneti, ai quali si aggiunge un buon numero di toscani e di calabresi, qualche sardo, qualche siciliano. Il processo di amalgama, che a Littoria in corso, qui appena agli ini z i, data la gio vanissima et d i Arsia, bimba non ancora quattrenne. Ed processo pi faticoso che a Litt o ria, poich men t re nell'Agro i c:oloni so n o i virtuali padroni delle case e delle terre che abitano, qui i minatori non 5ono che gli affittuari delle loro abitazio ni; e pi difficilme n te quindi acqu i stano quel colore locale uni t ario, che favorisce le unioni fra gruppi diversi e smussa rapidamente gli a n goli dei particolarismi regtOnali. D altra parte i l lavo r o P iccole Italiane d Arsia durante la distribuzione della Befana Fascista 34

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La Festa d eqli Albe ri dell'anno XVII. presso Areia, Furono piantate 15.750 piantine. della 111101era favorisce me glio di quello dei ca mpi il pocesso unitario. m natori fatican() gomito a g omito giorno e notte; si conoscono, si giudicano, s i ama no c ome c ommilitoni; son o legati da vincoli strettissimi di solidariet e di camera usmo Anche le ore di libert sono trascorse in comu ne : nei locali del nel campo sportivo, nell a piazza ove h a nno luogo l e aduna nze, nella chiesa. Le diversit d'origi n e s i attenuano, si dimenticano di fronte a tanti c oncreti motivi unitari ; e i caratteri sp irit uali della nuov a ra zza n ascente si plasmano ancor prima c he possano delin earsi quelli fis ici. Demografi ca mente Arsia in l inea: l'indice di natalit supera il quaranta per mille ; ogni dieci nati si con tano i n una settimana due morti. Molte sono le famig lie numerose ; forte e fiorente la giove n t. Si rimane sorp resi per c orre n do le vie della c itt adi na, per il g r an numero de i bimbi dai c apelli neri e dagli occhi scuri; ci si a tt ende r eb b e, in un ce ntro situato presso i c onfini settentrional i d'Italia, u n 'asso luta prev a lenza di tipi biond i ; ma l' elemento meridionale non man ca, nel substrato r a zziale di Arsia e determina evide n teme nte quest'apparente anomal ia. Al miglioramento della razza dell'Arsa potentemente l a bonifica, c he ha r isanato 4 830 ettari di terreno e h a esercitato il suo benefico influsso su tutta l'Istria sudorienta l e c on un c omplesso d i 50 mila a bit anti An c he questa bonifica, c ome quella Pontina era sta t a pi volte progett ata e tentata. La pa l ude traeva ori g ine dal lago d'Arsa, gia ente in un ba c ino di erosione, fra le pendici calcaree de i mont i della Cald i era e l a zona c ollin a re marnosa. L 'e stensione media dello specchio d'acqua era d i K mq. 6,58; me dia, perch i l lago subiva accrescimenti e decrescenze periodi c he. L'affluent e del lago d'Arsa era il torrente Bagliunsizza mentre l'emiss a rio si perdev a nella zona paludosa occidentale, detta R achi ta Abbast anza lunga la stori a dei tentativi e pro gett i di bonifi ca. Nel 1771 i tecn ici idraulici Bighi g n ato e John ( veneziano il primo a ustr iaco il secondo ) presentarono una relazione ai rispettivi Governi sulla bonifica dell'Arsa. S uccessivamente presentarono rela. zion i e fecero studi: i l Canelli e il Ducati nel 1858, il Fannio nel 1871. il Balilla d i Arsia, durante la distribuzione della Befana Fascista

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Casa eperaia di Arsia 36 Fanta nel 187 4, il Putick a diverse riprese in quegli a nni il Wenedikter nel 1898. Anche qui, c i voleva il Fascismo. Il via ai lavori, o ggi interamente c ompiuti, fu dato nel 1927. Ci siamo intrattenuti sulla bonifica, perch dal punto di vista razziale essa rappresenta in questa zona un fattore di eccezionale importanza L"Azienda C ar boni Italiani ha assunto in proprio la messa a Cbltura dei terreni bonifi cati, per assicurare alla zona mineraria gli approvvigionamenti pi n$sari carne, latte e verdure che altrimenti dovrebbero essere trasportati di lontano, data l'aridit della regione collinosa circostante. Si tratta stato detto, di un esperimento di autarchia nell'autarchia Nauralmente bisogna andar cauti: il comprensorio di bonifica non rende, almeno per ora tanto da potere assicurare l'autonomia alimentare della zona dell'Arsa, ma vi contribuisce poderosamente E contribuisce non meno ai miglio ramento della razza locale. Non solo in senso passivo per avere debel lato la malaria, ma in senso attivo, per aver dato modo a ce ntinaia di famiglie di dedicarsi alla salubre vita dei campi. Dicevamo che la vita della miniera razzialmente assai pi rischiosa di quella della campagna; ma im maginate un minatore che dopo aver temprato per anni il c orpo e l'animo alle durissime fatiche del pkcone e della perforatrice, abbia Ja possibilit in veq biaia o in ava nzat a maturit, di ristorare occhi e polmoni con un lavoro compiuto all'aperto, <*>n l'antico lavoro nella maggior parte dei casi, giacch quasi tutti i minatori italiani sono tratti dal c ontadinato; immaginate con quale gioia, e con quale giovament o un simile uomo curer la super ficie della terra di cui conosce i pi gelos i segreti. Come i Legionari di Augusto come i co loni ex-rombattenti dell'Impero mussoliniano, razza vera mente perfetta, che sa misurarsi nelle battaglie del lavoro con la stessa i:ena cia di cui ha dato prova in quelle delle armi; cos questa fiera razza di minatori trover nella fatica dei campi il c oronamento della propria epopea. Non bisogna dimenticare, per quel c he riguarda il miglioramento dei ter reni in c onnessione al miglioramento della razza, l'opera della Milizia Fore st ale. Il rimbosdtimento in atto su tutti i colli che circondano Arsia. Nuove possibilit, con il sorgere dei boschi, si aprono allo sviluppo economico della regione ; e al suo potenziamento demografico e razziale.

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Le m i g l iorate c ondizioni e c onomi c he della reg ion e i n seguito allo sfru tt a mento int e n sivo delle miniere contr ibui s c ono non poco a l migliorame nt o della razza Prima del Fascismo non era n o pochi, nella zon a limitrof a ad Arsi a i casi di tuber c olosi per denutriz ion e ; e Qc>n l a tubercolosi si diffon deva no in seg uito all' estr ema po ve rt deg l i ab it a n ti, a ll a m a ncanz a di ra pi de comu n icazi oni alla malignit del suo lo molte a ltr e m a l attie. O ggi, tutt o ci s c omparso L e miniere ese r ci t a no direttamente il lo r o influsso eco nomi c o per un raggi o di una c inquantin a di c hilometri; i nt eri nuclei etnici che prima avevano nella m ag r a p rodu zion e dei sassosi terreni l'unico e in certo reddito ades so debbono a ll e miniere l e lor o migliorate cond i zion i di vita. Ed un mi g lioramento ap pen a i nizial e ; giacch l e miniere dell'Arsa sono i n fase di progressivo sviluppo e tendono ad accres c ere rapidamente l a pro duzi on e e la massa degli opera i occu p ati Attualmente, i minatori oscillano fra i c i nqu e e i settemila Ad Arsia, essi dispo ngono di tutto il nec essario pe r vivere in modo salutare e c onfortevole. Il servizio san i tario assicurato da quattro organi : la Cassa malati, il medico de l comu n e il medico di fabbri c a l'In fai l ; senza tener c ont dei modernis simi impianti sanitari pe r l infanzia, esistenti nelle scuole e n e l l'asil o gestito in modo esem pl are dall Ente istriano I tal i a Redenta. La casa ope r aia tipo costi tu ita di quattro appartamenti distr ib u i ti in due piani : ogni ap parta mento si c ompone di una cucin a-stanza di soggiorno e di due stanze da letto oltr e i servi zi; h a un ingresso separato ed accesso pure separato e d un a ppezz ame nto di cir ca duecento metri qu adrat i di terreno, nel quale l'operaio dedi c a a lle c olture ort iv parte del tempo libero dal lavoro min e r a rio Ogni a bit azio ne f ornit a di acqua potabile e d'illuminazione elettric:a Un alberg o per 152 operai si eleva sopr a le casette operaie in mezzo al villagg io con un ampia area riservata per il giardino; un altro albergo, per impiegati sca poli sor ge al limite fra la piazza e il villaggio operaio; mentre le a bitazioni per g li impiegati e pe r i diri ge nti sorgono a monte della piazza La sc uola di. cir ca 4 00 alunni l'asilo di 60 bambini N va dimenti c a to anzi da a nnoverare in prima linea fra le provvidenze fasciste che assicurano il potenziamento razziale dell'Arsa il Collegio per i hgli de i minatori caduti nell adempimen!o del loro do v ere, sorto a Pisino per volere del Duce. Interno della chiesa di Ars i a

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Veduta assonometrica d i un'abitazione per minatori TOPONOMASTICA nll a storia razzial e dell'Istria ancmo occasione di i ntrattenerci in prossime tap pe di qu esto viaggio r azz iale. Qui a cc en neremo so lt a nto a qualch e dato di caratte r e g e n e rale, m a <:i soffer m e r c m o particolar mente sulla zona sud-ori e ntale della pen i sola istriana, -cio s ul bacino dell'Arsa. Il nom e di st ri a iene gene ralm ente coll egato all'antica denominazione del D a nubio: Istro. Per spiega r e tale c o incid enza. si fanno v a ri e ip otesi. C' chi, semplice m e nte si limita a s upporr e che in !stria ci fosse un fiumic e llo detto Istro e che d a esso prendesse poi nom e l 'i n tera regi o ne. C' chi pensa che gli antichi s c am bias se r o un fiume cleli'Istria per un ram o del D a nubio ; e c h i suppone trattarsi eli una sem plice trasposizione eli nomi do v uta ad er rori di lettura d e ll e a ntichis sime carte geo grafiche. Quanto ad Arsa c Arsia, il De Franceselli (L l tria Parcnzo, 1879) lo riti e n e nome di origine greca, poich n ell'Arcadi a c' un piccol o fium e di n o m e Ar c. Ma qua l l a primitiva o rigin e di questo n o m e? arebbe scduce1lle, a nostro aYviso, l 'ipo te s i che riportasse Arsia ali radic e or l a radice ariana per ecce ll e nza si n o nim o d i nobilt di razz a. Arsia. cio l'ariana la nobile: appcllati,o pi ric co eli si. gnificati il Fascismo non poteva t r ovare. p e r qu es ta sua figlia prediletta. Una localit eli n ome Arsia, p r ess'a poco nello stesso s it o in cui attualme nte sorgl la citt istriana del carbone. sorgent an eh in epo c a molto r emota. :-.iella Tabu/(1 Pculin_qeria n a una dCll e pi antich e cartl d'Italia ri alcnte al IV ccolo dopo Cristo. si t r o ; a l'indicazion e di un a << Sta t i n A r s i a fra Barbana c CastehluO \'O, c io n ei pressi dell'attual e Castel nu ovo all'Arsa. N e parl a anche l'anonimo R avenna te: cd probahil c che, siccom e nei testi poste riori all'ottavo se col o la localit n on pi m e n z ionata. essa s i a stata distrutta, ass iem e a molt e altre cit tadi n e dell'Istria. dalle terribili incur ioni, assai frequ e n ti in quei seco li. dei pirati Sarace ni c Narcntani. G E o L o G I A Geo l ogicamente, la zona di Ar i a f a parte della c os iddetta Istri a r ossa. r geo loghi di,idono infatti ristria in tre zo ne: bianca gialla (o grigia) c ro ssa. L l stria bianca la zona ca r sica: r eg i o n e calca r ea di et c rctacica L'I stria gialla. o grigia la p e n i so l a fra Trieste c Fianona: zo11 a

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arenaceo-marmosa, di et aocenica. L'Istria rossa la parte meridionale, costituita da un ripiano calcareo. Il prodotto rossastro che ne colora il suolo dov u to appunto all'alterazione chimica d ei calcari. ETNOLOGIA Oltre alla compagine razziale prettamentc italiana; nell'I tria vi ono gruppi etnici slaYi c 'romeni. Gli italiani discen dono dalle antith e popolazioni romanizzatc e da nucl ei di veneziani, friul ani. roma. gnoli, marchigiani, pugliesi e lombardi. immigrati nelle diverse epoche I Romeni. detti lstro-romeni, immiglfati nel se col o XIV c in parte slavizzati. occupano qual che villaggio (Munc, Seiai1e) dell'altipiano detto dei Cici, e il comune di Val d'Ara (questi ultimi s i icono Rimliani). Gli slaYi vi non sono tutti della medesima stirpe e lingua: a nord si trovano g l i Sloveni. fino alla Dragogna, a sud i Croati. Nell'Istri a rossa la densit della popola zione inferiore alle altre zone: 53 abi tanti per chilom et ro quadrato. Il 67 per cento circa d;ia popolazione vive d'agricoltura; eccettuata, naturalmente la zona ) di Arsia; ove il lavoro minerario ha forte-mente alterato l a vita econom ica degli abitanti. La qu estio ne dell'italmitJ razziale del. l l stria 1wn ha nepptwc bisog11o di esser proposta, giace/t i nuclei eterogenei so-t1o pen e tra t i in l stria t epoc h e molto tarde e sono stati sempre, sja cizilmen tc, che pol iticamcnte ed ecollomicame .ntc, iu COlidizioni di assoluta inferiorit di fronte di Araia -(al centro): Bimbi di Arsia alla colonia marina. aU'autoctono c predo1ninant e gruppo raz ziale italwo. Baster un rapido sguardo alle vicende storiche c razziali dell'I stria, per esserne convinti. VICENDE E R A Z STORICHE Z I A L I Molte leggende antichissime sono localizzate in !stria, alle foci del Timavo, a Pola, nelle isole del Quarnaro: gli Argo. nauti, Medea, Apsirto. E' op inione comun e degli studiosi che tali leggende adombrino antiche relazioni fra la civilt istriana e l e civilt preelleniche; ipotesi che sembra confermata dalle decorazioni di tipo n:iceneggiante .rinvenute nella necropoli istriana di Nesazio. Il fiume Arsa era fin da tempi r em oti il confine orientale etnograficamente fissato, dell'lstria e insiem e dell'Italia augu-Il proqetto della Casa del Balilla di Arsia

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-t ca, al di l del q u ale e r a i l p aese dci Li. h u rni. m c n t a sdtN1tri o n c i G i a p i d i c i Carni coniinav;n o co n gli J st ri Q u est i penetraron o nella regione ve r so i l seco n do milltn nio avanti Cristo, con un a d i qu e ll e .lrt: o ndate illirich e che sono state s tu diate dal Pull ( Italia-Genti c Favelle) : dei liiJnrni la p ri m a dt:gli Japigi l a seco n da,
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Veduta della valle d .el Carpano. della costruzione di Ars i a p a g a ni s l aYi, po ich egli li iee e immigrare nelle lerre d e lla Chiesa e del popolo con sua colpa e per nostra perdizione:$). Grazie a l placito, gli abitanti italici dell'Istria riebbero le antiche prerogative e l'immi grazione d e gli slavi fu vietata. Ma in -eguito, permanendo le cause che avevano determinato lo spopolamento e non essen doci un Imperatore dell'autorit di Carlo .\iagno slava ricominci len.a vificarsi. Comunque, il pia cito che abbiamo citatQ dimostra {;he fino al periodv franco, fino ad un'et, cio, in cui i caratteri fondamentali della razza italiana si erano gi chiaramente e definitivamente determinati, nessuna intrusione straniera aveva contaminato la purissima itatianit dell'Istria. L'immigrazione slava ebbe carattere esclusivamente rurale e si distese nell'interno della penisola istriana senza influire minimamente sul corso della civilt e della storia deli'Istria. rei secolo XII cominci ad affermarsi in I stria la di Venezia ; e fino a tutto il secolo XVIII f e vicende istriane si fon dono e si confondono con quelle della Se renissima. Sono vicende spe so burrasOse, perch Venezia deve lottare a lungo contro gli Imperatori germanici e poi <:antro l'Austria, per mantenere intatte le proprie prerogative e liberi i propri ma razzialmcnte non si verifica alcun avveni mento di fondamentale importanza. Continua l'immigrazione s l ava, favorita e a volte promossa dai Governi imperiaii e austriaci, specie nell'ultimo scorcio del l'Ottocento c nei primi anni del Novecento. l Romeni di cui abbiamo parlato si sta bilirono nell'Ist ri a meridionale in epoca t arda. Si ha al riguardo notizia che nel I 540 il Governo veneto fece immigrare nei dintorni di Pola settanta famiglie prove n :enti da Napoli di Romania, oggi Nanplia. L istroromeno cui abbiamo precedente ment e oggi parlato in du e grup. pi di villaggi divisi da Monte Mag giore. Il gruppo settentrionale comprende i l villaggio di Sciane, eli 540 abitanti, in provincia di Fiume. Il gruppo meridional e formato dai romeni del comune di Val darsa c comprende sette paesi con 2044 abitanti. Dei dialetti dell'Istria ci occuperemo pi particolarmente in una delle prossime tap pe di questo viaggio; ci limitiamo per ora a ri )eyare sommariamente che anche nel campo linguistico gli immigrati slavi h an no subito l a prevalente infl u enza della razza italiana; tanto che notevoli diffe r e nze fonetiche e soprattu t to Jessicali di stinguono il linguaggio degli slavi istriani, da quello degli altri gruppi slavi finitimi c abitanti in terra straniera. La lingua deli'Istria, come la sua civilt, quella di Roma e della Serenissima. I precedenti articoli su Ania costituiscono la seconda tappa del 'riaggio razziale per l'Italia. compiuto da Da Arsia. la ferrovia -trasporta il carbone porto d'Arsa, per l'imbarco 41

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o DELtA BARBARIE Altro primitivo altro barbaro. 11 barbaro gi guasto, il primitivo an<.:,ora non maturo * La barbarie non consiste principalmente nel difetto della ragione ma della natura. * "' Non bisogna credere che un ppolo non sia barbaro perch non somiglia ad altri barbari (come se i mao mettani non fossero barbari perch non sono antropo fagi). Vedete quante sorte di barbarie si trovano al mondo laddove la natura una sola. Per<1t questa ha leggi immutabili e fisse, ma la corruttela varia infini tamente secondo le cagioni, e le circostanze, vale a dire i costumi, le opinioni i dimi i caratteri nazionali. DELLA GRANDEZZA Gli esercizi con cui gli antichi s procacciavano il vigore del corpo non erano solamente utili alla gueira. o ad eccitare !"amor della gloria ec ., ma contribuivano, anzi erano necessari a mantenere il vigor dell'animo, il coraggio, le ilhtsioni I'entusia mo che non saranno mai in un corpo debole in somma quelle cose che cagio nano la grandezza e l'eroismo delle nazioni. Ed. cosa gi osservata che il vigor del corpo nuoce alle facolt i ntellettuali e le immaginative, e per lo (Oiltrario l'imbedllit "del corpo favorevolissima al riflet tere e chj riflette non opera, e poco immagina, e le grandi non son fatte per lui FILOSOFIA SENZA RIVELAZIONE La filosofia i ndip end e nt e dalla religione, 'in sostanza non altro che la dottrina della scelleraggine ragionata; e dico. questo non pa rla ndo cristianamente, e cpme l'hanno detto tutti gli apologisti della religione, ma moralmente. Per ch tutto il bllo e il buono di ques t o mondo essendo pure illusioni e la v i rt, la giu tizia, l11 magnanimit ecc. essendo puri fantasmi e sostanze im maginarie, quella scienza che viene a scopr ire tutte que ste verit che la natura aveva nas coste sotto un profon dissimo arcano, se non sostituisce in loro luogo le rive late, per necessit vie ne a concludere che il vero p artit o in questo mondo l" essere un perfetto egoista e 1l far sempre quello che ci torna in maggior c omodo o piacere. IL DISPREZZO FRANCESE .G' osservabile come i francesi mentre sono b nazione pi moderna del mondo per costumi ec. abbiano tutta via quella disposizione antica c h e ora tutte Je nazioni civiJi banno abbandonata; voglio dire il e quasi odio degli stranieri. Il quale non pu tornar loro a nessuna lode, perch contrasta assurdamente coll'eccessivo moderno di tutte le altre loro opinionj co turni ec. Ed tanto pi ridicola, quanto nei greci finalmente era ra gionevole, perch non ave ndo c onosciuto i romani se non tardisSimo (vedi MONTE, Q tEU, GrdJ'ldettr cc., eh. 5, p. 48, e la nota) non c'era effettivamente altra nazione che gli uguagliasse di grandissima lunga. E quanto ai Romani noto che non ostante il loro sommo amor patrio furono sempre lmparzialis imi nel giudi care degli stranieri, anzi ebbero per istituto di adottar sempre tutte quelle novit forestiere che giudicavano 11tiii, qu ando anc he per adottar queste bi ognasse k dare o correggere le. loro proprie u anze.

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tJitestionario )uuubCIIle Venumo, da Moncalieri: innegabile che l'agricoltura tutta abfatto progressi immensi, sotto le sagaci l.-cdirettive del fascismo: sia quantitativame te sia qualitativamente sia autarchicamnte: tanto da renderei quasi indipendenti da altri paesi. Inutile dire che questa magnifica affermazione della agricoltura porti grande vantaggio alla nazione, materialmente e moralmente. Ma non -ostante ques to ho notato una certa regressione dello spirito del contadino. Sar il modemismo, la motorizzazione, sar una legge ineluttabile, sar quel che sar, ma secondo me i l contadino subisce il fascino d i un inesplicabile fenomeno oc-culto e deleterio. Il contadino sente ogni giorno pi questo f ascino Non tanto i vecchi, quanto i giovani. Sono sempre fedeli alla. loro terra, ma non pi come tempo addietro. Pare che non pili -lavorino l a terra con quell'amore, con quell'orgoglio, con quella _alacrit che li mettevano a l primo posto nel campo dell'umana energia. Pare che lo spiri to del contaqino, fino a poco tempo fa puro, sereno, giust o e lavoratore, sia stato contam inato da qualche inspiegabile fatto innegabilmente l a moda e le agi a tezze edonistiche di adess o ne hanno alterat a la figura esteriore e interiore. Troppo spesso ora il contadino scende al piano a frammischiarsi, razzialmente parlando, coi cittadini e borghesi: da cui a ttonitamen te si autoinfluenza. E molti sono questi. Scendono tra i cittadi ni, prendono cognizione di una vita (secondo essi) differ ente che reputano migliore della propria. E ssi, che poco sanno, credono di appartenere all'ultima genia di gente abbietta, e non a gente privilegiata, perch di razza p i pura delle altre. Certi pregiudizi che incidentalmente si formano nei contadini, di per se facilmente influenzabili, hanno l'azione del risucchi dell'acqua salata, che a furia di sbattere contro l o scoglio, lo l e iga e lo consuma. Non parliamo poi delle nuove generazioni, i cui figli non vogliono pi sapere di lavorare la terra. Essi scendono nelle citt e vanno a rinchiudersi in una fabbrica ad intossicarsi il corpo e ad alterare il loro anIleo carattere. E non vogliono pi sposare le loro conterranee, che considerano in feriori. Cos non solo assistiamo ad una lenta e quasi invisibile degenerazione del carattere agreste; ma ad una tendenza all'esodo, che incide decisamente su fattor i etnogra fici e demografici. Bisognerebbe p rima di tutto impedire in modo tassativo l'ammissione alle fabbriche di chiunque abbia e possa lavorare la ter. ra. Stronccire la connivenza d i certi speculatori, che a detrimento delle savie leggi fasciste fanno favoritismi deleteri. Permettere l'accesso dei rurali ai soli stabilimenti agricoli, tenute, ecc. Bisognerebbe far co -noscere a questa gente quale sia la sua vera dignit. Poich il contadino ascolta volentieri bisognerebbe parlargli di sovente, a tu per tu, di persona e non solo per rad io. Fargli capire che la sua lenta aberrazione porta a un decadimento della sua ineguagliabile razza. Che deve mantenersi costantemente a contatto della sua gente, della sua terra, della sua famiglia, che la mirabile sintesi della Patria. Che la sua j>osizione 12rivilegio datogli da Dio Parlare poco e spesso al contadino, far vedere che qualcuno si interessa personalmente d i lui. Cosl svaniranno i suoi pregiudizi, e molti s i accorgeranno dell'errore. E sopratutto insistere sui fattor i razzi a li in sistere sull'endogami a agrest e D ir g li di non tradire l a terra, e che essi sono l'avanguard i a della nazione. Federico Alfredo Riolo c i ha mandato da Milano u n passo di Gioberti in difesa del l'aris.tccrazia, in cui volgare e mediocre sono trattati alla stessa stregua. Perch R i olo non va alla fonte dell a nazione i taliana e non cerca di capire il senso dantesco della parola volgare? G. Vecchietti da Milano ci ha scri tto per di rei che non poss a accettar e l'opinione che la filosofia appartenga a lle decadenze. Ma non un'opinione. E un fatto che si ricava dalla storia d i tutti i popoli, cominciando da greci e romani. Non si ricava dalla storia dei popoli europei, perch sono nati d ecadenti, cio r i fless i vi, e per riflessione del R in a s c imento. Ci induce in equivoco chi non sappia distinguere la nostre dall a storia degli altri popoli moderni. G i ambattista Savoini del liceo scientifico di Vicenza ci ha mandato una prolissa diles a di tutto ci che si pu chiamare complessivamente europeo e d eretico, compres o u n 'apologi a della rivoluzione francese e della ragione. Ma la ragione, caro Savoini, riflette e non pu fare. E si sviluppa specialmente quando l'uomo non s a fare, o quando la sua capacit d i creare decade. Quello che d is t ingue l'uomo, sono le opere. Quello per cui veramente si ha civilt, sono creazioni. S e voialtri non v i r isolvete a partire dal l a poesia e dall'arte, e continuate a princi piar e il mondo dalla filosofia resterete soc iologhi, ma non capirete mai che l 'umanit consiste nella civilt, la civilt nelle opere, e che poesi a significa fatto ovvero creato e che quell o che appartiene all'uomo, a d ifferenza di tutti gli esseri che conosciamo, la poesia. Alberto Lenai, da Milano: Nell 'articolo I GIUDEI IN CINA di T Salvolti, apparso nel N. Il della oo .. a della Raua, si parla di un preteso impero ebraico esistito nell'Asia Centrale verso il VI-VII secolo, dal cui sfacelo ad opera di Gengi scan sarebbe nata una nuova d iaspora, avente per mta principale la C ina. I re:,ti d i questo pqpolo dispers o -se ben comprendo le riassuntive argomentazioni dell'autore -avrebbero dato origine a tre gruppi d istinti: i Cumichi i Negai e i DagSciuglutari (Ebre i dei Mo nti) Partendo dalla somiglianza del nome del secondo di questi gruppi con quello dat o all'c: ebreo giallo del XVI sec. a Pechino, l'autore intende ricollegare storicamente gli ebrei cinesi ai Negai; almeno cosi ritengo di poter dedurre dalla sua esposizione. Ora ci contrasta con le attuali conoscenz e etniche sui popol i i n questione. Per quanto a m e consta -quale dilettante di etnologia -i Negai ed i Cumichi non hanno niente in comune con gli ebrei di nessun paese, compres a l a Cina, separata da essi per mezzo di un intero continente. I Negai sono in fatti pacificamente considerali una trib tart a r a diffusa un po' dappertutto nei territor i bagnati dal Caspio e dal Mar Nero e con habitat distinto nella Dobrugia, Crimea e Ciscaucasia; in particolare quelli chiamati in causa nel predetto articolo costituiscono il gruppo dei Nogai Neri (Kara-Nogai) stanziati fra il Caspio, il Terec e la Curno. I Cumichi tartari anch'essi e come tali lontani parenti dei Negai, abitano pi a sud, alle foc i del Terec e del Sulak. Il t ipo fisico richiama i caratteri gener a li della razza gialla, la lingua appartiene al gruppo Uralo-Altaico, la religione l'islamica; nessun punto di contatto quindi con g li ebrei, di razza i n senso lato -bianca, di lingua semitica e professanti la religion e d i Israele. S toricamente poi i Negai neppure alla lontana si riconnettono all'impero ebraico (?) di Kagan. Essi si sono costituiti con nazionalit propri a sulla f ine del xm secolo, quando il pringipe Negai dell'Orda d 'Oro, separatosi dall' impero Mongolo d i Kaptsciak, si stabili con sudditi di diverse razze di origine turca e mongola fra il Teree e la Cuma, gettando l e basi del Khanato dei Tartari Negai che liorl nei secoli XIV e XV s ul Caspio, Mar Nero e Mar d Azov . I Cumichi invece si sono congiunti territorialmente coi Negai i n epoca posteriore, dalle p ianure del Cura e dell'Arasse, traversando il Caucaso e facendosi strada verso il nord, fra le popolazioni caucasiche dei Lesghi. L 'origine degli uni e degli altri va quindi ricercata nelle grandi invasioni turco-mongol e del XII secolo. In quanto agli Ebrei del Caucaso, ormai quasi completamente tartarizzati, si ritiene comunemente che discendano dagli ebrei stabilitisi in Persia verso il VI sec. a C. (all'epoca appunto della distruzione del Tempi o ad opera dei Caldei) e di li pas sati nel Caucaso insieme ai Tati iranici in e'poca imprecisata (forse durante l'impero dei Sassanidi, IV sec. d. C.) ma' certo d i gran lunga anteriore allo stanziamento nelle stesse regioni dei Negai e dei Cumichi. A testimonianza di ci si c itano da d ivers i autori la comunanza della lingua

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(fra loro gli Ebrei del Caucaso parlano il persiano), i costumi _:___ dove ancora sono conservali -ed il fatto che essi stessi riconoscono la Persia loro patria. Se quanto sopra esposto corrisponde a conoscenze storiche ormai acquisite, cadono le argomentazioni esposte nel suddetto articolo circa l'origine e le relazioni storicogeografiche degli ebrei cinesi. Vi sarei quindi grato se l 'autore o chi per esso volesse chiarire questi punti. Cosi scrive Lenzi. Non abbiamo mancato di chiedere a Salvolti una esauriente risposta, e contiamo di riceverla in tempo per poterla pubblicare col prossimo fascicolo. Roberto Ran ieri, da Roma : Con riferimento al mio articolo sui precedenti storici del problema razziale brasiliano, il prof. Giulio Dolci ha diretto al Questionario un'interessante lettera, in cui mi attribuisce un'inesattezza, avendo io indicato Pedro Alves Cabrai, scopritore del Brasile e sostiene che la scoperta vada invece attribuita ad Amerigo Vespucci. Ora, io non sono meno disposto del pro!. Dolci a riconoscere ci che spetta a Vespucci, il cui nome va posto certamente fra i pri missimi navigatori, ma mi sembra che la gloria di Vespucci non abbia bisogno che cerchiamo di forzare la realt storica. Con questa premessa, mi sia lecito fare a mia volta alcune osservazioni sul problema dello scopritore del Brasile. 44 Chiostro di Demerll, jn Grecia Scr i ve Emilio Malesani che il problema dei primi v iaggi alle coste brasi l iane s i presenta tuttora molto controverso Ma superiamo ogni dubbio e accettiamo pure tutto quanto il pro!. DolCi afferma circa il primo viaggio di Ves-pucci, quello cio che Ve spucci fece da pilota dello spagnolo Hajeda. Giunti, i'l 13 giugno 1499, alla foce del Rio delle Amazzoni i due si separarono, e mentre l o spagnolo volgeva la prora verso le Antille, il fiorentino, penetrato nel Rio, lo navigava per breve tratto ed esplorava poi la costa brasiliana fino al Capo San Rocca. Questo il dato di fatto relativo al primo viaggio di Ves' pucci. Ora, evidente che questa prima esplorazione del fiorentino non pu, con ogni buona volont da parte nostra, essere suf ficiente a considerare Vespucci scopritore del Brasile. Infatti, basta dare uno sguardo a una carta del Bra s ile per accorgersi che il Capo S. Rocco limite meridionale' della prima esplorazione di Vespucci, si trova a settentrione di Nata!, a circa 6 lat. Sud. Quando si pensi che l 'attuale. costa brasiliana si estende fin oltre il 35 lat. S., si deve convenire che, nel suo primo viaggio, Vespucci non scopri che una piccola parte di quella terra, e precisamente quella che ancora di fatto tagliata fuori dal Brasile, inteso nella sua entit storic o -politica. Vespucci compi, vero una seconda spedizione alle coste brasiliane, ma allora era stato preceduto da quelle dello spagnolo Vicente Gafiez Pinz6n, il quale, il 26 gennaio 1500, giunse a un capo, a circa a latitudine S., che denomin Rostro Hermoso, e che poi i P o r toghesi r ibattezzarono Capo S. Agostino e del portoghese Pcdro Alves (o Alvares) Cabrai. il quale, dopo aver approdato, il 23 aprile 1500, a c irca 16" latitudine S., segui ed esplor per largo tratto la costa brasiliana, pro seguendo po i per il Capo di Buona Speranza. Ora io posso anche convenire con il professor Dolci che la seconda esplorazione di Vespucci -svoltas i secondo il Magnaghi, dall'agost o 1501 al gennaio 1502 -abbia avut o un'importanza geografica maggiore di quella di Cabrai, il quale si occup piut tosto di raggiungere il paese delle spe1ie e di trarne un prezioso carico, ma un fatto rimane incontestabile: quello cio che il viaggio d i Cabra! si svolse prima del secondo di Vespucci, mentre il primo viaggio di questo alla foce del Rio delle Amazzonl non mi pare sufficiente a considerarlo scopritore del Brasile Ora non possiamo passare sopra tale priorit, la quale provata anche dal fatto che Cabra! e Vespucci si incontrarono alle Isole del Capo Verde, come afferma il pro fessor Carlo Errera, quando il primo tornava dall'America meridionale e il secondo vi dirigeva la prora. Il prof. Dolci crede di poter affermare che Cabrai . ma non ne d alcuna prova. E, dato pure che cos fosse, penso che'la priorit del viaggio di Cabrai non potrebbe essere cosci'enziosamente dimenticata. Infatti, se potesse esserlo, e non aver valore dove andrebbe a finire la gloria di che per molti anni, e forse per tutta la sua vita, fu fermamente con:

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vinto di essere giunto alle Indie, anzich di aver scoperto un nuovo continente? Del resto lo stesso pro!. Dolci finisce col dire che c la scoperta del Brasile non debba esclusivamente essere legata al caso del Cabrai :.. Ed io mi auguro che venga il giorno in cui una revisione della tradizione ci autoriZ2i ad a1ttibuire il merito della scoperta del Brasi .le non al solo Cabrai, ma ad entrambi i navigatori. Per il momento a me sia lecito osservare che, nel mio artidolo i n cui esponevo i precedenti storici del p toblema della razza in Brasile, abbia accenna1o solo per incidente allo scopritore di que l paese, a1tenendomi alla tradizione corrente, senza accennare ad un problema, che non aveva rapporto coll'argomento del mio articolo, ed al qual_e perci non avevo ragione di fare neppure un accenno. Vittorio Bemardi, da Tripoli : Ho ltto in uno degli ultimi numeri della vostra (permettelemi anzi di dir. e meglio: nostra, poich" l'abbiamo tut\il molto cara) rivista, un articolo su Leonardo c pittore razzista :., che nel suo iipmortale Cenacolo si sarebbe .ispira1o, per alCuni tipi di apostoli, ad autentici ebrei dei' suo tempo. E infatti evidente .che specialmente nella testa di Giuda (e ci va tenuto nel. debit o conto) Leonardo ha saputo trasfondere i <:ara1teri della razza ebraica, mentre negli L'Acropoli d'Atene vista da ovest altri apostoli questi caratteri sono molto attenuati, starei per dire ingentiliti, per sparire del tutto nella soave figura di Cristo ; vedasi a questo proposito, il mirabile disegno 'della testa del Redentore alla pinacoteca .di Brera (dai pi attribuita alla mano dello stesso Leonardo) la cui derivazione dal Cena:colo evidente. Ed assai interessante considerare come in tutte le pi celebri raffigurazioni di Cri sto, anche nelle pi antiche, non si noti a:lcun tentativo di marcare, nei lineamenti, la razza ebraica. Non anzi senza profondo significato che l'arte cristiana abbia invece sovente esaspera1o negli ebrei nemici d i Ges primo fra tutti l'lscariota i caratteri giudaici, mentre tali cara1teri scompaiono in Cristo e in tutti coloro che Lo amarono e Lo seguirono; poich nell 'odiosa fisionomia, tipi camente ebraica, d i Giuda, si voluto in ogni tempo, identilicare lo stesso genio del male, mentre il soave, austero volto del Redentore, tramandatci dalla lradizione -che cost straordinariamente si accosta-all'ideale del tipo ariano l'espressione stessa della bont. Molte altre QPere di sommi autori, oltre il Cenacolo, si potrebbero citare a convalida di quanto precede, ma, per tacere delle altre, ritengo ora di qualche interesse citare il q uadro poco conosciuto del pittore fiammingo quattrocentesco Hieronymus Bosch, che si ammira nel museo di. Gahd, Ges che porta la croce (vedi tav. CXI, vovol. VII, Enciclopedia Trecc,) lvi non si potrebbe1 meglio accentuare, esasperare anzi, il contrasto tra Gesil ed i suoi carnefici giudei, nei cui satanici ghigni sono mirabilmente messe a nudo, con arte spieta1amente vera e profonda, i malvagi caratteri non soltanto fisici della razza di .Giuda. Augusto Mena rini, medico dei bambini, da Sesto Fiorentino : Ottimo il N. IO della Difesa della Raz.za dedicato ai meticci, argomento che la Vostra Rivista molto bene ricorda da molti numeri, . Per in pratica, per evitare questa dannosa piaga sociale, occorrerebbe impedire in tutti i modi lo stabilirsi di stranieri giovani nel nostro territorio, od almeno ridurre al minimo la loro permanenza. Ora permettetemi una domanda alla quale non mi' stata maj data una risposta a quante persone l 'h o rivolta. Dop la guerra le maggiori citt d'Italia furono invase da varie centinaia d i asiatici (giapponesi?) che vendevano perle false. Da allora non sono pi anda1i viCI; hanno mantenuto il commercio girovago ed i n pi si sono lentamente infiltrati anche nei pic coli pqesi, devono essere sta1i sostituiti da altri elementi giovani perch fra essi non vi sono vecchi. Si domanda chi li mantiene; perch sono sempre vestiti e non guadagnano certo da coprire le spese. Perch fingono di non capire l'italiano, mentre poi pi volte sono stati sorpresi che lo comprendevano benissimo? il popolo non se ne fida e non comprende

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perch si autorizzi l a loro permanenza certo dannosa per noi, anche se non faranno met icci; ma donne non se ne vedono della loro razza. L'argomento del meticciato. mi ha tirato iu ori strada? Ma io parlo per l a purezza della nostra razza e dignit nostra. Mario Caporilli. da Genova: Si nota ancora che giovani e vecchi genitori e ve ne sono purtroppo parecchi, dimostrano scarso spirito fascista, perch sicuramente affetti da manie di snobismo. Tralasciamo coloro che ancora hanno radicale in s certe idee di un'epoca in cui si desiderav a ogni cosa, morale e materiale, che sapesse d i esotico; ma ci non deve essere p i nell'epoca nostra! Eppure ci dato di osservare che giovani, persin o g i o vani genitori avviino i propri figli a formarsi in una scuola che non italiana e tantomeno fascis ta, nella quale siano allevati da persone straniere, apprendendo modi e lingua stranieri, uccidendo cosl inconsciamente quell'istinto naturale che tende a tutto ci che patrio e avito. Moltissimi sono costoro e molti ne conos ciamo: fanciulli allevati da persone che in fatto di razza, di cultura e di spirito sono la nostra negazione, da persone che, tra l'altro, per la mediocre mentalit dei padroni, devono indossare costumi sfarzosi e carnevaleschi; ragazzi che frequentano istituti privati dal nome straniero e dalla pedagogia estranea all'etica del nostro tempo e all'immaginazione italiana. Pietro Barboni. da Grappino (Bergamo): Nel fascicolo del 5 mrzo XVIJI il camerat a Rey c onsigli al giovane di A zione Cattolic a di leggere la Difeaa della Razza per conoscere g l i Ebrei. Ora, a parer mio, l o stesso fascicolo mi d modo d i fare un ri lievo a questo proposito. L 'articolo di Leers, s ull 'ori gine degli ebrei, altera, secondo me, l o s p irito della Bibbia. Credo che sia gi :nolto quello che di male ne dice la Bibbi a degli ebrei, per sentire la necessit di aumentare la dose. Dalla lettura delle citazioni, molto ben fatte del resto, ho avuto un'impressione molto migliore di quell a avuta dall'articolo. Cos per Abramo e pi ancora per Giacobbe, il quale a me non sembra che aiuti i figli anzi nega loro la benedizione per la l o r o violenza (v. l Mos. 34, 30 e l Mos. 49, 5-7). Il capo 34 era gi stato c i tato nel questionario del n 12 del 20 aprile XVII ;na anche l si tralasciava il versetto 30. Sui rapporti culturali tra assiri ed ebrei, alcuni autori spiegano le somiglianze, in alcuni casi molto superficiali. come provenienti dal fondo comune di tradizioni espress e in diverso modo dai due popoli. Ora io dico che chi scrive dovrebbe esprimere, nelle questioni, quelle che sono le idee pi sicure allo stato attuale degli studi, pur .sostenendo l e proprie opinioni; e questo per dar modo a tutti di. formarsi idee chiare. Cosl dagli eru ditissimi articoli di Evola sugli ariani, scritti in diversi numeri, non capisco se quest o autore ammetta la trascendenza, se consideri il cristianesimo come un semplice fatto umano o invece anche soprannaturale. Su alcuni punti, che possono far nascere dubbi, specialmente in chi non ha fatto m o lti studi, necessario essere molto chi.:tri. Ho e spresso le mie idee un po' confusamente, soprattutto perch sono semplici impersonali, che mancano dei necessari argomenti per arrivare alla verit. Franceaco Valentino. studente di lettere, da Caserta: Nel n. 12 della Difeaa della Rana. Anno II, ebbi gi l'occasione di mettere in chi a r o alcuni concetti sulla musica sncopata, dimostrandone l'appellativo d i moderna, che corre tuttavia bocche della moltitudine. Ora, daccn sembra che il problema cominci a respirare un abito pi vasto, e ad assumere, pur non scevro diJ incomprensione, un maggiore interesse, non sar inutile stab ilire altri punti fermi intorno all'argomento. E' innegabile che la sincopat a si svolga in un campo ristrettissimo, addirittura meschino, in cui si a il ritmo, snervante, caotico, elettrizzante, come si suoi definirlo. nelle composizioni svelte; si a quello pi tollerabile e meno barbaro delle composiZiOJ,; lente, sia l a brevit inevitabile della composizione stessa, e anche l'innata tendenza ad accogliere le parole pi stupide e insignilicanti o a scatti o in languidi abbandoni, con adeguati storpiamenti di lingua e di voce, tolgono ogni possibilit alla fantasia d i spaziare e creare (che diverso da comporre), impediscono qualsiasi distinzione tra gli autori, cosi che tutte le composizioni sembrano uscite dalla stess a macchina, dnno, in delinit.va, una straordinaria sensazione di rinuncia a tutto ci che alto. Circolo chiuso quindi, rinuncia al sentimento e meccanismo d i for ma, in cui non c' posto per i l genio. Se questo allora il carattere della musica sincapata, esso appare in evidente contrasto col carattere dell'arte, che insieme libera fantasia e sentimento in cui il genio pu spaziare. La musica sincopata quin di non a rte, anzi, considerata sotto certi aspetti che non val la pena di richiamare, s rivela negazione dell'arte. E se volessimo conservare alla musica il suo essenziale significato questa, che per intenderei chiamiamo mu!;ic a sincopata, non meriterebbe il nome d i musica: ritmo sincopato, e non altro. I caratteri che abbiamo esposti sulla musica sincopala, avendo una sola inconfondibile impronta, la mancanza di vita, sono in discordanza netta con il nostro tempo che quello in cui sono in giuoca, in tutta la loro potenza, i valori della razza, sicch non bisogna cullarsi jn smancerie, bensl vivere col ritmo della nazione: ed puerile pensare che questo ritmo sia da ricercarsi altrove che nella musica italiana. Cosi scrive Sullo stesso argomento, Gaatone Baule ci scrive da Padova che meglio tacere, se questo vizio mondano della musica barbara non possa essere guarito, e chiede ad A rrigo Coi, a Silvano Manzini, Aldo Sentieri, se essi credano che la mania negroide sia solo musicale o non sia anche del ballo e del cinematografo. ecc. .Anche Carlo Cumano cj ha scritto da Le-rci che dobbiamo difendere l a musicale italiana, non solo con queste discussioni, ma con articoli. E ci ha mandato il ritaglio d'un giornale, dal risulta che in un teatro della Spezia, dopo l'esecuzi one d'un melodramma, il pubblico volle che il tenore cantasse la canzone intitolata Vento e and in brodo di giuggiole. E Cumane vorr considerare che il borghese, al melodramma, dopo essersi decorosamente annoialo, alla fine della serata, abbia voluto rifarsi la bocca. Domenico Fornelli. che ci h a c ostretti a decifrare la sua firma da banchiere, ci ha mandato da Biella un altro scritto sull'arte. C i pare di capire che egli osservi una certo. materialit nella forma moderna dell'arte, nella stessa tendenza alla forma geometrica. Egli dice pure che idealismo per lui signi-. f ic a pensiero chiaro e sopratutto onesto. Ringraziamo Fornelli ed superfluo dirgli che non solo il questionario, ma ogni campo della nostra rivista aperto a chi abbia qualche cosa da dire. Nando Camellini c i ha scritto da Cagliari, riprendendo l'argomento gi trattato da !taio Balma, riguardo ai protestanti, e a n o i non resta che pregare Camellni di leggere quanto dicemmo a Balma. Un anonimo cj ha scritto mandandoei da Trieste il ritaglio di un giornale, che ha pubblicato il ritratto d 'un bambino ebreo, a propos ito di un concorso intitolato bimbi d'Italia. E i l bello che questo anonimo incominci la sua lettera c ot versi: uommt siate e non pecore malte ecc. Che gli vuoi rispondere? Manfredina Fabro ci ha scritto da Udine esser meglio opporre alle miagolanti canzonette in voga il silenzio che le nostre discussioni le quali non hanno altro effetto che la vanit dei canzonettisti. L 'insegnante Edoardo Piacmi ci ha scritto da Catanzaro che gli ebrei siano agnostici riguardo all'etica fascista, ma che v i siano altri problemi pi urgenti, come quello morale, e specialmente quello della corruzione femminile. Che cos' la donna moderna? -chiede Pisani. E volete sapere la ri sposta? Ascoltale Pi sani: LH fel1111lM. celle du mohu qui aont a.aez feJilllle pour H trouver. ont dea amanta_ Lea maria ne l'i4JDOrent paa, ferment lea yeux. et cbercbeat une maitreNe de leur godi. Dove a ndat o a pescare questa risposta Pisani? A Catanzaro? A Parigi. A Parigi, che sera te] Se vedessi il parigino caro Pisani. Ma quando la finiamo di essere cosl imbecilli. U. AntoneUi ci ha scritto da Roma fra l'altro: Anch'io che scrivo h o sofferto all'estero nel mio duro lavoro, ricevendo i l pane da mano straniera, che compensava a basso prezzo la mia fatica. Erano allora tempi d 'emigrazione, nella nostra terra, e non avevamo capito quel che ora tocchiamo con mano, che potevamo in casa nostra creare ci che andavamo a mendicare altr'Alpi. Pietro PioYGDi mand una di squisizi one, che ndrebbe al capitolo delle questioni acerbe, dal quale Piovani pu ora ricavare qual' l'interesse di queste nostre discussioni e perch non abbiamo pubblicat o il suo scritto. __ TELE ___ ____ ND __ I __________ __ Stampatori: Societ Anonima Istituto Romano di Arti Grafiche di Tumminelli & C -Citt Universitaria -Roma

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Collaudato dal Ministero delle Comunicazioni -Ogni Radiobalilla, ha il relativo bollino di collaudo T re valvole O nde medie -Ricezione diurna della stazione pi prossima In condizioni favorevoli ricezione serale di alcune principali stazioni europee. Privo di reazione regola bile sull'aereo, quindi esente dai disturbi caratteristici degli apparecchi a reaz1one C O STA L l R E TASSE RADIOFONICHE COMPRESE. ESCLUSO ABBONAMENTO ALLE RADIOAUDIZIONI VENDITA RATEALE 47

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POPOLARI Fino a non molto tempo addietro la previdenza assicurativa e la valida protezione che ne deriva per l'individuo e per la famiglia, costituivano un privilegio di coloro che godevano di un certo benessere economico. Oggi. per l'opera altamente sociale svolta dall'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, mediante le ASSICURAZIONI POPOLARI tale tutelatrice ed essenziale forma previdenziale resa facile anche ai ceti meno abbienti. e cio a tutte le categorie di lavoratori, perch la polizza popolare costa poco e perch essa. oltre alle caratteristiche comuni a tutte le assicurazioni sulla vita. altre importantissime ne racchiude, rivolte particolarmente a vantaggio delle categorie su accennate. Elenchiamo le principali: -IL PAGAMENTO DEL PREMIO SI EFFETTUA IN QUOTE MINIME MENSIU di L. 5. 10, 15, ecc.; -NEL CASO DI MORTE DOVUTA AD INFORTUNIO. ESCLUSA OGNI CONCAUSA. ai beneficiari viene pagato non soltanto il capitale assicurato, ma anche altro capitale di pari importo; NEL CASO DI SERVIZIO MILITARE O DI DISOCCUPAZIONE. consentita la sospensione dal pagamento dei premi fino ad un biennio; -NEL CASO DI NUMEROSA PROLE e precisamente quando l'assicurato venga ad avere sei figli viventi dopo la stipulazione del contratto. concesso l'esonero completo dal pagamento dei premi; -NEL CASO DI INVALIDITA' TOTALE. qualora l'assicurato si trovi nelle condizioni previste dalle clausole contrattuali, del pari concesso l'esonero completo dal pagamento dei premi. Devesi poi aggiungere che gli assicurati con la "polizza popoiwe godono anche del beneficio di partecipare agli utili annuali dell'Istituto; il che si risolv, a conclusione del contratto. in un vantaggio economico molto A meglio illustrare la importanza pratica dei benefici sopra elencati. riportiamo tre esempi. L'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI VI PREGA DI ACCOGLIERE CON AMICIZIA ED ASCOLTARE CON AITENZIONE I SUOI AGENTI PRODUITORI, NE AVRETE BENEFICIO


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